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		<title>IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA | Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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		<copyright>Telenord srl</copyright>
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			<title><![CDATA[Da Cingolani a Draghi, in attesa del Pnrr]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Sar&agrave; un vero blitz quello che caratterizzer&agrave; la visita di Mario Draghi a Genova: meno di quattro ore con visita al porto a bordo di un battello in compagnia del...]]></description>
			<pubDate>Tue, 08 Feb 2022 18:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sar&agrave; un vero blitz quello che caratterizzer&agrave; la visita di Mario Draghi a Genova: meno di quattro ore con visita al porto a bordo di un battello in compagnia del sindaco Marco Bucci, poi riunione Palazzo San Giorgio, corsa lampo al cantiere del Terzo Valico e tappa sotto il Ponte Morandi dove il premier incontrer&agrave; anche Egle Possetti, rappresentante del comitato dei familiari delle vittime del crollo.</p>
<p>Le pressioni che verranno da Genova, sia da parte delle istituzioni pubbliche sia dal mondo imprenditoriale riguardano l&rsquo;arrivo dei fondi del Pnrr in particolare per tutto quello che riguarda alla trasformazione digitale ed ecosostenibile dell&rsquo;assetto del porto di Genova per renderlo anche competitivo nelle prospettive future. Ci sono, &egrave; noto, dei ritardi anche da parte del governo e il sindaco, in particolare, insister&agrave; per ottenere ancora due miliardi di cui Genova ha bisogno assoluto per restare competitiva. Naturalmente ci sono anche altri aspetti che riguardano la diga foranea che dovr&agrave; essere realizzata nei tempi pi&ugrave; brevi possibili e sulla quale si conta di realizzare &ldquo;muri&rdquo; di energia rinnovabile solare e di vento. Tutti gli aspetti di carattere energetico saranno oggetto degli interventi e delle richieste di chiarimenti da parte del mondo imprenditoriale nei limiti di tempo e doi spazio.</p>
<p>D&rsquo;altro canto la visita di Draghi, per molti aspetti &ldquo;dovuta&rdquo; per il dramma del Ponte Morandi e per il ruolo nel campo portuale e dello shipping che la citt&agrave; rappresenta, &nbsp;non &egrave; solo formale e di cortesia, ma sar&agrave; un motivo per aggiornare il simbolico &ldquo;quaderno&rdquo; di tutti gli aspetti del Pnrr che riguardano il territorio della Liguria che, accanto a importanti progetti di ripresa e di rilancio, presenta per&ograve; gravi problematiche soprattutto nei trasporti (stradali e ferroviari) e nelle comunicazioni in generale. La visita quindi servir&agrave; a premier per constare da vicino le reali problematiche e valutare le urgenze legate appunto a fissare i finanziamenti concreti da chiedere all&rsquo;Europa. Il tempo &egrave; stretto e non si possono creare discussioni am vuoto e problematiche senza fine. Occorre agire. Draghi torner&agrave; a Roma, si spera, con le idee pi&ugrave; chiare e percorsi pi&ugrave; precisi da seguire.</p>
<p>Del resto l&rsquo;allarme lo ha gi&agrave; lanciato ieri il ministro Cingolani nella sua visita a Genova, quando ha affermato che il &ldquo;caro &ndash; energia&rdquo; dell&rsquo;ultimo anno ha gi&agrave; superato gli incassi del Recovery e che quindi siamo, in un certo senso, all&rsquo;inseguimento di conti in rosso. Cingolani non ha nascosto alcune preoccupazioni per certi eccessi annunciati della transizione ecologica che non sar&agrave; cos&igrave; semplice come alcuni ecologisti affermano. Ha anche detto che in Italia i veti incrociati sono diffusi dappertutto e non sar&agrave; facile n&eacute; agevole impiantare dovunque e comunque pale e pannelli eolici. Ha anche accennato alla questione del &ldquo;nucleare&rdquo;. Quello attuale produce, afferma il ministro, ancora troppe scorie. Ma sta nascendo un nucleare cosiddetto di &ldquo;quarta generazione&rdquo; che potrebbe essere utilizzato com tutte le cautele possibili.</p>
<p>In un certo senso sar&agrave; interessante cercare di fare sintesi delle due visite a Genova del ministro e del premier per accelerare tutto quanto &egrave; possibile, anche perch&eacute; l&rsquo;economia, nel calo possibile della pandemia, potrebbe riprendere di colpo in molte parti del mondo e l&rsquo;Italia deve essere in gradi di stare al passo. In questo, proprio per il suo ruolo portuale e quindi internazionale Genova ha un ruolo strategico superiore a quasi tutte le citt&agrave; italiane e anche europee. Certamente, come &egrave; statop affermato in particolare nel mondo imprenditoriale, una battaglia particolare dovr&agrave; essere svolta (e a Draghi andr&agrave; ribadito) &nbsp;contro la burocrazia. La ricostruzione del Ponte Morandi non deve essere un caso eccezionale. E&rsquo; stata invece la dimostrazione d&rsquo;un vera strategia vincente. In Italia la burocrazia e le leggine sovente hanno ucciso i migliori progetti.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Il caos di destra e sinistra]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Vale la pena di citare Dante Alighieri in un famoso verso:&rdquo; Sempre la confusione delle persone &nbsp;/ principio fu del mal de le cittadi&rdquo;. E' questa sempre la...]]></description>
			<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 18:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vale la pena di citare Dante Alighieri in un famoso verso:&rdquo; Sempre la confusione delle persone &nbsp;/ principio fu del mal de le cittadi&rdquo;. E' questa sempre la fotografia dell&rsquo;attuale situazione della politica nazionale e locale, in uno stato di assoluta irrazionalit&agrave; politica, in un clima di assoluto dilettantismo. Cominciamo dal centrodestra. Non si &egrave; capito bene quale fosse l&rsquo;obiettivo della coalizione nella prospettiva dell&rsquo;elezione del presidente della repubblica, oltre a un clima di confusione che ha coinvolto tutte e tre i maggiori partiti, dopo qualche giorno di incertezze e di ricerca &ndash; non si sa bene come e chi &ndash; di un possibile candidato, Matteo Salvini (e Forza Italia) si sono rifugiati nel voto a Mattarella, la soluzione pi&ugrave; logica e razionale. Ma a questo punto valeva la pena di chiudere il discorso, facendo dimenticare gli errori .</p>
<p>Invece si &egrave; ritornati sopra un percorso sbagliato e pasticcione con una serie di reciproche accuse tra alleati. Ai tempi della Prima Repubblica si sarebbe fatto il possibile per chiudere il discorso per evitare gli autolesionismi. Ma ci sono diversit&agrave; represse che sono emerse. Fratelli d&rsquo;Italia , arroccatto nell&rsquo;opposizione a testa bassa, sperava nella crisi e nel voto in primavera. Ma Giorgia Meloni non ha capito che racimolando un po&rsquo; di voti di cittadini inquieti non andr&agrave; da nessuna parte, cos&igrave; come &egrave; accaduto e accadr&agrave; alla Le Pen in Francia. &nbsp;Prender&agrave; un po&rsquo; di voti ma rester&agrave; all&rsquo;opposizione. E in caso di alleanze non potr&agrave; imporre una leadership. Per Forza Italia gli interrogativi si allungano: la famiglia Berlusconi sta liquidando le aziende comprese quella mediatiche. La famiglia dell&rsquo;ex cavaliere intende uscire di scena di chiudere ogni partita politica. Lo stesso Berlusconi dopo un tentativo di immagine personale &egrave; orami in chiusura di partita.</p>
<p>Che ne sar&agrave; del suo movimento? Difficile prevederlo perch&eacute; l&rsquo;area di centro &egrave; debole e fragile e la dirigenza dei fedelissimi &egrave; molto poco consistente sul piano economico ed elettorale. Matteo Salvini rimane per ora un punto interrogativo fine a se stesso. Non ha capito (o non vuole capire) che doveva chiudere l&rsquo;esperienza sbagliata della corsa al Quirinale anche se poi ha recuperato in extremis. Non crede pi&ugrave; nella coalizione del centrodestra, puntando a prendere le distanze dalla Meloni e a tentare di assorbire Forza Italia con il progetto del &ldquo;partito repubblicano&rdquo; &nbsp;all&rsquo;americana, ma del quale dopo una settimana non parla pi&ugrave;. L&rsquo;ultima sortita &egrave; un aggancio diplomatico (ma a che titolo? Salvo maliziosamente ricordare certi contasti del suo partito con la Russia di pochi anni fa: una questione discutibile di cui di &egrave; persa per ora traccia) con Putin &nbsp;i questo momento complesso della questione dell&rsquo;Ucraina.</p>
<p>Salvini mescola la volont&agrave; per ora di restare a sostenere il governo con il sogno di spot elettorale nella ricerca affannosa di recuperare &nbsp;l&rsquo;immagine nell&rsquo;opinione pubblica mentre la Lega sta invece perdendo consensi, ma anche grazie agli sbalzi d&rsquo;umore e annunci di strategie contraddittorie. E in Liguria che accade? Si arriver&agrave;, alla fine della vicenda confusa a un accordo per ridistribuire le deleghe degli assessorati (Toti cede la sanit&agrave; a un esponente della Lega? Soluzione &nbsp;vecchia maniera) oppure si rischia la crisi e si potrebbe andare al voto regionale nel 2023 con Toti che, con arraffate alleanze nazionali, tenta la scala in Parlamento? La caduta della Regione potrebbe offrire al centrosinistra l&rsquo;occasione d&rsquo;una rivincita e la comunque la situazione sarebbe davvero assurda al di l&agrave; delle elucubrazioni del presidente della Regione che ha sogni, non si sa quanto concreti, d&rsquo;un ruolo nazionale.</p>
<p>Ma a questo punto scatta l&rsquo;ultimo grande interrogativo. Qual &egrave; il potenziale della sinistra e in particolare del Pd? Altra grande incognita. A livello nazionale Letta &egrave; prudente (non ha altra alternativa) ma non ha alleati forti, considerati i limiti dell&rsquo;estrema sinistra e la situazione caotica e quasi incomprensibile del M5s. Una geografia che, fatte le debite proporzioni, vale anche per la Liguria dove in primavera di voter&agrave; a Genova e alla Spezia. La candidatura a sindaco nel capoluogo regionale di Ariel Dello Strologo che pure godrebbe prestigio, ma che &egrave; stata silurata dal partito a livello nazionale alle scorse regionale, &egrave; sempre in bilico. E si capisce che se la accetterebbe alla fine l&rsquo;estrema sinistra provoca malumori, per i limiti culturali e politici, nel M5s e nell&rsquo;area di Ferruccio Sansa. Motivazioni sempre autodistruttive, come vuole la tradizione. E allora? Non resta che aspettare che i giorni passino. Tutto pu&ograve; succedere, Ma l&rsquo;orizzonte &egrave; oscuro e burrascoso.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[La gran confusione della politica]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La settimana decisamente assurda e confusionale che ha caratterizzato l&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica ha fatto sorgere, in tutti gli schieramenti, compresi i...]]></description>
			<pubDate>Fri, 04 Feb 2022 18:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana decisamente assurda e confusionale che ha caratterizzato l&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica ha fatto sorgere, in tutti gli schieramenti, compresi i gruppuscoli frammentari, inquietudini e progetti contraddittori e persino tormentosi, sia a livello nazionale, sia a livello locale, come la Liguria dove in primavera si voter&agrave; per rinnovare importanti comuni capoluogo. A Roma si agita, dopo una serie di proposte contorte e impossibili di candidati al Quirinale, un inquieto Matteo Salvini che propone un nuovo partito fondendo la Lega e Forza Italia (e forse altri gruppi minori, ma in netto distacco da Fratelli d&rsquo;Italia) e al tempo steso insiste in una dura polemica in Liguria contro la politica dell&rsquo;alleato Giovanni Toti che, a sua volta, sembra puntare a dar vita a un nuovo movimento con Italia Viva di Matteo Renzi.</p>
<p>Non &egrave; ancora chiaro se nascer&agrave; qualcosa di pi&ugrave; d&rsquo;un momento che andr&agrave; da solo alle elezioni politiche del 2023. Toti comunque ha detto che rester&agrave; in carica alla Regione sino alla scadenza del 2025: d&rsquo;altro canto se si candidasse a met&agrave; mandato, per legge cadrebbe la Regione e si dovrebbe rivotare con esiti alquanto incerti. Ma Toti non &egrave; tranquillo perch&eacute; in questi giorni gli alleati del centrodestra, Lega in testa, spingono perch&eacute; lasci l&rsquo;assessorato alla sanit&agrave; (e forse la stessa Lega ci punta per qualche suo esponente). Ma non &egrave; finita: nonostante rancori e litigi nel centrodestra bene o male si dovranno serrare le fila per il voto di Genova e della Spezia che sono due punti strategici, considerato che il centrodestra ha perduto Savona per una serie di errori.</p>
<p>La situazione migliore sembra quella di Genova dove Marco Bucci appare nettamente in testa ai sondaggi. Toti forse sperava di dar vita a una lista unica personalizzata insieme a Bucci ma quest&rsquo;ultimo si vuole misurare e contare e quindi ognuno, sia pure alleato, correr&agrave; per conto proprio. Pi&ugrave; tormentata, ma non ancora del tutto chiara, appare la situazione della Spezia dove il sindaco uscente Peracchini sembra incontrare difficolt&agrave; e critiche. Il primo cittadino &egrave; sostenuto da Toti e questo gli sta procurando malumori da parte della Lega dove si &egrave; gi&agrave; registrata una scissione. Alla Spezia, insomma, qualcosa scricchiola.</p>
<p>E come proseguono invece, la vicende del centrosinistra? Nel volgere di un giorno dovrebbe risolversi, salvo sorprese, l&rsquo;avvio della candidatura di Ariel Dello Strologo. Nel Pd si spera in una candidatura coinvolgente che allarga l&rsquo;alleanza all&rsquo;estrema sinistra, ai &ldquo;grillini&rdquo; e al gruppo di Ferruccio Sansa, che se gli alleati sembrano pi&ugrave; inclini a seguire di malavoglia (non avendo sostanziali alternative n&eacute; personali n&eacute; strategiche) che con entusiasmo. Ma Dello Strologo &egrave; un candidato di prestigio che pu&ograve; raccogliere importanti componenti dell&rsquo;opinione pubblica non politicizzata e di area moderata.</p>
<p>Anche se per adesso i sondaggi danno favorito Bucci, Dello Strologo ha pi&ugrave; chances di qualsiasi altro candidato, soprattutto se si pensa agli errori del passato commessi dal centrosinistra. Se riuscir&agrave; a metter insieme una lista, nell&rsquo;area del centrosinistra, si annuncia in questi giorni la corsa solitaria dell&rsquo;ex &ldquo;grillino&rdquo; Crucioli, dissidente in Liguria, uno dei tanti fuoriusciti del M5s. Ribellione gratuita e scommessa solitaria? Non mancano i precedenti ma nessuno ha mai ottenuto un successo e neppure la possibilit&agrave; di condizionare eventuali alleati. Potrebbero emergere altre situazioni consimili nei due schieramenti, Ma saranno solo frutto di inquietudini e della immaturit&agrave; d&rsquo;un ceto politico che sta dimostrando da tempo i suoi limiti.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Ariel Dello Strologo: conto alla rovescia]]></title>
			<link>https://telenord.it/ariel-dello-strologo-conto-alla-rovescia-41538</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Sabato, sulla base di indiscrezioni ma anche di quasi ufficiali, il Pd, dopo una lunga notte di discussioni e di confronti dei suoi vertici genovesi, si dovrebbe formalizzare la...]]></description>
			<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 19:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato, sulla base di indiscrezioni ma anche di quasi ufficiali, il Pd, dopo una lunga notte di discussioni e di confronti dei suoi vertici genovesi, si dovrebbe formalizzare la candidatura di Ariel Dello Strologo a sindaco di Genova. Ci sono ancora dei confronti da mettere in chiaro con la direzione nazionale che avrebbe chiesto di confermare la candidatura realizzando un accordo di coalizione con gli altri partiti dell&rsquo;area di centrosinistra, il M5s e gli schieramenti come Leu e altri minori. Non &egrave; chiaro, anche perch&eacute; sino a oggi il partito ha oscillato in maniera non sempre lucida, come si muover&agrave; Italia Viva.</p>
<p>Nelle scorse settimane, ma varrebbe la pena di dire negli scorsi mesi, il Pd &egrave; stato molto cauto. Il partito e l&rsquo;intero centrosinistra &nbsp;hanno subito la pi&ugrave; pesante sconfitta elettorale, sul piano dei numeri, alle elezione regionali del 2020. Ma l&rsquo;esito &egrave; stato frutto d&rsquo;una strategia assai differente ched ha di fatto spaccato la direzione ligure e la direzione nazionale. Quest&rsquo;ultima, per questioni pi&ugrave; cerebrali che intelligenti, ha di fatto bocciato la candidatura di Dello Strologo, gi&agrave; emersa, e ha lasciato che si imponesse una linea spinta dall&rsquo;estrema sinistra e dal M5s, con la candidatura, che si sapeva fragile, di Ferruccio Sansa, neppure troppo ben visto, dopo anni di polemiche, da una parte del mondo della sinistra e del Pd in particolare. Se passer&agrave; la candidatura di Dello Strologo, ci sar&agrave; un profodo cambiamento strategico. Infatti, si tratta di un professionista noto, un avvocato di alto profilo, &nbsp;</p>
<p>Presidente della Comunit&agrave; Ebraica di Genova, carica gi&agrave; tenuta da suo padre, Piero Dello Strologo, scomparso recentemente. In qualche misura si tornerebbe a una logica che aveva gi&agrave; dato risultati elettorali e di gestione amministrativa di successo oltre che di prestigio nel decennio in cui fu sindaco Beppe Pericu, avvocato amministrativo e docente universitario, una figura assimilabile ad Ariel Dello Strologo. Come si &egrave; detto, ancora una volta nel Pd si &egrave; agitato il pendolo Genova-Roma. Infatti era emersa la possibile candidatura di Anna Maria Furlan, gi&agrave; segretaria generale della Cisl, ben vista dalla sinistra moderata e dal mondo cattolico da cui proviene.</p>
<p>Anche a Genova la Furlan, che per&ograve; non ha mai sciolto la riserva (forse non del tutto convinta), anche se a Genova l&rsquo;ex deputato Lorenzo Basso ha continuato a sostenerla. Da quello che si &egrave; appreso, per&ograve;, pare che la candidatura della Furlan sarebbe stata accettata solo dal Pd ma non dai suoi alleati. Una soluzione che invece, verifiche a parte, sarebbe invece accolta e darebbe la possibilit&agrave; d&rsquo;una coalizione unita. Questo anche perch&eacute; la situazione interna del M5s &egrave; estremamente critica e fragile e non ha la forza di imporsi. Un discorso che vale anche per l&rsquo;estrema sinistra e per l&rsquo;area di Sansa.</p>
<p>Le elezioni di Genova presentano qualche incognita perch&eacute; in linea di massima, sulla base dei sondaggi ancora di non molte settimane fa, Marco Bucci era dato addirittura eletto al primo turno, anche sulla base dei risultati delle regionali. Il Pd e il centrosinistra erano in crisi, come si diceva poco sopra, anche per questa poco brillante prospettiva. Ora, dopo la vicenda del Quirinale e con un clima di nervosismo nel centrodestra, la situazione potrebbe mutare. Bucci &egrave; sempre dato per nettamente vincitore, ma sarebbe pi&ugrave; possibile un ballottaggio, soprattutto di fronte a un candidato di prestigio come Ariel Dello Strologo, non certamente estremista e stimato in ambienti borghesi e moderati.</p>
<p>Inoltre, anche se tutti i partiti del centrodestra, anche quelli critici con Toti, hanno confermato la stima e il sostegno pieno a Bucci, si dovr&agrave; capire come finiranno le fibrillazioni nello schieramento. Toti dovrebbe presentare una sua lista ( si stanno cercando infatti candidati di qualche prestigio personale e professionale) anche se avrebbe preferito fonderla con quella personale del sindaco che per&ograve; vuole la &ldquo;sua&rdquo; lista per contarsi. La vicenda proseguir&agrave;, come sempre in questi casi, a &ldquo;puntate&rdquo; Da qui alla primavera che sar&agrave; infuocata.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Gran confusione nella politica nazionale (e locale)]]></title>
			<link>https://telenord.it/gran-confusione-nella-politica-nazionale-e-locale-41479</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp; I leader politici e i partiti e i movimenti stanno dando da giorni (ma hanno cominciato con i comportamenti assurdi e confusi dell&rsquo;elezione del Presidente della...]]></description>
			<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 18:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp; I leader politici e i partiti e i movimenti stanno dando da giorni (ma hanno cominciato con i comportamenti assurdi e confusi dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica) manifestazioni di affanno che per molti aspetti sono gratuite e inutili. Anzi autodistruttive. Pu&ograve; essere un ragionamento da vecchio salotto, ma ai tempi della Prima Repubblica, cinica ma scafata, dopo &nbsp;i tentativi maldestri di proporre candidati sbagliati e palesemente perdenti, si sarebbero chiusi rapidamente tutti i ragionamenti a ritroso er si sarebbe proseguiti rapidamente sul sentiero raggiunto. Dal momeento che, alla fin dei conti, l&rsquo;esito della battaglia per il Quirinale ha dato il risultato migliore possibile, con l&rsquo;accoppiata di Mattarella al Colle di Draghi a Palazzo Chigi per consentire di proseguire nello status quo (che &egrave; il migliore possibile) per i prossimi 13 mesi senza andare al voto anticipato che poi era il rischio che tutti temevano, con la sola eccezione di Fratelli d&rsquo;Italia, tutti temevano. Ma sono esplose inquietudini e sono emersi rancori, anche personali che, non essendoci la &nbsp;spregiudicata freddezza della Prima Repubblica, gli attuali leader non sono capaci di tenere fuori dal dibattito.</p>
<p>L&rsquo;area politica pi&ugrave; tormentata appare il centrodestra: Matteo Salvini che, bene e male, ha giocato da protagonista attivo e che alla fine, con l&rsquo;ultimo tuffo ha acciuffato il risultato, sempre tormentato dalla confusione che nella prima fase lo ha portato a infinite proposte, nessuna delle quali con un minimo di costrutto, compreso il flop gratuito di Elisabetta Casellati. Ora punta sulla fondazione di un nuovo partito di area pi&ugrave; centrista, in accordo con Forza Italia e con i partitini di centro, una sorta, ha detto, di un movimento come il Partito Repubblicano degli Stati Uniti. Una ipotesi ancora poco chiara che per&ograve; non piace assolutamente a Giorgia Meloni che, rimasta da sola contro tutti, vorrebbe continuare su questa linea per&ograve; puntando a riformare il vecchi accordo di centrodestra. Salvini ha poi invitato Edoardo Rixi che &egrave; uno dei suoi luogotenenti pi&ugrave; fidati ad attaccare la politica nazionale e la gestione amministrativa della Liguria, a &nbsp;oppera di Giovanni Toti, con cui ha dissentito nella vicenda del Quirinale, &nbsp;ma che jha visto anche Toti oscillare, in rottura con l&rsquo;alleato sindaco di Venezia e forse tentare un avvicinamento a Italia Viva. Tutte operazioni confuse e senza esito visto che alla fine i piccoli movimenti, compresa l&rsquo;area di Renzi, hanno dovuto adeguarsi alla rielezione plebiscitaria di Mattarella. A Genova e alla Spezia in primavera si voter&agrave; per le nuove amministrazioni comunali. Come si muover&agrave; il centrodestra, considerato che a Genova tutti i partiti sono schierati &nbsp;per la riconferma di Marco Buc ci? Il moviento di Toti far&agrave; si rtiene una sua lista affiancando quella personale di Bucci e dei partii storici del centrodestra. Ed &egrave; ben difficile che la Lega e Fratelli d&rsquo;Italia puntini a mettere in crisi la Regione, anche se viene criticato l&rsquo;eccesso di incarichi di cui Toti si &egrave; caricato oltre la sua presenza a &nbsp;Roma in cerca d&rsquo;i dar vita a un movimento nazionale sempre di area di centro. &nbsp;Si andr&agrave; alla verifica tra mille &ldquo;se&rdquo; e &ldquo;ma&rdquo;? E&rsquo; la soluzione pi&ugrave; probabile, ma ci vorr&agrave; forse qualche settimana.</p>
<p>Ma in casa del centrosinistra le cose vanno meglio? Il Pd &egrave; certamente il partito che &egrave; uscito, per prudenza tattica di Enrico Letta, dalla vicenda del Quirinale: Letta Sapreva di non avere i numeri per imporre un suo candidato ed era diffidente nei confronti degli inquieti e confusi alleati a cominciare dal M5s spaccato forse in pi&ugrave; d&rsquo;un gruppo. Ha giocato di rimessa e se proprio non ha vinto non ha certamente perso. Ora la questione pi&ugrave; urgente per il Pd &egrave; trovare un candidato valido per Genova e per La Spezia per tentare una rivincita come &egrave; avvenuto a Savonas. Se si ricompatter&agrave; il partiti forse la maggiori ciance posono scattare davvero alla Spezia. Pi&ugrave; ardua &egrave; la corsa a Genova dove Marco Bucci &egrave; dato favorito da tutti i sondaggi, Ma se si realizzer&agrave; una vasta alleanza ed emerger&agrave; una candidatura di prestigio come quella di Ariel Dello Strologo la partita diventer&agrave; pi&ugrave; aperta.</p>
<p><br />&nbsp; &nbsp;Resta il grande interrogativo del M5s travolto da una crisi confusionale interna, a tutti i livelli, dopo lo scontro decollato dalla vicenda della corsa al Quirinale tra Conte e Di Maio.Uno scontro che prosegue ormai tutti i giorni e nel quale si sta inserendo anche Di Battista. Ma ilo movimento sembra scosso da un terremoto. E&rsquo; evidente che stanno emergendo elementi di crisi, di dubbio e di differenze di visione che gi&agrave; erano emerse da pi&ugrave; di un anno. Ma orami il M5s oltre a chiarirsi se sar&agrave; possibile a livello nazionale non ha pi&ugrave; spazio, se non a livello autolesionista, a livello locale. Dovr&agrave; seguire al voto amministrativo la linea del Pd e sperare di njon franare nei suffragi.</p>
<p>&nbsp; &nbsp;Ma siamo di fronte a un sommovimento tellurico politico a tutti gli stadi. Saranno settimane nelle quale si far&agrave; fatica a capire quello che accade. Ma forse non lo sanno neppure i protagonisti.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sempre problematiche e stop nel porto di Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/sempre-problematiche-e-stop-nel-porto-di-genova-41429</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp;Il Tar, come confermano le cronache di questi giorni, ha stoppato, per una serie di difetti formali, la partecipazione del Rina alla realizzazione della nuova diga foranea...]]></description>
			<pubDate>Tue, 01 Feb 2022 18:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Il Tar, come confermano le cronache di questi giorni, ha stoppato, per una serie di difetti formali, la partecipazione del Rina alla realizzazione della nuova diga foranea di Genova. Non &egrave; ancora chiaro se &nbsp;il Rina far&agrave; ricorso al Consiglio di Stato, sulla base delle considerazioni della sentenza i cui fondamenti dovranno essere chiariti, ma resta fermo un fatto inconfutabile. Ancora una volta emergono stop e veti incrociati, un Dna che &egrave; peculiare di Genova, siano enti pubblici o imprenditori privati a gestirne le movimentazioni. Ora, occorre dire la verit&agrave; sostanziale: &nbsp;la questione dello spostamento al largo d&rsquo;una diga che ha pi&ugrave; di un secolo &egrave; una realizzazione urgente &ndash; lo abbiamo scritto mille volte &ndash; perch&eacute; il nostro scalo non &egrave; pi&ugrave; idoneo sul piano potenziale, con una diga che ha pi&ugrave; di un secolo, a recepire l&rsquo;ingresso delle navi mercantili e da crociera di ultima generazione. E l&rsquo;accesso &egrave; importante (con trasformazioni delle banchine e dragaggio dei fondali) per reggere i nuovi mercati e l&rsquo;evoluzione dei trasporti e dello shipping. Il porto di Genova per la verit&agrave; funziona al massimo, ma &egrave; ormai inadeguato a reggere la nuova realt&agrave; economica pur avendo sulla carta un potenziale di leadership in Italia e nel Mediterraneo.</p>
<p>Non &egrave; il caso di entrare nei contenuti &nbsp;della sentenza del Tar della Liguria che ha lasciato in imbarazzo anche i vertici del Rina. La procedura giudiziaria far&agrave; il suo corso e si capir&agrave; se la sentenza &egrave; stata un eccesso di analisi burocratica o ci siano stati obiettivamente degli errori nella procedura. Resta il fatto obiettivo e concreto che la vicenda subir&agrave; uno stop che non &egrave; quantificabile nel tempo. Ora, della diga si parla da pi&ugrave; di dieci anni e sappiamo che ce ne vorranno come minimo quattro o cinque per realizzarla. I tempi si annunciano, ancora una volta infiniti. Sarebbe stato utile averla gi&agrave; a disposizione, ma negli anni che ci aspettano Genova rischia di perdere mercato e movimentazione in un momento cruciale nel quale si stanno risvegliando i mercati dell&rsquo;Estremo Oriente. E comunque tutta una situazione mondiale in trasformazione che potrebbe crescere ulteriormente nei prossimi anni soprattutto se caler&agrave; la pandemia. Tra l&rsquo;altro non va dimenticato che sulla realizzazione specifica della nuova diga foranea pendono altre discussioni e altri dubbi che riguardano la sua specifica conformazione. Infatti si &egrave; discusso, senza una vera conclusione se fosse necessario che l&rsquo;accesso al porto fosse utile in doppio passaggio, &nbsp;sia a levante sia a ponente. Inoltre &egrave; in corso l&rsquo;ipotesi di allargare la diga sino al Psa di Pra' dove &egrave; in crescita al limite della capienza potenziale il traffico dei portacontainer. Sono problematiche importanti e strategiche ma che devono essere risolte in tempi relativamente brevi. A Genova, tanto per tornare su un tema anche abusato, resta il modello della rapida ricostruzione del Ponte Morandi. Un po&rsquo; tutte le grandi opere dovrebbero essere realizzate su quello schema, superando burocrazia, leggine e infiniti ricorsi. Si ha la sensazione da tempo di una certa lentezza e di cautela burocratica da parte dei vertici dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale senza, per la verit&agrave;, che gli enti affiancatori, come la Regione e il Comune procedano alla velocizzazione delle decisione, sovente pi&ugrave; preoccupati di lanciare all&rsquo;opinione pubblica solo spot di propaganda.<br />&nbsp; &nbsp;</p>
<p>Va ricordato infine che sull&rsquo;avvenire del porto pesa la dura polemica che si accentuer&agrave; nel clima pre-elettorale della primavera prossima, vale a dire la questione dei depositi petrolchimiche della Superba e della Carmagnani che dovrebbero &ndash; il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo &ndash; essere collocati a Ponte Somalia. Al di l&agrave; dell&rsquo;opposizione della popolazione di Sampierdarena di molti operatori marittimi tra i quali il gruppo Grimaldi che annuncia ricorsi, la questione non &egrave; ancora del tutto chiara. I tempi sono destinati ad allungarsi. Tra l&rsquo;altro che &egrave; un elemento di riflessione che concerne ancora una volta la vicenda della diga foranea e riguarda il traffico di ingresso e di uscita (con problemi di sicurezza) delle navi che portano i materiali per i depositi. Altri tempi destinati ad allungarsi. La speranza &egrave; che, tra i tanti progetti in corso, si possano accelerare le pratiche per il cosiddetto &ldquo;ribaltamento a mare&rdquo; della Fincantieri al quale sono tutti favorevoli e che consentirebbe un rilancio occupazione e di eccellenza per la costruzione di navi di ultima generazione, considerate le numerose commesse che l&rsquo;azienda dell&rsquo;ad Bono ha gi&agrave; ottenuto. Il porto di Genova ha bisogno di velocit&agrave; e non di discussioni a vuoto e, ancora una volta, di inutili ed egoistici veti in crociati che non portano poi vantaggio a nessuno.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[I risentimenti (ricucibili?) del centrodestra]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-risentimenti-ricucibili-del-centrodestra-41396</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Al di l&agrave; della vicenda &ndash; anche confusa e contraddittoria per t anti aspetti &ndash; dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica, oggi &egrave; scoppiato un...]]></description>
			<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 19:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Al di l&agrave; della vicenda &ndash; anche confusa e contraddittoria per t anti aspetti &ndash; dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica, oggi &egrave; scoppiato un rancore che covava da tempo nella gestione della Regione Liguria. Edoardo Rixi, Stefano Mai, Franco Bruzzone, i leader della Lega da sempre sul territorio hanno portato un dura critica, come si evince dalle cronache, contro il presidente Giovanni Totti e molti aspetti della sua gestione, in particolare dopo la rielezione del 2022. Alla Lega (ma occorre tenere sempre presente la ricaduta politica locale), &egrave; apparso un vulnus alla storica alleanza local e nazio9nale di centrodestra il comportamento di Toti e del suo gruppo &ldquo;Coraggio&rdquo; che ha nettamente rifiutato di votare Elisabetta Casellati e poi ha cercato, forse con un aggancio confuso con Italia Viva di Matteo Renzi il voto peer Ferdinando Casini, poi naufragato con il saggio esito di rieleggere Sergio Mattarella di far restare al governo Mario Draghi,</p>
<p align="LEFT">A questa conclusione , la pi&ugrave; sensata e che per adesso garantisce la maggiore stabilit&agrave;, per la verit&agrave; &egrave; arrivato non senza affanno anche Matteo Salvini, dopo aver cercato di inventare nomi e candidati. Forza Italia, chiusa la parentesi Berlusconi, ha optato per Mattarella e solo la Meloni di &egrave; arroccata cocciutamente all&rsquo;opposizione . Ma per tornare alle vicende della Liguria la sortita risentita di Edoardo Rixi non va interpretata come una spaccatura senza soluzione, ma solo una richiesta di chiarificazione dopo comportamenti a sbando. Non va dimenticato che a Roma, al momento del voto, lo stesso movimento di Toti si &egrave; diviso nel voto, mentre alla fine i piccoli momenti di centro come quello di Renzi, si sono assembrati al voto0 generale43 frutto dell&rsquo;accordo in extremis tra Salvini, Berlusconi e il centrosinistra. Ma, ome si &egrave; detto, da tempo ci sono malumori nella gestione della regione. Secondo Rixi Toti &egrave; troppo presente a Roma, dietro al &ldquo;dream&rdquo; di fondare un movimento ( o d&rsquo;un accordo con Renzi), trascurando la gestione della Regione e in particolare la sanit&agrave; di cui ha assunto l&rsquo;assessorato. Rixi &egrave; critico appunyto su quanto attiene a questoa settore. Un&rsquo;altra puntata &egrave; stata tirata sull&ograve;&rsquo;incontro dei giorni scorsi riguardo alle questioni portuale e alla cena in casa dell&rsquo;imprenditore Schenone con l&rsquo;ex presidente della Regione Claudio Burrlando del Pd. In consiglio regionale si chiederanno chiarimenti.</p>
