Francesco Rizzo, dell'esecutivo confederale Usb, commenta la domanda presentata dai commissari di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria al ministero del Lavoro per la proroga della cassa integrazione guadagni straordinaria che coinvolge 4.450 lavoratori dell'acciaieria: "Preoccupa la nuova richiesta di Cigs e l'assenza di prospettive chiare".Una situazione già di per sé complicata rischia di aggravarsi ulteriormente", sottolinea Rizzo, ricordando come "da mesi non si intravedano spiragli e manchi un confronto reale sulla vertenza".
Ex Ilva: chiesta la proroga della cassa integrazione per 280 lavoratori di Genova
di Redazione
Acciaierie d'Italia ha presentato al Ministero del Lavoro un'istanza per l'autorizzazione alla proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per un massimo di 4.450 lavoratori, di cui 3.803 nello stabilimento di Taranto (2.559 operai, 801 impiegati/quadri, 403 intermedi), 280 a Genova, 170 a Novi Ligure, 78 a Racconigi, 42 a Marghera, 42 a Milano, 20 a Paderno e 15 a Legnaro.
La richiesta decorre dal 1 marzo 2026 per 12 mesi, nell'ambito della gestione commissariale.
L'istanza si basa sulla temporanea cessazione delle attività degli altiforni 1 e 2 e sulla fermata parziale delle batterie di cokefazione per manutenzione, mentre lo stabilimento di Taranto resterà operativo tramite l'altoforno 4.
"A distanza di alcune settimane dalle mobilitazioni dei lavoratori dell’ex Ilva, le preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori non hanno trovato risposte e le incertezze sul futuro del sito restano tutte aperte - emerge da un comunicato del Pd ligure - I sindacati hanno rappresentato con chiarezza un quadro di forte allarme sul destino industriale di Cornigliano e sulle garanzie occupazionali: agli impegni annunciati dal ministro Urso continuano a non corrispondere atti concreti, tempi certi e un percorso definito. Non è accettabile che, dopo le mobilitazioni di dicembre, manchino ancora indicazioni puntuali su prospettive industriali, ruolo dello Stato e transizione del sito. È inoltre indispensabile che il Governo chiarisca immediatamente che cosa accadrà a partire dal mese di marzo rispetto alle commesse e ai rifornimenti del sito di Cornigliano, tema cruciale per la continuità produttiva e per la tutela dell’occupazione. Continuiamo a chiedere al Governo un chiarimento immediato sugli impegni assunti e la presentazione di atti formali e di un cronoprogramma verificabile: il futuro di Cornigliano e la tutela dell’occupazione non possono essere affidati a dichiarazioni di principio, servono decisioni rapide, responsabilità politica e una programmazione industriale trasparente, con un ruolo diretto dello Stato nella guida della transizione", dichiarano i consiglieri regionali del Gruppo PD Liguria al termine dell’audizione in commissione attività produttive delle organizzazioni sindacali sulla vertenza dell’ex Ilva di Cornigliano.
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