Gianni Casale, l'esecuzione dell'Ultima Cena sulla guida di Giulio Cesare Procaccini

di Giulia Cassini

A dicembre verrà collocata al convento dei francescani di Recco

Gianni Casale, 'ambasciatore del restauro' e figura di spicco già di diversi enti genovesi come l'Accademia Ligustica di Belle Arti e la Soprintendenza dei Beni artistici e storici, è stato incaricato questa estate dell'esecuzione di una Ultima Cena su guida del capolavoro di Giulio Cesare Procaccini da collocarsi a dicembre presso il Convento dei francescani di Recco.

La tela originale, del 1618 (unico anno in cui il pittore risiedette a Genova), era stata esaguita per il refettorio, dove rimase fino al 1686 per essere poi trasferita in chiesa, nell'attuale controfacciata. In quell'anno l'opera venne modificata e ingrandita, soprattutto in altezza, trasformata ed inserita nella cornice a stucco con figure e decori.

"Mi sono concentrato su questa grandiosa realizzazione -rivela in anteprima Gianni Casale - del resto nel 1961, dopo appena 3 anni dall'inizio della mia professione nel campo del restauro, mi venne affidato dal professor Pasquale Rotondi il restauro del bozzetto della grande pala, che era conservato nella Galleria di Palazzo Spinola dove attualmente è esposto. Ricordo ancora benissimo la preziosità e la libertà della pennellata disegnativa delle figure, nonché la luminosità cristallina del pigmento". Il capolavoro è stato restaurato nel 1991-1992 a Genova e ultimamente tra il 2016 e il 2018 presso il laboratorio scuola "Venaria" di Torino.  

"Mi è poi stato affidato l'incarico - continua Gianni Casale - nel 2018 di eseguire un cenacolo da collocare nel refettorio dalla Commissione francescana, confermato da Alessandra Cabella, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria e dalla Direttrice Ufficio Beni Culturali francescani e benedettini Debora Catarozzolo".

Il primo step è costituito da tre bozzetti, mentre il dipinto, di dimensioni 250 x 120 cm è già agli ultimi ritocchi. Il dipinto è realizzato su tela di canapa preparata in acrilico, tesionato su supporto ligneo mobile, ad espansione, munito di 12 cunei, con la tecnica della pittura ad olio di lino e con rifinitura protettiva a vernice glossie Winsor Newton, nebulizzata. 
Di sicuro rilievo l'insieme del cenacolo realizzato armonicamente e con abbondanza di simboli, oltre che con un'attenta figurazione dei personaggi e con una grande espressività dei volti. Tra l'altro il cenacolo è stato eseguito con tecnica speculare all'originale (ribaltamento della scena e quindi delle figure da destra a sinistra) e con molteplici varianti informate agli spunti teologici del Rev.mo Padre Mario.

Si notano chiaramente tra le varianti la mescita del vino da una brocca ad opera di Gesù, la presenza di solo pane sul desco e uno scenario di fondo più leggibile rispetto all'originale. Nella resa di Casale spicca l'impasto cromatico, la gestualità dei personaggi e il risalto dell'elemento orizzontale e la tavola che guida da un verso all'altro della tela lo sguardo del fruitore.


Tra i numerosissimi restauri realizzati da Casale si ricordano quelli per la Cappella degli Scrovegni a Padova, per la Basilica Superiore di S.Francesco ad Assisi sugli affreschi di Giotto e Cimabue, nove anni di lavoro alla Galleria Nazionale Federico da Montefeltro a Urbino, i restauri alla Pinacoteca Civica di Siena, i dipinti raffiguranti scene evangeliche con tecnica a fresco policromi e monocromi su lunette e pareti della Chiesa S. Giorgio di Busalla oltre ai restauri sulle opere del Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti dal 1977. E' anche un appassionato docente per i corsi triennali regionali, i cantieri estivi per studenti universitari, scuole di restauro e per corsi accademici o stage degli allievi dell'Accademia Ligustica.