<p align="LEFT">Ma, come si accennava prima, non sembra di intravvedere, al di l&agrave; della polemica espressa in conferenza stampa, gli estremi d&rsquo;una rottura clamorosa. Stefano Mai ha chiesto infatti, quasi istituzionalmente, un incomntro di verifica he certamente ci sar&agrave;, come sempre avviene in questi casi. A voler ragionare con i piedi per terra una crisi che faccia saltare la regione non interessa a nessuno. N&eacute; al centrodestra &ldquo;tradizionale&rdquo;, n&eacute; a Toti. Inoltre siamo ormai alla vigilia di elezioni amministrative che interessano importanti capoluoghi, visto che si &egrave; allontanato lo spettro delle elezioni politiche. Al di &agrave; dei risentimenti di queste ultime ore lo schieramento dovr&agrave; fare e mantenere una stretta alleanza per non perdere il controllo amministrativo su Genova e sulla Spezia, due comuni chiave. Dopo la sconfitta subita dal centrodestra a Savona. Vedremo quanto affanno comporter&agrave; una faticosa ricucitura tra vecchi alleati, anche se Rixi, nelle sue dichiarazioni, ha operato un distinguo sui candidati, ribadendo il giudizio positivo su Marco Bucci, nei confronti dei quali ha sempre matenuto un fermo sostegno. Sembra per&ograve; assai difficile, se non addirittura impossibile, che Giovanni Toti dia vita a liste di area centriste, indipendenti, alle prossime amministrative. Vedremo gli incontri ne le possibile verifiche dei prossimi giorni e delle prossime settimane . Non va dimenticato che a livello nazionale sono in corso altrettante verifiche sia in casa del centrodestra, sia nell&rsquo;area non meno tormentata del centrosinistra, dove certamente il Pd di Enrico Letta &egrave; quello che ha subito i danni minori perch&eacute; ha giocato di prudenza e di rimessa senza bruciare candidati o strategie, ma dove per&ograve; &egrave; assai inquieta la miriade di partitini di estrema sinistra e dove si attende la resa dei conti in casa del M5s spaccato tra Di Maio e Conte e percorso da mille rivoli di scissione. Una situazione che potr&agrave; avere effetto anche in Liguria alla vigilia elettorale. Aspettiamo quindi che a tutti i livelli, in un mondo politico ormai assai fragile, il tempo porti a tutti i protagonisti consiglio e un pizzico di saggezza.</p>
<p align="LEFT">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Quirinale: la conclusione più sensata ]]></title>
			<link>https://telenord.it/quirinale-la-conclusione-piu-sensata-41337</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;elezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la conferma, di fatto, di Mario Draghi a Palazzo Chigi sono l&rsquo;esito migliore che ci si poteva attendere, in un momento...]]></description>
			<pubDate>Sun, 30 Jan 2022 12:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;elezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la conferma, di fatto, di Mario Draghi a Palazzo Chigi sono l&rsquo;esito migliore che ci si poteva attendere, in un momento tanto difficile e delicato della situazione politica, sociale ed economica del Paese. Alla fine, dopo tante giravolte, confusioni e contraddizioni di cui sono stati protagonisti tutti i fragili partiti, la coalizione che sostiene il Governo ha votato compatta per il mantenimento, si psera nel rafforzamento, dello &ldquo;status quo&rdquo;. Ovviamente, i sono stati comportamenti differenti, errori, sbandate e confusione. Anche perch&egrave; non pochi leaders cercavano immagine e successo. Ma si sono confusi gli &ldquo;spot&rdquo; con il ragionamento politico concreto.</p>
<p>Le contraddizioni pi&ugrave; vistose hanno caratterizzato la area del centrodestra che ha cercato di far passare davanti all&rsquo;opinione pubblica il fatto di essere lo schieramento pi&ugrave; forte in Parlamento oltre che alla testa di gran parte delle Regioni. Ma si sono inseguiti e sovrapposti non pochi errori. Il primo &egrave; stato l&rsquo;autocandidatura di Silvio Berlusconi che, a una severa analisi della situazione, si poteva capire subito che non avrebbe retto per una serie infinita di motivi, a cominciare dall&rsquo;et&agrave; sino alle condizioni di salute, ma anche per gli aspetti contraddittori della sua vita politica. Gli stessi alleati &ndash; Lega e Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; non sprizzavano entusiasmo e l&igrave;&rsquo;ex cavaliere si &egrave; ritirato prima del voto. Ma c&rsquo;erano e sono emerse profonde differenze: la Meloni &egrave; sempre stata contraria alla conferma degli equilibri basati sull&rsquo;asse Mattarella-Draghi, perch&eacute; ha continuato a insistere sulle elezioni anticipate, essendo l&rsquo;unico partito all&rsquo;opposizione. Forza Italia, alla fine dei conti, invece ha puntato in conclusione al mantenimento degli attuali equilibri spostandosi sempre pi&ugrave; al centro. Salvini &egrave; stato condizionato dal suo carattere e dal suo temperamento nei quali si mescolano il sogno del leader politico e la voglia di manifestazioni esteriori e di propaganda. Di qui i tentativi maldestri di inventare nomi di area di centrodestra (tutti per&ograve; privi d&rsquo;una maggioranza assoluta) che non sarebbero mai stati votati dai partiti di centrosinistra, sino, per la verit&agrave;, al disastro della candidatura della Casellati. A questo punto Salvini , dopo un complicato tavolo con i vertici dei partiti di centrosinistra, ha recuperato in extremis Mattarella (e Draghi). D&rsquo;altro canto, il leader della Lega non ha mai voluto andare al voto anticipato e ha sempre sostenuto il mantenimento dell&rsquo;attuale assetto di governo sino alla scadenza naturale delle Camere. Il voto su Mattarella ha per&ograve; portato all&rsquo;attuale rottura con Fratelli d&rsquo;Italia. Il centrodestra, come tutti dichiarano, dovr&agrave; in qualche modo &ndash; e si vedr&agrave; se la cosa andr&agrave; in porto &ndash; ricostruire un complesso rapporto.</p>
<p>Non sono mancati errori e contraddizione anche nel centrosinistra, in particolare in casa del M5s, dove &egrave; emerso, e sar&agrave; frutto nei prossimi giorni d&rsquo;un difficile confronto, tra Di Maio e Conte. Quest&rsquo;ultimo si &egrave; mosso a volte in maniera agitata, cercando candidati e anche puntando a una ripresa del dialogo con Salvini, ritirandosi poi al momento del voto. Si parla di una spaccatura profonda del M5s che per&ograve; sar&agrave; tutta da verificare prossimamente.</p>
<p>Merita una osservazione a parte il comportamento del Pd e del suo leader Enrico Letta, consapevole di avere una certa forza elettorale ma numericamente non determinante. Letta ha cercato di tenere insieme l&rsquo;area della sinistra (ci &egrave; riuscito con Leu) dicendo sempre no ai candidati proposti da Salvini (a cominciare da Berlusconi). Non si &egrave; mai rsposto proponendo suoi candidati, sapendo che a loro volta sarebbero stati silurati. Alla fine, pur non muovendosi da vincitore &egrave; riuscito a concludere senza essere uno sconfitto, perch&eacute; la mediazione finale &egrave; stata la soluzione pi&ugrave; logica. Ora il Pd punter&agrave; ad accrescere i suoi consensi, sostenendo Draghi, ma restano le incognite elettorali, perch&eacute; la crescita del partito di Letta potrebbe coincidere con il declino dei suoi alleati, considerato che si andr&agrave; a un Parlamento nettamente meno numeroso e con forti rischi di crolli di voti a molti partiti.</p>
<p>La piccola area di centro ha finito per sostenere Mattarella, anche se ora emergono, in particolare da parte dei &ldquo;grillini&rdquo;, polemiche nei confronti del raggruppamento di Giovanni Toti perch&eacute; non ha sostenuto la Casellati, ma sono beghe del momento frutto di risentimenti a caldo. Renzi non &egrave; riuscito a essere dterminente, ma s&rsquo;&egrave; adeguato al voto finale che alla fin dei conti non gli &egrave; mai dispiaciuto anche perch&eacute; il leader di Italia Viva non voleva assolutamente andare alle elezioni.</p>
<p>Ora occorrer&agrave; capire, al di l&agrave; del ritorno di Mattarella al Quirinale, come operer&agrave; il governo: Draghi dovr&agrave; imporsi con energia e resistere a partiti che pur volendo restare nell&rsquo;esecutivo sino alla primavera del 2023 pensano gi&agrave; alla propaganda elettorale. Draghi gode della considerazione internazionale, fatto di grande importanza, ma deve sperare di superare i problemi della pandemia e di puntare a un ritorno alla normalit&agrave; e alla ripresa economica. Una sfida difficile ci attende tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Le attese di Genova per il dopo Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/le-attese-di-genova-per-il-dopo-quirinale-41284</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/le-attese-di-genova-per-il-dopo-quirinale-41284</guid>
			<description><![CDATA[Non sappiamo ancora, al di l&agrave; di chi sar&agrave; eletto al Quirinale, quale sar&agrave; la so0rte del futuro governo e quali effetti diretti e indiretti potranno avere le...]]></description>
			<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 18:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sappiamo ancora, al di l&agrave; di chi sar&agrave; eletto al Quirinale, quale sar&agrave; la so0rte del futuro governo e quali effetti diretti e indiretti potranno avere le scelte strategiche di economia di &nbsp;in vestimenti sui territori. Genova e la Liguria sono uno dei settori pi&ugrave; delicati e strategici, in particolare perch&eacute; il territorio &egrave; di fatto la capitale nazionale dello shipping e &nbsp;dei trasporti marittimi che, al di l&agrave; di qualche stop frutto della pandemia mondiale, sono una delle chiavi strategiche della ripresa che tutti auspicano. Le ipotesi alternative sull&rsquo;immediato futuro sono complesse. Il sogno di tutti gli opratori e d&rsquo;una larga parte del mondo politico &egrave; che, in un modo o nell&rsquo;altro, resto eguale l&rsquo;attuale assetto dell&rsquo;esecutivo con alla testa sempre Mario Draghi.</p>
<p>L&rsquo;attuale premier &egrave; ritenuto l&rsquo;interlocutore privilegiato e apprezzato a livello internazionale e in particolare della UE. Draghi ha individuato i passaggi necessari per recuperare i finanziamenti predisposti a livello europeo, in parte prestiti in parte fondi senza restituzione, per raggiungere determinati obiettivi. Ma torniamo al &ldquo;caso Genova&rdquo;. Fissando gli obiettivi sui temi strategici di maggiore importanza, si attedono i finanziamenti diretti e indiretti sull&rsquo;opera di maggior peso intorno alla quale si discute da pi&ugrave; di quindici anni, secondo un costume purtroppo diffuso da sempre a Genova, vale a dire lo spostamento a mare della diga foranea. La vecchia diga ha un secolo di vita. Oggi &egrave; necessario lo spostamento a mare e il dragaggio dei fondali per con sentire l&rsquo;approdo e l&rsquo;attracco delle navi &ndash; non solo le mega-citt&agrave; naviganti delle flotte crocieristiche &ndash; mercantili e in particolare portacontainer.</p>
<p>Ci sono mercanti che possono assorbire, in Italia e in Europa, una percentuale assai maggiore, in crescendo, di merci e occorre un potenziale di carico e scarico adeguato ai nuovi mercati. Ora il progetto &egrave; stato disegnato e sostanzialmente approvato in tutte le sue linee essenziali, sia pure superando non poche discussioni e obiezioni (in particolare sui passaggi, perch&eacute; c&rsquo;era chi ne voleva addirittura due, sui due lati dello scalo : tesi non del tutto priva di fondamento). Ma, come sempre accade, si &egrave; in attesa della bandierina del via al lavori che, per forza di cose, finiranno di volgere di alcuni anni, inseguendo, come sempre accade, l&rsquo;evoluzione dei traffici.</p>
<p>Ora, dopo un dibattito ancora del tutto aperto, sono sorte nuove perplessit&agrave;. L&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, d&rsquo;accordo con il Comune, ha &ldquo;quasi&rdquo; deciso lo spostamento a Ponte Somalia dei depositi petrolchimici delle societ&agrave; Superba e Carmagnani, da oltre settant&rsquo;anni insediate a Multedo. Ovviamente p&egrave; in corso una dura polemica con il municipio e con la popolazione di Sampierdarena e, in particolare da parte dell&rsquo;opposizione di sinistra in Comune, oltre che di gruppi imprenditoriali, si annun ciano ricorsi a tutti livelli. Ma &egrave; emersa un complessa problematica che riguarderebbe il traffico tra la nuova diga e gli approdi petrolchimici. Sono mantenute le regole di sicurezza? Non ci sono percoli? Ecco emergere nuove problematiche.</p>
<p>Un&rsquo;altra grande opera che attende da anni e anni la sua soluzione, &egrave; il cosiddetto &ldquo;ribaltamento a mare&rdquo; da parte della Fincantieri, nella zona di Ponente dello scalo. L&rsquo;intervento &egrave; a sua volta di grande importanza, anche perch&eacute; la Fincantieri, sotto la guida &nbsp;dell&rsquo;ad Bono, ha conseguito in questi anni una serie di successi ed &egrave; in crescita assoluta, ha anche un potenziale di commesse per la costruzione di nuove navi che non inplica solo gli altri cantieri italiani ma ha la necessit&agrave; anche d&rsquo;una niova struttura a Genova, tenuto conto dell&rsquo;alto livello della mano d&rsquo;opera locale e della qualit&agrave; dei prodotti.</p>
<p>Accanto agli interventi portuali, superando possibilmente, una vicenda pluridecennale di veti incrociati, restano., al di l&agrave; dello scalo non pochi interrogativi. E uno, in particolare, incuriosisce: chi parla pi&ugrave; della Gronda del raddoppio autostradale di Genova? Eppure diversi governi, compreso quello precedente, avevano gi&agrave; annunciato che erano pronti progetti e ricordare che della Gronda si era gi&agrave; discusso alla met&agrave; degli anni Novanta del secolo scorso. Ma anche questo &egrave; uno dei tanti misteri. Ma &egrave; soprattutto importante, nella vicenda complessa del Quirinale, capire cosa accadr&agrave; del governo perch&eacute; dal governo dipende il decollo di infiniti propgetti, quelli fondamentali per la ripresa che tutti aspettano.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La faticosa scalata al Colle]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-faticosa-scalata-al-colle-41246</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/la-faticosa-scalata-al-colle-41246</guid>
			<description><![CDATA[Come del resto era gi&agrave; previsto, dopo una notte convulsa di incontri pi&ugrave; o meno clandestini tra generali e colonnelli dei partiti, anche oggi dopo lo spoglio del...]]></description>
			<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 17:25:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come del resto era gi&agrave; previsto, dopo una notte convulsa di incontri pi&ugrave; o meno clandestini tra generali e colonnelli dei partiti, anche oggi dopo lo spoglio del voto, c&rsquo;&egrave; stata una fumata nera. Un esito che potrebbe ripetersi anche domani e nei prossimi giorni. E&rsquo; emersa, come unico dato tenuemente positivo, una certa volont&agrave; tra i diversi schieramenti di trovare un accordo, se non una sorta di compromesso, su un nome &ldquo;votabile&rdquo; da tutti ( o quasi), ma il percorso, salvo miracoli, non sembra ancora molto rapido, anche perch&egrave; gli schieramenti al loro interno non sono poi del tutto omogenei. Ci sono differenze nel centrodestra tra Lega, Forza Italia e in particolare Fratelli d&rsquo;italia, unico partito di dura opposizione. Ma anche nel complicato arcipelago del centrosinistra non mancano le differenze di strategie tra Pd, estrema sinistra, M5s e Italia Viva. Senza contare ch enel Pd ci sono correnti in movimento con linee differenziati, mentre c&rsquo;&egrave; non poco caos all&rsquo;interno del M5s.</p>
<p>Anche se non &egrave; possibile formulare delle previsioni accettabili e sicure, c&rsquo;&egrave; ormai una sorta di sentiero &nbsp;sul quale, sia pure disordinatamente, un po&rsquo; tutte le forze politiche marciano, Si tratta della scelta di mantenere in vita il governo con l&rsquo;attuale maggioranza, facendo restare Mario Draghi a Palazzo Chigi. Le spinte su questa linea sono diverse. In primo luogo occorre chiudere, in accordo con l&rsquo;Europa, le complesse operazioni finanziarie che devono portare a i forti finanziamenti per l&ograve;a ristrutturazione dell&rsquo;economia e per la realizzazione di opere pubbliche strategiche. Solo una continuit&agrave; di linea di governo e una coerenza di percorso possono portare, en&ograve;l volgere di qualche anno, agli obiettivi prefissi, tenendo presente che non tutti gli orizzonti sono sereni, con l&rsquo;aumento dell&rsquo;inflazione e con gli &ldquo;stop and go&rdquo; della produzio9ne a livello non solo nazionale ma anche internazionale.</p>
<p>La pandemia, in parole povere, non ha ancora ridimensionato la crisi produttiva. L&rsquo;altro aspetto, che potrebbe sembrare di dimensione pi&ugrave; riduttiva, riguarda la sorte dell&rsquo;attuale Parlamento e della configurazione dei partiti. &nbsp;Se, per caso, si dovesse andare ad elezioni politiche anticipate la prossima primavera, cio&egrave; tra pochi mesi, la Camera e il Senato muterebbero completamente la loro fisionomia. In primo luogo ci sarebbe il pesante taglio del numero dei parlamentari. La Camera scender&agrave; da 635 seggi a 400 e il Senato da 315 a 200. Il che comporterebbe anche una maggiore quota proporzionale per conquistare &nbsp;una poltrona. E non &egrave; escluso chepossa intervenire una modificazione sul sistema elettorale. Infatti, ci sono forti contrasti su chi vorrebbe il proporzionale e chi vorrebbe invece il maggioritario. Per non parlare poi, per scendere su questioni di carattere pratico non trascurabili, che gli attuali parlamentari puntano a completare il mandato per non perdere i diretti al vitalizio, considerato appunto che pi&ugrave; di met&agrave; di loro non torneranno in carica.</p>
<p>Di qui sembra ormai affermarsi la linea &ndash; sempre con molta cautela perch&eacute; nulla &egrave; certo &ndash; di mantenere Mario Draghi alla &nbsp;Presideza del Consiglio sino alla scadenza naturale della primavera del 2023. A questo punto la attuale maggioranza rester&agrave; intatta e si proseguir&agrave; con il programma in atto sino alla fine, senza alterare alcun equilibrio. Molti governi esteri, soprattutto nell&rsquo;area occidentale, non hanno nascosto in queste settimane questa linea preferenziale, anche per la stima e per il prestigio di Draghi a tutti i livelli. E anche nei colloqui e negli incontri di questi giorni e di queste notte, sembra ormai questa la linea che &egrave; emersa e si stia affermando.</p>
<p>Ora la questione &egrave; tutt&rsquo;altra e non sembra ancora di facile soluzione, salvo un miracolo. Il centrodestra, che ha una maggioranza relativa, ma non assoluta e che non sembra destinata a crescere, perch&eacute; non mancano al suo interno franchi tiratori, ha perduto troppi giorni sulla questione della candidatura di Silvio Berlusconi, che, per una quantit&agrave; infinita di motivi, si capiva sin dall&rsquo;inizio che non poteva avere uno sbocco e un esito positivo. Non &egrave; chiaro che &egrave; stato una mossa tattica oppure un ultimo sussulto della infinita vanit&agrave; egocentrica dell&rsquo;ex cavaliere. &nbsp;Poi si &egrave; passati a puntare a un candidato dell&rsquo;area di centrodestra, con un comp&rsquo;lesso e vario gioco di nomi o di ipotesi a scacchiera. Un percorso per adesso del tutto fermo. Nel contesto, va riconosciuto, una movimentazione di Salvini alla ricerca di una mediazione con l&igrave;&rsquo;altra ala politica del centrosinistra.</p>
<p>D&rsquo;altro canto nella fascia del centrosinistra, dopo incontri e discussioni tra i diversi leader non sono emersi n&eacute; nomi n&eacute; ipotesi di trattativa,. All&rsquo;interno del M5s c&rsquo;&egrave; una parte che insiste sull&rsquo;inutile richiesta di un Mattarella bis. Ci sono ipotesi anche d&rsquo;un dialogo con il centrodestra scavalcando gli alleati. Letta punterebbe a un accordo con Salvini per trovare un nome &ldquo;intermedio&rdquo; come Presidente della Repubblica. Non &egrave; un percorso facile. Si dovrebbe arrivare a un esito senza n&eacute; vinti n&eacute; vincitori, ma puntando a un nome solido e credibile, in grado di reggere, nel rapporto con Draghi, che &egrave; fondamentale, nella linea energica e saggia che ha caratterizzato la linea di Mattarella. E&rsquo; il grande interrogativo delle prossime ore e dei prossimi giorni.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La Liguria politica dopo la corsa al Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-liguria-politica-dopo-la-corsa-al-quirinale-41207</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Tutti riflettori &ndash; politici, economici e mediatici &ndash; in questi giorni sono puntati sulla tormentata corsa al Quirinale. Fin troppo logico. Ma l&rsquo;esito...]]></description>
			<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 20:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti riflettori &ndash; politici, economici e mediatici &ndash; in questi giorni sono puntati sulla tormentata corsa al Quirinale. Fin troppo logico. Ma l&rsquo;esito dell&rsquo;elezione potrebbe dare profondi mutamenti dell&rsquo;attuale assetto politico e governativo a seconda di come si sceglier&agrave; il futuro Capo dello Stato, perch&egrave; gli equilibri e i rapporti di forza sono ondeggiamenti e potrebbero essere modificati anche dallo spostament nel voto di poche decine di parlamentari. Ci sono troppe contraddizioni e troppi interessi contrastanti che per&ograve; potrebbero intrecciarsi anche solo opportunisticamente.</p>
<p>Domina per&ograve; su tutto il desidero della larga maggioranza dei parlamentari di non andare al voto anticipato, con la sola eccezione di Fratelli d&rsquo;Italia. Infatti, il calo del numero dei parlamentari e le profonde mutazioni dell&rsquo;orientamento elettorale degli Italiani porterebbero a una quadro di rapporti di forza tra i partiti assai diverso dall&rsquo;attuale. Si punta a mantenere sino al 2023 Draghi e l&rsquo;attuale maggioranza al governo, cercando con affanno una personalit&agrave; forte per la Presidenza della Repubblica. Salvo sorprese &nbsp;dell&rsquo;ultima ora o dell&rsquo;ultimo minuto.</p>
<p>Detto questo, sorgono non pochi interrogativi su quello che potr&agrave; accadere a livello locale, all&rsquo;indomani dell&rsquo;elezione del Capo dello Stato. Un&rsquo;area di un certo interesse resta la Liguria, dove, salvo fatti esterni eccezionali, si dovr&agrave; votare per rinnovare alcune amministrazioni locali, in particolare ilo Comune di Genova e quello della Spezia, per decessi storiche fortezze del centrosinistra, poi finire a diversi anni, come la Regione, sotto il controllo del centrodestra. In questi ultimi due mesi gli schieramenti hanno discusso e hanno fatto riunioni e progetti, peraltro vaghi, senza arrivare a un risultato definitivo. O meglio, per il centrodestra la situazione &egrave; stata pi&ugrave; agevole. A Genova e alla Spezia, sia pure con qualche malumore e qualche critica sottotono, saranno riconfermati, con gli stessi schieramenti della volta scora, i sindaci uscenti. &nbsp;Appare pi&ugrave; solida Genova, rispetto alla Spezia, dove, da parte del centrosinistra le istanze di rivincita del centrosinistra sono maggiori, anche perch&eacute;, dopo una serie di vittorie schiaccianti del centrodestra, anche nelle pi&ugrave; piccole amministrazioni, c&rsquo;&egrave; stato, sia pure per una serie di circostanza particolari, l&rsquo;esito netto a favore del centrosinistra a Savona, che per il momento resta un caso isolato e non ha dato vita a un movimento trascinante.</p>
<p>Tutte le scommesse e i punti interrogativi incombono su Genova e in particolare al contraddittorio comportamento dei partiti e dei movimenti che vertono nell&rsquo;area della sinistra. Il dibattito &egrave; &egrave;artito da lontano, mentre si raccoglievano i cocci del disastro delle elezioni regionali dell&rsquo;anno scorso che, sia pure nella previsione d&rsquo;una vittoria dell&rsquo;alleanza attorno a Giovanni Toti, hanno fatto segnare la pi&ugrave; pesante sconfitta storica (in termini numerici) del centrosinistra, giunto anche in un pasticcio confuso decisionale tra i vertici locali e i vertici romani. Una situazione che, dopo mesi di riunioni e di rinvii, rischia di ripetersi. &nbsp;Tanto &egrave; vero che in questi giorni, dopo riunioni e incontri pi&ugrave; o meno pasticciasti, di rimandare tutto a dopo la soluzione del Quirinale, anche perch&egrave;, come si &nbsp;detto, il quadro politico nazionale potrebbe risultare profondamente cambiato. E fin qui, arrivati a questo punto, la scelta era obbligata, senza alternativa.</p>
<p>Resta per&ograve; il fatto che i punti critici sostanziali restano due. Una &egrave; la scelta del candidato sindaco, procedura e obiettivi che vedono i diversi partiti su posizioni distanti se non &nbsp;contrastanti, perch&eacute; il M5s e il Pd hanno impostazioni diverse: in particolare il M6s che vorrebbe una personalit&agrave; &ldquo;esterna&rdquo; (vecchia lineea) e il Pd che punterebbe anche a un non iscritto ma legato alla sua area storica. Oscillanti e sempre inclini a una posizione ndi opposizione netta Leu e asltri gruppi tra cui quello di Ferruccio Sansa. Ancora vaga la posizione di Italia Viva che, dopo uno strano approccio con il movimento di Bucci, s&rsquo;&egrave; poi fermato e ha fatto capire che andrebbe solo con il Pd con il Pd, ma senza l&rsquo;alleanza con il M5s.</p>
<p>Resta comunque il dubbio assoluto sulla persona da candidare, considerato che si sta attenuando, anche per alcune questioni come la sua presenza nel consiglio d&rsquo;amministrazione della Superba, l&rsquo;ipotesi d&rsquo;una candidatura di alto profilo come quella di Ariel Dello Strologo. A Roma continua a girare la voce ufficiosa d&rsquo;una possibile candidatura a sindaco di Anna Maria Furlan, genovese, ex segretaria generale della Cisl che sarebbe molto gradita da parte di Enrico Letta, &nbsp;. Certamente la Furlan avrebbe un forte peso sul voto, ma andrebbe alla corsa alla testa del solo Pd o al massimo con l&rsquo;alleanza di Italia Viva, essendo contrari i &ldquo;grillini&rdquo; e l&rsquo;estrema sinistra. Ma che sar&agrave;, a proposito, del M5s in Liguria gi&agrave; diviso e frazionato e con il leader fondatore travolto da processi d&rsquo;ordine familiare e dell&rsquo;inchiesta sui rapporti con l&rsquo;armatore Onorato di Moby? Grillo non sempre ha goduto simpatie a Genova e in Liguria. Il suo movimento regge? E&rsquo; per questo che al Pd potrebbe interessare correre da solo? Per adesso questi quesiti sono un gioco Da salotto . Aspettiamo il contro alla,m rovescia &nbsp;per il Quirinale, poi forse le nebbie si diraderanno, risultati finali poi a parte.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[La trasformazione del quartiere della Foce]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-trasformazione-del-quartiere-della-foce-41157</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Entro il 2024 l&rsquo;intera area della Foce cambier&agrave; completamente fisionomia, funzione, ruolo e significato economico, culturale e sociale. E&rsquo; quasi certamente...]]></description>
			<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 16:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entro il 2024 l&rsquo;intera area della Foce cambier&agrave; completamente fisionomia, funzione, ruolo e significato economico, culturale e sociale. E&rsquo; quasi certamente l&rsquo;intervento &nbsp;urbanistico p&egrave;i&ugrave; radicale che &egrave; in corsa a Genova. Si intrecciano questioni immobiliari ed edilizie, panoramiche, commerciali, turistiche e collegamenti alla nautica da diporto. La sfera d&rsquo;interessi &egrave; vasta e passa il confine non solo della citt&agrave;, Ma anche della Liguria, perch&eacute; il progetto residenziale, frutto della matita di Renzo Piano (autore comunque &nbsp;del disegno del Waterfront di Levante nel suo insieme) sembra orami coinvolgere interessi dell&rsquo;area del Piemonte e della Lombardia, perch&eacute; gli appartamenti in riva al mare, con canali alle spalle e un fronte di porto turistico sono particolarmente attrattivi. Tanto &egrave; vero che si &egrave; appreso che gi&agrave; trecento interessati si sono fatti avanti per informarsi sulla situazione: &egrave; importante perch&eacute; la disponibilit&agrave; dovrebbe essere attorno ai 200 appartamenti che poi avranno al pianterreno spazi comuni, palestre e punti di ritrovo.</p>
<p>E&rsquo; indubbio &ndash; e questa &egrave; anche la scommessa sul piano sociale e dei comportamenti sulla quale sta puntando l&rsquo;amministrazione comunale che crede fermamente nel progetto che ritiene una scelta vincente &ndash; che i cambiamenti di abitudini, e persino gli spostamenti, del quartiere cambieranno profondamente. Vale la pena ricordare che per oltre quarant&rsquo;anni l&rsquo;intera area &egrave; stata condizionata dalla vita e dalle attivit&agrave; della Fiera Internazionale che &egrave; stata legata &ndash; ed &egrave; giusto averne un ricordo positivo a tutto campo &ndash; alla ripresa economica in crescendo del dopoguerra, creando, di anno in anno, accanto la Salone Nautico, la punta di diamante, iniziative commerciali, gastronomiche, mostre (&egrave; stata la culla di Euroflora), per non parlare delle attivit&agrave; del Palasport con la boxe, lo sport indoor e anche spettacoli e grandi show, come il concerto di Frank Sinatra.</p>
<p>Il declino della Fiera, un fenomeno per&ograve; che ha coinvolto anche le altre grandi Fiere italiane, &egrave; cominciato con le Colombiane e con lo spostamento di molte attivit&agrave; nel Porto Antico. Lentamente sono diminuite le iniziative e l&rsquo;area si &egrave; per certi aspetti desertificata, Anche l&rsquo;Ucina, che aveva nell&rsquo;area la propria sede, si &egrave; trasferita. L&rsquo;unica &nbsp;struttura che &egrave; sopravvissuta e ancora oggi &egrave; funzionale (in particolare al Salone Nauttico) e in pieno uso &egrave; il cosi9ddetto &ldquo;padiglione azzurro&rdquo; di Jean Nouvel. Nel corso dell&rsquo;ultimo anno, con un po&rsquo; di malinconia per i genovesi pi&ugrave; anziani tutti i padiglioni e la sede amministrativa sono stati demoliti. La Fiera rester&agrave; dunque solo un ricordo e un documento della storia economica e sociale di Genova.</p>
<p>Ma, oggi, i lavori nell&rsquo;area fervono e si punta all&rsquo;accelerazione anche perch&eacute; ci sono in contemporanea interventi di parte privata e di parte pubblica su tutti gli spazi. Si cerca quindi di evitare &nbsp;interferenze reciproche che possano rallentare la realizzazione dei progetti. Tra l&rsquo;altro, proprio per rendere funzionale l&rsquo;intero nuovo quartiere &egrave; prevista gi&agrave; la realizzazione d&rsquo;un grande parcheggio interrato che potr&agrave; ospitare oltre 1600 posti auto. Ma nelle prospettiva gi&agrave; avanzata nel disegno di Renzo Piano &egrave; previsto anche un parcheggio in superficie di interscambio, per consentire un traffico pi&ugrave; razionale con l&rsquo;uso sia di mezzi privati che l&rsquo;impiego di mezzi pubblici. In tutta l&rsquo;area opera un importante gruppo privato, la CdS Holding, una societ&agrave; di Brescia che realizzer&agrave; appunto &nbsp;sia gli edifici privati di abitazione (si prevedono due grandi palazzi) sia il ridisegno del Palasport, da troppo tempo abbandonato e in disuso. Il Palasport ospiter&agrave;, oltre che iniziative sportive al chiuso, anche negozi, ristoranti e centri commerciali. Sar&agrave; articolato in maniera funzionale e sar&agrave; ovviamente un ulteriore polo complementare di attrattiva.</p>
<p>Da parte sua l&rsquo;amministrazione comunale opera per completare la sua parte entro la prossima primavera . Dovrebbe essere pronto il canale principale con l&rsquo;acqua scorrevole e quindi navigabile e le banchine di attracco. Il canaletto secondario che arriver&agrave; al Palasport, sar&agrave; realizzato in seguito per non intralciare gli altri lavori in corso. Il sistema dei canali, essendo una funzione turistica, dovrebbe, sulla base d&rsquo;un programma non ancora approvato, essere in futuro affidato al Porto Anticvo, soluzione fisiologica e razionale, ma non ancora messa a punto nei dettagli e nel sistema finanziario.</p>
<p>Non mancano comunque altri interrogativi sul futuro del nuovo quartiere per quel che riguarda i trasporti e la comunicazione. Infatti, il Comune, al di l&agrave; dello specifico progetto sull&rsquo;area della ex Fiera, ha messo in campo, ma ancora con progetti da definire e da finanziare, la possibilit&agrave; di raggiungere l&rsquo;area della Foce attraverso un tunnel sotto il porto. A questo proposito si &egrave; anche adombrata l&rsquo;ipotesi della demolizione dell&rsquo;ultimo tratto della Sopraelevata. Sulla questione sono in corso, per la verit&agrave;, da quasi due decenni, discussioni pi&ugrave; teoriche che concrete, a voler essere sinceri. Infatti il progetto del tunnel sotto il porto, limitato al traffico privato, &egrave; rimasto un discorso sulla carta, sospeso e ripreso pi&ugrave; volte.</p>
<p>Recentemente il Comune lo ha rimesso in campo, nel quadro d&rsquo;un programma pi&ugrave; vasto che supera le prospettiva di un decennio e forse anche di pi&ugrave; p&egrave;er alleggerire il traffico cittadino in superficie. Pi&ugrave; complessa ancora la questione della demolizione parziale dll&rsquo;ultimo tratto della Sopraelevata, arteria che, ancor oggi, &egrave; funzionale all&rsquo;intero sistema di interconnessione del traffico. La situazione generale comunque poggia su molti aspetti concreti e in via di realizzazione, oltre che &nbsp;dei soliti progetti, sovente pi&ugrave; di sogno che di realt&agrave;, come del resto accade in tutte le citt&agrave; del mondo.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[La morte di Guido Rossa e la sconfitta dei “brigatisti”]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-morte-di-guido-rossa-e-la-sconfitta-dei-brigatisti-41116</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Guido Rossa, vittima innocente e sacrificare d&rsquo;un lungo periodo di violenze politiche assurde e di cui forse non si ha ancora del tutto chiarezza, resta, come &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 18:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guido Rossa, vittima innocente e sacrificare d&rsquo;un lungo periodo di violenze politiche assurde e di cui forse non si ha ancora del tutto chiarezza, resta, come &egrave; stato detto e ripetuto oggi nel corso della commemorazione del suo assassinio, un simbolo incancellabile di comportamento e di coscienza civile e democratica. Ma non &egrave; solo un monumento da rispettare. La sua morte, per certi aspetti, segna un passaggio storico dal quale, sia pure in tempi non immediati, il movimento delle Brigate Rosse e degli gruppi politici vicini escono sconfitti da un tentativo irrazionale e immotivato di rivoluzione, senza aver mai raccolto, se non molto marginalmente il favore dell&rsquo;opinione pubblica ma anche in sostanza neppure da parte dei movimenti politici della sinistra. &nbsp;</p>
