Genova, il ritorno della Capanna svizzera a Villa Durazzo Pallavicini

di Anna Li Vigni

A breve partirà il restauro della Cappellina di Maria grazie alla donazione di una famiglia di Pegli. Da Verbania sono in arrivo le camelie invernali

Il parco di Villa Durazzo Pallavicini nato per volere del marchese Ignazio Pallavicini compie 175 anni. In regalo, a completramento del percorso scenografico, ecco tornata la Capanna svizzera.

La villa è un rifugio ai margini della delegazione di Pegli. Un luogo romantico, un grande parco che da 40 anni è curato dall'architetto Silvana Ghigino

Negli anni tra un restauro e l'altro e vari accadimenti finalmente è successo che con la gestione privata il parco sia piano piano rinato. La Cappellina di Maria sarà restaurata quest'inverno grazie alla donazione di una famiglia di Pegli. Sono attese invece da Verbania, una serie di piante di Camellia sasanqua, una specie che fiorisce in inverno e che verranno piantate nel Camelieto storico del parco, che è il più grande in Italia

"Mi sono rivolta ad Asef per chiedere un finanziamento. Un giorno è squillato il telefono ed era Asef che mi comunicava che avevano scelto il mio progetto. Per il mio percorso professionale forse era più normale realizzare il disegno di un grattacielo, piuttosto che di una capanna. E invece ho fatto il modello e poi è stata realizzata. I tetti sono fatti di segale che è stata coltivata dalla stessa persona che poi l'ha costruita. Per tenere lontrani i ghiri, che sono ghiotti di segale, sono stati installati dei dispositivi ad ultrasuoni", racconta Silvana Ghigino. 

La Capanna rappresenta una tappa del percorso che sale verso i monti. 

Villa Pallavicini è un parco scenografico, filosofico ed esoterico, una lunga camminata alla ricerca della pace interiore.