Tassa ETS, Rixi: “Rischia di compromettere il futuro marittimo dell’Europa”
di Luca Pandimiglio
"La misura potrebbe creare uno svantaggio competitivo per i porti europei rispetto a quelli extraeuropei"
“Sul tema ETS devo dire la verità: sono assolutamente contrario a questa tassa che, a mio avviso, rischia di compromettere il futuro marittimo di tutta Europa”. Così il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi.
Secondo Rixi, la misura potrebbe creare uno svantaggio competitivo per i porti europei rispetto a quelli extraeuropei. “Anche recentemente ci sono state espressioni molto forti di altri Paesi extraeuropei contro questa tassa, perché creerà vantaggi competitivi per i porti fuori dall’Europa e tenderà a far spostare le flotte dal nostro continente”, spiega.
Uno scenario che, sottolinea il viceministro, sarebbe particolarmente pericoloso nell’attuale contesto internazionale. “Non possiamo minimamente permetterci una situazione del genere in una fase geopolitica così complessa come quella attuale, dove le crisi aprono e chiudono i mercati in poche ore e ci costringono a ridisegnare rapidamente le nostre rotte commerciali”.
Allo stesso tempo Rixi riconosce la necessità di accelerare sulla transizione energetica e sull’innovazione del settore portuale e marittimo. “È evidente che bisogna fare un grande sforzo: in parte è stato già fatto con l’elettrificazione delle banchine, con i decreti che riguarderanno le forniture energetiche nei porti e con la ricerca di nuove tecnologie”.
Il punto centrale, però, resta quello delle risorse economiche. “Per fare questo servono più investimenti e non bisogna togliere liquidità al settore. Io vedo l’ETS come un prelievo forzoso su un comparto che dovrebbe innovare ma che rischia di perdere capacità di innovazione proprio a causa di una tassazione che priva le compagnie della possibilità di investire sul futuro delle loro flotte”.
Sul fronte delle politiche del governo, Rixi sottolinea l’importanza degli incentivi per sostenere il mondo dei trasporti e della logistica. “Abbiamo bisogno nell’immediato di dare più incentivi e quindi di liberare liquidità per sostenere la fase di ristrutturazione del sistema Italia, soprattutto per gli operatori ferroviari e per quelli del trasporto stradale”.
L’obiettivo è rafforzare l’intermodalità e il sistema logistico nazionale. “Dobbiamo potenziare il sistema marittimo e in particolare le autostrade del mare”, afferma. A pesare sul comparto è anche la questione energetica. “Nella situazione attuale dobbiamo combattere anche il fenomeno del caro carburante. È difficile prevedere cosa succederà nei mercati nei prossimi mesi: tutto dipenderà da quanto durerà la crisi nel Golfo”.
Per il viceministro la tenuta del sistema logistico dipenderà soprattutto dalla capacità di reagire ai cambiamenti dello scenario internazionale. “La resilienza del nostro sistema dipende dalla coesione del settore intermodale e dalla capacità di cambiare rapidamente norme e incentivi dedicati al comparto in funzione dei cambiamenti della geopolitica”.
Rixi definisce il momento attuale “molto difficile e complicato”, ma invita a non rallentare i processi di trasformazione. “Non dobbiamo bloccare i processi di riforma e di digitalizzazione, perché dobbiamo recuperare competitività e aprirci a nuovi mercati”.
Infine, il viceministro sottolinea l’importanza del confronto diretto con gli operatori del settore. “Il modo migliore per affrontare queste sfide è parlare con gli operatori, avere un dialogo aperto e anche un confronto a volte acceso che però porti a soluzioni concrete. Perché con la filosofia si va poco distante”.
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