<p>In Germania e in Francia, dove pure erano avvenuti episodi di violenza sanguinosa, il movimento era scomparso pi&ugrave; rapidamente. Forse, in Italia, considerato che si era alla fine della cosiddetta &ldquo;guerra fredda&rdquo; e della crisi del comunismo nell&rsquo;Unione Sovietica, &nbsp;essendo pi&ugrave; forte il partito Comunista, la situazione era ristagnata. Ma l&rsquo;assassinio di Aldo Moro, invece di segnare una vittoria del movimento clandestino, era stato invece l&rsquo;ultimo tragico capitolo d&rsquo;una vicenda che in sostanza non aveva radici.</p>
<p>Del resto, nello stesso periodo, erano nate, sia pure a livello di gruppuscoli, i movimenti di estrema destra, in parte collegati anche comn associazioni pi&ugrave; o meno segrete. Il fenomeno, certamente anche in parte alimentato da servizi segreti deviati, era sempre collegato alla fine della guerra fredda. Non va dimenticato che, sempre per quel che riguardava la vasta area della sinistra, che pure era cresciuta elettoralmente, che Enrico Berlinguer, pur non rompendo il rapporto storico diretto con L&rsquo;Unione Sovietica, aveva modificato la linea politica, andando verso un post-comunismo europeo (presente in Francia, Spagna e Portogallo in particolare) che ormai assumeva una fisionomia autonoma, decisamente pi&ugrave; riformista.</p>
<p>Il dramma tragico di Guido Rossa va per&ograve; ripercorso alla luce dei comportamenti e della mentalit&agrave; diffusa nel mondo del Partito Comunista re del sindacato, molto forte a quella che allora era l?italsider, fortezza metalmeccanica &nbsp;storica genovese. Rossa, in coerenza con la propria coscienza, gi&agrave; orientata verso una visione democratica e riformista, aveva denunciato e fatto arrestare un infiltrato delle Brigate Rosse che operava appunto nell&rsquo;acciaieria di Cornigliano. C&rsquo;eranop state assemblee nelle quali Rossa era stato sostenuto, ma senza eccessivi entusiasmi.</p>
<p>I comportamenti della base potevano essere valutati in due modi. C&rsquo;era una certa paura, considerata la violenza e la ferocia delle Brigate Rosse, ma era ancora diffuso (anche se si stava dissolvendo) &nbsp;un atteggiamento storico che risaliva anche al dopo &ndash; Resistenza e alle frazioni estremistiche del PCI. Era la teoria dei &ldquo;compagni che sbagliano&rdquo;. Insomma, occorreva una certa indulgenza. La reazione dei gruppi terroristici fu molto dura. Il comportamento di Rossa, per loro, era intollerabile. Si decise quindi per una punizione esemplare. Per la verit&agrave;, il progetto dei brigatisti era quello di sparare alla gambe del sindacalista.</p>
<p>E cos&igrave; avvenne con l&rsquo;agguato in via Fracchia. Ma uno dei personaggi pi&ugrave; intolleranti del commando, Riccardo Dura, gi&agrave; protagonista di azioni e attentati, dopo che Rossa fu ferito nella sua macchia, all&rsquo;alba del 24 gennaio del 1979, gli spar&ograve; un quarto colpo al cuore. Secondo lui Rossa non meritava piet&agrave;. L&rsquo;assassinio per&ograve; sollevo il dolore, lo sdegno e l&rsquo;indignazione di tutta l&rsquo;opinione pubblica. Non ci furono, in particolare da tutta l&rsquo;area di sinistra, giustificazioni. La citt&agrave; fu compatta. E cominci&ograve;. Anche in certi ambienti dove se non proprio le Brigate Rosse &nbsp;avevano trovato delle tenui simpatie (non solo nelle fabbriche ma anche in settori culturali come l&rsquo;Universit&agrave;, in particolare le facolt&agrave; umanistiche), la distanza furono prese. &nbsp;</p>
<p>Poi l&rsquo;azione antiterrorismo fu assunta dal generale Dalla Chiesa che port&ograve; duri colpi a Milano e poi, un anno dopo la morte di Guido Rossa, un commando dei carabinieri, dietro l&rsquo;indicazione di un pentito, piomb&ograve;, sempre nei pressi di via Fracchia, nell&rsquo;appartamento dove era nascosto un commando, nel quale era alloggiato anche Riccardo Dura. I quattro presenti furono uccisi dai carabinieri durante una violenta sparatoria.</p>
<p>La morte di Dura, per le modalit&agrave; della ferita, rimasero in parte poco chiare, ma poi, salvo qualche tentativo di riprendere le indagini, finirono archiviate. Si stava ormai invertendo la tendenza. La violenza e la ferocia delle Brigate Rosse, poi coinvolte per recuperare finanziamenti, anche in vicende di mafia e di malavita, persero ogni minimo sostengo o minimo interesse, mentre si spegnavano,m sia pure dopo attentati efferati, anche le azioni terroristiche dell&rsquo;estrema destra. L&rsquo;Italia (e in gran parte l&rsquo;Occidente) aveva vissuto un quindicennio, cominciato con il folk libertario del 1968, poi stravolto da follia terroristica. Per la verit&agrave;, con le profonde trasformazioni economiche e sociali successive, non ne &egrave; rimasta traccia se non nei ricordi dolorosi.</p>
<p>Sono scritte nella storia &nbsp; &nbsp;solo tracce di sangue eternate nei monumenti e nelle targhe. Ma, sempre che ci sia stata, un presenta ideologia &egrave; svanita, anche perch&eacute; gli obiettivi politici, al di l&agrave; delle violenze, non erano chiari, certamente neppure ai protagonisti di quegli orrori. Certamente resta la memoria e l&rsquo;insegnamento di Guido Rossa, Simbolo di coerenza, di onest&agrave; e di coraggio civile, Un esempio non sempre facile da imitare, ma che merita il commosso ricordo di oggi.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Le fragili chances di Berlusconi ]]></title>
			<link>https://telenord.it/le-fragili-chances-di-berlusconi-40867</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Ufficialmente, per cos&igrave; dire, l&rsquo;area del centrodestra, partiti minori compresi, ha confermato Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica. Ma quanto &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 17:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ufficialmente, per cos&igrave; dire, l&rsquo;area del centrodestra, partiti minori compresi, ha confermato Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica. Ma quanto &egrave; forte e quanto &egrave; fragile questa indicazione di schieramento? Apparentemente appare blindata, ma si ha la sensazione che un po&rsquo; tutti i sostenitori, accanto alla porta serrata, abbiamo chiavi e porticine d&rsquo;uscita di riserva. A cominciare da Fratelli d&rsquo;Italia e dalla Legas, che, tutto sommato, hanno sottobanco, ma neppure in maniera troppo nascosta una sorta di &ldquo;piano B&rdquo;, anche perch&eacute; sono convinti che la candidatura dell&rsquo;ex Cavaliere abbia in s&eacute; della grandi fragilit&agrave;: l&rsquo;et&agrave;, la salute, un cursus politico, economico, nonch&egrave; comportamenti personali discutibili, situazioni processuali ancora in corso e cos&igrave; via. Ma il centrodestra ha in mente la strategia di imporre un candidato vicino alla propriasm area per poi condizionare, magari tra un anno e mezzo, l&rsquo;esito delle elezioni politiche che verranno a scadenza, puntando sul superamento di governi di coalizione come l&rsquo;attuale.</p>
<p>Si tratta di una manovra complessa che deve puntare a trovare una sorta di accordo, magari neppure alla pari, con l&rsquo;area del centrosinistra ma che tenga insieme tutti gli schieramenti, compresi gli spazi oscillanti che vedono in movimento piccole formazioni come quelle di Toti e dei suoi nuovi alleati e persino Italia Viva di Matteo Renzi, che appare sempre pi&ugrave; lontana dagli spazi del Pd e dei suoi storici alleati. Ma la domanda che incombe in queste ore riguarda Silvio Berlusconi. Crede davvero alla sua candidatura? Si tratta d&rsquo;una sup0ertattica per tenere lontane le elezioni che lui teme molto per la fragilit&agrave; di Forza Italia, oppure si tratta davvero d&rsquo;un guizzo finale di egocentrismo e di supervanit&agrave; personale, caratteristiche temperamentali ben note dell&rsquo;ex Cavaliere?</p>
<p>Al di l&agrave; del &ldquo;dream&rdquo; di potere e di successo finale, che fa certamente parte del progetto di Berlusconi, &egrave; assai probabile che lo stesso protagonista della candidatura a &nbsp;Capo dello Stato abbia in mentre strategie alternative, quali quella di condizionare una eventuale candidatura alternativa ma a lui vicina e in particolare puntare a evitare elezioni in primavera. Per la verit&agrave;, forse con la sola eccezione di Fratelli d&rsquo;Italia, tutti i partiti oggi temono il confronto delle urne. Ci sonnom troppe fratture e troppi schieramenti che sono oggi come rappresentanza in Parlamento molto al di sopra delle proprie forze a seguire i sondaggi : da Renzi ail M5s, per non parlare die partitini di centro e di centrosinistra. Ma lo stesso Pd potrebbe crescere ma lo farebbe a spese dei propri alleati, non raggiungendo quindi alcuna maggioranza. &nbsp;</p>
<p>Lo stesso Salvini ha perduto la leadership del centrodestra e non vuole cedere alcun primato alla Meloni. Ecco perch&eacute;, al di l&agrave; di incontro pi&ugrave; o meno segreti, l&rsquo;esito dell&rsquo;elezione del nuovo Presidente della Repubblica &nbsp;&egrave; davvero incerto e dubbioso. Non va dimenticato che molti partiti hanno perduto decine di parlamentari e oggi i gruppi e gruppatti di dissidenti e di secessionisti sono molto consistenti e difficilissimi da governare cos&igrave; come facili da conquistare (di qui gli spregiudicati movimenti di Berlusconi, anche questi assai discutibili).</p>
<p>Passando al fronmte opposto non &egrave; facile capire come si potr&agrave; muovere il centrosinistra e in particolare come giocher&agrave; le sue pedine Enrico Letta che non ha a sua volta la maggioranza dei parlamentari. &nbsp;I piccoli alleati della sinistra estrema , si sa, sono rigidi, mentre il M5s &egrave; spaccato in due se non in tre o quattro parti, di fatto. Matteo Renzi &egrave; oscillante: tra un accordo con il Pd (&egrave; contrario a Berlusconi) e un aggancio con quella parte di area di centro che fa riferimento a Toti (che pur venendo da quella formazione ha fatto capire di nutrire qualche dubbio a sua volta sulla solidit&agrave; della candidatura di Brlusconi). &nbsp;Lo stesso Pd comunque non &egrave; omogeneo al di l&agrave; delle dichiarazioni generiche di scelta &ldquo;al di sopra delle parti&rdquo;.</p>
<p>Resta a questo punto l&rsquo;incognita di Mario Draghi. L&rsquo;attuale Presidente del Consiglio appare indispensabile al suo ruolo e a tenere insieme una difficile coalizione. Ma soprattutto appare determinante a parte a compimento la politica sanitaria e la ripresa economica. E il suo ruolo &egrave; fondamentale a evitare le temute elezioni anticipate. Ma, se non si trovasse alcuna intesa o alcun nome alternativo per il Quirinale, Draghi sarebbe certamente il pi&ugrave; forte candidato, l&rsquo;unico in grado di passare entro le prime tre votazioni. E forse lui stesso ci ha fatto sopra pi&ugrave; di un pensiero. Ma al tempo stesso il governo potrebbe sbriciolarsi: esiste un possibile candidato alternativo al posto di Draghi alla testa dell&rsquo;esecutivo? Una situazione del genere scatenerebbe ancora di pi&ugrave; lo scontro politico sinora tenuto a freno a stento, anche per la fragilit&agrave; dei partiti e dei loro leaders. Ecco perch&eacute;, al di l&agrave; delle sortite giornaliere, politiche e mediatiche, si camminer&agrave; ancora per giorni, salvo miracoli, nel buio pi&ugrave; fitto.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Covid: il governo stringe le maglie]]></title>
			<link>https://telenord.it/covid-il-governo-stringe-le-maglie-40260</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/covid-il-governo-stringe-le-maglie-40260</guid>
			<description><![CDATA[Probabilmente anche i vertici mondiali del mondo scientifico e sanitario non si aspettavano la crescita, in tutto il mondo, del diffondersi dei contagi e delle continue...]]></description>
			<pubDate>Thu, 30 Dec 2021 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Probabilmente anche i vertici mondiali del mondo scientifico e sanitario non si aspettavano la crescita, in tutto il mondo, del diffondersi dei contagi e delle continue mutazioni della pandemia. E questo &egrave; avvenuto anche in Paesi come l&rsquo;Italia che pure &egrave; additata,m a livello internazionale, come un modello a tutti i livelli. Tanto &egrave; vero che anche gli Stati meno severi dell&rsquo;Occidente &ndash; Inghilterra, Francia, Germania, e soprattutto gli Stati Uniti &ndash; si muovono verso l&rsquo;esempio italiano e strngono i freni, anche se la loro opinione pubblica scalpita nella speranza di tornare a una vita pubblica pi&ugrave; libera. Ma la voglia di libert&agrave; e il desiderio ansioso di una ripresa economica e quindi, alla fin dei conti, d&rsquo;un ritorno alla normalit&agrave; si scontrano contro la diffusione che sembra non arginabile dei contagi.</p>
<p>E&rsquo; indubbio che sulla diffusione influiscono i grandi limiti &ndash; di controllo e di scarsa vaccinazione &ndash; dei Paesi meno evoluti ma che, comunque, hanno intensi rapporti con l&rsquo;economia dei Paesi cosiddetti di prima fila. Sulla base di questa situazione non modificabile, il giro di boa del nuovo anno si presenta all&rsquo;insegna della severit&agrave; e dell&rsquo;aumento dei controlli. In Italia abbiamo gi&agrave; avuto la chiusura delle discoteche &ndash; scelta che ha sollevato un mare di proteste ma che era inevitabile &ndash; oltre che una serie di pesanti limitazioni per chi frequenta locali al chiuso (ma anche all&rsquo;aperto come gli stadi), ma che coinvolge i mezzi pubblici, i ristoranti, i bar, i teatri, i cinema, le palestre, ecc. Ma il super green pass sar&agrave; necessario anche sui mezzi pubblici &ndash; treni, metropolitane e persino normali bus &ndash; il che significa che gli spazi dei no bvax si vanno sempre pi&ugrave; restringendo.</p>
<p>La linea del governo, in pieno accordo con i vertici sanitari, &egrave; quella di rendere il vaccino obbligatorio di fatto. E in effetti, sul piano dell&rsquo;opinione pubblica, lo spazio dei no vax e dei predicatori delle tesi pi&ugrave; assurda al riguardo si sta facendo sempre pi&ugrave; stretto. In primo luogo le pi&ugrave; banali statistiche spiegano che una delle cause della recrudescenza della pandemia &egrave; la diffusione tra i non vaccinati che sono la stragrande maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva e persino dei decessi. Quel 10% di non vaccinati in Italia sono la calamita dell&rsquo;infezione sia come soggetti fragili ed esposti, sia come elementi di comunicazione e di diffusione del Covid. Tanto &egrave; vero che sono nettamente scemate le manifestazioni di piazza e di protesta. Il messaggio no vax ha sempre meno presa sull&rsquo;opinione pubblica. E crescono i &ldquo;pentiti&rdquo; che corrono a vaccinarsi.</p>
<p>Quello su cui l&rsquo;opinione pubblica si interroga in queste ore riguarda le decisioni che saranno prese dopo il 10 di gennaio, come del resto il governo ha gi&agrave; anticipato. Sembra certa la decisione di allargare le regioni in fascia gialla e di inserire molti territori in fascia arancione. Il che significa la crescita delle restrizioni sia sul lavoro, sia nella vita pubblica. Sar&agrave; esteso l&rsquo;obbligo di green pass in quasi tutti i luoghi di lavoro. E i non vaccinata potrebbero essere obbligati a lavorare da casa anche con limiti di movimento sugli stessi mezzi pubblici. Non &egrave; escluso &ndash; anzi &egrave; assai probabile &ndash; che in primavere si possa passare alla cosiddetta &ldquo;quarta dose&rdquo; perch&eacute; si punter&agrave; ad accorciare i tempi di durata del vaccino (da nove a sei mesi) perch&eacute; la potenzialit&agrave; di difesa dall&rsquo;infezione con i passare del tempo pu&ograve; scendere dal 90% al 60%. Alcuni studiosi internazionali stanno studiano l&rsquo;ipotesi che si possa passare con il tempo dalla fase pandemica a quella endemica (come l&rsquo;influenza tradizionale) e che quindi il vaccino possa passare a una pratica annuale importante e consigliabile. Si stanno studiando anche altre forme di farmaco (anche pillole), ma la ricerca scientifica &egrave; messa a dura proava dalle continue variabili del Covid.</p>
<p>Con un riferimento, in questo caso peculiarmente italiano, indipendentemente dal fatto che la diffusione dei contagi possa poi subire in frenata dopo febbraio, &nbsp;molte decisioni del governo, compresa quella pi&ugrave; importante come l&rsquo;obbligo della vaccinazione per tutti (ma ci sarebbero gi&agrave; consensi a destra e a sinistra) , saranno legate al mese-chiave nel corso del quale dovrebbe risolversi la delicatissima questione dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica. Perch&eacute; ci sar&agrave; una pausa nelle decisioni strategiche e si capir&agrave; se emergeranno nuovi equilibri tra i partiti che attualmente sostengono l&rsquo;esecutivo di Draghi. Per &nbsp;non parlare del rischio di possibili elezioni politiche in primavera, evento che sono in pochi a volere ma che potrebbe non essere escluso tra le tante ipotesi che ci riserva l&rsquo;immediato futuro. Urgenze e ritardi, opportunit&agrave; politiche e di propaganda potrebbero venire a conflitto in un clima politico poco chiaro. Per non parlare delle incognite che riserva ormai la pandemia che sta cambiando profondamente le nostre vite. Per il momento, a meno di 24 ore, ci attende un Capodanno silenzioso e prudente che forse non era previsto all&rsquo;inizio dell&rsquo;autunno. Ma &egrave; certamente meglio non correre alcun rischio, visto che ci vuol poco a diffondere ilo virus, non importa se in forma lieve e meno grave. E&rsquo; il momento, anche strategico, della massima cautela.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il blocco dei treni, altro danno per la Liguria]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-blocco-dei-treni-altro-danno-per-la-liguria-40229</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Per via del taglio del personale &ndash; tra dipendenti colpiti dal Covid o per necessari isolamenti &ndash; sono stati soppressi, come si legge in questi giorni dalle cronache,...]]></description>
			<pubDate>Wed, 29 Dec 2021 18:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per via del taglio del personale &ndash; tra dipendenti colpiti dal Covid o per necessari isolamenti &ndash; sono stati soppressi, come si legge in questi giorni dalle cronache, ben 71 convogli ferroviari. La situazione drammatica che rappressenta quasi un blocco del sistema di comunicazioni, coinvolge oltre la Liguria anche le regioni vicine, come la Lombardia, che fa parte della strategia dei collegamenti con il Nord Italia. Per quel che riguarda il traffico passeggeri ci saranno sistemi alternativi di autobus, assolutamente insufficienti a coprire le esigenze di trasporto, anche in un momento particolare di vacanze. E&rsquo; vero che l&rsquo;incremento del Covid ha ridimensionato il flusso turistico e vacanziero a tutti i livelli, ma &egrave; altrettanto vero che, secondo un vecchio motto, la &ldquo;vita va avanti&rdquo; lo stesso. Siamo di fronte quindi a un altro stop &ndash; parziale ma determinante sul piano della vita reale - dell&rsquo;economia del nostro territorio. Al di l&agrave; degli spostamenti dei cittadini, sia per turismo sia per lavoro, si erge il muro dei trasporti di merci e della movimentazione economica in generale. La Liguria ha subito nei mesi scorsi pesanti blocchi dei trasporti autostradali, dopo il crollo del Ponte Morandi, anche perch&eacute; sono emersi gravi limiti di manutenzione. I lavori si sistemazione della rete che collega l&rsquo;estremo Ponente, il Levante e la Padania implicheranno tempi lunghi &ndash; ancora anni &ndash; e il sistema economico continuer&agrave; a soffrirne. Genova, con il suo sistema portuale strategico per la situazione nazionale, non &egrave; solo un centri di merci sia rinfuse sia container, ma anche una capitale &ndash; con Savona e La Spezia &ndash; del traffico crocieristico. La situazione implica un potenziamento dell&rsquo;intero sistema, sia stradale sia ferroviario e soprattutto la possibilit&agrave; di fruire della movimentazione in continuit&agrave; e senza blocchi.</p>
<p>E questa prospettiva sembra per il momento infrangersi per le difficolt&agrave; legate alla mancanza di personale all&rsquo;inferno del sistema ferroviario, mentre sappiamo gi&agrave; che, al termine della pause strategiche annunciate per le festivit&agrave; natalizie e di Capodanno, entro al massimo due settimane riprenderanno gli stop e i rallentamenti in sede autostradale. Tutto questo mentre, a pi&ugrave; riprese, si annunciano il proseguimento del raddoppio della linea Genova &ndash; Ventimiglia, dell&rsquo;inserimento delle linee ferroviarie nell&rsquo;asse portuale e si attende il via libera per il decollo della cosiddetta Gronda autostradale di Genova. Nel frattempo proseguono senza sosta (questa &egrave; una vera noto positiva) i lavoro per la realizzazione del Terzo Valico. Ma, accanto ad annunci che hanno contenuti positivi, si assiste a blocchi, a rallentamenti e a rinvii. Per di pi&ugrave; tenendo presente che nei prossimi mesi dovrebbero cominciare i lavori per la realizzazione dello spostamento al largo della storica diga foranea che dovrebbe consentire l&rsquo;arrivo delle unit&agrave;, soprattutto container, di ultima generazione. Ci vorranno quattro o cinque anni , ma in quella occasione sar&agrave; necessario disporre d&rsquo;un sistema trasportistico di alto livello sia quantitativo sia tecnologico. In questa chiave Genova potr&agrave; davvero puntare a essere il primo porto del Mediterraneo e uno dei massimi europei, in grado di reggere il confronti con gli scali del Nord. Anche perch&eacute;, vista la sua condizione favorevole dal punto di vista geografico (che anche nel Mediterraneo la avvantaggia su Marsiglia e Barcellona) sar&agrave; possibile raggiungere pi&ugrave; rapidamente le posizioni strategiche, sul piano industriale, del Centro Europa, con la possibilit&agrave; ulteriore di giocare sul tempo anche rispetto agli scali del Nord.</p>
<p>Tutto questo fa sovente parlare con eccessi di ottimismo le istituzioni e anche gli operatori economici che agiscono sul nostro scalo. Ma sovente ai progetti &ndash; tutti molto apprezzabili sulla carta &ndash; mancano i tempi operativi. Purtroppo in Italia, al di l&agrave; di condizioni drammatiche frutto della pandemia come nel caso del blocco traumatico delle linee ferroviarie di questi giorni, i tempi amministrativi sono sempre troppo lunghi, per esitazioni della politica e in particolare per i ritardi cronici della burocrazia che rallenta ogni scelta per la rete a volte assurda di leggine e di regolamenti. Ma non bisogna dimenticare che, sovente, ci sono state responsabilit&agrave; politiche che hanno coinvolto sia le forze del centrodestra sia quelle del centrosinistra. In Liguria, tanto per non andare troppo lontano il decollo del Terzo Valico ha implicato quasi trent&rsquo;anni di discussioni. E la Gronda, di cui si parla da trentacinque anni, non &egrave; decollata. La nuova diga &egrave; oggetto di discussioni da pi&ugrave; di vent&rsquo;anni. E anche di tanti interventi portuali oggetto di possibile decollo (ultimo caso &egrave; la nuova collocazione dei depositi petrolchimici) non mancano posizioni e interessi contrastanti con rischio di ricorsi, blocchi, denunce e cos&igrave; via. L&rsquo;unico progetti realizzato a tempo di record resta la ricostruzione del Ponte Morandi. Ma rester&agrave; una storia a s&eacute;, perch&eacute; quell&rsquo;iter amministrativo, realizzato in un clima eccezionale, non &egrave; stato &ldquo;digerito&rdquo; dalla burocrazia. Per adesso soffriamo impotenti il dramma dei treni soppressi.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[L’introvabile candidato sindaco del centrosinistra]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-introvabile-candidato-sindaco-del-centrosinistra-40193</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[I possibili nomi si accendono e spengono come le luminarie sull&rsquo;albero di Natale. L&rsquo;ultimo &egrave; quello, in passato gi&agrave; acceso e subito spento, di Anna...]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I possibili nomi si accendono e spengono come le luminarie sull&rsquo;albero di Natale. L&rsquo;ultimo &egrave; quello, in passato gi&agrave; acceso e subito spento, di Anna Maria Furlan, ex segretaria generale della Cisl. Nonostante dichiarazioni sussiegose e ottimistiche di dirigenti e di capicorrente, nell&rsquo;area del centrosinistra non emerge un candidato sindaco per le elezioni della prossima primavera. Lo stallo &egrave; sempre quello di partenza. Tutti i sondaggi e tutte le previsioni danno per scontata la rielezione di Marco Bucci, per una serie di cause collegate. IN primo luogo Bucci si porta dietro - e sar&agrave; un successo che ormai &egrave; il simbolo della sua storia personale &ndash; la realizzazione a tempo di record della ricostruzione dell&rsquo;ex Ponte Morandi, una esperienza che passa nella memoria collettiva come il &ldquo;modello Genova&rdquo;, anche se si tratta d&rsquo;un modello che, ipocritamente, tutti lodano ma nessuno vuole riproporre altrove.</p>
<p>Resta la gloria di Bucci. Poi c&rsquo;&egrave; l&rsquo;accordo, anche a tutti i costi, del centrodestra e dei partiti del centro, che si presenteranno compatti sotto le bandiere del sindaco uscente, piaccia o non piaccia. Il centrodestra non si pu&ograve; permettersi il lusso d&rsquo;un rottura o d&rsquo;una sconfitta in uno dei maggiori comuni italiani. &nbsp;Uniti costi quello che costi. E questa &egrave; stata sinora, anche nel resto dell&rsquo;Italia (regioni e comuni), una mossa strategica vincente, una scelta che, per tornare al tema iniziale, il centrosinistra non &egrave; stato mai capace di imitare. I problemi della possibile coalizione sono sempre gli stessi: i partiti della sinistra storica non sono omologhi, a cominciare dal Pd e dal M5s, ma anche con i partitini dell&rsquo;estrema sinistra, perch&eacute; hanno una parte dei contenuti di programma differenti e poi perch&eacute; hanno differenze metodologiche nella scelta dei candidati. Una situazione di differenze che si &egrave; accentuata, dopo le regionali, con l&rsquo;entrata &nbsp;in campo della &ldquo;lista Sansa&rdquo;, tutto sommato pi&ugrave; vicina al ;M5s e all&rsquo;estrema sinistra.</p>
<p>Il Pd punterebbe anche a possibili candidati di tradizione e di impegno politico, mentre gli altri vorrebbero sempre personaggi esterni con un passato non direttamente politicizzato. Ma c&rsquo;&egrave; dell&rsquo;altro in una realt&agrave; abbastanza complicata. I possibili candidati &ldquo;di prestigio&rdquo; che potrebbero tentare una sia pur difficile vittoria facendo leva sull&rsquo;opinione pubblica non sono travolti dall&rsquo;entusiasmo e non hanno voglia di rischiare una situazione personale professionale di prestigio (avvocati, primari, commercialisti, professori universitari e manager) per poi restare confinati cinque anni nel ruolo di consiglieri di opposizione. Per cui non resta che pescare nelle fila dei partiti e, in questo caso, del Pd che &egrave; lo schieramento che ha maggior forza e maggiore organizzazione. Ma all&rsquo;interno del Pd non mancano dissapori, rivalit&agrave;, giochi di corrente e distanze, gi&agrave; emerse alle regionali, dai vertici genovesi e liguri e quelli nazionali. A questo punto, mentre vengono lanciati e subito abbandonati dei nominativi, non rester&agrave; che attendere l&rsquo;esito del voto per il Colle.</p>
<p>Anche se non ci sar&agrave; un rapporto diretto, si capir&agrave; meglio che cosa potr&agrave; succedere, come si muoveranno le alleanze e se si dovr&agrave;, ipotesi &nbsp;poco gradita ma non da escludere, ricorrere alle elezioni politiche. Potremmo trovaci di fronte a un subbuglio di situazioni politiche strategiche e a complicati giochi di alleanze inattese. Tra l&rsquo;altro in queste settimane non si &egrave; ancora riusciti a capire che cosa faranno &nbsp;i renziani di Italia Viva dopo un possibile avvicinamento alle liste di Bucci e poi, sia pur a livello nazionale, con una potenziale alleanza con il movimento di Toti. Renzi si muove a zig zag, forse anche in funzione del potenziale voto per il Quirinale. Piccoli opportunismi? E&rsquo; possibile, ma resta il fatto che quasi nulla, in questo passaggio di fine d&rsquo;anno, appare chiaro. Forse non &egrave; chiaro neppure ai protagonisti dell&rsquo;attuale poliica.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il Quirinale non è una partita a tombola]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-quirinale-non-e-una-partita-a-tombola-40146</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[E&rsquo; vero che, almeno nelle vecchie tradizioni familiari. Le festivit&agrave; di Natale &nbsp;e di Capodanno erano segnate da interminabili partite a tombola, con ni numeri...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 18:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; vero che, almeno nelle vecchie tradizioni familiari. Le festivit&agrave; di Natale &nbsp;e di Capodanno erano segnate da interminabili partite a tombola, con ni numeri collegati a ipotesi fortunate e comunque a soprannomi di fantasia, ma sino a oggi, da parte dei partiti, la corsa per il Quirinale sembra caratterizzata da molti aspetti d&rsquo;un confusa partita a tombola. Nei giorni scorsi &egrave; emerso dal silenzio il fondatore della Lega, Bossi per &nbsp;affermare che il candidato potenziale che ha pi&ugrave; chances &nbsp;&egrave; Casini, perch&eacute; Draghi e Berlusconi avrebbero troppi elementi contro.</p>
<p>Casini &egrave; un candidato dalla storia moderata (sul piano ideologico) che potrebbe andar bene sia alla destra sia alla sinistra.. Ma, mentre il cronometro continua a far scattare il conto alla rovescia, restato, al di l&agrave; della sortita di Bossi, tutti gli interrogativi che si accumulano appunto su Draghi e su Berlusconi. Il presidente del Consiglio avrebbe certamente le maggiori possibilit&agrave;, perch&eacute;, senza grosse risse, potrebbe essere votato da tutti partiti che sostengono il suo governo. Resterebbe fuori solo Fratelli d&rsquo;Italia. Sarebbe una strada facile, sulla carta: ma nascerebbe subito una nuova problematica. Chi andrebbe a Palazzo Chigi? Un possibile presidente destinato a portare avanti l&rsquo;attuale programma di governo sino alla scadenza del mandato nel 2023? Oppure una sorta di notaio che servirebbe a gestire le elezioni politiche anticipate nella prossima primavera? &nbsp;</p>
<p>Occorre tenere presente che, forse con la sola eccezione del partito della Meloni, nessuno avrebbe interesse al voto perch&eacute; si rischierebbe di dar vita a una assemblea con due Camere ingovernabili. &nbsp;Infatti avremo, per legge, un Parlamento fortemente tagliato nei numeri, ma ci sarebbero movimenti come Italia Viva, il M5s, l&rsquo;estrema sinistra, i partitini del centro e Forza Italia che subirebbero pesantissimi tagli. Anche la Lega &nbsp;rischia fortemente di perdere la leadership dei partiti del centrodestra. E Salvini ha gi&agrave; dimostrato non poche preoccupazioni in proposito. Tutto sommato preferirebbe andare al voto &nbsp;alla scadenza ufficiale. E&rsquo; una posizione, che in un contesto differente, coinvolge anche il Pd di Letta che i sondaggi da tempo indicano come il primo partito italiano. &nbsp;Ma la crescita del Pd &nbsp; coinciderebbe con un calo netto e quasi certo dei potenziali alleati d&rsquo;una coalizione di centrosinistra. A tutti, insomma, con la sola eccezione del movimento della Meloni, conviene guadagnare tempo.</p>
<p>Ma la questione che sembra accendere tutte le curiosit&agrave; e i gossip e la presunta candidatura di Silvio Berlusconi. L&rsquo;ex Cavaliere , sia pure con un pizzico di cautela, si &egrave; sempre mosso nella direzione di puntare al Quirinale. E&rsquo; stato, com&rsquo;era ovvio, sostenuto dal suo partito Forza Italia. Il centrodestra nel suo insieme non gli ha sbarrato la strada, ma ancora oggi, sia Meloni, sia Salvini non si sono dichiarati contrari, sia pure senza correre a testa bassa. La sensazione &egrave; che il centrodestra lasci la lampada accesa su Berlusconi, ma sia al tempo stesso pronto per eventuali alternative.</p>
<p>In effetti Berlusconi ha un curriculum personale che , per molti aspetti, non coincide con l&rsquo;ideale d&rsquo;un possibile Capo dello Stato. E&rsquo; stato &nbsp;al centro di scandali, di condanne passate in giudicato, di amicizie discutibili e, infine, ha ancora in corso il processo &ldquo;Ruby ter&rdquo;, vicende giudiziarie che, al di &agrave; di potenziali e anche dubbie responsabilit&agrave; penali, presentano aspetti sul filo del grottesco. Su Berlusconi poi gioca la condizione di salute fragile e la questione, non trascurabile, dell&rsquo;et&agrave;. Ha infatti cinque anni in pi&ugrave; di Mattarella. Teoricamente, se eletto, chiuderebbe il suo mandato a 92 anni. E &nbsp;anche questo &nbsp;&egrave; un fattore non trascurabile.</p>
<p>A poche settimane dalla convocazione del Parlamento a camere Unit&agrave; per aprire il discorso e la procedure sull&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica i dubbi prevalgono sulle certezze. E&rsquo; l&rsquo;aspetto pi&ugrave; complesso &egrave; la figura di Draghi. L&rsquo;attuale Presidente del Consiglio vuole andare al Colle per concludere il suo impeccabile &ldquo;cursus honorum&rdquo;, ritenendo di aver esaurito l&rsquo;azione del governo? Oppure punta a restare a Palazzo Chigi, magari anche dopo il 2023 nel ruolo strategico di &ldquo;salvatore della Patria&rdquo;?</p>
<p>Sinora, al di l&agrave; di espressioni generiche, Draghi non ha fatto trasparire il suo pensiero. Il che rende difficile ogni previsione. Ovviamente ogni momento emergono altre candidatura, tecniche e politiche, nelle quali emergono sia uomini sia donne. Infine, non va dimenticato che l&rsquo;attuale Parlamento non &egrave; da inserire in comportamenti individuali prevedibili. Fuoriusciti, gruppuscoli, spaccature non danno un&rsquo;immagine di disciplina e di comportamenti prevedibili. Un elemento in pi&ugrave; per ignorare in assoluto che cosa sar&agrave; nascosto nella calza della Befana.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Dubbi e certezze del Covid]]></title>
			<link>https://telenord.it/dubbi-e-certezze-del-covid-40082</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/dubbi-e-certezze-del-covid-40082</guid>
			<description><![CDATA[Nonostante dubbi ed esitazioni di alcuni partiti che pure sostengono il governo, si allargheranno, nel volgere di poche settimane, gli obblighi di vaccinazione per tutte...]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 17:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante dubbi ed esitazioni di alcuni partiti che pure sostengono il governo, si allargheranno, nel volgere di poche settimane, gli obblighi di vaccinazione per tutte &nbsp;le categorie che hanno rapporti con il pubblico. Si &egrave; decollati dai servizi sanitari per passare alle scuole e si atrr8iva adesso alla pubblica amministrazione. &nbsp;Le proteste e le invocazioni parapolitiche e di ispirazione &ldquo;no &ndash; vax&rdquo; hanno spazi e spiegazioni sempre pi&ugrave; ,di dimensione angusta. Tuto il mondo scientifico afferma che solo la corsa alla vaccinazione potr&agrave; stringere i passaggi alle evoluzioni delle variabili del Covid, anche perch&eacute;, dagli esiti inconfutabili degli ospedali risultata che quasi il 90% dei ricoverati non si &egrave; mai sottoposto al vaccino e che i vaccinati infettati hanno gi&agrave; altre patologie pregresse e sovente piuttosto gravi. E&rsquo; uno scontro inesorabile.</p>
