Camogli, la falesia del cimitero torna a muoversi: l'allarme dai sensori

di Alessandro Bacci

Giampedrone: "Si tratta di un movimento di pochi millimetri ma sufficiente a indicare una situazione di instabilità"

Camogli, la falesia del cimitero torna a muoversi: l'allarme dai sensori

Uno dei sensori della rete di monitoraggio posizionato sulla falesia crollata al cimitero di Camogli si è mosso "di pochi millimetri". Lo ha comunicato l'assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone che oggi ha fatto il punto della situazione a quasi un mese dal crollo di una porzione del cimitero avvenuto il 22 febbraio scorso che ha causato la dispersione di circa 300 feretri. "Ho fatto il punto della situazione oltre che con il nostro Dipartimento anche con il sindaco Olivari e gli esperti della Fondazione Cima" che fa capo al Dipartimento nazionale di Protezione civile "dopo che, oggi, si è registrato lo spostamento di uno dei sensori posizionati il 25 febbraio dai Vigili del fuoco, in particolare uno di quelli posizionati nel lato di levante della Falesia, verso il Belvedere. Si tratta - ha sottolineato Giampedrone - di un movimento di pochi millimetri ma sufficiente a indicare una situazione di instabilità che la pioggia intensa dei giorni scorsi ha contribuito a peggiorare: si sono registrati alcuni distacchi di roccia con la fuoriuscita di acqua ed è stata individuata anche una piccola ma allarmante inclinazione di una porzione del cimitero di cui era in corso lo spostamento. Per queste ragioni - conclude Giampedrone - sono state interrotte le operazioni nella nell'area sottostante la falesia in cui erano precipitati alcuni loculi, perché non ci sono le condizioni di sicurezza".

Intanto oggi la Giunta regionale ligure, su proposta dell'assessore alla Protezione civile, ha stanziato un contributo di 150mila euro a favore del Comune in relazione specificamente alla gestione dell'area individuata nel Porto di Genova per un ulteriore raccolta e smistamento dei recuperi effettuati a mare. Il finanziamento arriva dall'ecotassa, utilizzata sotto forma emergenziale. "Queste risorse - conclude Giampedrone - si aggiungono a 1 milione e 670mila euro stanziati dal Dipartimento nazionale per oltre 1 milione e 800mila euro complessivi".