Da "L'ombra oscura" al progetto "No violence" Valeria di Pace si racconta

di Giulia Cassini

I successi cinematografici e l'impegno sociale della famosa attrice

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Continua a gonfie vele la carriera dell’attrice Valeria di Pace con una particolarità: l’impegno costante e trecentosessanta gradi nel sociale. Nota al largo pubblico per le fiction Centovetrine Distretto di Polizia, Squadra Mobile , per il teatro e per i corti come quello con regia di Marco Esposito “Alcol Assassino” girato tra Salerno, Napoli e Avellino continua a stupire. Lo fa negli eventi collaterali del Festival di Sanremo e con il suo ruolo di testimonial contro la violenza sulle donne.  

“Denunciare è fondamentale, così come essere orientati all’ascolto. Ci sono tante persone che hanno bisogno di aiuto, anche vicino a noi, anche le più insospettabili” dice con energia e con la franchezza di chi le donne le capisce a pieno. C’è di più dell’empatia, ad ogni modo.  Nella settimana del Festival di Sanremo in diversi eventi e presso lo studio di Telenord in via Piave  ha dato voce al progetto “No violence” di cui è referente per Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta con il presidente Michele Simolo. 

Un modo di essere a contatto con la gente, con quel suo pubblico che la segue da sempre, fino alle realtà più complesse perché non esistono solo le brutture evidenti agli occhi di tutti, ma anche le subdole e striscianti forme di violenza psicologica di cui ancora la società è intrisa. Piccole, grandi discriminazioni che rendono necessari cambi di mentalità e azioni attive, capillari sul territorio. Oltre a questo impegno l’attrice ha fresco di uscita il lavoro “L’ombra oscura” di Giuliano Pagani  e interpreterà anche a breve “Woman respect” con Jenny Ferrari.