<p>Questo spiega le nuove e fin troppo logiche restrizioni per quel che riguarda i locali chiusi e i trasporti, sia per l&rsquo;impiego del tipo di mascherine sia per l&rsquo;obbligo, in certi casi specifici, del tampone molecolare anche per chi ha raggiunto la terza dose del vaccino. Il sogno di ripresa turistica, a questo punto, ha dato un segno di arresto, in particolare per la fascia festiva di Capodanno che, per&ograve;, per il tipo di manifestazioni tradizionali, &egrave; anche la pi&ugrave; pericolosa per la crescita del Covid. &nbsp; I cenoni e le feste di Capodanno sono le manifestazioni di aggregazione meno controllabili, anche per motivi psicologici. Questo spiega anche il blocco deciso dal governo per quel che riguarda l&rsquo;apertura delle discoteche, nonostante la dura protesta dei titolari dei locali che speravano invece, ancora quindici giorni fa, in una ripresa della loro attivit&agrave; lavorativa. Anche nella fascia dei ristoranti non c&rsquo;&egrave; ottimismo: stanno crescendo le disdette (anche in parte degli alberghi della citt&agrave; e delle Riviere) &nbsp;perch&eacute; crescono i timori della pandemia.</p>
<p>D&rsquo;altro canto la situazione generale resta difficilmente sotto controllo, in particolare dopo l&rsquo;esplosione della variante &ldquo;omicron&rdquo; .Molti centri scientifici e di ricerca affermano che quest&rsquo;ultima variante, per velocissima nella diffusione, &nbsp;sembrerebbe meno pericolosa e con effetti minimi per chi ha gi&agrave; conseguito la terza vaccinazione. Ma le valutazioni non sono assolute ed occorre dimostrarsi molto cauti. Il decreto del Governo ha anche previsto controlli pi&ugrave; rigorosi per chi viaggia, sia per l&rsquo;uso specifico delle mascherine sui mezzi pubblici, sia per i distanziamenti e gli altri comportamenti di prudenza. Alla base delle scelte istituzionali, suggerite dai centri scientifici, c&rsquo;&egrave; il forte timore di passare, per quel che concerne regioni come la Liguria gi&agrave; in zona gialla, addirittura in zona arancione con lo scatto di maggiori restrizioni che potrebbero riguardare anche negozi, luoghi di accessi pubblici e orari di chiusura per bar e ristoranti, nei quali ormai, per l&rsquo;accesso al chiuso resta limitato solo ai titolari di &ldquo;green pass&rdquo; . &nbsp;</p>
<p>Si sperava, insomma, in un ritorno graduale alla normalit&agrave; in vista della primavera, mentre invece si va verso nuove restrizioni e nuovi rischi proprio per il variare della ,natura della variabili del Covid. Non solo: sembra ormai probabile che in primavera si vada verso la possibilit&agrave; d&rsquo;una quarta vaccinazione perch&eacute; gli effetti della terza no n dovrebbero avere una sicurezza oltre il sesto mese. Potremmo andare verso una politica, magari con assestamenti della ricerca scientifica, verso la pratica del vaccino annuale, almeno per un certo periodo. Un soluzione che sta prendendo concretezza. La prudenza sta prendendo ormai la meglio sull&rsquo;ottimismo. Dovremo adattarci al Covid almeno per qualche anno.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Gli armatori Messina: un secolo di storia]]></title>
			<link>https://telenord.it/gli-armatori-messina-un-secolo-di-storia-40059</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/gli-armatori-messina-un-secolo-di-storia-40059</guid>
			<description><![CDATA[Il gruppo armatoriale &ldquo;Ignazio Messina&rdquo; compie 100 anni, quantomeno rispetto alla sua immagine attuale e al luogo di &ldquo;nascita&rdquo;, vale a dire il porto di...]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 17:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo armatoriale &ldquo;Ignazio Messina&rdquo; compie 100 anni, quantomeno rispetto alla sua immagine attuale e al luogo di &ldquo;nascita&rdquo;, vale a dire il porto di Genova. Infatti i Messina &nbsp;operavano sin dalla met&agrave; dell&rsquo;Ottocento come trasportatori di vini siciliani sulla rotta tra Riposto (uno scalo vicino a Catania) e Genova. Una parte della famiglia era formata da proprietari terrieri, produttori di vino. I Messina sino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale oscillarono in un continuo andirivieni, incerti se restare a vivere in Sicilia oppure trasferirsi a Genova. Nel 1915 optarono per il capoluogo ligure. Nel 1921 Ignazio Messina prese la maturit&agrave; al Liceo classico D&rsquo;Oria. Il padre, Giuseppe, oltre alle novi vinicole aveva gi&agrave; una unit&agrave; pi&ugrave; stazzata per il trasporto merci, la &ldquo;Angelina&rdquo;.</p>
<p>Ferm&ograve; l&rsquo;iscrizione del figlio all&rsquo;Universit&agrave; e lo inser&igrave;, gi&agrave; con un ruolo operativo nella &ldquo;nuova&rdquo; azienda. Ignazio in due anni si diplom&ograve; in ragioneria. Alla fine degli anni Venti, con una flotta di cinque navi impegnate sulla linea da e per la Libia, l&rsquo;azienda era in pieno decollo. Infatti all&rsquo;inizio degli Anni Trenta, Giuseppe Messina lascia l&rsquo;azienda in mano al figlio Ignazio che dimostra grandi capacit&agrave;. Sar&agrave; Ignazio a intuire nuove rotte per l&rsquo;Africa Orientale e per l&rsquo;area araba. Crescono le rotte nuove: Algeria, Tunisia, le isole greche, cui si aggiungono trasporti &nbsp;di immigrati in Palestina. Accanto alla crescita dell&rsquo;azienda per&ograve; Ignazio Messina, che era un carattere diretto e schietto, ebbe contrasti con il governo per il trattamento di favore a flotte concorrenti (episodi tipici del regine fascista). Sar&agrave; una situazione difficile che proseguir&agrave; anche negli anni della guerra d&rsquo;Etiopia, perch&eacute; la Messina, con preveggenza, aveva creato linee strategiche con il porto di Assab in Eritrea.</p>
<p>Ma durissima &nbsp;sar&agrave; la concorrenza con la Flotta Lauro e con il Lloyd Triestino compagnie armatrici sostenute e privilegiate dal Regime. Messina, abbassando le tariffe dei trasporti e offrendo servizi migliori, senza cessare le polemiche e i ricorso con i ministeri e con le autorit&agrave; italiane in Etiopia, tenne duro sino alla scoppia della Seconda Guerra Mondiale. &nbsp;Gli anni della guerra furono molto duri per il gruppo &nbsp;Messina, cos&igrave; come per tutti gli armatori. Il blocco dei traffici commerciali, lo stop del porto di Genova, i sequestri e i siluramenti di navi. Al tempo stesso, con un acquisto che era avvenuto negli anni 1938-39, Ignazio Messina apr&igrave; una nuova attivit&agrave;, come costruttore navale, acquistando i cantieri di Pietra Ligure.</p>
<p>Nel dopoguerra immediato il gruppo Messina ricostruisce la flotta e prosegue l&rsquo;attivit&agrave; del cantiere di Pietra Ligure. Furono varate piccole navi e si ripresero le linee per l&rsquo;Africa e per il Medio Oriente. Prosegu&igrave; anche la polemica di Ignazio Messina contro le cosiddette &ldquo;flotte convenzionate&rdquo;, gestite in maniere diretta o indiretta dallo Stato. E&rsquo; una dura battaglia contro la Finmare. Nel frattempo a Piestra Ligure vennero realizzate due unit&agrave; &ldquo;miste&rdquo; (merci e passeggeri) che vendette in Russia, ma questa scelta, non politica, gli cost&ograve; un duro attacco da parte dell&rsquo;ambasciata degli Usa che blocc&ograve; La vendita di due dragamine. Ma furono anni difficile, anni di spaccature nel mondo degli armatori e di complessi rapporti con il governo. Nel frattempo Ignazio Messina difendeva con le unghie e con i denti l&rsquo;attivit&agrave; del cantiere di Pietra Ligure, mentre cresceva la concorrenza dell&rsquo;Iri e della sua aziende controllate. Alla fine i cantieri vennero venduti e si punt&ograve; alla ricostruzione della flotta, mentre in azienda entravano i figli e il genero di Ignazio.</p>
<p>Si ripresero le rotte per Africa, Grecia, Turchia e mondo arabo. Si agganci&ograve; anche il Venezuela e Cuba e si svilupp&ograve; il traffico del trasporto dello zucchero che a Genova aveva la sua capitale commerciale storica. L&rsquo;espansione del gruppo continu&ograve; allargando il giro d&rsquo;affari e di trasporti, Si riagganci&ograve; anche il traffico turistico per la Sardegna che, dopo il 1960, era diventato un punto di riferimento di prestigio. In azienda ormai operavano i figli e il genero, pur non mollando del tutto, anche per sopravvenuti problemi di salute, Ignazio lasc&ograve; operare la nuova generazione mentre il mercato cresceva e le rotte si allungavano (le rotte avevano ormai raggiunto i porti australiani).</p>
<p>Ci fu poi, con la collaborazione d&rsquo;affari di grandi industrie italiane e straniere un grande potenziamento delle rotte per il Sud Africa. La flotta, in crescendo, in quegli anni di evoluzione tecnologi apport&ograve; alle sue navi le nuo9ve tecnologie. Erano gli anni dei primi container e delle navi &ldquo;ro &ndash; ro&rdquo; subito adottate dalla flotta Messina. Nel 1977 c&rsquo;&egrave; un trasferimento al porto della Spezia e poi, nel 1996, il grande ritorno. Nel 1982 Ignazio era mancato nella tranquillit&agrave; della sua casa. Negli ultimi anni si era occupato di cultura, arte e anche si profonde riflessioni religiose. L&rsquo;azienda era in mano alla seconda generazione, oggi purtroppo scomparsa e con la gestione ormai da anni affidata alla terza generazione che &egrave; entrata in societ&agrave; con il gruppo Msc.&nbsp;</p>
<p>Da questo asse che &egrave; un punto di riferimento tra i pi&ugrave; saldi del porto di Genova &nbsp;anche per la dimensione mondiale del suo sistema di traffici, ci si aspetta molto, anche perch&eacute; la scommessa sul porto e sullo shipping &egrave; la pi&ugrave; importante per lo sviluppo economico dei prossimi decenni. In questo contesto la famiglia Messina mantiene alta la bandiera della sua storia. Cento anni complessi e difficili: mari agitati e porti sicuri.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Porto di Genova: accelerazioni e “ritardi” (più che prevedibili)]]></title>
			<link>https://telenord.it/porto-di-genova-accelerazioni-e-ritardi-piu-che-prevedibili-40023</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;annuncio dell&rsquo;arrivo dei fondi europei &nbsp;ha messo in moto, anche se i dettagli precisi sono in via di definizione, alcuni aspetti importanti per la futura vita...]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 19:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;annuncio dell&rsquo;arrivo dei fondi europei &nbsp;ha messo in moto, anche se i dettagli precisi sono in via di definizione, alcuni aspetti importanti per la futura vita del porto di Genova e degli altri scali liguri. L&rsquo;aspetto pi&ugrave; importante riguarda certamente lo spostamento a mare della storica diga foranea, una scelta strategica che consentir&agrave; una vigorosa ripresa dei traffici, il cui potenziale si movimento crescer&agrave; in maniera esponenziale. E&rsquo; una scelta sulla quale c&rsquo;&egrave; stata, a tutti i livelli istituzionali, imprenditoriali e politici, la massima unit&agrave;.</p>
<p>Nel frattempo, per potenziare molti aspetti non collaterali del ruolo del porto, si sta muovendo il progetto di completa ristrutturazione dell&rsquo;area dell&rsquo;ex Fiera, un obiettivo che coinvolger&agrave; il potenziamento del ruolo turistico dello scalo e molti aspetti edilizi e di rivoluzione urbanistica. E&rsquo; uscito da un lungo stallo anche tutto quanto riguarda la ristrutturazione dell&rsquo;edificio &ldquo;vintage&rdquo; del palazzo Hennebique, da decenni in abbandono. Il porto, entro cinque o sei anni, considerato che entrer&agrave; in funzione anche iul sistema ferroviario ad alta capacit&agrave; del Terzo Valico si dovrebbe muovere verso una definitiva leadership del Mediterraneo e potrebbe puntare a primati europei agganciando i porti del Nord. &nbsp;Si stanno inoltre stringendo i tempi per un grande potenziamento delle strutture della Fincantieri, tramite il cosiddetto &ldquo;ribaltamento a mare&rdquo; di cui si parla, secondo una consuetudine molto &ldquo;genovese&rdquo; da pi&ugrave; di dieci anni.</p>
<p>Accanto a questi obiettivi che, nel volgere di pochi mesi, dovrebbero concretamente mettersi in marcia. Emergono per&ograve; ombre pesanti, prima tra tutte (e forse l&rsquo;ombra davvero pi&ugrave; inquietante) la delicata questione del collocamenti dei depositi petrolchimici della Superba e della Carmagnani che da pi&ugrave; di 70 anni si trovano a Multedo dove erano stati collocati al momento0 della fondazione delle due imprese. La vicenda dei depositi costieri &egrave; nota: dopo la loro realizzazione vennero edificate gran parte delle abitazioni che li circondano e nacquero, con il tempo, i dubbi, le paure, le incertezza dovute al rischio potenziale che rappresentavano. Trent&rsquo;anni fa ci furono le esplosioni e i morti. E la ustione si fece sempre pi&ugrave; complessa e si cominci&ograve; a discutere sul loro trasferimento in area pi&ugrave; sicura.</p>
<p>La discussione pubblica e istituzionale, i progetti abbozzati e messi in campi, le ipotesi pi&ugrave; fantasiose, nel volgere dei decenni, considerate anche lunghe pause di silenzio, si sono susseguiti senza arrivare mai a una &nbsp;conclusione operativa. Ogni progetto sollevava opposizioni e veti, vuoi di natura economica, vuoi di natura urbanistica, vuoi per proteste dei quartieri pi&ugrave; vicini agli impianti. &nbsp;Si blocc&ograve; una ipotesi di collocazione dei pressi delle aree ex Ilva anche per la vicinanza all&rsquo;aeroporto. Cos&igrave; fu per uno spostamento nell&rsquo;area di Cornigliano. Pi&ugrave; recentemente si era proposto d&rsquo;una sistemazione sotto la Lanteran, ma, olotre all&rsquo;opposizione dei rresidenti ci furono decisi &ldquo;no&rdquo; da parte di importanti imprenditori operanti nelle vicinanze.</p>
<p>Poche settimane fa, sostenuta dall&rsquo;Autorit&agrave; Portuale e dal Comune di Genova, &egrave; emerso, con un progetto gi&agrave; strutturato (e accolto dalla Superba e dalla Carmagnani) d&rsquo;una collocazione definitiva al Ponte Somalia sempre nell&rsquo;area di Sampierdarena. Un&rsquo; assemblea tra i residenti di Multedo, presente il sindaco Marco Bucci, aveva espresso la massima soddisfazione. L&rsquo;operazione era quindi avviata verso una trasferimento di fatto che &ndash; si diceva &ndash; poteva essere realizzato nel volgere d&rsquo;un paio d&rsquo;anni. Poi &egrave; esplosa la rivolta del quartiere di Sampierdarena con l&rsquo;intervento istituzionale di appoggio del Municipio, con assemblee di residenti nel corso di una delle quali lo stesso sindaco era stato duramente contestato. Nei giorni scorsi, sono cominciate le raccolte di firme (giunte gi&agrave; a molte migliaia) dei residenti. Poi si parla di ricorso al Tar. Gli abitanti del quartiere, ma in particolare quello che abitano in Lungomare Canepa e via Sampierdarena che .sono le strade parallele al porto &nbsp;e dalle cui finestre si vede a una distanza non eccessiva il Ponte Somalia, sono di fatto in rivolta. La polemica non cesser&agrave; tanto facilmente vista la situazione di fatto.</p>
<p>Ma la situazione pi&ugrave; pesante &egrave; emersa nei giorni scorsi, con l&rsquo;intervento del gruppo armatoriale Grimaldi. &nbsp;Guido Grimaldi ha contestato duramente la scelta del trasferimento a Ponte Somalia e ha chiesto incontri con il sindaco Marco Bucci, con il presidente del porto di Genova, Paolo Emilio Signorini e ha chiesto l&rsquo;intervento diretto del ministero dei Trasporti. Nel frattempo anche le organizzazioni sindacali dei settori trasporti e logistica (Cgil. Cisl e Uil) si sono schierate contro il trasferimento dei depositi petrolchimici. Se a Ponte Somalia non si volgeranno pi&ugrave; operazioni importanti di carico e scarico di merci e container, si prevede un forte calo delle giornate lavorative degli uomini della Culmv.</p>
<p>A questo punto, inutile nascondersi dietro a un dito, la, situazione di &egrave; fatta, ancora una volta come nel passato, estremamente complicata con i tempi di attuazione, sempre che il progetto decolli sul serio, decisamente allungati. La situazione generale si complica ulteriormente perch&eacute; siamo alla vigilia delle elezioni comunali e a Sampierdarena si diffonde l&rsquo;opposizione a Bucci. A Palazzo Tursi il Pd guida l&rsquo;opposizione, anche per mettere il difficolt&agrave; la maggioranza, un gioco scontato alla vigilia del voto di primavera. Ancora una volta la questione dei depositi petrolchimici si fa scottante. Non sar&agrave; semplice trovare una soluzione.</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Genova: l’ardua ricerca d’un candidato di centrosinistra]]></title>
			<link>https://telenord.it/genova-l-ardua-ricerca-d-un-candidato-di-centrosinistra-39980</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;area politica del centrosinistra sembra sempre al punto di partenza. Non sembra proprio facile trovare un candidato di coalizione che punti a fare il sindaco di Genova....]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 17:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;area politica del centrosinistra sembra sempre al punto di partenza. Non sembra proprio facile trovare un candidato di coalizione che punti a fare il sindaco di Genova. I partiti della possibile o comunque praticabile coalizione non riescono a stringere, ma non hanno neppure le idee molto chiare: il centrosinistra ha messo insieme una serie di sconfitte elettorali nel corso degli ultimi cinque-sei anni, con la sola eccezione della rivincita &ndash; pochi mesi fa &ndash; a Savona. Ma gli spazi appaiono sempre stretti: forse alla Spezia potrebbe essere possibile un recupero, cos&igrave; come a Sarzana. Ma la battaglia contro il centrodestra e contro la candidatura unitaria e indiscussa di marco Bucci appare assai difficile da scalzare, cos&igrave; come stanno le cose. Ma, al di l&agrave; d&rsquo;una situazione di forza consolidata che obiettivamente &egrave; difficile da rimuovere, &nbsp;le posizioni dei potenziali alleati dello schieramento d&rsquo;opposizione non sono facilmente omologabili.&nbsp; La forza &nbsp;maggiore, il Pd, ha sostanzialmente &nbsp;contenuti diversi (pi&ugrave; di quanto non appaia) rispetto al M5s e alle frange dell&rsquo;estrema sinistra. Ci sono molti punti nei quali, al di l&agrave; delle differenze nazionali (fisco, reddito di cittadinanza, politica estera, ecc.), emergono differenze anche rispetto alla politica locale, dal porto all&rsquo;industria o ai nuovi investimenti di comunicazione e di infrastrutture, che rendono non agevole l&rsquo;alleanza. Inoltre il Pd ha sempre pensato, anche senza avere un candidato preciso, &nbsp;magari di peso politico, non importa se proveniente dalla partecipazione attiva. Il N5s sogna ancora un candidato esterno &ldquo;assoluto&rdquo; , anche privo di esperienza diretta. Alle elezioni regionali, per voler riprendere un esempio vistoso, la linea dei &ldquo;grillini&rdquo; &egrave; stata fatta propria &ndash; ma non si &egrave; capito mai bene perch&eacute; - &nbsp;&nbsp;dai vertici nazionali del Pd (forse per tenere Genova ridimensionata all&rsquo;interno dei partito a livello regionale) con l&rsquo;esito che poi si &egrave; potuto verificare. Il centrosinistra, alle regionali del 2020 ha subito la pi&ugrave; dura sconfitta della sua storia in Liguria a partire dal dopoguerra. In questa chiave si ha la sensazione che il Pd, per Palazzo Tursi, non intenda seguire il medesimo percorso. Tra l&rsquo;altro l&rsquo;alleanza con il gruppo di Sansa e con l&rsquo;estrema &nbsp;sinistra potrebbe, al di l&agrave; d&rsquo;una quasi certa sconfitta, far perdere consensi specifici al Pd. Mentre un Pd che corre da solo, pur nel contesto d&rsquo;una battaglia persa potrebbe 9ingrossare le sue fila. Partit9o sconfitto ma nettamente pi&ugrave; forte, magari in grado di correre non&nbsp; senza chances in un contesto del tutto differente per le elezioni politiche. D&rsquo;altro canto il M5s e i partitini dell&rsquo;strema sinistra sono indietro nei sondaggi. Inoltre non diminuisce la confusione nell&rsquo;area di centro dove si nuovo no a zig zag Italia Viva e tutti i piccoli partiti dell&rsquo;area, dove anche la stessa Forza Italia non riesce pi&ugrave; a pescare. Inoltre appare un po&rsquo; confusionale l&rsquo;andirivieni dei renziani nei confronti del movimento di Giovanni Toti, a sua volta ondeggiante a livello locale e a livello nazionale. Resta per&ograve; chiaro che sia Toti, sia Forza Italia saranno schierati saldamente con Bucci e questo rende forte l&rsquo;alleanza al punto tale che qualcuno, nei giorni scorsi, ha detto che i renziani alla fin dei conti non servono per vincere. Gli stessi renziani hanno per&ograve; difficolt&agrave; invalicabili a tornare vicini al Pd considerato il loro scontro insuperabile con il M5s. &nbsp;E allora? Si punter&agrave; a una indicazione alla cieca con il voto della base? E&rsquo; una soluzione poca gradita dai vertici. Resta il fatto che non &egrave; facile trovare una personalit&agrave;, forte politicamente e anche forte verso l&rsquo;opinione pubblica per il suo ruolo sociale e professionale. E allora? In questa vigilia di Natale tormenta dalla pandemia non &egrave; facile trovare soluzioni credibili. Anche perch&eacute; nella ,societ&agrave; civile la politica &ndash; in tutte le direzioni &ndash; &egrave; sempre meno attrattiva. &nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Liguria in giallo ma incombono nuovi rischi]]></title>
			<link>https://telenord.it/liguria-in-giallo-ma-incombono-nuovi-rischi-39928</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[A essere obiettivi (e lo ha affermato anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti), l&rsquo;obbligo del tampone, per accedere a locali al chiuso, anche ha chi dispone...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 16:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A essere obiettivi (e lo ha affermato anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti), l&rsquo;obbligo del tampone, per accedere a locali al chiuso, anche ha chi dispone gi&agrave; del &ldquo;green pass&rdquo;, &egrave; forse eccessivo e non premia chi s&rsquo;&egrave; dato subito da fare per completare la terza vaccinazione. Perch&eacute; se il &ldquo;green pass&rdquo; &egrave; una spinta a vaccinarsi anche nei confronti8 dei dubbiosi, la nuova norma finisce per spegnere gli entusiasmi. Questa &egrave; una delle prime considerazioni che emergono osservando le nuovo disposizioni per il periodo che va da Natale a Capodanno, in particolare per le regioni che sono state trasferite (come la Liguria) in zona gialla. Le differenze di trattamento e dei comportamenti obbligati non sono poi troppo vistosi e, in particolare, cambiano in poco o nulla i comportamenti di chi ha il &ldquo;green pass&rdquo;.</p>
<p>Semmai le restrizioni &ndash; per accesso a ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri, ecc. &ndash; riguardano i non vaccinati: in questo caso il tampone non basta pi&ugrave;. Di qui la spinta (psicologicamente azzeccata) per spingere per la vaccinazione soprattutto quella parte della popolazione che non ha fatto ancora la prima. Eppure, perch&eacute; poi questo &egrave; il vero problema, dal momento che la diffusione in incremento del virus riguarda il 90% di non vaccinati, basta controllare le statistiche degli ospedali e delle Asl. I vaccinati colpiti dal Covid sono o con manifestazioni leggere oppure hanno altre forme pregresse di malattia. &nbsp;E, in effetti, la confusa e contraddittoria area del movimento &ldquo;no vax&rdquo;, da tempo sembra aver perduto forza e capacit&agrave; di convincere l&rsquo;opinione pubblica.</p>
<p>Resta per&ograve; un fatto al quale le autorit&agrave; sanitarie e il governo cercano di porre rimedio: il vaccino funziona, ma i contagi aumentano. Al&ograve; punto tale che si teme per l&rsquo;immediato periodo dopo le festivit&agrave; di finire addirittura in zona arancione. Il che vuol dire il forte rischio di tornare a limiti di movimento anche sul lavoro o nelle scuole, nonch&eacute; con blocchi di partecipazione di attivit&agrave; ludiche al chiuso. &nbsp;E questo viene giudicato, a tutti i livelli, con preoccupazione perch&eacute;, anche sulla base di dati europei e internazionali, l&rsquo;economia italiana sembra quella in migliori condizioni alla vigilia della tanto sospirata ripresa.</p>
<p>Sulla base comunque delle regole decollate oggi per la zona gialla, le restrizioni riguardano in particolare i non vaccinati di tutte le fasce d&rsquo;et&agrave;. In pratica, si punta a un Natale tutto sommato nell&rsquo;ambito della normalit&agrave;, con l&rsquo;obbligo dell&rsquo;uso della mascherina all&rsquo;aperto e l&rsquo;invito a evitare ogni forma gratuita di assembramento . Certo, non mancano le preoccupazioni degli operatori economici, ma &egrave; indubbio che si arriver&agrave; a un ridimensio0namento dei potenziali affari per discoteche e locali notturni. Ma subiranno flessioni anche cinema e teatri. Il turismo sembrerebbe reggere, anche se molti alberghi hanno ricevuto qualche disdetta. Ma, con l&rsquo;incremento della pandemia, in particolare nell&rsquo;area ligure dell&rsquo;estremo ponente, era un esito scontato. Inutile farsi illusioni. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p>La sensazione diffusa comunque &egrave; che il Natale, sia in questi ultimi giorni di acquisti, sia per i cenoni che per tradizione si svolgono prevalentemente in famiglia, non si prevedano grossi problemi, cos&igrave; come dovrebbe alleggerirsi la situazione scolastica in generale con l&rsquo;inizio delle vacanze che dovrebbero durare almeno due settimane, se non qualche giorno di pi&ugrave;. Un tema quest&rsquo;ultimo assai delicato perch&eacute; negli ultimi giorni erano cresciuti i casi di Covid con le chiusure e intere classi e il ritorno obbligato alla Dad. E&rsquo; proprio la didattica a distanza la realt&agrave; che non sono scolari e studenti, ma anche insegnanti e presidi temono, perch&eacute; &egrave; un grosso limite al ritorno alla vita scolastica normale. La questione scolastica infatti &egrave; uno dei punti pi&ugrave; delicati su cui s&rsquo;addensano i dubbi e le incertezze delle istituzioni.</p>
<p>Tra l&rsquo;altro, proprio in Liguria, sempre nell&rsquo;estremo ponente abbiamo avuto nei giorni scorsi molte chiusure. Di qui la corsa alla vaccinazione dei giovani e dei bambini dai 5 anni in su. Per la Liguria, la provincia di Imperia (e, in parte, anche quella di Savona) resta la preoccupazione pi&sect; grave. E&rsquo; basso l&rsquo;indice di vaccinazione, in particolare nella rete dei piccoli comuni dell&rsquo;entroterra. Inoltre, il passaggio continuo (e fisiologico) lungo la frontiere da e per la Francia accentua in maniera esponenziale, tenendo presente che laggi&ugrave; i controlli sono pi&ugrave; laschi e che tutta la Provenza ha un elevato standard di crescita esponenziale dei contagi. La provincia di Imperia rischia, magari da gennaio, di diventare in molti comuni una zona rossa.</p>
<p>Ma, per completare l&rsquo;analisi di questo delicato periodo di passaggio, nel quale il governo e le regioni puntano a tenere &nbsp;la situazione sotto controllo, senza creare troppi danni all&rsquo;economia, in particolare turistica, dopo il disastro economico dell&rsquo;anno scorso, occorrer&agrave; capire come si svolgeranno le feste di Capodanno che sono quasi sempre localizzate in locali pubblici dove non &egrave; facile tenere le situazioni sotto controllo, in particolare dove soi svolgeranno le manifestazioni dei pi&ugrave; giovani, Certamente i non vaccinati non potranno accedere ai locali chiusi, ma non sempre sar&agrave; possibile tenere tutto sotto controllo. In passato ci sono stati fin troppi episodi allarmanti. Inoltre il Capodanno &nbsp;ha una componente pi&ugrave; &ldquo;libera&rdquo; rispetto al Natale che &egrave; pi&ugrave; familiare. &nbsp;Il Capodanno presenta rischi maggiori di assembramento. Anche in questo caso si conoscono gi&agrave; disdette di cenoni, ma in particolare da parte di clientela pi&ugrave; adulta e matura che evidentemente si &egrave; preoccupata. La scommessa &egrave; sui giovani, ma sono scommesse che poi ricadono su tutti.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Liguria: Natale e Capodanno in “zona gialla”]]></title>
			<link>https://telenord.it/liguria-natale-e-capodanno-in-zona-gialla-39837</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/liguria-natale-e-capodanno-in-zona-gialla-39837</guid>
			<description><![CDATA[Da luned&igrave; prossimo, come del resto era previsto da giorni, la Liguria, insieme alle Marche, l&rsquo;Umbria, il Veneto e la Provincia di Trento, &nbsp;passer&agrave; in...]]></description>
			<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 18:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da luned&igrave; prossimo, come del resto era previsto da giorni, la Liguria, insieme alle Marche, l&rsquo;Umbria, il Veneto e la Provincia di Trento, &nbsp;passer&agrave; in &ldquo;zona gialla&rdquo;. Era un esito ormai previsto, anche se nella regione si stanno incrementando i vaccini e la situazione generale &egrave;, tutto sommato, sotto controllo. Ma sulla Liguria, al di l&agrave; dei fenomeni di incremento della pandemia che hanno carattere nazionale e internazionale, incombe pesantemente la situazione che non sembra controllabile della provincia di Imperia e, in gran parte di Savona. In Francia, e in Provenza (Principato di Monaco incluso), i controlli hanno dato sinora minori effetti e il movimento della popolazione e i casi di assembramento sono decisamente maggiori, per non parlare della movimentazione dei passaggi nell&rsquo;area di confine con la pesante presenza di immigrati pi&ugrave; o meno clandestini. Imperia ha certamente pesato sulla situazione generale della Liguria, considerato che nella provincia la corsa ai vaccini &egrave; stata meno intensa che altrove soprattutto nei piccoli centri dell&rsquo;entroterra e dell&rsquo;area alpina.</p>
<p>&nbsp;Nei piccoli centri, forse anche per limiti dell&rsquo;organizzazione sanitaria, e per una certa resistenza tipica di certe zone geografiche, la diffidenza&nbsp; - sia pure irrazionale e priva di scientificit&agrave; &ndash; nei confronti dell&rsquo;interventi preventivo ha giocato, insieme a una situazione geografica ed economica tutta particolare. Uno &ldquo;status&rdquo; che ha influenzato, per molti aspetti, la vicina provincia di Savona. Di qui l&rsquo;avvio della Liguria, inesorabile, per la &ldquo;zona gialla&rdquo;. I cambiamenti radicali di vita e di disciplina,&nbsp; a partire da luned&igrave;, non incideranno in maniera sostanziale per chi ha gi&agrave; effettuato il vaccino e che dispone ormai del super-green pass. Chi &egrave; vaccinato e blindato pu&ograve; spostarsi dal luogo di lavoro sino a ristoranti, bar, alberghi e altre zone al chiuso senza problemi, esibendo tranquillamente il documento. Pi&ugrave; complessa &ndash; ma era anche un esito prevedibile &ndash; &egrave; la condizione dei &ldquo;no vax&rdquo; che dovranno essere sottoposti a continui tamponi &nbsp;e avranno sempre maggiori restrizioni, come quella di non poter accedere a ristoranti e locali al chiuso e in altre situazioni simili.&nbsp;</p>
<p>Al tempo stesso, come sta accadendo in Liguria, si intensificheranno le vaccinazioni (da terza dose e anche per i non vaccinati che si stanno &ldquo;pentendo&rdquo;) per non parlare della campagna intensificata nei confronti dei bambini dai 5 anni in su, una fascia a rischio che va coperta pi&ugrave; in fretta possibile. Al di l&agrave; dei divieti formali e delle restrizioni gi&agrave; annunciate (obbligo della mascherina all&rsquo;aperto, per esempio), ci sono fenomeni di comportamento che suscitano gi&agrave; interrogativi. Il primo riguarda, sulla base d&rsquo;un accenno sfiorato poco sopra, quanto sar&agrave; possibile incidere per &ldquo;convertire&rdquo; i &ldquo;no vax&rdquo;: qualcosa si sta muovendo nella pubblica amministrazione, nelle forze dell&rsquo;ordine e del personale scolastico e sanitario. Piccoli gruppi, per non restare senza stipendio, nonch&eacute; sospesi dal servizio, si stanno finalmente muovendo.</p>
<p>Ma ci sono altre riflessioni che merita attenzione. E&rsquo; indubbio che la zona gialla frener&agrave; certe corse al divertimento. Nel settore turistico si stanno verificando (ma era prevedibile) disdette come informano gli addetti ai lavori: ma &egrave; un comportamento legato anche all&rsquo;intensificarsi del Covid. Ma, senza arrivare agli eccessi, si capisce che si sar&agrave; un frenata sui cenoni di Natale ma soprattutto per quel che riguarda &nbsp;il Capodanno dove gli assembramenti &nbsp;per cene e feste sono maggiori e meno controllabili. E&rsquo; una questione che riguarda in particolare i pi&ugrave; giovani, gi&agrave; ridimensionati dal blocco, a tutti i livelli nazionali, delle celebrazioni di piazza, in passato organizzate dai comuni e dagli enti locali. Bisogner&agrave; stringere i denti e rassegnarsi, oppure fare scelte attente e oculate.&nbsp; Meglio un piccolo sacrificio oggi che subire riprese della pandemia nei prossimi mesi. E&rsquo; necessario tornare il pi&ugrave; presto possibile alla normalit&agrave;. &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il porto: la grande scommessa dei prossimi anni]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-porto-la-grande-scommessa-dei-prossimi-anni-39766</link>
			<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cozza]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi vent&rsquo;anni a Genova (ma anche in altre zone della Liguria) la presenza dell&rsquo;industria tradizionale (meccanica, chimica, ecc.) si &egrave;...]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 15:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso degli ultimi vent&rsquo;anni a Genova (ma anche in altre zone della Liguria) la presenza dell&rsquo;industria tradizionale (meccanica, chimica, ecc.) si &egrave; decisamente ridotta e ridimensionata: discorso complesso, ma indubbiamente legato alla curva in discesa della economia che aveva segnato il cosiddetto &ldquo;boom&rdquo; del dopoguerra. Invece, &egrave; cresciuto tutto quanto attiene al sistema portuale &ndash; discorso che vale per Savona e per La Spezia &ndash; allo shipping e ai servizi funzionali, a cominciare dal sistema dei trasporti. Questa spiega, accanto a una profonda trasformazione dell&rsquo;economia mondiale, l&rsquo;interesse che cresce, ogni giorno, intorno al sistema portuale. Genova, come &egrave; noto, &egrave; il maggior porto italiano e uno dei maggiori tre del Mediterraneo, con una posizione geografica che ne fa una situazione particolarmente strategica. Ha per&ograve; ragione &ndash; e lo predica da tempo &ndash; uno dei maggiori operatori portuali, Aldo Spinelli, quando ripete che occorre sbrigarsi a realizzare lo spostamento a mare della diga foranea e che occorre potenziare le reti di comunicazione, in particolare il sistema ferroviario che &egrave;, per un errore storico e per infiniti ritardi, ancora inadeguato a quelle sono gi&agrave; oggi, ma che si annunciano in forte crescita, le esigenze del domani.</p>
