Bucci: "Preoccupazione per conseguenze guerra sulle catene logistiche, ma nessun allarmismo"
di Luca Pandimiglio
"C'è un po' di preoccupazione ovunque per le catene logistiche, dai carburanti al gas, ma non sono allarmato: la logistica è un meccanismo estremamente flessibile e sa trovare soluzioni anche nei momenti di crisi". Lo ha dichiarato Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, a margine dello Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry che si sta svolgendo al centro congressi di Assolombarda a Milano.
Alla luce della guerra in Medio Oriente e delle possibili ripercussioni sul porto di Genova, Bucci ha confermato interlocuzioni costanti con gli operatori del settore. "Ci sono navi ferme prima di poter passare nello stretto, quindi ci sono merci bloccate che dovranno essere instradate verso il porto giusto quando sarà possibile transitare. È una situazione in continua evoluzione".
Secondo il governatore, le tensioni internazionali generano inevitabili rallentamenti, ma rappresentano anche occasioni di riorganizzazione: "In queste situazioni si aprono opportunità per gli imprenditori della logistica di fare un buon lavoro e risolvere problemi complessi".
"La logistica riesce sempre a trovare nuove vie - ha concluso Bucci -. Non sono preoccupato in generale, sono piuttosto molto attento, come lo sono gli imprenditori, a individuare la strada giusta nel momento giusto. E ce la faremo sicuramente".
"Una riforma portuale ci deve essere, il sistema va aggiornato". Lo ha dichiarato Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, a margine dello Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry in corso al centro congressi di Assolombarda a Milano, intervenendo sul tema del riordino del sistema portuale. "Non abbiamo ancora visto i dettagli della riforma - ha precisato - quindi bisogna valutarla quando sarà definita. Ma quando ne ho parlato con il ministro ho ribadito che è necessaria: il sistema portuale italiano deve essere modernizzato". Per Bucci, il modello da seguire è quello del "think globally, act locally": "Le linee guida si fanno al centro, come nelle multinazionali, ma le attività operative devono essere gestite sui territori. Non si può pensare che i 50 metri di un molo o i massi guardiani vengano decisi a Roma: queste scelte spettano alle Autorità portuali". Diverso il livello per strategie e grandi investimenti, che secondo il governatore devono restare in capo allo Stato. "È normale che le scelte strategiche siano centrali, mentre la gestione quotidiana sia locale. Poi, come sempre, chi vuole fare polemica strumentale trova terreno aperto, ma il principio è semplice ed equilibrato".
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