Genova, martedì la protesta dei lavoratori dello spettacolo: "Il settore è allo stremo"

di Redazione

Manifestazione a un anno esatto dalla chiusura dei luoghi della cultura, 365 giorni di profonda crisi per centinaia di migliaia di persone

A un anno dalla chiusura dei luoghi della cultura, Fistel Cisl e Uilcom Uil Liguria annunciano un presidio di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo che si svolgerà a Genova martedì 23 febbraio 2021 dalle 10,00 alle 12 in Largo Eros Lanfranco. Le richieste delle organizzazioni sindacali per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo: "Riaprire in sicurezza i luoghi della cultura, Rinnovare i contratti nazionali- protocolli professionisti e autonomi, salvaguardare produzione e occupazione, riforma legislativa dello spettacolo, definizione di piante organiche adeguate e stabilizzazione dei precari delle fondazioni lirico-sinfoniche,ammortizzatori e sostegni fino alla fine dell’emergenza". Lo slogan della manifestazione: "Torniamo a fare spettacolo".

"Il 23 febbraio torniamo in piazza ad un anno esatto dalla prima chiusura dello spettacolo dal vivo - afferma il Coordinamento Imprese teatrali della Liguria in una nota - Torniamo a ribadire come un progetto di cura sociale sia quanto mai necessario per tornare a tessere quei legami di comunità inevitabilmente recisi dalle misure di contenimento e garantire spazi di riflessione collettiva. L'ancora degli spettacoli e dei concerti in streaming non è e non può essere considerato un appiglio. Non ci ha salvato, non ci salverà e rischia invece di snaturare un’arte antica quanto il mondo. I luoghi di cultura e le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo sono stati troppo a lungo e pesantemente penalizzati. Occorre una riforma strutturale, formale e concreta, del settore che tuteli la dignità del lavoro. Chiediamo un piano di ripartenza che restituisca agli operatori e alle operatrici dello spettacolo il diritto al lavoro, che preveda un sostegno alle piccole e medie realtà culturali che rischiano di scomparire e protocolli di sicurezza per aprire il prima possibile i luoghi di cultura e spettacolo. Chiediamo una data, una progettualità. Il settore è allo stremo. Per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore è stato un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive: servono misure di reddito e sostegno strutturali e universali per affrontare una crisi di tale portata. Servono tavoli competenti e di vasta rappresentanza per affrontare la questione della ripartenza e della riforma del settore. I danni si stanno già contando."