<p>Ora, anche con l&rsquo;intervento da parte dei fondi statali e in particolare di quelli europei, sembra che finalmente il progetto decolli. La diga, con l&rsquo;adeguato dragaggio dei fondali e profonde modificazioni alle banchine d&rsquo;attracco, dovrebbe consentire l&rsquo;arrivo delle nuove unit&agrave; che portano rinfuse ma in particolare container con un potenziale assai maggiore dell&rsquo;attuale. Ma i maggiori spazi del porto porteranno anche all&rsquo;incremento del traffico dei traghetti e soprattutto delle navi da crociera. Se non ci saranno intoppi si potr&agrave; disporre del nuovo sistema d&rsquo;accesso portuale in quattro - cinque anni. Nello stesso tempo dovrebbe essere ristrutturato lo storico edificio dell&rsquo; Hennebique e dovrebbe diventare recettivo al turismo e ai panfili lo Wateterfront di Levante che sostituir&agrave; ruoli e funzioni nell&rsquo;area che fu della storico Fiera di Genova. Nello stesso tempo &ndash; e se ne &egrave; parlato e discusso proprio in questi giorni &ndash; si annunciano altre profonde trasformazioni, che vedono, per gli aspetti che ne coinvolgono il ruolo istituzionale, anche il Comune e la Regione. Il primo caso, che del porto &egrave; una realt&agrave; complementare, riguarda l&rsquo;annuncio di opere importanti per potenziare l&rsquo;aeroporto &ldquo;Cristoforo Colombo&rdquo;. Si annuncia la crescita del numero dei voli e dei collegamenti nazionali e internazionali e, contemporaneamente crescer&agrave; con nuovi edifici la potenzialit&agrave; recettiva. Sar&agrave; rifatta la pista e tutto sar&agrave; ammodernato con le nuove tecnologie. Lo scalo aereo di Genova non dispone d&rsquo;uno spazio immenso,</p>
<p>ma, come &egrave; stato sottolineato nei giorni scorsi dallo stesso sindaco Marco Bucci , convive, senza alcun danno reciproco, con la citt&agrave; ed &egrave; raggiungibile dai cittadini e da chi opera sul piano imprenditoriale nel volgere di poco pi&ugrave; di dieci minuti: un caso raro e fortunato.</p>
<p>Altri progetti si annunciano ma non sono tutti in marcia con alle spalle il vento dell&rsquo;ottimismo. Il caso pi&ugrave; complesso &ndash; con una vicenda che si trascina da pi&ugrave; di trent&rsquo;anni &ndash; resta quello dello spostamento dei depositi petrolchimici Superba e Carmagnani da Multedo. L&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, d&rsquo;intesa con ilo Comune, ha di fatto deciso il trasferimento a Ponte Somalia nell&rsquo;area portuale di Sampierdarena. Ma se il quartiere di Multedo &egrave; in festa, Sampierdarena &egrave; insorta. Era prevedibile: il sindaco ha annunciato che il trasferimento sar&agrave; realizzato, con La strategia della ricostruzione del Ponte Morandi, in due anni. Ma &egrave; subito sorto il problema di come e dove sistemare le navi del gruppo Grimaldi che prima si appoggiavano nell&rsquo;area destinata ai depositi, mentre continueranno proteste, raccolte di firme e forse anche ricorsi da parte dei residente di Sampierdarena, ma &egrave; emerso anche un problema che riguarda l&rsquo; ENAC (Ente nazionale aviazione civile) che deve valutare se la distanza tra i depositi e l&rsquo;aeroporto e calcolare se esistono eventuali rischi considerato che dar&agrave; il via ai lavori di ampliamento e di ristrutturazione dello scalo. Il parere dell&rsquo; ENAC non &egrave; stato ancora chiesto, ha rimarcato il suo presidente e quindi tutte le procedure non sono state ancora completate. In queste vicende, al di l&agrave; dei contenuti degli specifici interventi che vanno valutati da tutti gli aspetti, giovano anche eventuali impuntature per errori di procedura e di diplomazia. Sar&agrave; importante valutare le prossime mosse dei doversi enti coinvolti.</p>
<p>A tirare le somme, superando poi tanti altri aspetti dei diverso peso nel contesto della trasformazione del porto, appare sempre pi&ugrave; evideente che lo scalo &egrave; davvero la grande scommessa economica del territorio perch&eacute; implica tante realt&agrave; che coinvolgono produzione, commercio, tecnologie avanzate, trasporti, turismo. Questo spiega anche l&rsquo;esigenza che si acceleri nella realizzazione d&rsquo;una rete di comunicazione che coinvolga il potenziamento della rete ferroviaria con l&rsquo;innesto, grazie al Terzo Valico, dell&rsquo;alta velocit&agrave;. Ma la Gronda autostradale, la modernizzazione della rete ferroviaria tradizionale, il raddoppio definitivo della Genova-Venimiglia non sono casi a s&eacute;. Ma tutto &egrave; connesso e va realizzato in molto meno di dieci anni, se possibile. Allora sar&agrave; davvero la &ldquo;Nuova Liguria&rdquo; che tutti, proprio in questo momento di pandemia, si aspettano finalmente.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il tormentato destino della Banca Carige]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-tormentato-destino-della-banca-carige-39730</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp;La sentenza di primo grado che un mese fa ha respinto la richiesta di danni da parte del gruppo Malacalza nei confronti della gestione passata della Banca Carige &ndash; e...]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 17:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;La sentenza di primo grado che un mese fa ha respinto la richiesta di danni da parte del gruppo Malacalza nei confronti della gestione passata della Banca Carige &ndash; e che comunque dovr&agrave; passare per altri due gradi di giudizio &ndash; ha riacceso gli interessi di istituti finanziari e strutture simili nei confronti della banca ligure. E&rsquo; ricominciata, a voler semplificare una realt&agrave; che invece &egrave; assai complessa sia a livello nazionale sia a livello internazionale, la corsa per accaparrarsi il contro su un istituto finanziario che, bene o male, ha ancora un peso a livello regionale e presenze, sia pure in calo, su sportelli nazionali.</p>
<p>Non va dimenticato che la Carige, prima del &ldquo;crollo&rdquo; (anche d&rsquo;immagine) che &egrave; venuto con le azioni processuali nei confronti della storica gestione di Giovanni berneschi, erede della banca leader del dopoguerra in Liguria, ha sempre avuto un ruolo di primo piamo a 360 gradi nell&rsquo;economia del territorio. E che ha avuto un ruolo di riferimento preferenziale per risparmiatori e piccoli azionisti. Una dimensione certamente ridimensionata ma non del tutto perduta.</p>
<p>Di qui l&rsquo;offerta, con il lancio potenziale di ina Opa, da parte della &nbsp;Banca Popolare dell&rsquo;Emilia Romagna che, per quasi un gioco della sorte, &egrave; guidata da Piero Montani, gi&agrave; ad della Carige, all&rsquo;indomani della crisi che aveva visto l&rsquo;azione della magistratura contro Giovanni Berneschi, ma poi allontanato dal nuovo azionista di maggioranza Vittorio Malacalza. Sembrerebbe quasi una rivincita storica, considerato che la situazione del gruppo Malacalza, nei confronti della gestione Carige, non &egrave; brillantissima dopo la sentenza del tribunale di Genova. &nbsp;</p>
<p>E&rsquo; ancora presto per valutare l&rsquo;offerta della Bper che, sulla base delle prime cifre, sembrerebbe assai vantaggiosa per l&rsquo;acquirente, considerate le condizioni attuali (non brillantissime) della Carige. L&rsquo;offerta ha fatto muove in netta crescita la Borsa (ieri e ancora oggi) sia per la Carige, sia per La Bper. Ma i movimenti delle Borse, in questi contesti, risentono di giochi al rialzo (o al ribasso a seconda dei casi) sulla base di speculazioni che hanno anche un carattere emotivo, se &egrave; concesso usare questo termine. Il gruppo bancario modenese, se riuscir&agrave; a realizzare l&rsquo;acquisto della Carige (che si dovrebbe realizzare, salvo ostacoli, entro la fine di gennaio) estenderebbe il suo mercato oltre alla Liguria anche a parte della Toscana.</p>
<p>Il gruppo, secondo alcune valutazioni, potrebbe diventare il quarto in Italia per dimensioni operative. L&rsquo;opzione di acquisto, sempre secondo voci e gossip non confermati, sarebbe visto con favore dagli ambienti governativi e dai vertici finanziari, dal momento che, nelle scorse settimane, si sono bloccate altre ipotesi di acquisizione e di fusione tra banche e istituti nazionali. Ovviamente tutto non &egrave; scontato, anche per la complessit&agrave; della movimentazione delle questioni bancarie e finanziarie del nostro Paese.</p>
<p>Non solo, al di l&agrave; d&rsquo;una risistemazione certamente positiva della Carige negli ultimi mesi, con un miglioramento lento ma continuo &nbsp;dell&rsquo;assetto generale dopo anni di sofferenze &nbsp;&nbsp;e di ridimensionamenti, la banca appare pi&ugrave; appetibile sul mercato, tanto &egrave; vero che si parla anche di altre possibili offerte. Sull&rsquo;istituto ligure per&ograve;, al di l&agrave; del felice (per la banca) primo round giudiziario, pender&agrave; per i prossimi anni l&rsquo;azione giudiziaria del Gruppo Malacalza che certamente non demorder&agrave; dalla sua azione di richiesta danni rispetto alle gestioni degli anni scorsi. Non va dimenticato che oltre alle richieste di danni di fronte alla magistratura italiana (oltre 500 milioni) &egrave; in corso anche un&rsquo;azione presso le corti europee. Vedremo che cosa succeder&agrave; nell&rsquo;immediato futuro. Resta il fatto che il percorso della Carige si annuncia estremamente tormentato.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[I vertici del porto dicono sì ai depositi chimici a Ponte Somalia]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-vertici-del-porto-dicono-si-ai-depositi-chimici-a-ponte-somalia-39678</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[A quel che si prevede nel corso della riunione fissata per domani l&rsquo;Autorit&agrave; Portuale di Genova decider&agrave; lo spostamento dei depositi petrolchimici delle...]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quel che si prevede nel corso della riunione fissata per domani l&rsquo;Autorit&agrave; Portuale di Genova decider&agrave; lo spostamento dei depositi petrolchimici delle societ&agrave; Carmagnani e Superba a Ponte Somala, all&rsquo;altezza di Sampierdarena di fronte, in linea d&rsquo;aria, ai passaggi di Lungomare Canepa e di via Sampierdarena. Il progetto &egrave; complesso e prevede una occupazione di spazio di poco meno di 80 mila metri quadrati con la realizzazione di 75 cisterne per contenere i depositi che saranno alimentati da un via vai di una trentina di automezzi al giorno.&nbsp;</p>
<p>Il comitato specifico che dovrebbe dare il via libera e di cui fa parte anche il Comune di Genova (il sindaco Bucci ha gi&agrave; fatto sapere il suo assenso) dovrebbe godere d&rsquo;una maggioranza assai larga, superiore al 70%, tutta propensa per il s&igrave;. L&rsquo;operazione complessa del trasferimento &egrave; in larga parte finanziata da fondi governativi. Sembrerebbe, a conti fatti, il passaggio definitivo al trasferimento, dopo oltre trent&rsquo;anni di discussioni, di polemiche e di scelte via via rimosse (si va dall&rsquo;area vicino alla ex Ilva a quella nel porto sino agli spazi sotto la Lanterna), dopo dure polemiche con gli abitanti delle zone vicine e anche dopo l&rsquo;opposizione intransigente di grossi gruppi operativi nei diversi settori.</p>
<p>L&rsquo;operazione di trasferimento implicher&agrave; tempi non brevi, anche per la delicatezza e i rischi potenziali dei diversi passaggi. Ma, come del resto era prevedibile ed era gi&agrave; stato annunciato, si preannuncia una durissima opposizione da parte degli abitanti e degli operatori commerciali della zona che si sentono danneggiati, a rischio ambientale e con una potenziale crisi del crollo dei valori immobiliari gi&agrave; pesantemente compromessi.</p>
<p>Ci sono poi scuole e servizi che si sentono danneggiati, per non parlare del municipio (tra l&rsquo;altro collocato proprio nel cuore della zona in questione) che annuncia battaglia. &nbsp;Si annunciano quindi polemiche, manifestazioni , dibattiti e forse anche ricorsi: una situazione che potrebbe appesantirsi perch&eacute; siamo alla vigilia delle elezioni amministrative. L&rsquo;area di Sampierdarena, per tradizione, &egrave; vicina alla sinistra in termini storici e tradizionali. Quindi si punter&agrave; a polemizzare contro il sindaco Bucci che si ricandida alla testa d&rsquo;una coalizione di centrodestra. Sar&agrave; una battaglia senza esclusione di colpi, anche se la decisio0ne di fatto, sembra gi&agrave; prese e difficilmente modificabile. L&rsquo;Autorit&agrave; Portuale e il Comune insistono per tranquillizzare l&rsquo;opinione pubblica e affermano a pi&ugrave; riprese che non ci sono rischi e che la collocazione &egrave; stata identificata nel segno della massima sicurezza per le strutture e per la popolazione. &nbsp;</p>
<p>La popolazione del quartiere per&ograve; non sembra convinta e la situazione resta tesa. D&rsquo;altro canto, considerato che la&nbsp; ipotesi di trasferimento da Multedo &egrave; nata dopo il grave incidente che provoc&ograve; alcuni decessi quasi trent&rsquo;anni fa,&nbsp; la polemica e i &ldquo;no&rdquo; incrociati si inseguono da sempre. Come &egrave; noto la Carmagnani &egrave; stata fondata prima della guerra e, all&rsquo;immediata fine del conflitto, c&rsquo;&egrave; stato l&rsquo;insediamento della Superba. Gran parte degli edifici che sorgono d&rsquo;intorno sono stati costruiti negli anni seguenti. Questo ha reso, nella storia, assai delicata la questione che, per molti aspetti, &egrave; stata un esempio di errori strategici anche di natura pubblica e di licenze immobiliari discutibili.&nbsp; Negli ultimi anni, dopo tutti i &ldquo;no&rdquo; di cui s&rsquo;&egrave; parlato, il Comune e l&rsquo;Autorit&agrave; Portuale hanno stretto le maglie, cercando una localizzazione idonea, alla luce del rischio di dar vita a una dibattito infinito.&nbsp;</p>
<p>Ora si &egrave; giunti alla stretta finale, come del resto era prevedibile prima o poi. Si tratter&agrave; di capire l&rsquo;intensit&agrave; della polemica in corso, peraltro prevista e prevedibile. I prossimi mesi ci consentiranno di capire esiti, tempi e modalit&agrave;. Ma non sar&agrave; un percorso semplice.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Natale ormai certo in “giallo”: e Capodanno?]]></title>
			<link>https://telenord.it/natale-ormai-certo-in-giallo-e-capodanno-39625</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La prossima settimana in Liguria scorrer&agrave; in tutta fretta ancora in &ldquo;zona bianca&rdquo;, ma &egrave; quasi certo che dal 20 &nbsp;in poi la Liguria sar&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 16:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prossima settimana in Liguria scorrer&agrave; in tutta fretta ancora in &ldquo;zona bianca&rdquo;, ma &egrave; quasi certo che dal 20 &nbsp;in poi la Liguria sar&agrave; &ldquo;zona gialla&rdquo; , una condizione, che di fatto, blinder&agrave; ulteriormente i comportamenti nei luoghi pubblici dove sar&agrave; effettata &nbsp; una ripresa agognata nei mesi di crescenti effetti della pandemia. La nuova condizione non cambier&agrave; di fatto il sistema di &ldquo;diritti e doveri&rdquo;, ma sar&agrave; una disciplina nella quale gli spostamenti operativi dei &ldquo;no vax&rdquo; saranno limitati perch&eacute; non sar&agrave; possibile per loro gli accessi al chiuso in ristoranti, bar e altri locali, per non parlare di presenze sui sistemi di trasporto pubblico. &nbsp;E&rsquo; indubbio che la nuova disciplina legata soprattutto al &ldquo;green pass&rdquo; aumenter&agrave; le restrizioni a tutti i livelli e metter&agrave; limiti anche alle cosiddette &ldquo;movide&rdquo; che hanno gi&agrave; dato luogo a nuovi rischi di diffusione dei contagi.</p>
<p>Ma quello che sta emergendo, al di l&agrave; dell&rsquo;estensione della cosiddetta &ldquo;quarta ondata&rdquo; tutto sommato gi&agrave; in corso e con rischio di aumento nelle prossime settimane. &nbsp;Nel difficile gioco delle previsioni, ma del tutto sicure, corre il rischio d&rsquo;un ulteriore peggioramento della situazione immediatamente dopo il Capodanno, con la possibilit&agrave; di entrare in zo0na arancione e persino in zona rossa. &nbsp;La preoccupazione maggiore che &egrave; oggetto della massima attenzione delle autorit&agrave; sanitarie della Liguria riguarda in particolare l&rsquo;area di Ponente, in particolare la provincia di Imperia e, per certi aspetti, anche l&rsquo;area territoriale di Savona. Imperia &egrave; confinante con la Francia dove nell&rsquo;area che riguarda il Nizzardo e la Provenza &egrave; assai pesante l&rsquo;incremento della pandemia, in parte per la condizione del traffico di confine, in parte per la pressante presenza di immigrai di tutte le provenienze, in parte perch&eacute; il sistema di controllo e di disciplina francese &egrave; molto meno rigoroso di quello italiano.</p>
<p>L&rsquo;unica speranza, che decolla proprio in questi giorni, &egrave; la corsa alla vaccinazione che si spera possa accogliere oltre le fasce pi&ugrave; giovani e recuperare la cosiddetta &ldquo;mezza et&agrave;&rdquo;, anche le fasce dei bambini per metterli al sicura nella presenza scolastiche &egrave; , per forze di cose, in un contesto di forti rischi. La corsa al vaccino, in tutte le fasce e con un potenziale di convincimento d&rsquo;un parte dei cocciuti &ldquo;no vax&rdquo;, in realt&agrave; resta per il momento l&rsquo;unica vera arma efficace contro il diffondersi della pandemia. Lo dimostra il fatto che, sulla base dei dati in possesso degli ospedali del territorio, oltre il 95% degli infettati dal Covid sono non vaccinati e i pochissimi vaccinati sono purtroppo affetti da gravi patologie . In concreto, ancora una volta emerge dalla concreta realt&agrave; che solo il vaccino, per il momento, ,&egrave; l&rsquo;arma pi&ugrave; efficace contro la diffusione della pandemia.</p>
<p>Il problema &egrave; che sono le aree dei &ldquo;no vax&rdquo; quelle a maggior rischio e dove sono maggiori i rischi del contagio che si pu&ograve; verificare nelle forme pi&ugrave; gravi, essendo di fatto minori le difese immunitarie. &nbsp;Restano, per il momento, in pie3di le maggiori preoccupazioni per i prossimi mesi. Ci aspettano restrizioni sempre pi&ugrave; pesanti? Non &egrave; una soluzione da escludere, proprio nel momento in cui la popolazione sperava in una ripresa della vita &ldquo;normale&rdquo; &nbsp;, una spirazione alla quale nessuno &nbsp;vorrebbe rinunciare e che sembrava a un passo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Luci e polemiche (scontate) sull’immediato futuro del porto]]></title>
			<link>https://telenord.it/luci-e-polemiche-scontate-sull-immediato-futuro-del-porto-39513</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il decollo del porto di Genova per i prossimi anni passa certamente dalla realizzazione dello spostamento a mare della storica diga foranea e dal nuovo assetto che...]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 17:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il decollo del porto di Genova per i prossimi anni passa certamente dalla realizzazione dello spostamento a mare della storica diga foranea e dal nuovo assetto che deriver&agrave; dal potenziale incremento del traffico con l&rsquo;arrivo delle unit&agrave;, soprattutto mercantili, di ultima generazione. E&rsquo; una storia che sovente &egrave; stata oggetto di giudizi e di previsioni e che, come purtroppo accade sovente a Genova, citt&agrave; dei veti incrociati, si trascina da fin troppi anni. Ma &egrave; proprio di questi giorni la notizia d&rsquo;un contributo da parte della Regione Liguria all&rsquo;Autorit&agrave; Portuale di 57 milioni di euro per finanziare le operazioni di decollo della nuova diga foranea. La Regione conta su un rapido decollo dei lavori e che, nel volgere di pochi anni, la potenzialit&agrave; recettiva della diga si colleghi al completamento delle opere di collegamento ferroviario con la fine dei lavori del Terzo Valico.</p>
<p>L&rsquo;incremento delle merci, in parole povere, sar&agrave; favorito dalla possibilit&agrave; concreta di un aumento della funzione trasportistica con la possibilit&agrave; di aumentare la velocit&agrave; dei trasferimenti vero le aree italiane ed europee dove &egrave; pi&ugrave; fiorente il mercato.&nbsp; La spinta della Regione va a coincidere con la decisione della Bei (Banca Europea degli Investimenti) che ha stanziato ben 300 milioni. Un prestito che render&agrave; pi&ugrave; rapidi e agevoli gli investimenti per questa importante e decisiva opera strategica. Il Governo italiano, infatti, ha gi&agrave; stanziato 600 milioni per la realizzazione dell&rsquo;opera che vede anche l&rsquo;impegno del PNRR gi&agrave; annunciato. Dopo anni di attesa, ecco finalmente concentrati investimenti e progetti operativi per trasformare il sistema recettivo e trasportistico della movimentazione internazionale delle merci.</p>
<p>Il Porto di Genova per la sua collocazione geografica &nbsp;potr&agrave; imporre la sua leadership nel Mediterraneo secondo progetti sin tropo a lungo rimasti nei cassetti oppure oggetto di infiniti convegni e dibattiti. Ma le merci, anche sulla base dei dati raccolti nei giorni scorsi, stanno, sia pure lentamente crescendo rispetto all&rsquo;anno scorso, &ldquo;annus horribilis&rdquo; per via della pandemia in esplosione. La vera crisi, come era logico prevedere, riguarda invece la movimentazione del turismo crocieristico per la cui ripresa si scommette a parte dalla primavera del prossimo anno. Accanto a questi aspetti specificamente legati al traffico0 e allo shipping, &egrave; emerso la sera scorsa un nuovo elemento polemico, peraltro prevedibile. Proprio a Sampierdarena si &egrave; svolta una serata movimentata, con manifestazioni di dura polemica, riguardo alla annunciata collocazione dei depositi petrolchimici della Carmagnani e della Superba al Ponte Somalia. La decisione &egrave; venuta dai vertici dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, in accordo con il Comune, sentite le autorit&agrave; responsabili di carattere urbanistico e ambientale.</p>
<p>Anche il mondo imprenditoriale ha espresso il suo giudizio favorevole, ma il mondo municipale, le associazioni die residenti e le associazioni ambientalistiche &nbsp;non hanno nascosto la loro ostilit&agrave;. Per la verit&agrave; &egrave; un destino che da decenni accompagna la vicenda dei depositi petroliferi che, dalla loro fondazione, hanno sede a Multedo, un&rsquo;area, dopo i gravi incidenti di molti anni fa, non pi&ugrave; ritenuta idonea e sicura per la popolazione residente. &nbsp;Da anni le autorit&agrave; e le istituzioni hanno cercato, tra polemiche e contestazioni infinite, una soluzione definitiva e sicura per i depositi. Ora, la scelta definitiva, dopo infinite valutazioni, sembra proprio essere stata individuata a Ponte Somala a Sampierdarena. Ma l&rsquo;altra sera il sindaco Marco Bucci &egrave; stato, nel corso d&rsquo;una assemblea di quartiere, al entro d&rsquo;una vivace polemica alla quale, per la verit&agrave;, il primo cittadino ha tenuto testa. Sembra intenzionato a tirare aventi. Vedremo se sorgeranno ulteriori strascichi o nuove polemiche.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il turismo internazionale e la pandemia]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-turismo-internazionale-e-la-pandemia-39470</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-turismo-internazionale-e-la-pandemia-39470</guid>
			<description><![CDATA[Recenti valutazioni e previsioni sull&rsquo;andamento turistico davano per la stagione in corso, in particolare in Italia, dati interessanti ne favorevoli, con forti incrementi...]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Dec 2021 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recenti valutazioni e previsioni sull&rsquo;andamento turistico davano per la stagione in corso, in particolare in Italia, dati interessanti ne favorevoli, con forti incrementi rispetto all&rsquo;anno scorso, ma anche positivi &nbsp;confrontati agli anni pre - pandemia. La crescita sembra per&ograve; essersi in parte bloccata con la ripresa della cosiddetta &ldquo;quarta ondata&rdquo; e con la diffusione della variante &ldquo;omicron&rdquo; e soprattutto con la situazione assai complessa dei paesi del Terzo Mondo o comunque delle aree turistiche pi&ugrave; folkloriche, dove per&ograve; l&rsquo;indice dei vaccini &egrave; rimasto molto basso. Le situazioni pi&ugrave; critiche restano, oltre a molti paesi dell&rsquo;Asia, l&rsquo;Africa e il Centro e Sud America. Non tutte queste aree geografiche sono punti di riferimenti del turismo internazionale, ma ci sono punti nevralgici storici e tradizionali dove &egrave; forte non solo il turismo estivo ma in particolare per quello che in Europa e negli Usa &egrave; il turismo in stagione invernale che si riversa su zone calde e balneari.</p>
<p>Il mondo che &egrave; potenzialmente zona di viaggi e di vacanze oggi assomiglia a una divisa da Arlecchino, un situazione che si annuncia ancora pi&ugrave; articolata se la situazione pandemica, non solo nel nostro Paese, si accentuer&agrave; verso Capodanno. &nbsp;Ci sono gi&agrave; a cominciare dall&rsquo;Alto Adige in &ldquo;zona gialla&rdquo; forti limiti a una stagione sciistica faticosamente ripresa. Ma se molte regioni finiranno entro una decina di giorni in &ldquo;giallo&rdquo; le restrizioni si faranno pi&ugrave; severe e, in particolare, i ristoratori temono limiti e disdette per i cenoni e per i meeting per festeggiare l&rsquo;anno nuovo. &nbsp; Ma l&rsquo;espansione dei contagi dal Sud Africa ad altri Stati del Sud America e dell&rsquo;Asia sta bloccando &nbsp;migliaia di arrivi vacanzieri che in un primo momento erano previsti (e lo dimostrano le disdette), perch&eacute; la pandemia &egrave; frenante e perch&eacute; i controlli e le quarantene sono in netto aumento, per forza di cose. Al tempo stesso, per valutare i complesso fenomeno a livello internazionale, si stanno bloccando i viaggi degli italiani e degli europei verse determinante zone vacanziere, diventate ormai troppo pericolose e a rischio. C&rsquo;&egrave; insomma un freno alla movimentazione in tutte le direzioni.</p>
<p>E non &egrave; prevedibile quanto questo limite di viaggi e di prenotazioni intrecciate potr&agrave; durare. Infatti si prevede, sia pure con tutte le tutele del caso, una presenza della pandemia ancora per i prossimi mesi invernali e primaverili del 2022. Si prevede, secondo molti centri scientifici e universitari, un ridimensionamento dei rischi e dell&rsquo;intensit&agrave; della malattia, ma non si esclude che, come altre affezioni e i vari tipi di influenze, &nbsp;si possa arrivare a un vaccino annuo. Le aziende farmaceutiche e gli istituti di ricerca stanno lavorando in questo senso. Il che, nel caso di esiti positivi, &nbsp;porterebbe a un superamento dei blocchi e dei vincoli in atto in tutto il mondo. L&rsquo;opinione pubblica, al di l&agrave; di comportamenti assurdi che di tanto in tanto emergono (e che nelle festivit&agrave; sono ancor pi&ugrave; pericolosi) e che danno luogo a pericolosi focolai di infezione, &egrave; ancora per molti aspetti spaventata. Al tempo stesso &ndash; e lo si nota dai tentativi si compromesso da parte delle istituzioni politiche &ndash; non mancano le preoccupazioni per la ripresa economica che si muove dalla grande industria sino ai settori del piccolo commercio e dell&rsquo;artigianato.</p>
<p>La pandemia ha segnato un forte indice di disoccupazione e molte piccole realt&agrave; hanno dovuto chiudere o rischiano ancora di chiudere se non ci sar&agrave; uno scatto risolutore. Le pressioni su governo, regioni e comuni sono forti e gli amministratori cercano, nel rispetto delle norme di prevenzione e dei divieti necessari, tutte le possibili soluzioni di compromesso. Scelte difficili, anche se, alla fin dei conti, il &ldquo;green pass&rdquo; sta muovendo una percentuale non trascurabile di negazionisti a vaccinarsi. Ma l&rsquo;impegno non &egrave; ancora sufficiente. Occorrono altri passi in avanti.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Clima nervoso in casa della sinistra]]></title>
			<link>https://telenord.it/clima-nervoso-in-casa-della-sinistra-39428</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Una atmosfera nervosa e polemica sta caratterizzando l&rsquo;area geografico-politica della sinistra, ormai da qualche giorno. Una situazione che sta emergendo a livello...]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 17:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una atmosfera nervosa e polemica sta caratterizzando l&rsquo;area geografico-politica della sinistra, ormai da qualche giorno. Una situazione che sta emergendo a livello nazionale, ma che &egrave; sempre pi&ugrave; evidente a livello regionale. Le posizioni del Pd si differenziano, per sfumature e per contenuti, in differenze rispetto ai partitini dell&rsquo;estrema &nbsp;sinistra e del M5s. Il ritiro della candidatura alla Camera nel collegio del Lazio del leader del M5s Giuseppe Conte la dice lunga. E&rsquo; chiaro che l&rsquo;ex presidente del Consiglio non si &egrave; fidato della potenziale coalizione, al di l&agrave; delle promesse. Al tempo stesso, superando le differenze sulla politica governativa, &nbsp;i contrasti si accentuano. In particolare stanno emergendo in Liguria dove, in primavera, si dovranno rinnovare i comuni di Genova e della Spezia, le due citt&agrave; maggiori della Liguria. Il centrosinistra, dopo un periodo nel quale, in Liguria, ha visto una serie di secche sconfitte a tutti i livelli, ha avuto il primo &ldquo;recupero&rdquo; con l&rsquo;elezione del sindaco di Savona.</p>
<p>Un risultato che ha avuto una certa conseguenza psicologica che ha consentito la ripresa del maggior centro del Medio-Ponente. Adesso questa maggioranza, che &egrave; uscita nettamente vincente, &egrave; diventata u n modello per le presunte e agognate rivincite del centrosinistra, dopo cinque anni di sconfitte elettorali. In realt&agrave; la situazione dello schieramento di centrosinistra oggi presenta molti aspetti contradditori. In sostanza le posizioni &ndash; nazionali e locali &ndash; del Pd non sono &nbsp;sempre omologhe con quelle del M5s. &nbsp;E ancora meno con quelle dei partitini dell&rsquo;estrema sinistra e della &ldquo;Lista Sansa&rdquo; uscita pesantemente sconfitta alle elezioni regionali dell&rsquo;anno scorso, anche per errori strategici &nbsp;della direzione nazionale del partito che era in netto contrasto con i vertici genovesi.</p>
<p>Ora, sulla base delle ultime notizie (ma poi i prossimi passaggi sono tutti da verificare) &nbsp;emergono contrasti sia a Genova, sia alla Spezia sulle possibili candidature. Al di l&agrave; dei nomi e delle ipotesi avanzate, il Pd punterebbe in entrambi i grandi comuni a una linea di leadership che per&ograve; gli alleati di sinistra contestano. Per non parlare di possibili, ma sempre pi&ugrave; vaghi, agganci con Italia Viva che, a Genova, potrebbe invece avvicinarsi (ma i rapporti sono poco chiari) addirittura con il centrodestra. In realt&agrave;, al di l&agrave; delle difficolt&agrave; di affermazioni d&rsquo;una leadership interna, il Pd sembra puntare a un rafforzamento di lista, mentre gli altri partiti appaiono molto fragili: un declino che ha gi&agrave; coinvolto dalle elezioni regionali e poi a Savona gli ex &ldquo;grillini&rdquo;. Il Pd punta a sostenere sempre di pi&ugrave; Draghi e a rinviare le elezioni politiche, &nbsp;lavorando per una crescita specifica del partito come leader del centrosinistra, lavorando in ermini strategici per un futuro elettorale non immediato. &nbsp;</p>
<p>Le altre aree &ndash; da Sansa sino all&rsquo;estrema sinistra &ndash; sembrano destinati al declino, soprattutto se dovessero restare fuori da una coalizione. Il Pd potrebbe crescere proprio a loro spese. Ma la situazione del centrosinistra presenta situazioni pi&ugrave; complesse: sul piano delle previsioni di massima, ci sono buone possibilit&agrave; d&rsquo;una rivincita e d&rsquo;una vittoria alla spezia Spezia, anche giocando su contrasti in corso all&rsquo;interno del centrodestra e di contestazioni nei confronti del sindaco Peracchini, oggetto di attacchi da parte di Forza Italia. Assai improbabile una affermazione del centrosinistra a Genova dove appare molto forte la candidatura di Marco Bucci e dove lo schieramento moderato appare pi&ugrave; compatto. Considerato per&ograve; che si andr&agrave; al voto amministrativo dopo l&rsquo;elezione del presidente della Repubblica, altro aspetto sul quale pendono tutti i dubbi e tutte le possibilit&agrave;, sono possibili ulteriori contrati ma anche pragmatiche rappacificazioni. Resta per&ograve; una immagine d&rsquo;un sistema politico molto fragile e inquieto.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Lo scontro Cgil contro Draghi]]></title>
			<link>https://telenord.it/lo-scontro-cgil-contro-draghi-39393</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Per il prossimo 16 dicembre &egrave; annunciato uno scoperto generale di 8 ore per tutte le categorie produttive, deciso in particolare da Landini, leader della Cgil (cui si...]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Dec 2021 17:30:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il prossimo 16 dicembre &egrave; annunciato uno scoperto generale di 8 ore per tutte le categorie produttive, deciso in particolare da Landini, leader della Cgil (cui si &egrave; associata la Uil), perch&eacute; il sindacato &egrave; insoddisfatto della manovra economica che il governo porter&agrave; in Parlamento. Per Landini e per Bombardieri (Uil) i provvedimenti non sono sufficienti &nbsp;a coprire le esigenze dei lavoratori e delle fasce pi&ugrave; deboli. Per il segretario generale della Cisl, Sbarra, invece, il governo ha compiuto il massimo sforzo ed &egrave; sbagliato, in un momento politico ed economico assai delicato andare a uno scontro sociale decisamente eccessivo. La vicenda odierna fa tornare alla mente lo scontro gi&agrave; avvenuto nel 2014 quando , contro il Jobs Act del governo Renzi, scesero in piazza la Cgil e la Uil, mentre la Cisl decise invece di uscire dal fronte sindacale. &nbsp;</p>
