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Genova, appartamenti trasformati in case d'appuntamento: una denuncia e un arresto

di Alessandro Bacci

Un 60enne affittava stanze alle prostitute e pubblicizzava le ragazze sui siti di incontri online. Il via vai di clienti ha insospettito la polizia

Neanche l'emergenza sanitaria è riuscita a scoraggiare un sessantenne italiano. L'uomo continuava ad affittare stanze dei propri appartamenti a Genova per permettere, in cambio di considerevoli somme di denaro, il libero esercizio della prostituzione. È ciò che è emerso dall'infdagine effettuata dalla polizia, culminata con il sequestro preventivo di due immobili e la denuncia dell’uomo per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Dopo aver raccolto le dichiarazioni di una giovane prostituta, gli agenti della Squadra Mobile hanno svolto numerosi appostamenti grazie ai quali è stato documentato un fitto via vai di uomini dalle due abitazioni controllate; questi, intercettati all’uscita e ascoltati, hanno confermato il motivo della loro visita presso quegli immobili. Tali dichiarazioni sono state ulteriormente riscontrate dalle attività tecniche condotte nel corso delle investigazioni.

Nella maggior parte dei casi, il meretricio veniva pubblicizzato online tramite inserzioni sui principali siti di incontri per adulti e, solo dopo aver preso contatti telefonici, al potenziale cliente veniva indicata l’ubicazione precisa della casa d’appuntamento.

Il 24 marzo la polizia è entrata nei due appartamenti: nell’occasione in una delle due abitazioni è stato rintracciato il tenutario delle attività, oltre a quattro “dipendenti” e un cliente; la perquisizione ha consentito di sequestrare materiale che non lasciava dubbi sull’attività che ivi veniva svolta. Sequestrate anche diverse migliaia di euro ritenute provento delle attività illecite. Una delle quattro “lavoratrici”, una cittadina straniera, è stata arrestata poiché in possesso di una carta d’identità valida per l’espatrio falsa.