Liguria in zona gialla, i ristoratori fanno il bilancio delle prime 48 ore

di Redazione

Tenere aperto a pranzo è una boccata d'ossigeno: "L'asporto non bastava a coprire le spese". E c'è chi aspetta il Dpcm del 3 dicembre per ripartire

Dopo quasi un mese di zona arancione con la possibilità di effettuare soltanto servizio d'asporto e consegne a domicilio, i ristoratori non vedevano l'ora di riaprire a pranzo. "Domenica, il primo giorno di zona gialla, è andata benino, la gente è tornata a girare un po' di più nel weekend", racconta Mauro di Rossocarne. "Noi in realtà lavoravamo soprattutto di sera, ma tenere aperto a pranzo è un modo per far vedere che ci siamo". 

C'è però anche qualcuno che ha deciso di essere cauto. "Noi terremo chiusa la cucina fino al 4 dicembre, il giorno dopo il tanto atteso Dpcm del governo", annuncia Domenico, del bar Basilico Café a Carignano. "Qui ci sono molti uffici, la maggior parte dei nostri clienti è in smartworking da mesi e non credo che ritorneremo mai più alla normalità". Poco più in là, nel ristorante i Mattoni Rossi, anche Thomas parla degli effetti dello smartworking: "L'80% della nostra clientela lavora da casa, ma a prazo le cose cominciano a funzionare". 

"Abbiamo iniziato il 26 luglio 2020, quindi diciamo che è stata un'apertura abbastanza travagliata", racconta Davide di Sette Sensi. "Avremmo dovuto iniziare a febbrio, il Covid ci ha scombinato i piani. A settembre abbiamo lavorato bene, ora speriamo che le cose migliorino: per ora, sono soddisfatto di aver realizzato il mio sogno, aprire un ristorante".