<p>Il segretario della Cisl ha spiegato che, al momento, dopo incontri e confronti dei mesi scorsi e delle scorse settimane, si &egrave; arrivati a un accordo concreto e positivo per quel che concerne gli interventi di natura sociale nei confronti delle fasce pi&ugrave; deboli e che, nel momento attuale, con l&rsquo;incremento della pandemia, &egrave; assurdo andare a uno scontro che si annuncia sterile. In parole povere la Cisl si schiera, anche sul piano politico, a sostegno del governo Draghi, affiancando di fatto la posizione del Pd che non ha visto di buon occhio l&rsquo;impennata di Landini ,perch&eacute; Letta punta a sostenere, anche in funzione delle elezioni del presidente della Repubblica, la permanenza di Draghi al governo. Sia pure con motivazioni del tutto diverse anche Italia Viva e tutto il centrodestra (ma anche il M5s) di fatto hanno preso le distanze dall&rsquo;azione della Cgil e della Uil. Draghi, in via ufficiosa, ha fatto sapere che per lui e per il governo lo sciopero del 16 dicembre, &egrave; &ldquo;ingiustificato e immotivato&rdquo;, anche perch&eacute; il governo ha fatto ogni sforzo possibile per venire incontro alle esigenze sociali dei ceti pi&ugrave; fragili.</p>
<p>D&rsquo;altro canto i sindacati puntano, nella loro protesta, a chieder un aumento &nbsp;della spesa sociale, ma proprio i vertici europei e dei centri finanziari puntano a una soluzione opposta per superare ogni forma di crisi, anche in un momento nel quale sta salendo l&rsquo;inflazione. &nbsp;Lo scontro che si annuncia sembra riproporre schemi politici del passato con un tentativo, in particolare della Cgil, di tornare ai temi della battaglia sociale riprendendo temi politici e persino ideologici considerati in gran parte superati. Basterebbe ricordare la pesante sconfitta della Cgil e anche del Pci di allora quando, con l&rsquo;occupazione e il blocco della Fiat, venne la risposta della marcia dei 40 mila di Torino, che segn&ograve; un netta a clamorosa sconfitta della sinistra arcaica. In questo contesto appare pi&ugrave; duttile e pi&ugrave; pragmatica, peraltro come &egrave; sempre stata nella sua storia, la posizione della Cisl che appare legata alla visione e alla filosofia di una sinistra riformista e non massimalista, una linea quest&rsquo;ultima &nbsp;da molti politologi e anche da gran parte dei protagonisti della politica attuale ormai superata nel tempo e nei potenziali contenuti.</p>
<p>Per la verit&agrave;, al di l&agrave; dell&rsquo;irritazione e della delusione del presidente del consiglio Mario Draghi, si spera ancora in una soluzione mediata. Da oggi al 16 dicembre potrebbero esserci &ndash; e ci saranno senz&rsquo;altro &ndash; incontri e confronti tra le parti per cercare di evitare lo scontro dello sciopero generale, con il possibile recupero d&rsquo;una parte delle richieste di Landini e di Bombardieri, sia pure senza sovvertire il senso della legge e delle strategie messe a punto, con grande fatica, dal governo. Draghi deve trovare, se sar&agrave; possibile, un compromesso concreto che blocchi la protesta e la piazza, senza per&ograve; far insorgere i ministri del centro moderato e del centrodestra del suo governo che puntano a non concedere nulla alla componente protestataria. Ci attende quindi a questo punto una settimana difficile e complicata. Tutti gli esiti, a questo punto, sono possibili.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[I grandi interrogativi sull’immediato avvenire della Sampdoria]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-grandi-interrogativi-sull-immediato-avvenire-della-sampdoria-39343</link>
			<dc:creator><![CDATA[Marco Innocenti]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;arresto del presidente Ferrero, nonch&eacute; la vasta indagine che intreccia le magistrature di Roma e della Calabria, pone pesanti interrogativi sul futuro della...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 17:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;arresto del presidente Ferrero, nonch&eacute; la vasta indagine che intreccia le magistrature di Roma e della Calabria, pone pesanti interrogativi sul futuro della societ&agrave; sportiva che, tra l&rsquo;altro, non attraversa un momento felicissimo nel campionato di Serie A. La magistratura, nelle prossime settimane (e nei prossimi mesi) far&agrave; chiarezza sulle vicende societarie dell&rsquo;attivit&agrave; imprenditoriale privata &nbsp;di Ferrero, per quel che riguarda le ultime vicende legate ad attivit&agrave; turistiche e alberghiere in Calabria che sembrano coinvolte in una bancarotta fraudolenta, almeno per quanto emerge dall&rsquo;accusa &nbsp;dei giudici e dall&rsquo;inchiesta della Guardia di Finanza.</p>
<p>Nella vicenda sono coinvolti altri imputati, tra i quali Vanessa la figlia di Ferrero e un nipote, per il momento ai domiciliari. Ma la questione, come sempre avviene per episodi simili, si annuncia complessa e con aspetti tutti di chiarire. Ferrero, comunque, considerato che la gestione della Sampdoria e completamente estranea, in tutti gli aspetti, all&rsquo;indagine giudiziaria in atto, ha rassegnato immediatamente le dimissioni dalla presidenza, anche al fine di evitare coinvolgimenti che potrebbero danneggiare l&rsquo;attivit&agrave; della societ&agrave; sportiva. &nbsp;Fin qui i fatti di cui si &egrave; ufficialmente a conoscenza, ma tutti oi dubbi che riguardano specificamente il territorio della Liguria restano sospesi e nascono, automaticamente, molti interrogativi su quella che potr&agrave; accadere in tempi non troppo lontani. Gi&agrave; da molti mesi sono emerse e poi dissolte voci di possibili acquisti della squadra.</p>
<p>Erano note le difficolt&agrave; di Ferrero e la sua presidenza, a voler essere sinceri, non &egrave; mai stata popolare tra i tifosi e l&rsquo;acquisto della Sampdoria da parte di Ferrero era stata sovente rimproverata alla famiglia Garrone che sembrava fin troppo frettolosa &nbsp;di chiudere l&rsquo;esperienza calcistica. Ma le voci di acquisto, tutte sfumate, erano un aspetto della fragilit&agrave; della gestione della squadra, come molte altre del campionato, provate, anche economicamente, dal periodi pandemia e di &nbsp;partite al chiuso senza spettatori. &nbsp;Anche il Genoa sembrava avere sofferto, ma la cessione al gruppo da parte del presidente Preziosi a un gruppo finanziario Usa &egrave; stata rapida ed efficiente. Per cui di cessione si &egrave; continuato a parlare solo per quel che riguardava la Sampdoria, sia pure con recenti smentite dello stesso Ferrero.</p>
<p>Adesso, &egrave; inutile girare intorno all&rsquo;argomento, il cambio radicale di propriet&agrave; si impone. Tanto pi&ugrave; che la squadra sta attraversando un momento non facile (cos&igrave; come tutte le societ&agrave; della Liguria di serie A) e di grande tensione anche per quel che riguarda la conduzione sportiva. Ma nuovi rischi possono emergere: infatti, considerata la situazione di Ferrero, potrebbero farsi avanti offerte di acquisto al ribasso e, tutto sommato, poco sicure per la gestione dell&rsquo;avvenire. La gestione operativa della societ&agrave;, da ieri, &egrave; passata in via provvisoria ad Alberto Bosco. Ma sono soluzioni &nbsp;tampone, imposte dalla necessit&agrave; e dall&rsquo;urgenza di dare una continuit&agrave;. Ma tutto &egrave; fragile e appeso a un filo. &nbsp;Sono scelte che hanno per forza di cose una durata limitate ma che debbono navigare in un mare che per&ograve; si annuncia povero e in un contesta povero.</p>
<p>Questo fatto innegabile rende ancora pi&ugrave; fragile la situazione della societ&agrave; e della squadra, mentre cresce, come era inevitabile, l&rsquo;ira dei tifosi che da tempo si sentono come presi in giro. &nbsp;D&rsquo;altro canto, per essere molto realistici, ormai il destino di Ferrero, d&rsquo;ora innanzi avr&agrave; una sua rotta autonoma, lontana da quella della Sampdoria. La rottura non si &egrave; potuta effettuare per mezzo d&rsquo;una normale vendita o cessione. E&rsquo; stata traumatica. Ma non ci sono rimedi. Ora, coloro che gestiranno provvisoriamente la squadra, dovranno lavorare con seriet&agrave; ma anche con rapidit&agrave;, per trovare la soluzione migliore possibile, anche per evirare un possibile commissariamento, che sarebbe la soluzione pi&ugrave; punitiva. La corsa &egrave; quindi contro il tempo.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Rilancio trentennale del Terminal Rinfuse]]></title>
			<link>https://telenord.it/rilancio-trentennale-del-terminal-rinfuse-39227</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/rilancio-trentennale-del-terminal-rinfuse-39227</guid>
			<description><![CDATA[L&rsquo;Autorit&agrave; Portuale ha deciso il mantenimento per i prossimi 30 anni (con una clausola potenziale rescissoria nel caso di gravi inadempienze) del Terminal Rinfuse...]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Dec 2021 18:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Autorit&agrave; Portuale ha deciso il mantenimento per i prossimi 30 anni (con una clausola potenziale rescissoria nel caso di gravi inadempienze) del Terminal Rinfuse che consentir&agrave; l&rsquo;azione del Gruppo Spinelli e del traffico merci della Msc. La scelta strategica dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, che giunge dopo tempi lunghi di riflessione (e si era presa persino in considerazione l&rsquo;ipotesi di un trasferimento del traffico rinfuse nel porto di Savona), non ridimensione il traffico merci container, che &egrave; di fatto la scommessa pi&ugrave; importante per gli anni a venire, ma si lega ormai al prossimo decollo per la realizzazione dello spostamento a mare della diga foranea. La scelta strategica della nuova diga, che consentir&agrave; l&rsquo;arrivo e l&rsquo;approdo di navi di ultima generazione , dotate di un potenziale di trasporto molto maggiore, ha trovato finalmente, dopo anni di discussioni e di dibattiti, la via operativa anche grazie al recupero di fondi europei . La diga che sposter&agrave; la strategia di approdo nello scalo, dopo quasi un secolo dalla prima realizzazione, &egrave; una delle scommesse pi&ugrave; importanti dell&rsquo;evoluzione dei traffici.</p>
<p>Genova, come &egrave; noto, ha una collocazione geografica determinante che, ancora nel corso delle ultime valutazioni internazionali, la mette in co0ndizioni assai preferenziali rispetto a Barcellona e a Marsiglia per la maggiore rapidit&agrave; e vicinanza geografica al cuore dell&rsquo;Europa, in particolare per quel che riguarda l&rsquo;area centrale della Germania e di parte della Francia. Quando saranno rimesse in sesto le condizioni della reta autostradale e potr&agrave; decollare il Terzo Valico Ferroviario, Genova potr&agrave; consentir&agrave; una movimentazione delle merci in grado di &ldquo;anticipare&rdquo; i percorso del Nord Europa che, nonostante la loro posizione che costringe le navi al periplo della penisola iberica, passando per Gibilterra, &egrave; ancora pi&ugrave; rapida come sistema, a causa delle lentezze degli scali del Mediterraneo. &nbsp;</p>
<p>Adesso il porto di Genova sembra proteso, nei prossimi anni, a una ripresa strategica importante che dovrebbe riportarlo a essere il punto strategico degli approdi del Mediterraneo Nord Occidentale, considerate le nuove movimentazioni merceologiche, in netta crescita che provengono dall&rsquo;Estremo Oriente, oltre che dall&rsquo;Africa e dal mondo arabo. Genova, nei prossimi cinque-sei anni, modificher&agrave; il suo profilo marittimo, a cominciare dall&rsquo;assetto dell&rsquo;area di Levante, per via della profonda modificazione della zona dell&rsquo;ex Fiera , destinata al potenziamento delle presenze turistiche, per poi passare al rilancio del settore dei bacini delle riparazioni navali che potranno recupere un mercato potenziale mai completamente sfruttato in passato. L&rsquo;assetto dell&rsquo;Hennebique, dopo decenni di tempi fermi, il potenziamento recettivo del traffico crocieristico, in passato in parte trascurato, dovrebbero dare la spinta determinante alla ripresa. &nbsp;</p>
<p>Come si accennava precedentemente il porto di Genova (e quello di Savona,&nbsp; come &egrave; emerso nei giorni scorsi da una dura polemica degli industriali locali) soffre delle difficolt&agrave; di comunicazione, emerse dopo il crollo del Ponte Morandi e dopo che sono emerse le gravi mancanze di manutenzione della rete autostradale. Oggi il traffico merci &egrave; obiettivamente in sofferenza, ma gli interventi sui tracciati sono ormai urgenti e necessari. Per fortuna i lavori per la ferrovia (ad alta potenzialit&agrave; e velocit&agrave;)&nbsp; del Terzo Valico proseguono senza interruzioni. E, nello stesso tempo, si spera nel completamento del raddoppio della Genova-Ventimiglia. Tra il 2024 e il 2025 la situazione dovrebbe trovare la sua condizione ottimale in modo che, entro la fine degli anni Venti, sia pronto il sistema di approdo delle navi attraverso la nuova diga. E&rsquo; il momento di stringere i denti.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Le festività all’insegna dei vaccini e del “green pass”]]></title>
			<link>https://telenord.it/le-festivita-all-insegna-dei-vaccini-e-del-green-pass-39182</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/le-festivita-all-insegna-dei-vaccini-e-del-green-pass-39182</guid>
			<description><![CDATA[Da domani a Genova, nelle strade pi&ugrave; affollate e collegate all&rsquo;acquisto dei dono natalizi, sar&agrave; obbligatorio indossare la mascherina. Non sar&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 17:00:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da domani a Genova, nelle strade pi&ugrave; affollate e collegate all&rsquo;acquisto dei dono natalizi, sar&agrave; obbligatorio indossare la mascherina. Non sar&agrave; semplice &nbsp;il sistema di controllo che si estender&agrave; a locali chiusi, ristoranti e bar, ma si punter&agrave; , anche se la Liguria, come pare, rester&agrave; zona bianca, a un controllo pi&ugrave; serrato , incrementando i divieti per chi insister&agrave; a non volersi &nbsp;vaccinare. Anche se, di fronte all&rsquo;inasprirsi dei divieti e alle sospensioni dal lavoro senza stipendio, molte decine di &ldquo;no vax&rdquo; stanno optando per la vaccinazione.</p>
<p>L&rsquo;Italia, come si &egrave; constatato,&nbsp; grazie alla severit&agrave; della sua disciplina, &egrave; forse lo Sato europeo nelle migliori condizioni , ma non deve cedere rispetto alle pressioni di enti locali e di &nbsp;imprese che temono crisi nel periodo natalizio. E&rsquo; certamente giusto e corretto cercare di salvare Natale &nbsp;e Capodanno , le due festivit&agrave; pi&ugrave; importanti e che hanno le maggiori richieste commerciali. Al tempo stesso &egrave; determinante evitare tutte le conseguenze dei rischi di assembramento. Di qui l&rsquo;obbligo del &ldquo;green Pass&rdquo; per i locali al chiuso solo per chi &egrave; in grado di dimostrare la massima &nbsp;sicurezza per s&eacute; e per gli altri presenti.</p>
<p>Da domani, per decisione del sindaco&nbsp; Marco Bucci dovrebbe decollare il &ldquo;green pass&rdquo; pi&ugrave; severo che autorizzer&agrave; solo per i vaccinati le presenze al chiuso e certi passaggi sui mezzi pubblici dove si verificheranno verifiche e controlli saltuari, ma certamente severi per le conseguenze. Non si escludono regole pi&ugrave; severe se la situazione della diffusione dei contagi dovesse aumentare sino a limi di preoccupazione collettiva. Le preoccupazioni del governo e delle amministrazioni locali riguardano in particolare tutto quanto attiene alla ripresa economica e produttiva e anche tutti i rischi legati alla ripresa turistica gi&agrave; &nbsp;messa in crisi dai divieti di transito che riguardano tutti coloro che vengono dall&rsquo;Africa meridionale e a rischio della variante &ldquo;omicron&rdquo; che pure non pare particolarmente grave, almeno sulla base delle prime analisi.&nbsp;</p>
<p>Intanto ci sar&agrave;, come annunciato, l&rsquo;obbligo delle mascherine per le strade del centro e per quelle dove sar&agrave; previsto il maggior assembramento per gli acquisti natalizi. Poi ci sar&agrave; il decollo di vaccinazione per i bambini dai 5 anni in su, con le dosi calibrate di farmaco. Una decisione che viene dopo le analisi dei vertici sanitari. In pratica, come si &egrave; gi&agrave; premesso, avremo un Natale &ldquo;sotto controllo&rdquo;, anche in Liguria, regione che dovrebbe restare, sulla base di tutte le percentuali riscontate, sempre in &ldquo;zona bianca&rdquo;. Le Liguria &egrave; in buone condizioni, anche dal punto di vista dei ricoveri. Semmai ha qualche problema per quel che riguarda la provincie di Ponente, Imperia e Savona, certamente pi&ugrave; condizionate dalla forte incidenza di infezioni che riguarda la Francia e in particolare la provincia nizzarda di confine. I punti cruciali, al di l&agrave; del passaggio di Natale, riguardano semmai i giorni del Capodanno, quando gli assembramenti potrebbero creare maggiori preoccupazioni, tanto &egrave; vero che non mancano, in questi giorni, apprensioni per le cene non solo familiari, ma anche di associazioni e di categorie in parte gi&agrave; ann8unciate e che si potranno realizzare soltanto con il massimo rigore e controllo.</p>
<p>Non sono escluse reazioni da parte dei &ldquo;no vax&rdquo;, anche se le loro posizioni restano sempre pi&ugrave; isolate e sempre meno oggetto di raccolta di &nbsp;assensi. Infatti, ci sono forti componenti di &ldquo;no vax&rdquo; che di fronte all&rsquo;incremento dei contagi stanno cambiando opinione. Ormai i colpiti dalla pandemia e i la quasi assoluta maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva sono dei non vaccinati e i pochi vaccinati sono solo soggetti che hanno gravi condizioni di salute assai gravi. Lo spazio per i negazionismo si fa, a tutti i livelli, sempre pi&ugrave; stretto. Non si arriver&agrave; forse all&rsquo;obbligo vaccinale per legge, pure auspicato a livello europeo, &nbsp;&nbsp;&nbsp;ma ormai gli spazi si fanno sempre pi&ugrave; ristretti., Non esiste una terapia assoluta, ma ormai si comprende che solo il vaccino pu&ograve; restringere gli spazi dei contagi e portare al ridimensionamento della pandemia.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Tutte le incertezze sulla scelta per il Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/tutte-le-incertezze-sulla-scelta-per-il-quirinale-39143</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Fa discutere la decisione dei vertici di Mediaset di fermare, almeno pro tempore, le trasmissioni di dibattito politico serale che devono protagonisti i giornalisti Del Debbio e...]]></description>
			<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 17:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa discutere la decisione dei vertici di Mediaset di fermare, almeno pro tempore, le trasmissioni di dibattito politico serale che devono protagonisti i giornalisti Del Debbio e Giordano. Secondo l&rsquo;interpretazione ufficiosa, Berlusconi (ma anche il figlio) hanno trovato eccessivo lo spazio concesso ai &ldquo;no vax&rdquo; e alle loro argomentazioni. L&rsquo;ex cavaliere ha ribadito ancora in queste ore la piena condivisione della linea politica a favore del &ldquo;green pass&rdquo; e della spinta a favore dei vaccini che &egrave; peculiare del governo Draghi. Berlusconi Ha ribadito ancora una volta il suo pieno sostegno a Draghi e alla linea che lo vuole al vertice del governo sino alle elezioni politiche del 2023 e, se necessario, anche per il periodo successivo.</p>
<p>E&rsquo; curiosamente una scelta che coincide non solo con alcuni frammenti politici moderati (ma anche con i renziani) e in particolare con Pd di Letta. Ma la linea di Berlusconi si insinua anche nelle prospettive della elezione &nbsp;del prossimo presidente della &nbsp;Repubblica. Anche il Pd e tutta &nbsp;la sinistra, oltre che il partito di Renzi, puntano a &nbsp;mantenere in vita l&rsquo;attuale governo di coalizione e di andare alle elezioni politiche alla scadenza temporale. Con il pensiero, sia pure non completamente esplicitato, d&rsquo;un possibile proseguimento della scelta di Draghi a Palazzo Chigi. In fondo al cuore e al loro pensiero, la sinistra e una larga parte del pensiero moderato vorrebbero convincere &nbsp;Mattarella a resta al Quirinale ancora un paio d&rsquo;anni, alla stessa stregua di quello che &egrave; accaduto nel precedente mandato, per consentire poi la presidenza della Repubblica a Draghi.</p>
<p>In realt&agrave; l&rsquo;attuale assetto del Parlamento non corrisponder&agrave; pi&ugrave; a quello che risulter&agrave; da future elezioni politiche perch&eacute; ci saranno discese a salite e l&rsquo;assetto di potenziali maggioranze sar&agrave; assolutamente diverso. I partito oscillano tra incertezze e dubbi. Il Pd si vede in crescita, ma non abbastanza vigorosa per puntare a una ripresa del centrosinistra, mentre il centrodestra, che sino a pochi mesi fa sembrava proiettato verso una netta maggioranza appare dubbioso per via dei cali presunti della Lega e di Forza Italia. E questo spiega le novit&agrave; della linea di Silvio Berlusconi. Ma, per arrivare al punto critico del ragionamento, l&rsquo;ex cavaliere crede davvero di riuscire a essere eletto al Quirinale? Secondo la maggioranza degli osservatori politici Berlusconi, per la sua personalit&agrave; egocentrica, &egrave; compiaciuto d&rsquo;essere tornato con il nome in circolo, ma, al tempo stesso, &egrave; troppo scafato per farsi delle illusioni. Ha quasi sei anni pi&ugrave; di Mattarella, ha problemi di salute, &nbsp;ha precedenti processuali e la sua immagine &egrave; troppo compromessa e contraddittoria &nbsp;per reggere il ruolo di Capo dello Stato.</p>
<p>La sua resta una posizione tattica in un momento complesso e difficile d&rsquo;una politica partitica italiana troppo fragile e contraddittoria. Detto questo restano aperte tutte le altre soluzioni, visto che, a eccezione di Fratelli d&rsquo;Italia e, in parte, &nbsp;della Lega , nessuno a interesse ad andare al voto la prossima primavera. C&rsquo;&egrave; chi spera in una azione collettiva di tutti i partiti per chiedere a Mattarella di restare ancora in carica, ma &egrave; un percorso assai difficile che il presidente uscente sembra aver ormai escluso in molte recenti dichiarazioni pubbliche. A questo punto appare, per il momento, assolutamente difficile individuare un nome possibile. Un discorso che vale per i vecchi leaders del centrosinistra come Prodi e Amato (troppo anziani e troppo di parte) cos&igrave; come per altre ipotesi di personaggi ritenuti poco autorevoli e dai nomi poco &ldquo;pesanti&rdquo; per reggere un rapporto che si annuncia molto complesso e difficile a tutti i livelli. Ci aspettano ancora quaranta giorni di dubbi e di incertezze, mentre la pandemia cresce.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Tunnel Fontanabuona dopo mezzo secolo?]]></title>
			<link>https://telenord.it/tunnel-fontanabuona-dopo-mezzo-secolo-39088</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Dalle notizie ufficiali e dai commenti positivi delle istituzioni amministrative sembra che dal prossimo anno potrebbero decollare i primi Lavori per la realizzazione del...]]></description>
			<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 17:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle notizie ufficiali e dai commenti positivi delle istituzioni amministrative sembra che dal prossimo anno potrebbero decollare i primi Lavori per la realizzazione del tunnel&nbsp; della Val Fontanabuona che dovrebbe collegare, con un percorso rapido e diretto, la costa del levante genovese con l&rsquo;immediato entroterra, superando i tortuosi percorsi stradali &nbsp;che rendono lente le comunicazioni e i passaggi. Del tunnel della Val Fontanabuona si parla, purtroppo, come accade sovente per i progetti del nostro territorio, da quasi mezzo secolo, quando si era cominciato A discutere a tutti i livelli politici della opportunit&agrave; di rendere pi&ugrave; veloci le comunicazioni per le vallate dell&rsquo;entroterra chiavarese in seria difficolt&agrave; per i limiti dei passaggi stradali e per i danni indiretti provocati alle attivit&agrave; economiche. L&rsquo;entroterra chiavarese ha un buon potenziale economico e di sviluppo, ma ha sempre subito pesanti danni dalle difficolt&agrave; di comunicazione. &nbsp;Del tunnel si &egrave; cominciato a parlare addirittura da parte di quello che &egrave; stato per mezzo secolo il leader politico della Liguria, Paolo Emilio Taviani. La questione aveva accentuato i termini del dibattito politico soprattutto quando Taviani, negli anni Ottanta, aveva lasciato il governo ed era stato eletto senatore nel collegio di Chiavari che abbracciava la costa del levante genovese e gran parte dell&rsquo;entroterra. Il dibattito per&ograve; era stato pi&ugrave; formale che sostanziale, perch&eacute; poi &nbsp;erano emerse obiezio0ni sui costi e su eventuali questioni urbanistiche ed ecologiche. In realt&agrave; il progetto era rimasto teorico e sulla carta, senza una struttura operativa specifica. Poi, negli anni Novanta e all&rsquo;inizio degli anni Duemila , il dibattito era stato ripreso. Ma sempre in chiave pi&ugrave; teorica che concreta, mentre per&ograve; le esigenze di un entroterra che aveva interessi economici e turistici importanti &nbsp;si facevano sempre pi&ugrave; pressanti. Il Tunnel della Val Fontanabuona va annoverato tra le tante strutture di comunicazione che in Liguria sono rimaste lettera morta, tanto &egrave; vero che si discute ancora sulla cosiddetta Gronda autostradale il c8uoi progetto sembra perduto nei corridoi dei ministeri a Roma e sul raddoppio ferroviario del Ponente &nbsp;che pure &egrave; decollato, sulla carta, nel primo dopoguerra. Lo stesso Terzo Valico ha impiegato quasi trent&rsquo;anni a decollare e sar&agrave; ultimato, pare, entro il 2024.&nbsp; La Liguria, vale la pena di fare un riflessione adeguata, nonostante la sua collocazione geografica e le difficolt&agrave; di comunicazione, proprio per le realt&agrave; portuali e per i collegamenti economici di importanza strategica per raggiungere l&rsquo;area padana e il centro dell&rsquo;Europa, &egrave; stata incomprensibilmente &rdquo;punita&rdquo; anche a livello governativo in quelle che sono le sue maggiori esigenze strategiche. Gravi limiti delle amministrazioni locali &ndash; di tutte le coalizioni politiche &ndash; e dei governi che si sono succeduti. Ora, sulla base delle ultime notizie ufficiali, per la realizzazione del Tunnel sarebbero previsti oltre 200 mili9oni dei fondi europei per le infrastrutture. Una spinta determinante, considerato che, anche secondo una valutazione della Regione, &nbsp;il Pil della Liguria &egrave; previsto in netta crescita per i prossimi anni e sono importanti quindi i collegamenti per valorizzare soprattutto le zone potenziali dell&rsquo;entroterra sino sacrificate dai limiti ci comunicazione e di servizio.&nbsp; Nei giorni scorsi i vertici della Confindustria a Genova si sono mossi, in un incontro pubblico a Cicagna, per spingere il progetto che potrebbe decollare, con i primi lavori, sin dal prossimo anno. Speriamo che finalmente sia la volta buona. Magari si potrebbe intitolare il tunnel a Paolo Emilio Taviani per dare un segno di quella che &egrave; stata la storia della Liguria nel dopoguerra. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Progetti e dubbi per il porto di Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/progetti-e-dubbi-per-il-porto-di-genova-39015</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp;Per la met&agrave; della settimana appena decollata dovrebbero essere espressi, a livello del vertici dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, le scelte strategiche sullo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Per la met&agrave; della settimana appena decollata dovrebbero essere espressi, a livello del vertici dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale, le scelte strategiche sullo spostamento del traffico delle merci tra Genova e Savona, scali che fanno appunto parte della medesima gestione portuale. Si dovr&agrave; infatti &nbsp;compiere una nuova strategia di movimentazione che dovrebbe vedere la concentrazione delle rinfuse a Savona, lasciando a Genova una sorta di monopolio del containers. La situazione &egrave; complessa perch&eacute; la scelta strategica sarebbe collegata a un assetto futuro di Genova, con la realizzazione della nuova diga che risulterebbe spostata, rispetto ai progetti invia di decollo di cinquecento metri al largo rispetto all&rsquo;attuale collocazione storica.</p>
<p>La disposizione della nuova diga (che dovrebbe recuperare un finanziamento da parte die fondi europei) dovrebbe consentire un forte incremento del traffico merci containers con un forte interesse da parte degli operatori che gestiscono il trasporto, cos&rsquo; come dei gestori degli approdi che, nel tempo, saranno modificati anche dal punto di vista strutturale in funzione della movimentazione delle navi cosiddetti di ultima generazione che avranno dimensioni e portate assai maggiori delle attuali incrementando i traffici.&nbsp; Per il momento la strategia dello scambio strutturale Genova-Savona non sembra sollevare grosse contestazioni, perch&egrave; i vertici dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale hanno lavorato mediando tra le diverse componenti interessate. La pratica dovrebbe avere la sua conclusione definitiva, ance se tutti i dubbi restano ancorati ai tempi e ai modi di attuazione. Si andr&agrave; verso una soluzione collegata alla strategia della nuova diga, anche se per realizzarla si parla si sette anni che non sono pochi in un contesto complesso come &egrave; quella della attuale evoluzione dell&rsquo;economia e del mercato. &nbsp;Non solo: c&rsquo;&egrave; chi ancor oggi discute sulle scelt4e strategiche del progetto.</p>
<p>Non mancano infatti gli operatori dello shipping che sarebbero favorevole a una doppia entrata-uscita della diga e non invece con un solo passaggio.&nbsp; Ci sono insomma nuovo assetti ancora da mettere a fuoco. Un altro aspetto emergente di questi giorni riguardo all&rsquo;assetto delle funzioni portuali riguarda un tema che ormai &egrave; oggetto di dibattito da quasi due decenni, ovvero la nuova collocazione dei depositi petrolchimici &nbsp;Superba e Carmagnani &nbsp;da pi&ugrave; di settant&rsquo;anni collocati a Multedo. L&rsquo;ultima scelta, che viene dall&rsquo;Autorit&agrave; Portuale in accordo con il Comune, vede la quasi definitiva collocazione a Ponte Somalia. Si sta procedendo verso una soluzione che potrebbe concretizzarsi in tempi accettabili, considerato appunto che &nbsp;sembra definirsi un accordo collegiale che ha visto recentemente anche il giudizio positivo della Confindustria genovese. &nbsp;Ma, nello stesso tempo, sta emergendo l&rsquo;opposizione dei municipio dell&rsquo;la zona di Sampierdarena nonch&eacute; di comitati di cittadini della zona.</p>
<p>Era una opposizione prevedibile che gi&agrave; in passato, quando si era ipotizzata la collocazione dei depositi petrolchimici sotto la Lanterna, era emersa con un forte vigore. E&rsquo; indubbio che la vicenda, come in passato, &nbsp;creer&agrave; nuovi elementi di polemica, con la sollevazione di ricorsi e ricerca di possibili obiezioni normative, anche perch&eacute; siamo alla vigilia delle elezioni amministrative e quindi Genova si accender&agrave; di contrasti un po&rsquo; in tutti i settori. Resta il fatto che, comunque, il settore economico e strategico per la ripresa dell&rsquo;economia della citt&agrave; e del territorio resta come punto fondamentale il porto e tutti gli aspetti economici e produttivi che con il porto hanno a che fare.&nbsp; In questa chiave non tutte le polemiche e i veti incrociati &ndash; che sono purtroppo un costume abituale &nbsp;tipico del Dna locale &ndash; sono atteggiamenti positivi. Solo con lo shipping adeguato alla nuova economia mondiale si pu&ograve; restare in corso.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il tribunale respinge la richiesta danni dei Malacalza contro la Carige]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-tribunale-respinge-la-richiesta-danni-dei-malacalza-contro-la-carige-38908</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il gruppo Malacalza aveva chiesto 480 milioni di danni nei confronti della Banca Carige per un presunto danno, frutto delle decisioni dell&rsquo;assemblea del settembre 2019, al...]]></description>
			<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 17:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo Malacalza aveva chiesto 480 milioni di danni nei confronti della Banca Carige per un presunto danno, frutto delle decisioni dell&rsquo;assemblea del settembre 2019, al termine della quale il gruppo Malacalza aveva perduto la maggioranza relativa (era l&rsquo;azionista di riferimento con quasi il 30% di controllo sull&rsquo;istituto) della banca.&nbsp; Oggi il Tribunale di Genova ha respinto la richiesta di danni e ha anche respinto una analoga richiesta avanzata dall&rsquo;associazione dei piccoli azionisti. Le decisioni assunte dall&rsquo;assemblea del settembre 2019 avevano consento alla banca, travagliata da crisi e da azioni giudiziarie iniziate molti anni prima con i processi a carico dell&rsquo;ex presidente Giovanni Berneschi, di uscire dalla gestione commissariale. Il tribunale, insieme ad altri aspetti tecnici, ha argomentato che in occasione dell&rsquo;assemblea i Malacalza preferirono uscire dal dibattito e di non votare.</p>
<p>Ovviamente la questione giudiziaria non resta chiusa con la sentenza del tribunale civile di Genova, ma restano aperti i ricorsi in appallo e anche in cassazione. Inoltre &egrave; in piedi una causa analoga con altri complessi aspetti presso la Corte Europea e che coinvolgono anche le decisioni della Bce. Un lungo e tormentato percorso che potrebbe, ovviamente, dar luogo a decisioni del tutto opposte, ma &egrave; indubbio che la sentenza di oggi segna un punto importante a vantaggio della Carige che da tempo cerca una soluzione ai suoi complessi problemi di gestione. Recentemente la Carige, tornata in gestione &ldquo;normale&rdquo;, dopo il periodo di commissariamento, ha migliorato alcuni aspetti critici della struttura : sono stati effettuati tagli del personale, chiusura di filiali extra territoriali, recupero di clienti risparmiatori e realizzazione di modernizzazione e di digitalizzazione.</p>
