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Venezia Port Community: "Cinque mesi senza risposta: così rischiamo di chiudere"

di Marco Innocenti

Alla vigilia della visita della ministra De Micheli, gli operatori portuali della Laguna chiedono un immediato faccia a faccia

Cresce la rabbia degli attori portuali di Venezia. "Cinque mesi senza una singola risposta - scrive in una nota Venezia Port Community - Non è stato sufficiente che gli imprenditori e i lavoratori portuali scendessero in acqua con decine e decine di barche e riempire in Marittima a Venezia una sala stracolma, per accendere una fiammella di attenzione in seno al Governo e presso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Cinque mesi che hanno fatto crescere la rabbia in un porto che rischia di chiudere “per impraticabilità del campo” visto che la manutenzione dei canali non viene effettuata da anni e le navi non riescono più a entrare e ormeggiarsi alle banchine e che dalle Istituzioni nazionali non arriva neppure un segnale di attenzione".

"È proprio per questo che Alessandro Santi, presidente degli agenti marittimi di Venezia e coordinatore della community degli operatori portuali e marittimi della Laguna, ha scritto nei giorni scorsi nuovamente al ministro Paola De Micheli, attesa in Laguna domani, venerdì 10, per assistere alle prove del Mose. Santi, a nome degli imprenditori e lavoratori veneziani, che a maggio scorso aveva già chiesto al Ministro udienza, dopo mesi di silenzio ricorda che la comunità portuale di Venezia significa 22.000 posti di lavoro, 6,6 miliardi di fatturato, ma anche l’hub principale per il polo industriale del nord est italiano e segnatamente del Veneto" conclude la nota.