Ex-Ilva, Alice Salvatore: "Il vero responsabile di questa situazione è chi ha scelto Arcelor"

di Marco Innocenti

"Perché i governi Monti, Renzi e Gentiloni non hanno dialogato con altre cordate?"

Dopo le accuse di Giovanni Toti sulle responsabilità del Movimento 5 Stelle nella crisi ArcelorMittal-governo, la capogruppo pentastellata Alice Salvatore parte al contrattacco: "ArcelorMittal sta tenendo sotto scacco un’intera nazione - dice - ma la responsabilità di tutto ciò va ricercata molto prima di adesso. Va ricercata in chi ha preso accordi con questa cordata pur essendoci la possibilità di dialogare con una cordata italiana che già nei suoi impegni parlava di de-carbonizzazione, quindi rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Monti, Calenda, Renzi, Gentiloni, con tutti i loro decreti salva-Ilva, non hanno fatto niente e hanno preso degli accordi che il nostro governo oggi si è trovato a dover onorare, pur essendoci un’altra cordata che avrebbe assicurato maggiori diritti e un miglior funzionamento dell’Ilva".

Nel consiglio regionale straordinario, il Movimento ha presentato una mozione che punta il dito sulla situazione ambientale del polo di Cornigliano. "Anche qui a Genova - ha aggiunto Salvatore - ArcelorMittal non ha ancora fatto nulla dal punto di vista ambientale, grazie alla complicità di Regione Liguria, di Toti e di Società per Cornigliano. La produzione dell’acciaio è indispensabile per il nostro paese così com’è indispensabile il rispetto dell’ambiente e dell’occupazione. I veri protagonisti che hanno rispettato tutti gli accordi sono i lavoratori che hanno fatto sacrifici ma adesso noi ci troviamo stritolati dall’accordo con questo colosso che da due anni è in problematiche finanziarie".

"I precedenti governi - conclude - non hanno saputo contrastare né invertire il piano di ArcelorMittal di dismettere Ilva, uno stabilimento che costituiva un competitor per Francia e Germania. Tutto questo era evitabile: esistevano interlocutori assai più credibili di ArcelorMittal. Tutto sta a chiedersi perché c’è stata la volontà politica dei governi precedenti di non dialogare con questi soggetti”.