<p>&nbsp;In parole povere l&rsquo;istituto ha parzialmente &ldquo;tirato il fiato&rdquo; dopo alcuni anni molto duri. Lo si comprende anche dal breve e prudente comunicato emesso in margine alla sentenza, dove di evidenzia&nbsp; la &ldquo;piena legittimit&agrave;&rdquo; della delibera di aumento di capitale&nbsp; e di tutto l&rsquo;operato dei vertici della banca. Il comunicato parla di&nbsp; &ldquo;importante elemento di chiarezza&rdquo;, ovviamente nella prospettiva delle prossime mosse che attendono le scelte sul destino della Carige. Infatti, si &egrave; a lungo discusso nel corso soprattutto dell&rsquo;ultimo anni di eventuali acquisizioni. Ma, anche se a livello ufficiale, nessuno l&rsquo;ha mai affermato era difficile muoversi nei confronti della Carige sino a che pendeva il dubbio0 della sentenza del tribunale sul ricorso del gruppo Malacalza. &nbsp;Al di l&agrave; di processi, dubbi e ricorsi, il recupero di banche un tempo leader di territori regionali non riguarda solo la Carige, ma anche, come si &egrave; visto, il Monte dei Paschi di Siena . Ci si muove, tra dubbi e complesse valutazioni, anche internazionali, verso un riassetto degli istituti bancari, ma il sentiero &egrave; lungo e tortuoso</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Vaccini e super Green Pass: la carica per vincere il virus]]></title>
			<link>https://telenord.it/vaccini-e-super-green-pass-la-carica-per-vincere-il-virus-38841</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il Governo, ma nessuno aveva dubbi sul buon senso di Draghi, ha deciso con saggezza di spingere, sul piano della propaganda e della comunicazione diffusa, sull&rsquo;incremento...]]></description>
			<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 16:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Governo, ma nessuno aveva dubbi sul buon senso di Draghi, ha deciso con saggezza di spingere, sul piano della propaganda e della comunicazione diffusa, sull&rsquo;incremento della corsa alla vaccinazione, sia per quelli non ancora vaccinati ma che si stanno &ldquo;convertendo&rdquo;, sia per chi si deve muovere verso la &ldquo;terza dose&rdquo;. E, sul piano amministrativo, &egrave; apparso giusto e corretto insistere sul &ldquo;super green pass&rdquo; che varr&agrave; per chi &egrave; stato vaccinato e per le categorie &ldquo;particolari&rdquo; (insegnanti e addetti alla scuola, militari &nbsp;e forze dell&rsquo;ordine, sanitari) e comunque per accedere a luoghi di incontro al chiuso (bar, ristoranti, centri culturali e di spettacolo, sport, ecc.). In parole povere la nuova disciplina che sar&agrave; applicata dai primi di dicembre sino a met&agrave; gennaio creer&agrave; un netto distinguo tra i vaccinati (anche sino a tre applicazioni) e i non vaccinati ai quali saranno negati gli accessi ai luoghi chiusi.</p>
<p>E&rsquo; emerso, anche nelle analisi scientifiche dei vertici sanitari, il limite di garanzia dei tamponi che possono variare da due giorni a un giorno, sia pure con molti limiti. In parole povere, si sono stretti sempre di pi&ugrave; gli spazi per i non vaccinati che, con il tempo che passa, appaiono &nbsp;come sostenitori di tesi assurde e antiscientifiche o esaltatori d&rsquo;un irrazionale libertarismo. Ci sono gruppuscoli che annunciano ricorsi alla magistratura europea. Ma sono annunci che lasciano il tempo che trovano in un contesto di passaggi estremamente delicati. Infatti la logica che sta ispirando le istituzioni &egrave; quella di mantenere controllo e severit&agrave;, senza creare danni pi&ugrave; del dovuto agli sforzi collettivi per favorire la ripresa economica in tutti i settori produttivi, considerato che i segnali non sono tutti negativi. C&rsquo;&egrave; il problema di Dare un colpo di reni alla ripresa generale, alla crescita &ndash; la questione pi&ugrave; complicata &ndash; dei posti di lavoro. Ma, al tempo stesso, urgono gli investimenti sulle grandi opere o sulle strutture di sostegno lungo il territorio.</p>
<p>In pratica si &egrave; puntato a mantenere in vita tutti gli aspetti della ripresa economica che sta dando, per il momento buoni risultati e in particolare buone speranza per la primavera. Pure sempre tenendo il piede sul freno. Una logica che alla fine dei conti ha ottenuto il via libera da parte di tutti i partiti che sostengono il governo, compresa la Lega che, in un momento di oscillazioni e di incertezze dei suoi vertici, di tanto in tanto cerca il sostegno anche di quella parte dell&rsquo;opinione pubblica che vorrebbe una ripresa di movimento in tutti i settori della vita sociale. Mancano ancora alcuni dettagli sulle regole generali, in particolare sul passaggio di Capodanno, un periodo nel quale i rischi di incremento della pandemia sono maggiori perch&eacute; si allentano, specie nelle fasce d&rsquo;et&agrave; pi&ugrave; giovani, i controlli sui comportamenti collettivi e dove sono pi&ugrave; difficili i freni sociali. &nbsp;</p>
<p>Poi, dopo il 15 gennaio, sar&agrave; d&rsquo;obbligo tirare le somme della situazione generale. Gi&agrave; si annunciano scelte strategiche generali anche da parte di molti settori imprenditoriali. E&rsquo; il caso della Msc che punter&agrave; a imbarcare per le crociere solo vaccinati e muniti del super Green Pass, anche perch&eacute; sulle grandi navi i rischi si sono dimostrati maggiori. La nuova disciplina, c&rsquo;&egrave; da augurarselo, dovrebbe consentire controllo senza arrivare a dure limitazioni, ma, in particolare, forse come spinta subliminale, dovrebbe indurre una larga parte dei &ldquo;no vax&rdquo;, quelli meno ideologizzati e strumentali sul piano politico, a vaccinarsi. Ormai le tesi negazioniste, a tutti i livelli mondiali, stanno dimostrando la loro inconsistenza e i loro limiti mentali. &nbsp;La vera spinta verso il ridimensionamento dei contagi pu&ograve; venire da quel 10 &ndash; 12 % di cittadini che insistono cocciutamente a negare gli effetti positivi della vaccinazione. E&rsquo; cominciato, facendo i debiti scongiuri, il conto alla rovescia.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La complessa macchina del processo per il Ponte Morandi]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-complessa-macchina-del-processo-per-il-ponte-morandi-38796</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/la-complessa-macchina-del-processo-per-il-ponte-morandi-38796</guid>
			<description><![CDATA[E&rsquo; complesso e certamente non sar&agrave; veloce &ndash; ma era del resto prevedibile &ndash; il decollo del processo per il crollo del Ponte Morandi che oltre due anni...]]></description>
			<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 16:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; complesso e certamente non sar&agrave; veloce &ndash; ma era del resto prevedibile &ndash; il decollo del processo per il crollo del Ponte Morandi che oltre due anni fa, al di l&agrave; degli imponenti danni materiali, provoc&ograve; 43 vittime. &nbsp;La mossa di oggi &egrave; quella del gup &nbsp;Paola Faggioni &nbsp;che ha deciso l&rsquo;esclusione dalle partii civili del Comitato Ricordo delle vittime. La presidente Egle Possetti che &egrave; nel processo una realt&agrave; protagonista ha commentato che il comitato non sar&agrave; sciolto e che la norma applica ha delle contraddizioni perch&eacute; un comitato del genere non pu&ograve; esistere prima della realizzazione del reato. Resta il fatto che molte associazioni similari che si stanno costituendo o sono gi&agrave; state costituite saranno a loro volta escluse.</p>
<p>Si procede, come si &egrave; detto per gradi, anche perch&eacute;, quando si dar&agrave; luogo al processo vero e proprio occorrer&agrave; chiarire quanti degli attuali 59 indagati per differenti reati saranno poi effettivamente rinviati a giudizio. Ma, sulla base della situazione attuale, il procedimento di fronte al tribunale penale non inizier&agrave; prima della prossima primavera. La durata &egrave; difficile da prevedere, perch&eacute; al di l&agrave; del numero dei processati, le udienze saranno costellata da eccezioni, richieste di modifiche, interventi differenziati. Ma soprattutto sar&agrave; molto complessa la battaglia delle perizie sia sulle azioni e sia sulle presunte omissioni di controllo. &nbsp;Accanto ai reati maggiori per omicidio colposo plurimo &nbsp;e ai gravi danni &nbsp;pubblici, occorrer&agrave; mettere a punto sulle azioni e sulle omissioni che riguarderanno l&rsquo;azione pluriennale di manutenzione della struttura sia da parte della Societ&agrave; Autostrade &nbsp;per l&rsquo;Italia che gestiva la rete autostradale, ma anche delle imprese incaricate die lavori, nonch&eacute; su eventuali responsabilit&agrave; da parte governativa &nbsp;e dei soggetti responsabili dei controlli. &nbsp;</p>
<p>In questi due anni dal tragico evento la Procura della Repubblica di Genova ha accumulato una infinita quantit&agrave; di prove, documentazioni e perizie, cos&igrave; come, del resto hanno messo insieme le parti e i soggetti al centro dell&rsquo;indagine e che saranno i protagonisti del procedimento. Il processo &nbsp;per il crollo del Ponte Morandi si annuncia come una delle azioni giudiziarie pi&ugrave; complesse ed estese degli ultimi decenni in Italia, in parte per la gravit&agrave; dell&rsquo;evento, ma soprattutto perch&eacute; il crollo di fatto resta un caso eccezionale, non provocato da un fatto esterno imprevedibile , come un terremoto o un&rsquo;esplosione, ma per la sorpresa con la quale si &egrave; verificato. Forse, per trovare qualcosa di simile occorrerebbe andare al crollo della diga del Vajont di tanti anni fa. Il grande interrogativo che sovrasta l&rsquo;indagine &egrave; legato esclusivamente a potenziali responsabilit&agrave; sulla manutenzione e sulla sottovalutazione dei rischi. Ma si tratta d&rsquo;una realt&agrave; che, nel corso degli &nbsp;ultimi due anni e mezzo.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Ha aperto infiniti interrogativi anche l&rsquo;inchiesta collaterale su gravi mancanze di manutenzioni nelle gallerie autostradali di tutta la Liguria (e oltre), nonch&eacute; &nbsp;sulle strutture antirumore che debbono essere sostituite perch&eacute; inadeguate. &nbsp;Oggi la Liguria &egrave; quasi paralizzata nel suo traffico nel suo traffico autostradale proprio per i limiti manutentori emersi dopo il Ponte Morandi. &nbsp;E&rsquo; questa l&rsquo;ombra del grande dubbio che sovrasta il processo che decoller&agrave; nei prossimi mesi e che, proprio per questo, non si annuncia breve. Quanto occorrer&agrave; per avere la sentenza di primo grado? E quado si arriver&agrave; all&rsquo;appello e alla cassazione, sempre che non intervengano elementi frenanti o eventuali azioni giudiziarie collaterali? E&rsquo; difficile, se non impossibile prevederlo, tanto &egrave; vero che i comitati delle vittime ma anche chi ha subito gravi danni soltanto economici temono i rischi della prescrizione che, per i reati minori potrebbe subentrare. Ecco la radiografia d&rsquo;un processo storico sul piede di partenza.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Idee confuse per il Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/idee-confuse-per-il-quirinale-38770</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Vale la pena di fare una premesse: nessun partito e nessuna coalizione ha le idee chiare per l&rsquo;elezione del nuovo presidente della Repubblica prevista per il prossimo...]]></description>
			<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 22:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vale la pena di fare una premesse: nessun partito e nessuna coalizione ha le idee chiare per l&rsquo;elezione del nuovo presidente della Repubblica prevista per il prossimo febbraio. Ma occorre fare un ulteriore passo indietro. Con la sola eccezione di Fratelli d&rsquo;Italia che &egrave; l&rsquo;unico partito all&rsquo;opposizione e che non ha nulla da perdere e semmai qualcosa da guadagnare, in buona sostanza il voto non &egrave; nell&rsquo;interesse di nessuno. La Lega che solo pochi mesi fa era in vetta ai sondaggi, ora &egrave; in discesa e Salvini vuole uscire in testa alla coalizione di centrodestra. Ha quindi interesse a guadagnare tempo.</p>
<p>A maggior ragione Forza Italia in netto calo preferisce sostenere il governo di coalizione nella speranza che si rendano pi&ugrave; robusti i partiti dell&rsquo;area del centro, per adesso fragili e con il rischio, a lor9o volta, di non riuscire a portare eletti in Parlamento, considerato il taglio che &egrave; stato dato al numero dei senatori e dei deputati. Complicata la situazione di Renzi: l&rsquo;ex leader parla , giudica, polemizza, allude alla creazione d&rsquo;una coalizione di centro, ma i sondaggi sono molti bassi e il taglio dei deputati rischia di cancellarlo o quasi da un parlamento dove invece la sua truppa pu&ograve; essere determinante per legge o per il Campidoglio.</p>
<p>Lo stesso discorso vale per il M5s che viene tenuto unito quasi con la forza, anche se esistono correnti, tentativi di stacchi dissidenti, rivalit&agrave; tra leader interni (basterebbe pensare solo a Conte e a Di Maio). Non solo: in caso di elezioni, i &ldquo;grillini&rdquo; perderebbero i tre quarti se non di pi&ugrave; del loro peso in Parlamento. &nbsp;Questo contesto complesso e confuso tiene fermo anche il Pd che pure appare in lieve crescita e spinto potenzialmente &nbsp;in avanti. Ma il Pd di Letta sogna, dopo il superamento politico del governo Draghi, in una vittoria del centrosinistra che per&ograve; deve puntare ad avere i numeri della maggioranza. Il Pd punta semmai al logoramento del centrodestra e dei &ldquo;grillini&rdquo; per arrivare a una prova elettorale sicura.</p>
<p>Oggi al Pd un &ldquo;mezzo successo&rdquo; non serve. Ecco perch&eacute; Leta punterebbe a trovare un presidente della Repubblica &ldquo;sicuro&rdquo; e a mantenere Draghi ancora un anno e forse anche un poco di pi&ugrave; a Palazzo Chigi. Il Pd in parole povere vorrebbe essere sicuro di vincere. Nel cortice confuso delle strategie e delle tattiche , girano, per adesso con poca consistenza, i nomi di possibili candidati. Il primo &egrave; quello di Silvio Berlusconi che appare pi&ugrave; che altro come una sorta di provocazione e che non trova l&rsquo;entusiasmo del centrodestra i cui leader sanno che le chances di elezione dell&rsquo;ex Cavaliere sono molto basse. L&rsquo;et&agrave; assai pi&ugrave; avanzata di quella di Mattarella, le non travolgenti condizioni di salute, i precedenti giudiziari e un&rsquo;immagine per molti aspetti offuscata.</p>
<p>Lo stesso Berlusconi lo sa bene ma non gli dispiace comunque che il suo nome circoli, un po&rsquo; per congenita vanit&agrave; personale e un po&rsquo; in chiave tattica per condizionare comunque una elezione alternativa. Alla stessa maniera sembrano assai fragili le candidature di vecchi esponenti del centrosinistra come Amato e Prodi, anche loro vicini ormai agli 85 anni. Vago il concetto , pi&ugrave; teorico che pratico, di eleggere una donna, per la questione del genere. Ma non emergono nomi di spicco. Qualche interesse viene suscitato in questi giorni dall&rsquo;ipotesi d&rsquo;una elezione di Gentiloni, oggi in Europa ed ex presidente del consiglio che, recentemente, avrebbe fatto pace con Renzi. Ma il centrodestra voterebbe un sponente ufficiale del Pd? &nbsp;</p>
<p>Sembra impossibile. Ma &egrave; indubbio che non esiste in Parlamento una maggioranza di area omogenea. Il presidente, salvo il caso di Draghi, dovr&agrave; trovare un compromesso tra destra e sinistra per far quadrare i numeri. Una matematica molto difficile.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La confusione dei “no vax” in attesa delle scelte del Governo]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-confusione-dei-no-vax-in-attesa-delle-scelte-del-governo-38720</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Sia in Italia, sia nel resto dell&rsquo;Europa i movimenti di piazza identificabili come &ldquo;no vax&rdquo; presentano non poche incognite, anche identitarie, per non usare il...]]></description>
			<pubDate>Mon, 22 Nov 2021 18:15:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia in Italia, sia nel resto dell&rsquo;Europa i movimenti di piazza identificabili come &ldquo;no vax&rdquo; presentano non poche incognite, anche identitarie, per non usare il termine &ldquo;ideologiche&rdquo; che sarebbe eccessivo. &nbsp;La piazza raggruppa parte della popolazione non integrata nel sistema e nemica alla cieca delle istituzioni; ci sono certamente elementi di movimenti, anche semisegreti, di estrema destra, cos&igrave; come frange alternative di estrema sinistra. Per non parlare delle frange che credono a forme di medicina alternativa che negano le terapie di tutti mi tipi sino a causare decessi o gravi malattie. E&rsquo; un popolo confuso, in parte convinto quasi in buona fede delle proprie opinioni e, in parte invece, fatto di gruppuscoli politici alla ricerca di spazi e di identit&agrave;. E pu&ograve; sembrare paradossale, se non fosse triste e preoccupante, che esponenti di movimenti nemici assoluti della democrazia liberale invochino invece un libertarismo anarcoide per non vaccinarsi. &nbsp;</p>
<p>La cruda realt&agrave; &egrave; per&ograve; tutti i giorni sotto i nostri occhi: &egrave; quella parte della popolazione che non &egrave; vaccinata che &egrave; il focolaio potenziale della nuova diffusione del virus considerato che la cosiddetta &ldquo;variante Delta&rdquo; &egrave; la pi&ugrave; veloce a creare contagi. Ci sono poi comportamenti che rendono allibiti: i neonati colpiti da Covid ricoverati al Galini hanno in pratica tutti madri non vaccinate e ora contagiate. A questo punto, le argomentazioni dei &ldquo;no vax&rdquo; si fanno sempre meno consistenti, sempre che lo siano state, sul piano scientifico. Restano le strumentalizzazioni politiche nei confronti delle quali le indagini di forze pubbliche e della magistratura stanno allargando l&rsquo;orizzonte. A questo punto, i governi, a cominciare da quello italiano, debbono per forza di cose stringere la morsa per ridurre al minimo i contagi e la diffusione del virus, sia per difendere la salute della popolazione, sia per accelerar ei tempi della ripresa economica e del ritorno alla normalit&agrave;. Ci sono forti pressioni sia sul governo sia sulle regioni per non arrivare a blocchi eccessivi o a chiusure di bar, ristoranti discoteche, musei cinema e teatri. Si teme gi&agrave; per eventuali chiusure della stagione sciistica.</p>
<p>Preoccupano le decisioni prese dal governo austriaco. &nbsp;Ma tutta l&rsquo;Europa &egrave; in allarme. In Italia sembra farsi strada l&rsquo;ipotesi di un &ldquo;green pass&rdquo; pi&ugrave; restrittivo che blocchi nei locali chiusi gli accessi ai &ldquo;no vax&rdquo;, superando la disciplina dei temponi che, anche a detta dei vertici scientifici medici, danno un certezza limitata. Infatti, ormai si ritiene che occorrerebbe effettuali tutti i giorni per arrivare vicini alla sicurezza. La vera risorsa sono i vaccini e , in particolare in questi giorni, &egrave; determinante la spinta verso &nbsp;la terza dose, accolta con convinzione da molte fasce di popolazione. La terza dose porter&agrave; a un nuovo &ldquo;green pass&rdquo; che dovrebbe avere la durata di nove mesi anzich&eacute; di un anno, perch&eacute;, per forza di cose, con il passare del tempo, la capacit&agrave; difensiva dell&rsquo;organismo si attenua. E&rsquo; perci&ograve; probabile che, nel corso della settimana, come del resto &egrave; gi&agrave; stato annunciato, il governo decida, in accordo con i vertici sanitari, di distinguere la cosiddetta permissivit&agrave; di accesso tra i vaccinati e i non, restringendo a questi ultimi gli accessi nei locali chiusi.</p>
<p>Non si dovrebbe arrivare, a differenza dell&rsquo;Austria, all&rsquo;obbligo vaccinale per tutta la popolazione &ndash; che pure da tempo esiste per certa forme di malattie &ndash; anche se &egrave; ormai stato chiarito che non esiste un divieto costituzionale in proposito perch&eacute; comunque prevale, come principio generale, la difesa della salute della popolazione. C&rsquo;&egrave; molta attenzione in questi giorni su alcuni comportamenti &ldquo;no vax&rdquo;. Ci sono &ldquo;conversioni&rdquo; che spingono verso i vaccini, anche perch&eacute; molti temono di perdere il lavoro, oltre che lo stipendio. Non sar&agrave; una scelta morale o scientifica ma sarebbe gi&agrave; un bene. Il fine giustifica i mezzi.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[L’area “no vax” non fa crescere il consenso alla politica]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-area-no-vax-non-fa-crescere-il-consenso-alla-politica-38498</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Secondo gli ultimi sondaggi &ndash; che, sulla base di errori clamorosi, non vanno mai presi come verit&agrave; assolute e infallibili &ndash; i partiti della destra, come la...]]></description>
			<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 17:05:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli ultimi sondaggi &ndash; che, sulla base di errori clamorosi, non vanno mai presi come verit&agrave; assolute e infallibili &ndash; i partiti della destra, come la Lega e Fratelli d&rsquo;Italia, hanno interrotto la loro crescita. Segno che il populismo, il sovranismo e lo strizzare l&rsquo;occhio a normative tolleranti nel campo della lotta alla pandemia non portano consensi. Probabilmente perch&eacute; in questi partiti la componente moderata e borghese punta semmai alla sicurezza, alla vaccinazione e anche a un certo controllo dei comportamenti nei luoghi pubblici. E poi perch&eacute; una componente del movimento &ldquo;no vax&rdquo; (che &egrave; vario e articolato) &egrave; frutta d&rsquo;una visione anarchica, non importa se di destra o di sinistra, per nulla inclina al voto e alla vita tradizionalmente democratica.</p>
<p>Non a caso, nell&rsquo;area del centrodestra Forza Italia, sia pur ridimensionata, si sposta sempre pi&ugrave; verso il centro moderato e liberale, vicino al governo Draghi, insistendo sulla corsa ai vaccini, all&rsquo;uso del &ldquo;green &nbsp;pass&rdquo; e a norme restrittive in difesa della popolazione vaccinata. La situazione che &egrave; sotto i riflettori, per molti aspetti pu&ograve; essere interessante, al di l&agrave; delle opinioni politiche personale, per studiare i comportamenti e le modificazioni della mentalit&agrave; &nbsp;collettiva in questo particolare momento in cui sembra risorgere il timore per la ripresa del virus. E&rsquo; proprio di questi giorni la presa di posizione a favore della severit&agrave; e del ridimensionamento delle manifestazioni &ldquo;no vax&rdquo; da parte dei pi&ugrave; autorevole presidenti di Regione esponenti della Lega: Fontana (Lombardia), Zaia (Veneto) e Fedriga &nbsp;(Friuli Venezia Giulia) tutti preoccupati di non passare in &ldquo;zona gialla&rdquo; e decisi di puntare su una serie di disposizioni di severit&agrave; e di prevenzione. Una posizione che sembra allontanarsi da quella del leader nazionale Salvini e che invece punta a premere sul Governo.</p>
<p>Il leader della Lega in questi giorni oscilla, cercando di non far esagerare il governo con il piede sul freno. Quello che preme su Salvini &egrave; probabilmente la speranza di recuperare un po&rsquo; dei voti dell&rsquo;area &ldquo;no vax&rdquo; per cercare di imporre una leadership della Lega sull&rsquo;alleanza di centrodestra che, per il momento, sembra reggere alle elezioni amministrative e che viene riproposta anche per le elezioni politiche. Le incertezze coinvolgono anche il centrosinistra dove forse il Pd si sta rendendo conto che il cosiddetto &ldquo;reddito di cittadinanza&rdquo; non &egrave; stato certamente &nbsp;un successo considerato che tutti i giorni emergono centinaia se non migliaia di truffe e di falsi e non soltanto nel Mezzogiorno.</p>
<p>Ma la norma &egrave; forse rimasta l&rsquo;unica alla quale il M5s pare aggrappato disperatamente come linea politica identificativa. &nbsp;Anche in questo caso non mancano le oscillazioni, perch&eacute; il Pd, a procedere autonomamente, sembra incrementare &nbsp;9i consensi: sulla base degli ultimi sondaggi sarebbe il partito pi&ugrave; seguito, superando di poco Lega e Fratelli d&rsquo;Italia. Ma, al tempo stesso, il Pd non pu&ograve; abbandonare il M5s che si sta riavvicinando all&rsquo;Internazionale socialista a livello europeo. Il Pd che ha gi&agrave; pesanti problemi con Italia Viva e con gli scarti quotidiani di Renzi (anche lui in gravi difficolt&agrave;) non pu&ograve; cessare di tenere unita la coalizione di sinistra. Non resta che puntare ad accordi di compromesso, tenendo in piedi il Governo, rimandando le elezioni che forse solo Fratelli d&rsquo;Italia vorrebbe visto che &egrave; l&rsquo;unico partito all&rsquo;opposizione. Quindi avanti con il governo Renzi e rinvio delle elezioni, visto che tutti o quasi hanno paura di contarsi. Ma l&rsquo;ombra delle elezioni per la presidenza della Repubblica incombe su tutti ed &egrave; una pesante incognita.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Come salvare l’Oto Melara]]></title>
			<link>https://telenord.it/come-salvare-l-oto-melara-38463</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/come-salvare-l-oto-melara-38463</guid>
			<description><![CDATA[
Da qualche mese si discute sul destino dell&rsquo; Oto Melare della Spezia, azienda con produzione di tecnologia avanzata e marittima, civile e militare, con presenza storica...]]></description>
			<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 19:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-c2151e30c7-WordSection1">
<p class="ox-c2151e30c7-MsoNormal">Da qualche mese si discute sul destino dell&rsquo; Oto Melare della Spezia, azienda con produzione di tecnologia avanzata e marittima, civile e militare, con presenza storica alla Spezia. La Oto Melara che ha pi&ugrave; di mille dipendenti &ndash; tutti, in ogni settore, altamente qualificato professionalmente - &nbsp;&egrave; controllata dalla finanziaria pubblica Leonardo, erede storica di quella che fu la Finmeccanica. Per la verit&agrave;, in questi ultimi anni, non senza polemiche e con prese di posizioni critiche da parte dei sindacati, la societ&agrave; Leonardo ha puntato a liquidare una parte delle imprese a lei collegate, anche con possibili &ldquo;spezzatini&rdquo;, soluzione che ha sempre suscito, non solo a livello dei dipendenti, non poche contestazioni. Negli anni passati sono state vendute all&rsquo;estero non poche imprese strategiche italiane, molte delle quali dell&rsquo;area cosiddetta pubblica. E, senza andare troppo lontano, basterebbe pensare alla continuamente rinviata soluzione del settore siderurgico, La ex Ilva, acquista, senza grandi successi e senza l&rsquo;annuncio d8i strategie internazionali, al gruppo Arcelor Mittal che, dopo scioperi, minacce di licenziamento, crisi che coinvolgono soprattutto lo stabilimento maggiore di Taranto, hanno anche effetti negativi su Genova, Novi Ligure e Piombino. La mano pubblica dovrebbe ritornare a controllare l&rsquo;ex Ilva, ma i tempi sembrano allungarsi e la confusione si accentua. Senza arrivare a situazioni drammatiche come quelle del settore dell&rsquo;acciaio, anche il caso dell&rsquo;Oto Melara sembra provocare dubbi e apprensioni. In un primo momento, tra l&rsquo;altro, &nbsp;si era addirittura adombrato un possibile spezzatino tra i potenziali acquirenti. Ora, sulla base delle ultime voci che emergono sia dal governo, sia da parte del mondo imprenditoriale interessato, sembra farsi strada, anche con il giudizio positivo del ministro della Difesa Guerini, la strategia della vendita in blocco dell&rsquo; Oto Melare, nella prospettiva di tenerla ancora sotto il controllo nazionale, considerata la delicatezza e la strategia legata alla sua produzione. In questo contesto sembrerebbe &ndash; il condizionale in questi casi &egrave; sempre d&rsquo;obbligo &ndash; farsi avanti la possibilit&agrave; che l&rsquo;azienda spezzina possa essere acquisita dalla Fincantieri. Non &egrave; la prima volta che l&rsquo;azienda &ndash; anche questa a capitale &nbsp;pubblico - &nbsp;gestita con grande capacit&agrave; dal supermanager Bono interviene a salvare settori produttivi, facendo leva sul momento favorevole che sta attraversando. Fincantieri, anche nei mesi della pandemia, ha ricevuto non poche commesse per realizzare unit&agrave; navali civili e militari. Ha operato per la realizzazione a tempo di record la ricostruzione del ponte autostradale sul Polcevera, crollato drammaticamente oltre due anni fa. Ha un ruolo d9i leadership sui mercati internazionali. A Genova poi dovrebbe decollare, in tempi possibilmente rapidi, l&rsquo;operazione di potenziamento del cantiere storico dell&rsquo;impresa, con il cosiddetto &ldquo;ribaltamento a mare&rdquo;. In questa chiave, visti i progetti di crescita della cantieristica pubblica, il percorso di acquisto dell&rsquo; Oto Melara sembra prendere consistenza e lo si vedr&agrave; nei prossimi giorni quando ci saranno i primi incontri a livello romano con tutti i protagonisti della complessa vicenda. In questi casi, per&ograve;, occorre valutare molti elementi: le potenzialit&agrave; del mercato, eventuali &nbsp;esuberi occupazionali, questioni finanziarie e di bilancio. L&rsquo;importante &egrave; evitare un percorso confuso e contraddittorio come quello che ancor oggi sta coinvolgendo la ex Ilva o persino l&rsquo;acquisizione di grandi istituti bancari nazionali. Le operazioni vanno sviluppate con delicatezza e precisione, ma non si pu&ograve; nemmero rinviare le scelte di non solo di mesi, ma di anni. L&rsquo;economia moderna ha esigenze di velocit&agrave; e di tempismo. &nbsp;&nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Tattiche e strategie attorno al Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/tattiche-e-strategie-attorno-al-quirinale-38407</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/tattiche-e-strategie-attorno-al-quirinale-38407</guid>
			<description><![CDATA[
Ogni partito, pi&ugrave; che ogni coalizione (perch&eacute; anche le alleanze sono ondeggianti), ha un suo progetto intorno alla elezione del nuovo Presidente della Repubblica...]]></description>
			<pubDate>Mon, 15 Nov 2021 15:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-73169d2b22-WordSection1">
<p class="ox-73169d2b22-MsoNormal">Ogni partito, pi&ugrave; che ogni coalizione (perch&eacute; anche le alleanze sono ondeggianti), ha un suo progetto intorno alla elezione del nuovo Presidente della Repubblica e al ruolo contestuale d&rsquo;un governo ancora retto da Mario Draghi. Partiamo da destra. Giorgia Meloni vorrebbe che Draghi fosse eletto Capo dello Stato e andare alle elezioni in primavera. Ritiene che il suo partito possa aumentare i suffragi e pesare di pi&ugrave; in una coalizione che avrebbe buone chances di vincere di governare. Ma &egrave; uno schema che piace in assoluto solo a lei che guida l&rsquo;unico partito all&rsquo;opposizione.&nbsp; Matteo Salvini la fa un po&rsquo; pi&ugrave; complicata. In linea di massima non gli dispiacerebbe andare al voto &ndash; eletto Draghi al Quirinale &ndash; e magari puntare alla leadership dell&rsquo;esecutivo. Nel suo partito le posizioni non sono unanimi. I presidenti delle regioni del Nord hanno i loro dubbi e Giorgetti preferirebbe un prolungamento al potere di Draghi. Arrivando poi a Forza Italia, si ha la netta sensazione che Berlusconi si compiaccia del fatto che il suo nome &ldquo;gira&rdquo; (anche per gioco mediatico) come possibile successore di Mattarella, anche se sa benissimo di non avere alcuna chance. Per non dire che l&rsquo;assetto di Forza Italia da tempo scricchiola. Fitti punti interrogativi su Matteo Renzi e su Italia Viva, un partito che rischia di sparire dal Parlamento nel caso di elezioni. Il &ldquo;dream&rdquo; di dar vita a una coalizione di centro (con altri partitini e fuoriusciti) non sembra concreto. E all&rsquo;interno del partiti ci sono ali che volerebbero verso il centrodestra mentre altre pensano a un ritorno nel Pd. Lo stesso leader, di fatto, vuole fare l&rsquo;uomo d&rsquo;affari e lasciare la politica? E adesso arriviamo alla sinistra. Il pensiero di Enrico Letta &egrave; abbastanza chiaro e lo si &egrave; capito ancor meglio dopo la sua proposta di un incontro tra tutte le forze che sostengono Draghi per mettere a punto un progetto condiviso che vada almeno sino al 2023 e anche oltre, se necessario. Letta, sulla base degli ultimi sondaggi e dell&rsquo;evolversi della situazione politica, ha capito che il suo partito &egrave; in crescendo e conta di recuperare suffragi sia da Italia Viva, sia del M5s. Ma ha bisogno di tempo e, &nbsp;contestualmente, di sostenere l&rsquo;attuale linea operativa di Draghi, legata all&rsquo;Europa e ai modelli occidentali, con contenuti che abbiano presenti sia la crescita economia, sia la crescita sociale.&nbsp; Letta conta di fare un megapartito e con piccoli alleati sia poi in grado di governare. La questione pi&ugrave; delicata &egrave; trovare un Presidente della Repubblica in grado di non rompere gli schemi messi insieme da Mattarella. Per Draghi, oltra&nbsp; diventare senatore a vita appena si presenter&agrave; l&rsquo;occasione, potrebbero essere disponibili incarichi internazionali. Bene o male, il M5s, assai diviso nel suo interno e decisamente fragile, non ha altra scelta che puntare all&rsquo;alleanza con il Pd per tenere il pedale sul freno del calo dei suffragi che si annuncia inesorabile. Ma se dovesse spaccarsi in due partiti (o anche tre) la frana sarebbe inesorabile. Per i partiti di estrema sinistra l&rsquo;unica scelta &egrave; affiancare il Pd spingendo sulle scelte sociali pi&ugrave; marcate: da soli non avrebbero spazio. C&rsquo;&egrave; una considerazione di massima ancora da sottolineare, tenendo presente che dovrebbe comunque essere varata una legge elettorale che per il momento manca, alla luce della modifica del numero dei parlamentari: maggioritario? Proporzionale con il limite del 5%? Uninominale? Ogni partito e ogni schieramento ha nella valigia &nbsp;un progetto che ritiene &nbsp;pi&ugrave; favorevole alla propria situazione e non sar&agrave; facile trovare la quadra. Poi, oltre che al grande punto interrogativo su quale presidente puntare (i nomi che girano, compresi quelli di &ldquo;grandi vecchi&rdquo;, assai pi&ugrave; anziani di Mattarella, sono per il momento dei giochi mediatici), resta da capire quali potranno essere le reali intenzioni di Mario Draghi che, bene o male, resta il vero protagonista di questa complicata pagina della storia politica italiana.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Tutte le incognite per il Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/tutte-le-incognite-per-il-quirinale-38305</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/tutte-le-incognite-per-il-quirinale-38305</guid>
			<description><![CDATA[Un po&rsquo; tutti i vertici dei partiti italiani, in uno stato obiettivo di imbarazzo (nel timore di scegliere la soluzione perdente), parlano, in termini generici, di spostare...]]></description>
