Telenord e la verità sgradevole sul pronto soccorso che fa arrabbiare il San Martino

di Paolo Lingua

Per il direttore dell’ospedale di San Martino Giovanni Ucci il servizio del giornalista Michele Varì del 6 gennaio sulle gravi carenze del pronto soccorso sono “fake news”, una tesi sostenuta anche dalla portavoce del presidente della Regione, Jessica Nicolini. Sono affermazioni gratuite e lesive della professionalità del giornalista e della testata “Telenord”. Il resoconto è veritiero e riscontra una realtà, anche sgradevole, ma che è stata frutto di telefonate di denuncia  e di richieste di presenza da parte di chi si trovava  in quelle poco gradevoli condizioni.

“Telenord” respinge con forza e con indignazione ogni illazione di questo genere, comprese le spiegazioni lessicali di Giovanni Ucci che ha tentato di forzare il significato di “fake news”, citando addirittura una definizione attribuita allo scrittore Alessandro Baricco.  In parole povere il direttore cerca di recuperare asserendo che con fake news non s’intenderebbero le notizie false (!) e quindi prive di fondamento, ma le notizie distorte. Orbene nel tentativo di giustificare l’operato di chi ha firmato il comunicato stampa dell’Ospedale San Martino il direttore dimentica che nello stesso comunicato viene scritto che “l’articolo è del tutto destituito di fondamento, calunnioso e strumentale, lesivo … “ espressioni che mal si conciliano con il concetto di notizia distorta, ma che viceversa ribadiscono l’accusa di falsità alla notizia, aggiungendo accuse, quale l’essere strumentale, nonché  l’ipotesi di reato, quale la calunnia (!).

Il direttore di San Martino s’è arrampicato sui significati doppi e tripli di un termine, senza grande successo. In realtà “Telenord” ha svolto un prezioso servizio a favore dei cittadini, in un momento in cui, in molti settori, il servizio sanitario pubblico sembra avere il fiato grosso. E che la cosa abbia una grande e delicata importanza lo dimostrano le oltre 20mila visite sul sito e i giudizi, tutti positivi, espressi.

Certo, la sanità è oppressa da mille leggi e leggine e da una burocrazia asfissiante che rallenta scelte e strategia soprattutto organizzative, perché i medici e tutto il personale sanitario fanno, con pesante impegno, il loro dovere. Ma è sconfortante apprendere che, per realizzare l’acquisto di strutture terapeutiche sofisticate adeguate alle cure oncologiche si sia in ballo a tutti i livelli da due anni e mezzo per arrivare poi alle corse in pullman da Genova a Savona tutti i giorni, scortati dalla polizia per accelerare i percorsi su un sistema autostradale accidentato.  Altro che “fake news”. “Telenord” non può sottovalutare affermazioni di tale contenuto, pronta a far valere i propri diritti e la propria professionalità ispirata alla più rigorosa deontologia.