Iran, Paroli: “Impatti inevitabili su traffico e sicurezza nei porti liguri”

di Luca Pandimiglio

Le tensioni in Medio Oriente e le nuove 'disruption' logistiche avranno effetti anche sui porti liguri. A dirlo è Matteo Paroli, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, a margine dello Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry in corso al centro congressi di Assolombarda a Milano.

"Le conseguenze ci saranno, sono inevitabili sul porto di Genova come su quello di Savona. Ci attendiamo una congestione dei traffici, che probabilmente registreremo già nei prossimi giorni, soprattutto per il settore petrolifero e del gas naturale", ha spiegato Paroli, ricordando come una crisi analoga, poco più di un anno fa, abbia colpito l'intera logistica mondiale.

Il presidente ha sottolineato che si tratta di una criticità condivisa con tutti i porti nazionali: "Non abbiamo competenze sulla politica internazionale, possiamo soltanto efficientare il nostro sistema di accoglienza delle navi". In quest'ottica, Genova e Savona stanno rafforzando la security portuale, sia sul piano fisico - accessi e permanenza delle navi in rada - sia su quello cibernetico.

"La componente cyber è particolarmente attenzionata - ha aggiunto - perché le merci sono accompagnate da flussi di dati fondamentali e non possiamo permetterci intrusioni o attacchi, che registriamo quotidianamente con picchi crescenti quando le tensioni internazionali salgono".

Quanto agli scenari marittimi, la chiusura del Stretto di Hormuz "ha già scatenato panico e allarme", anche se al momento non si registrano rallentamenti sulle navi in arrivo. Diverso il discorso per il Canale di Suez, dove le nuove tensioni potrebbero rallentare ulteriormente i transiti e favorire rotte alternative come quella del Capo di Buona Speranza, con slittamenti nei tempi di arrivo. "In linea teorica - ha concluso Paroli - entro 40-45 giorni il sistema dovrebbe stabilizzarsi, ma il settore energetico è quello che rischia di risentire maggiormente della situazione di guerra".

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