Nuovi banchi per le scuole, la ministra Azzolina: "Non costeranno 300 euro"

di Redazione

"Il ministero non ha imposto nessuna tipologia", scrive Azzolina. Intanto, secondo il Corriere della Sera, il produttore dei banchi al centro della polemica avrebbe rinunciato alla gara d'appalto

Continua a far discutere la questione dei nuovi banchi per garantire il distanziamento fisico che dovrebbero arrivare nelle scuole a settembre. Negli scorsi giorni si erano diffuse le foto un prodotto a rotelle, con banco e sedia integrati, che secondo alcuni giornali sarebbe stato proprosto al Ministero dell'Istruzione al costo di oltre 300 euro a pezzo, ma che su diversi siti internet sarebbe stato invece disponibile a 30 euro

Questa mattina la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha scritto sul suo profilo Facebook la sua versione della vicenda: " Non ho mai detto che pagheremo i banchi innovativi 300 euro. Mai. Anche perché il prezzo non lo stabiliscono il Ministro di turno o i social, ma la gara europea in corso. Com'è giusto che sia. Aggiungo: come Ministero non abbiamo imposto nessuna tipologia di banco. Ma abbiamo dato alle scuole la possibilità di richiedere i banchi monoposto che preferivano, di tipo più innovativo o anche tradizionale. Il fatto che sia arrivata una richiesta per un totale di 2,4 milioni di banchi mette in evidenza la grande esigenza che c'era di nuovi arredi scolastici. Ci sono scuole dove i banchi non vengono cambiati da tantissimi anni. E finalmente lo Stato, per la prima volta, anziché dire ai dirigenti scolastici ‘comprateli voi’ si fa carico di questa spesa. Nell’interesse dei nostri ragazzi. Ricordo che da inizio anno abbiamo investito 6 miliardi in più sulla scuola e gli arredi sono solo una delle tante cose che stiamo facendo. Abbiamo investito sull'organico del personale scolastico, sull'edilizia scolastica e molto altro". 

Intanto C2 Group, l'azienda produttrice dei banchi finiti al centro della polemica, sembrerebbe aver deciso di non presentarsi alla gara d'appalto per la fornitura. In una lunga intervista al Corriere della Sera, il titolare dell'azienda Stefano Ghidini ha dichiarato che, pur apprezzando l'interesse mostrato dal ministero per i suoi prodotti, la diffusione delle foto del banco avrebbe portato ad una "banalizzazione" del lavoro della C2 Group e che avrebbe intenzione di rinunciare a partecipare alla gara di fornitura per "salvaguardare la serenità dell'azienda e delle persone che ci lavorano".