Allo studio le "zone 30", limiti di velocità per salvaguardare i pedoni. Ma l'idea viene da lontano

di Claudio Baffico

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Allo studio le "zone 30", limiti di velocità per salvaguardare i pedoni. Ma l'idea viene da lontano

Gli impietosi dati emersi dal consuntivo della Polizia Locale riguardo l'attività del 2025, inducono il comune di Genova a trovare soluzioni e contromisure per invertire la tendenza del numero crescente di morti sulle strade e di pedoni investiti. A quest'ultimo riguardo, ben dieci hanno perso la vita, un record davvero poco invidiabile e che non può far attendere oltre per provare a mettere in campo iniziative efficaci.

A tal proposito, appare quantomai attuale l'idea di istituire il limite dei 30 km/h, come già avviene, con risultati confortanti, in altre città, prima fra tutte Bologna. Limite che tuttavia non andrebbe applicato in interi quartieri, ma a macchia di leopardo nelle strade più pericolose, o quelle corrispondenti ad attraversamenti pedonali che si caratterizzano per segnaletica insufficiente ed illuminazione carente. L'iniziativa, una volta decisa e approvata, potrebbe trovare terreno fertile soprattutto nelle zone di San Fruttuoso, Marassi, San Martino e Sampierdarena che, dati alla mano, necessitano più di altre un supporto per combattere questi crescenti incidenti. Per rendere più adeguate le infrastrutture dove potrebbe essere introdotto il provvedimento, sono allo studio modifiche strutturali, come il restringimento di alcune carreggiate, pavimentazioni ad hoc, dossi e dissuasori di vario genere. In queste settimane, tecnici del comune assieme all'assessore alla Sicurezza Urbana e alla Polizia Locale Arianna Viscogliosi stanno visitando vari municipi per prendere atto della situazione in essere, mappare quando serve gli attraversamenti maggiormente a rischio, e stilare una graduatoria per gli appositi interventi. Una sorta di commissione sicurezza itinerante che permetterà di avere un quadro più chiaro su limiti, rischi e carenze attuali.

Ma l'idea delle zone 30 non nasce oggi. Negli anni scorsi, sotto la giunta Bucci, ne avevano parlato in termini favorevoli gli ex assessori alla Mobilità e Trasporti Matteo Campora (2024) e alla Polizia Locale e alla Mobilità Sergio Gambino (2025). "Ho chiesto di individuare le vie dove il limite dei 30 può essere realmente un beneficio - dichiarava Gambino - Strade e non intere aree, perché senza controlli efficaci le persone tornano a viaggiare alla velocità consueta e controllare una zona vasta è estremamente complesso. L’obiettivo resta uno solo: ridurre morti e feriti".

Sul fronte della prevenzione e del comportamento degli utenti della strada, il comandante della polizia locale Fabio Manzo ha annunciato un confronto con i rappresentanti di pedoni e automobilisti. "Dobbiamo costruire un’alleanza – ha sottolineato –. In prossimità delle strisce pedonali è fondamentale rallentare: la sicurezza non può dipendere solo dalle regole, ma anche dall’attenzione di chi guida". A tal proposito, nei giorni scorsi il consigliere Marzio Bini aveva anticipato in esclusiva a Telenord l'intenzione del municipio Bassa Valbisagno di istituire un corso di educazione stradale per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. A conferma che la prudenza non è mai troppa, e che ogni idea o iniziativa volta a contrastare incidenti e comportamenti poco prudenti sulle strade è da sostenere fino in fondo.

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