			<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 16:55:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un po&rsquo; tutti i vertici dei partiti italiani, in uno stato obiettivo di imbarazzo (nel timore di scegliere la soluzione perdente), parlano, in termini generici, di spostare la discussione sulla scelta del futuro Presidente della Repubblica, a partire dalla met&agrave; di gennaio del prossimo anno. Per il momento, ormai, un solo dato &egrave; certo. Il Capo dello Stato attuale, Mattarella, ha deciso di non fare il bis, n&eacute; per l&rsquo;interno mandato, n&eacute; per un percorso parziale come &egrave; accaduto al suo predecessore. &nbsp;Per la verit&agrave; molti partiti e schieramenti, pur non ammettendolo apertamente, avrebbero preferito un mandato di altri due anni per Mattarella per consentire a Draghi di completare gli attuali programmi operativi e per poi essere &ldquo;premiato&rdquo; con l&rsquo;ascesa al Colle. Un meccanismo gi&agrave; in parte collaudato ma che non &egrave; semplice bissare, anche perch&eacute; Mattarella, compiuti gli 80 anni, ha deciso con correttezza di chiudere la sua corsa, considerato che sar&agrave; per i prossimi anni, senatore a vita.</p>
<p>A questo punto, gli schieramenti in Parlamento hanno certamente difficolt&agrave; di scelta. C&rsquo;&egrave; chi vorrebbe (il centrosinistra, per esempio) una prosecuzione della funzione di Draghi alla presidenza del Consiglio sino al 2023 e, ancora per qualche anno, se fosse possibile. Il centrosinistra punta a crescere (in particolare il Pd) e di andare alle elezioni politiche con pi&ugrave; chances di vittoria. Il centrodestra. A questo punto, mira a una elezione alternativa a Draghi (oppure a eleggere Draghi a febbraio) per tentare la sfida elettorale per la quale conta di aver i numeri dalla propria parte. Ma la vera incognita sono i nomi. Intanto nessuno degli attuali schieramenti &egrave; in grado di vincere in Parlamento: quindi si dovr&agrave; trovare una sorta di mediazione o di compromesso per trovare un candidato che vada bene a tutti, o quasi a tutti. Strada decisamente impervia.</p>
<p>Nell&rsquo;area di centrodestra, la candidatura di Silvio Berlusconi &egrave; una bandierina che sventola anche per dare al vecchio leader (che ha ben 5 anni pi&ugrave; di Mattarella) un pizzico si soddisfazione alla sua vanit&agrave;. Ma tutti sono convinti che sarebbe un flop e che Berlusconi non avrebbe comunque un numero sufficiente di voti. Oltre all&rsquo;et&agrave; e allo stato di salute, Berlusconi ha ancora processi in corso e un passato contradittorio, difficile da essere un modello per un futuro Capo di Stato. In area ex sinistra, le candidature emblematiche di Prodi o di Amato, entrambi assai pi&ugrave; anziani di Mattarella, appartengono a modelli del passato, difficilmente recuperabili da una maggioranza del Parlamento. In effetti, accanto agli schieramenti pi&ugrave; forti ci sono troppe piccole frazioni non controllabili, per non parlare delle spaccature che stanno coinvolgendo il gruppo del M5s. Gli accordi non sono semplici n&eacute; facili.</p>
<p>Resta certamente il fatto che Draghi potrebbe avere una larga maggioranza trasversale, ma molte forze, come si &egrave; gi&agrave; adombrato, lo vorrebbero ancora a Palazzo Chigi, anche perch&eacute;, nel caso di elezioni politiche anticipate, molti partiti cambierebbero in maniera radicale sia i numeri, sia le loro percentuali, a cominciare appunto dal M5s sino a Italia Viva e, forse, anche Forza Italia . A questo punto c&rsquo;&egrave; chi adombra l&rsquo;elezione di una donna, scelta al di furi degli schieramenti: Ma &egrave;&igrave; una scelta possi bile? Non risente d&rsquo;una premessa stratta e poco realistica? La vicenda del Quirinale, a volerci riflettere, mette in luce pi&ugrave; debolezze che realistici rapporti di forza, sempre che valga la pena di flettere i muscoli. Questo spiega il desiderio di quasi tutti mi partiti di procrastinare il dibattito a dopo le festivit&agrave; di natale e Capodanno. Non &egrave; una scelta razionale, ma &egrave; la speranza che, da qui ad allora, succeda qualcosa che modifiche l&rsquo;attuale realt&agrave;. Ma sar&agrave; possibile?</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La vicenda infelice della siderurgia]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-vicenda-infelice-della-siderurgia-38254</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Ancora una volta i sindacati registrano un esito di fatto inconcludente dopo l&rsquo;ennesimo vertice nazionale sul tema strategico della siderurgia. In effetti n&eacute; da...]]></description>
			<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 16:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta i sindacati registrano un esito di fatto inconcludente dopo l&rsquo;ennesimo vertice nazionale sul tema strategico della siderurgia. In effetti n&eacute; da parte del governo, n&eacute; da parte dei vertici delle imprese che gestiscono gli imp9ianti della ex Ilva sono venute soluzione e neppure &egrave; emersa una strategia che superare tutti gli &ldquo;empasse&rdquo; &nbsp; del settore che pure &egrave; uno dei pi&ugrave; importati per lo sviluppo dell&rsquo;industria italiana ed europea. &nbsp;Dall&rsquo;incontro a Roma con i vertici del governo e dell&rsquo;azienda non &egrave; emerso nulla sul piano pratico. Si continua a insistere sulle scelte di puntare per il momento sugli interventi previdenziali e sui turni di sospensione dal lavoro. E questo vale, sia pure in forme differenti, per gli stabilimenti di Taranto, Piombino, Genova e Novi Ligure.</p>
<p>A questo punto la tensione cresce e non si escludono manifestazioni di massa e cortei di protesta. Da parte del governo che pure ha puntato sulla acquisizione pubblica, con pacchetto di maggioranza, dell&rsquo;azienda. &nbsp;La questione dello stato dell&rsquo;ex Ilva si trascina ormai da pi&ugrave; di dieci anni, quando il gruppo Riva, che era subentrato alla Finsider nel controllo dell&rsquo;azienda, era stato rimosso e commissariato, anche per la situazione molto grave dell&rsquo;inquinamento urbano di Taranto. &nbsp;Ma l&rsquo;aver poi ceduto il controllo dell&rsquo;azienda al gruppo internazionale Arcelor Mittal, nella prospettiva (dimostratasi poi fallace) d&rsquo;un rilancio del mercato e della produzione sui mercati internazionali, si &egrave; poi dimostrata un fallimento di fatto. Ma il subentro della funzione pubblica non si &egrave; poi manifestato in maniera concreta.</p>
<p>Da mesi e mesi il gruppo siderurgico, che pure sulla carta dovrebbe essere un leader europeo e mondiale, annaspa e non mette a punto un vero piano industriale. Si sopravvive malamente solo trascinando lo stato di crisi, i lavoratori continuamente prolungati in cassa integrazione e senza neppure un piano operativo per risolvere la complessa questione dell&rsquo;inquinamento urbano di Taranto. &nbsp;La sensazione diffusa, volendo ricostruire gli ultimi anni di vita del grande gruppo siderurgico, &egrave; che il gruppo Arcelor Mittal non ha dimostrato di aver una precisa strategia operativa non riuscendo a mettere a punto un programma operativo con i governi di tutti i colori che si sono succeduti ma anche senza neppure un abbozzo di confronto con le realt&agrave; locali, con i sindacai e con strutture operative.</p>
<p>Ma l&rsquo;annuncio peraltro in corso di realizzazione del subentro in termini di maggioranza da parte della mano pubblica non sembra per il momento sortire alcun risultato concreto. &nbsp;La situazione dei vertici aziendali sempre immersa nel blocco decisionale, ma anche dal punto di vista del governo non emergono strategie n&eacute; indirizzi di massima. &nbsp;I sindacati, dopo gli incontri istituzionali, non hanno neppure progetti e documenti su cui discutere e proporre soluzioni interlocutorie. In questa chiave la prospettiva &ndash; tutt&rsquo;atro che allegra &ndash; sembra solo la protesta di piazza. Infatti, anche se da parte delle confederazioni si spera ancora in un dialogo sembra essere l&rsquo;organizzazione di nuove protesta con migliaia di lavoratori in sciopero e in piazza.</p>
<p>Una protesta dura ma che per&ograve; non sappiamo che sisti potr&agrave; dare. &nbsp;Ma, in effetti, non senza imbarazzo, sembra davvero di non aver di fronte &nbsp;una sorta di &ldquo;nessuno&rdquo; e che non esistono n&eacute; strategie n&eacute; progetti. Ma forse sia il governo sia l&rsquo;attuale assetto di gestione dell&rsquo;azienda punta soltanto a tagliare posti di lavoro e a procrastinare i costosi interventi ecologici e ambientalisti che, nel caso specifico, sono richiesti da tempo dalla comunit&agrave; di Taranto? Tutta la vicenda sembra avvolta da un grande punto interrogativo. E tutto questo appare assurdo perch&eacute; la siderurgia &egrave; una delle chiavi strategiche della ripresa economica al termine della pandemia.</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Tutti dubbi e le contraddizioni intorno alla Bolkestein]]></title>
			<link>https://telenord.it/tutti-dubbi-e-le-contraddizioni-intorno-alla-bolkestein-38200</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La decisione recente del Consiglio di Stato che blocca lo &ldquo;status quo&rdquo; delle concessioni balneari sino alla fine del 2023 e che, all&rsquo;indomani, riapre tutti i...]]></description>
			<pubDate>Wed, 10 Nov 2021 16:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione recente del Consiglio di Stato che blocca lo &ldquo;status quo&rdquo; delle concessioni balneari sino alla fine del 2023 e che, all&rsquo;indomani, riapre tutti i giochi, ha scatenato &ndash; a tutti i livelli - &nbsp;<wbr />un mare di polemiche. La questione ha ormai radici che affondano a molti anni fa, quando la famosa legge europea Bolkenstein&nbsp;<wbr />&nbsp;<wbr />&nbsp;minacci&ograve; di far saltare tutte le concessioni degli stabilimenti&nbsp;<wbr />&nbsp;<wbr />&nbsp;balneari. A voler risalire all&rsquo;origine delle normativa europea, c&rsquo;&egrave; da dire che la legge venne sostenuta (indirettamente) da potenti gruppi finanziari che puntavano a impadronirsi&nbsp;<wbr />&nbsp;con un sistema di concorso-appalto giocato al ribasso &nbsp;<wbr />d&rsquo;un grosso complesso di interessi a livello europeo. E, in effetti, proprio negli Stati dove la legge europea si &egrave; pi&ugrave; rapidamente diffusa ed &egrave; stata applicata si sono imposti, nelle gare per la concessione degli appalti, importanti &nbsp;<wbr />gruppi finanziari, di livello internazionale, protesi a imporre il loro monopolio sulle concessioni molte delle quali consolidate da anni e, in molti casi, da decenni. Quando la legge europea era decollata erano emerse polemiche perch&eacute; si alludeva a interessi di grandi gruppi internazionali e mettere sotto controllo la gestione dei bagni in Europa e, in effetti, proprio negli stati nei quali la Bolkenstein era stata applicata rapidamente (Portogallo, Spagna, Francia) c&rsquo;era stata una operazione di interessi sovranazionali a cambiare le gestioni e a controllare, a livello di quasi monopolio, &nbsp;<wbr />la balneazione. In Italia, dove le concessioni hanno sempre avuto una durata storica (e tutt&rsquo;ora in molti casi la mantengono), c&rsquo;&egrave; stata una opposizione, con richieste di rinvio, interventi dilatori e polemiche politiche. Solo per restare nei casi della Liguria, dove da decenni le concessioni sono consolidate, era insorto un muro di &ldquo;no&rdquo; peraltro sostenuto &nbsp;<wbr />dalla amministrazione regionale. La questione pi&ugrave; delicata &egrave; legata a sostenere le concessioni storiche, con il rischio di perdita di posti di lavoro nel caso di subentro di gruppi multinazionali. In questa chiave sono comprensibili gli interventi polemici &nbsp;<wbr />di queste ultime ore dell&rsquo;assessore regionale Marco Scajola da sempre ostile alla normativa europea e di molti parlamentari quali l&rsquo;on. Cassinelli di Forza Italia, oltre che dei responsabili delle associazioni di categoria. In effetti, l&rsquo;attuale stato di cose regger&agrave; soltanto sino alla fine del 2023. Dopo, secondo la sentenza del Consiglio di Stato, &nbsp;<wbr />&nbsp;<wbr />dovrebbero scattare sorta di concorsi con gioco al ribasso per buttare all&rsquo;aria l&rsquo;attuale stato di concessioni. A favore della sentenza del Consiglio di Stato si &egrave; schierata, come prevedibile, la Legambiente, mentre &nbsp;<wbr />dal punto di vista strategico un po&rsquo; tutti i partiti arricciano il naso, &nbsp;<wbr />sia pure con l&rsquo;area di centrodestra pi&ugrave; aggressiva e il centrosinistra pi&ugrave; cauto. Ma &egrave; indubbio che la sentenza, per molti aspetti inattesa, rappresenta un vulnus per la maggior parte delle concessionarie balneari italiane (abbiamo parlato della Liguria, ma la situazione &egrave; ancora peggiore nel Mezzogiorno e nelle isole) che gestiscono da decenni, con personale consolidato, la gestione delle spiagge italiane. E non &egrave; detto che molte di queste strutture siano poi in grado, dopo il 2024, di riconquistare le concessioni. Il che darebbe luogo a situazioni di disagio ne di polemica in tutte le regioni. E&rsquo; indubbio che sarebbe stato meglio da parte del Governo e del parlamento di intervenire in questi anni con una normativa interpretativa &nbsp;<wbr />capace di mediare gli oppositi interessi. Si &egrave; preferito puntare al rinvio, senza rifletterci su , sperando di arrivare al 2033 e quindi di puntare su una modficazione della normativa europea. Vecchia soluzione all&rsquo;italiana. Ma non sempre &egrave; possibile tirare a campare. Adesso occorre un intervento legislativo e d&rsquo;una mediazione a livello europeo al fine di evitare una sorta di rivoluzione nel girono di un anno e mezzo.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
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			<title><![CDATA[Terza dose: strategia vincente]]></title>
			<link>https://telenord.it/terza-dose-strategia-vincente-38172</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Alla luce degli ultimi eventi e della crescita &ndash; non vistosa ma continua e quindi preoccupante &ndash; della diffusione dei contagi del virus, ormai &egrave; importante e...]]></description>
			<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 18:35:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce degli ultimi eventi e della crescita &ndash; non vistosa ma continua e quindi preoccupante &ndash; della diffusione dei contagi del virus, ormai &egrave; importante e strategicamente determinante la corsa alla &ldquo;terza dose&rdquo; del vaccino. In un primo momento la &ldquo;terza dose&rdquo; era stata raccomandata per i cosiddetti casi dei &ldquo;fragili&rdquo;, poi per il mondo sanitario e per il mondo della scuola (presidi, inseganti, assistenti) e per gli &ldquo;over 80&rdquo; e, successivamente per &rdquo;over 70&rdquo; e &ldquo;over 60&rdquo; . Dagli ultimi dati, sembra di comprendere che le fasce della popolazione di et&agrave; pi&ugrave; avanzata -che sono poi quelle pi&ugrave; a rischio nel caso di infezione -&nbsp; si sitano muovendo convinti verso la vaccinazione, mentre a livello di vertici sanitari e scientifici e, quindi, di governo, ormai si punta a scendere sotto i 50, mentre si mettono a punto i progetti per vaccinare le fasce pi&ugrave; giovani ovvero dai 12 ai 19 anni, Quest&rsquo;ultima scelta &egrave; indicata in particolare per mettere al sicuro la vita scolastica, al fine&nbsp; di non bloccare l&rsquo;attivit&agrave; didattica, di non tornare alla scuola in distanza (che ha dato pessimi risultati) e per bloccare qualunque forma di vita artificiale e limitativa. &nbsp;Non sappiamo ancora &ndash; e i vertici scientifici anche internazionali per il momento sono molto cauti &ndash; se si andr&agrave;, in avvenire, verso una soluzione strategico-sanitaria di praticare ogni anno il vaccino, come nel caso dell&rsquo;influenza o di altri settori preventivi di malattie &ldquo;sociali&rdquo;. E&rsquo; indubbio, per&ograve;, se si vuole dare uno sguardo al passato che, a partire dalla pratica ottocentesca del vaccino contro il vaiolo e poi dalle terapie antimalariche (il famoso chinino) sino al vaccino contro la poliomielite, ormai quasi scomparsa in tutto il mondo , &nbsp;la tecnica di cura preventiva &egrave; quella che ha dato esiti assoluti. Non resta quindi che insistere nella vaccinazione diffusa e nell&rsquo;azione di convincimento di quella parte della popolazione che, cocciutamente, rifiuta la terapia , accampando tesi extra-scientifiche al limite del grottesco. In questa chiave appare pi&ugrave; che comprensibile la linea politica che sta emergendo, sia a livello di governo, sia a livello di amministrazioni locali, di limitare al massimo le manifestazioni &ldquo;no vax&rdquo; che pure ogni giorno sembrano emergere in molte parti d&rsquo;Italia. E&rsquo; giusta la mano dura a Trieste, dove gli assembramenti hanno dato vita a focolai di infezione con ricoveri esclusivamente per non vaccinati, come del resto &egrave; riscontrabile in tutti gli ospedali italiani. Chi viene colpito dal virus in questi ultimi mesi &egrave; al limite quasi assoluto non vaccinato e i cortei e le manifestazioni con partecipanti senza controllo nei rapporti reciproci e senza mascherina sono ormai la base specifica del diffondersi dell&rsquo;infezione. Osservando anche le et&agrave; dei colpiti e dei ricoverati si pu&ograve; constare che anche gli anziani che si sono vaccinati con doppia dose (e ora con la terza) sono decisamente blindati e al sicuro. Ed &egrave; per questo che appare, per conseguenza, ancora pi&ugrave; assurdo il rifiuto del &ldquo;green pass&rdquo; che &egrave; semp0licemente la dimostrazione della immunit&agrave; della persona. Non &egrave; un limite alla libert&agrave; individuale, ma semmai uno strumento per la sicurezza di tutti e non lede nessun libert&agrave; e nessun diritto alla privacy. Semmai &egrave; una sicurezza che aumenta la libert&agrave;, quella vera. Di fronte a una situazione complessa e non ancora definitivamente al sicuro, &egrave; giusto restare in un clima di prevenzione e di controllo. &lsquo;Italia, una volta tanto, resta un modello per l&rsquo;Europa, come del resto gli altri Stati riconoscono. Meglio un po&rsquo; pi&ugrave; di severit&agrave; adesso che dover poi correre ai ripari nei prossimi mesi. Abbiamo tutti un grande desiderio, pi&ugrave; che giusto, di tornare alla normalit&agrave;. Ma meglio viaggiare con il piede sul freno che sull&rsquo;acceleratore.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Lo sblocco dell’ Hennebique]]></title>
			<link>https://telenord.it/lo-sblocco-dell-hennebique-38118</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Dopo pi&ugrave; d&rsquo;un decennio di discussione e di progetti (sovente campati per aria) s&rsquo;&egrave; sbloccata la vicenda dell&rsquo; Hennebique, imponente struttura...]]></description>
			<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 17:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo pi&ugrave; d&rsquo;un decennio di discussione e di progetti (sovente campati per aria) s&rsquo;&egrave; sbloccata la vicenda dell&rsquo; Hennebique, imponente struttura edilizia affacciata sul porto di Genova e che, anche per la Sovrintendenza alla Belle Arti , rappresenta &nbsp;un simbolo importante dell&rsquo;archeologia industria di Genova. La struttura Hennebique , la prima in cemento armato &nbsp;nel porto di Genova, realizzata a cavallo tra il XIX e il XX secolo, era un imponente magazzino granario che poi, da quasi mezzo secolo, con l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;economia, aveva perduto la sua funzione. Ma era, al tempo stesso, un simbolo, una tappa della storia economica dello scalo che non si poteva distruggere. Un lato, ma esteticamente modesto e inutilizzabile, molti anni fa era stato demolito, ma la struttura principale restava in tutta la sua imponenza.</p>
<p>La difficolt&agrave; di recuperare a una finalit&agrave; funzionale la struttura dell&rsquo; Hennebique era legata al fatto che, essendo per sua natura un silos granario, all&rsquo;interno era ornai in gran parte vuoto e privo di strutture. Molti potenziali acquirenti, negli anni passati, hanno fatto marcia indietro, di fronte all&rsquo;impegno di spesa che era legato alla creazione ex novo di piani e di scale, con un forte impegno di spesa, oltre che di ristrutturazione e di restauro dell&rsquo;intero edificio impegno per il quale &egrave; prevista una spesa di 100 milioni e di quasi due anni di lavori. D&rsquo;altro canto l&rsquo;impegno in questo senso era largamente prevedibile. Da quanto si &egrave; appreso si recupereranno strutture &nbsp;recettive (alberghi) , forse servizi per la facolt&agrave; di economia che &egrave; situata a pochi passi di distanza, ma in particolare sar&agrave; possibile un approdo recettivo con servizi adeguati per l&rsquo;accoglimento crocieristico.</p>
<p>E la questione sembra riguardare in particolare la Costa Crociere. Come molti a Genova ricorderanno, quando implose il boom del fenomeno crocieristico come scelta sociale e di costume di massa e popolare, , mentre la Msc aveva trovato subito i suoi spazi di approdo e di smistamento, la Costa Crociere, anche per errori strategici, si era trovata in difficolt&agrave; e, come &egrave; noto, aveva spostato la sua base pi&ugrave; importante a Savona. Ma per Genova la vicenda era stata una sorta di &ldquo;vulnus&rdquo; ed era rimasto il desiderio di un recupero di spazi d&rsquo;approdo e di servizi, considerato il ruolo strategico dello scalo del capoluogo. &nbsp;Ora questa prospettiva si dovrebbe riaprire, anche perch&eacute;, nella speranza d&rsquo;un forte ridimensionamento della pandemia, dovrebbero rilanciarsi le movimentazioni crocieristiche, sia nella stagione invernale sia in quella estiva con aperture sia nel Mediterraneo orientale e occidentale, sia nelle rotte dei mari del Nord.</p>
<p>Si tratta come &egrave; ormai noto di un mercato nazionale e internazionale in netta crescita e che &egrave; un elemento strategico importante &nbsp;nell&rsquo;avvenire dei porti. Ora si &egrave; in attesa, al di l&agrave; di questo importante assestamento dello scalo che &nbsp;da troppo tempo aspettava un progetto di ripresa, di altre scelte, anche strategicamente pi&ugrave; importanti, quale per esempio del decollo dei lavori per l&rsquo;allargamento al largo della diga foranea. Da Roma &egrave; giunto un altro via libera &ndash; ed era ora &ndash; ma ci sono dettagli di aggiustamento del progetto non trascurabili. C&rsquo;&egrave; da augurarsi che non emergano norme e sottonorme frenanti. Al di l&agrave; d&rsquo;un dibattito che nei giorni scorsi &egrave; emerso &nbsp;sulle strategie portuali e dello shipping a livello politico generale, si &egrave; avanzata l&rsquo;ipotesi che le scelte future siano ponderata senza fretta. Qui, a nostro avviso, occorre una puntualizzazione. Considerato che la fretta, nel bene e nel mare, non &egrave; mai stata una caratteristica decisionale della realt&agrave; portuale, &egrave; meglio, nonostante a certi politici &nbsp;piaccia, non trasformare le scelte strategiche, legate anche e soprattutto all&rsquo;economia mondiale, in uno dei tanti e archiviati &ldquo;debat publique&rdquo;. Troppe scelte determinanti aspettano da decenni e le gestioni amministrative di tutti i colori che si sono succedute non hanno proprio niente di cui vantarsi.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Assurdi i dubbi sui vaccini]]></title>
			<link>https://telenord.it/assurdi-i-dubbi-sui-vaccini-38001</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/assurdi-i-dubbi-sui-vaccini-38001</guid>
			<description><![CDATA[Ha certamente ragione il professor Bassetti quando afferma che occorre proseguire, senza intoppi, sulla strada dell&rsquo;incremento dei vaccini e anche lungo la ideale corsia...]]></description>
			<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 17:40:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha certamente ragione il professor Bassetti quando afferma che occorre proseguire, senza intoppi, sulla strada dell&rsquo;incremento dei vaccini e anche lungo la ideale corsia del terzo vaccino, sia per chi ha ottenuto solo il Johnson in unica tornata, sia per chi ha gi&agrave; compiuto dalla scorsa primavera la doppia dose. Sar&agrave;, a quanto si &egrave; appreso dai vertici sanitari nazionali e internazionali, una dose intera di Pfeizer o di Moderna o la mezza dose di Moderna per chi ha gi&agrave; compiuto da pi&ugrave; di sei mesi il ciclo completo di quel tipo di terapia. Ormai non ci sono pi&ugrave; dubbi ed &egrave; inutile ascoltare le confuse argomentazioni dei &ldquo;no vax&rdquo;, sorretti da posizioni strumentali politiche di estrema destra e di estrema sinistra alla disperata ricerca di spazi di immagine: solo l&rsquo;incremento dei vaccini sar&agrave; un argine concreto ed efficace di fronte al rischio d&rsquo;una &nbsp;ondata d&rsquo;urto d&rsquo;una quarta fase della ripresa della pandemia. Purtroppo siamo di fronte a movimenti d&rsquo;urto incoscienti per dar vita a eccessi di assembramenti d&rsquo;ogni genere.</p>
<p>La proteste e le contestazioni avvenute a Trieste nelle scorse settimane ne sono una prova concreta: ci sono riprese dei contagi , sia pure in condizioni meno gravi rispetto al passato, ma solo insistendo sui vaccini sar&agrave; possibile tornare davvero alla normalit&agrave; alla quale tutti aspiriamo. Il &ldquo;terzo vaccino&rdquo; si sta muovendo sia per quel che riguarda gli &ldquo;over 80&rdquo;, il settore sanitario e medico, sia per i cosiddetti &ldquo;fragili&rdquo;, ma ora il governo spinge per gli &ldquo;over 60&rdquo; per poi passare alle fasce d&rsquo;et&agrave; inferiori. Nelle prossime ore dovrebbe uscire la nuova strategia pubblica e politica, ma appare ormai chiaro che si punter&agrave; a proseguire sino alla prossima primavera, se non addirittura sino alla fine di giugno &nbsp;sull&rsquo;uso del &ldquo;green pass&rdquo; e a spingere sulle vaccinazioni senza arrivare a una legge che le renda obbligatorie, anche se nelle scuole, nell&rsquo;accesso a certi luoghi chiusi , nonch&eacute; &nbsp;nel campo sanitario la obbligatoriet&agrave; del vaccino &egrave; un fatto reale, anche perch&eacute; proseguono le sospensioni dal lavoro &nbsp;e dalle retribuzioni dei dipendenti del settore (medici, infermieri, personale ausiliario che abbia contatto con il pubblico) che rifiutano la vaccinazione.</p>
<p>E, in questi casi, il sottoporsi al tampone non &egrave; sufficiente per avere reali garanzie di non diffusione di possibili infezioni. E&rsquo; comunque indubbio che, nei passaggi di queste settimane, c&rsquo;&egrave; stato un rallentamento della corsa alla vaccinazione. Non si sa se per dubbi verso la terza dose, oppure per un eccesso di ottimismo di cui forse l&rsquo;inconscio collettivo sente il bisogno dopo quasi due anni di restrizioni. &nbsp;Ma, come si &egrave; detto, gli assembramenti di ogni genere &ndash; dallo sport, ai rischiosi e assurdi &ldquo;rave&rdquo;, sino alle manifestazioni di protesta e di contestazione senza mascherina &ndash; creano sistematicamente la crescita dei contagi e della diffusione del Covid e, in percentuale di fatto assoluta (e qui ha ragione ancora una volta il professor Bassetti, sempre in casi di non vaccinati. E questo fatto statistico che &egrave; innegabile e non confutabile &egrave; la prova concreta della necessit&agrave; di vaccinarsi.</p>
<p>Non resta quindi che mantenere le norme di rigore e di prudenza, di contenimento dei rischi di assembramento e d&rsquo;una politica di persuasione al vaccino per stringere sempre pi&ugrave; gli spazi di diffusione della pandemia. Non a caso molti Stati europei (dalla Francia alla Germania) hanno affermato a tutti i livelli che, sia pure alla luce della complessa situazione attuale, il sistema italiano &egrave; quello che ha dato sinora i migliori risultati. E, dal momento che &egrave; assurdo sperare nei miracoli perch&eacute; la ricerca scientifica ha le sue metodologie e i suoi tempi, occorre perseguire a testa bassa, senza dubbi, &nbsp;il sentiero che &egrave; stato disegnato.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Economia portuale: cresce l’ottimismo]]></title>
			<link>https://telenord.it/economia-portuale-cresce-l-ottimismo-37949</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/economia-portuale-cresce-l-ottimismo-37949</guid>
			<description><![CDATA[Gli ultimi dati ufficiali sull&rsquo;andamento dei porti segna frecce in salita per la Liguria. In particolare il sistema portuale che raccoglie Genova, Savona e Vado Ligure nei...]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 18:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ultimi dati ufficiali sull&rsquo;andamento dei porti segna frecce in salita per la Liguria. In particolare il sistema portuale che raccoglie Genova, Savona e Vado Ligure nei primi mesi dell&rsquo;anno vede una netta crescita commerciale, un colpo di reni nel traffico dei container e una netta ripresa nella movimentazione &nbsp;crocieristica e dei traghetti (ma qui va tenuto presente il blocco di fatto dell&rsquo;anno scorso in seguito alla pandemia). &nbsp;La crescita si intreccia con una ripresa internazionale, dopo la crisi dell&rsquo;anno precedente e sembra, per certi aspetti merceologici, collegata anche a una ripresa analoga dell&rsquo;industria produttiva dopo la causa dovuta al virus presente in tutto il mondo.</p>
<p>E&rsquo; ovvio che dati del genere hanno bisogno, per essere valutati correttamente e per poter compiere corrette e concrete proiezioni, di spazi temporali pi&ugrave; vasti. Ma l&rsquo;ottimismo ci sta benissimo. E questo fatto consente di valutare ancora una volta la questione del ruolo dei traffici portuali e dello shipping come elemento trainante dell&rsquo;economia del territorio ligure. Anche perch&eacute;, se si fanno i collegamenti con industria, commercio, turismo e sistema di trasporti, ci si rende conto di quanto l&rsquo;economia marittima &egrave; capace di muovere come occupazione e ricchezza sociale in Liguria. Occorre quindi una concentrazione di sforzi politici, programmatici e finanziari per accelerare la crescita del settore. Per questo appare interessante e importante il bando presso il ministero dei trasporti che prevede la possibilit&agrave; di spendere 35 milioni per miglioramenti ambientali e accentuare l&rsquo;assetto e il servizio &ldquo;green&rdquo; degli scali del sistema del Mar Ligure Occidentale ovvero di Savona, vado Ligure e Genova.</p>
<p>Si tratta di ridurre le emissioni fossili, di realizzare pannelli fotovoltaici e di impiegare il famoso &ldquo;idrogeno verde&rdquo;. La crescita &ldquo;verde&rdquo; del sistema recettivo e di servizio all&rsquo;interno degli scali non implica soltanto un spesa ma provocher&agrave; &nbsp;un salto di qualit&agrave; e un potenziale di crescita concorrenziale gi&agrave; nell&rsquo;immediato futuro, anche perch&eacute; potenti gruppi armatoriali internazionali hanno deciso di puntare sulla crescita ecologica delle loro navi, a cominciare dalle progettazioni annunciate per i prossimi anni. Accanto a questi aspetti dell&rsquo;evoluzione dell&rsquo;economia e del sistema, a costo di apparire noiosi e provocatori, non &egrave; possibile ignorare altri interventi, strategicamente, determinanti che il porto di Genova attende non da anni, bens&igrave; da decenni. &nbsp;Considerato che, in via diretta o indiretta, &nbsp;arriveranno fondi del &ldquo;Recovery&rdquo;, vale la pena di chiedersi quando vedremo decollare i lavori per realizzare lo spostamento pi&ugrave; al largo della storica diga foranea e del contestuale dragaggio dei fondali del porto.</p>
<p>Armatori, spedizionieri, agenti marittimi e trasportatori da oltre quindi anni ritengono l&rsquo;opera determinante per la crescita dei traffici di tutti i settori al fine di consentire l&rsquo;approdo delle navi di ultima generazione, in particolare i porta contenitori. Nello stesso tempo, si attende il via del cosiddetto &ldquo;ribaltamento a mare&rdquo; che potenzier&agrave; &nbsp;la produzione della Fincantieri che ha gi&agrave; molte ordinazioni di nuove navi a tutti i livelli mondiali. Non mancano altri aspetti che potrebbero cambiare &nbsp;in senso positivo la fisionomia di alcuni settori dello scalo: si va dalla nuova funzione di Ponte Parodi, una realt&agrave; per la quale molti anni fa era stata individuata una prospettiva funzionale fuori di mercato. Ma, proprio per sostenere questo ragionamento, un queste ore &egrave; arrivata, dopo anni di attesa e di discussioni, &nbsp;la notizia dell&rsquo;annuncio della prossima ristrutturazione dell&rsquo; Hennebique. Luned&igrave; sar&agrave; presentato ufficialmente il progetto. &nbsp;Genova ha davvero bisogno d&rsquo;un colpo di reni, superando una volta tanto i veti incrociati e i ritardi frutto dell&rsquo;eccesso di burocrazia. Le premesse per crescere ci sono. Ora occorre afferrare al volo le occasioni.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Scommesse e paure per il futuro del Quirinale]]></title>
			<link>https://telenord.it/scommesse-e-paure-per-il-futuro-del-quirinale-37890</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La singolare &ldquo;sortita&rdquo; del ministro Giorgetti &ndash; che ha proposto il Quirinale per Draghi, assegnando per&ograve; a tale ruolo anche un potere...]]></description>
			<pubDate>Wed, 03 Nov 2021 16:50:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La singolare &ldquo;sortita&rdquo; del ministro Giorgetti &ndash; che ha proposto il Quirinale per Draghi, assegnando per&ograve; a tale ruolo anche un potere &ldquo;parziale&rdquo; sul Governo &ndash; non ha creato sconcerto soltanto all&rsquo;interno della Lega, dove da tempo esiste una rivalit&agrave; con il leader Salvini, ma anche tra tutte le forze presenti in Parlamento. Giorgetti, forse non volendolo neppure, ha riaperto una vecchia piaga del mondo politico sul ruolo di fatto del Capo dello Stato. Come &egrave; stato gi&agrave; detto, a voler leggere alla lettera la Costituzione, il Presidente della Repubblica &egrave; una sorta di &ldquo;notaio&rdquo; dei supremi poteri senza un ruolo reale nella gestione dell&rsquo;esecutivo. &nbsp;Ha solo l&rsquo;incarico di scegliere il presidente del Consiglio o , in casi estremi, di sciogliere le Camere e di indire nuove elezioni. Nel corso della storia della Repubblica non sono mancate oscillazioni nella gestione del ruolo supremo dello Stato. Ci sono stati interventi pesanti di Presidenti e ci sono state proposte di modificazione della Costituzione stessa, ma poi senza alcuna reale operazione politica concreta. In realt&agrave;, alla luce della situazione odierna, la realt&agrave; &egrave; un&rsquo;altra. Tutti i partiti presenti in Parlamento sono fragili e nessuna delle coalizioni in campo &egrave; sicura di vincere le elezioni. Il &ldquo;supergoverno&rdquo; di Draghi, capace si superare i piccoli e grandi contrasti, nonch&eacute; con un forte prestigio a livello internazionale, per il momento consente di superare le difficolt&agrave; storiche (pandemia, crisi economica, fragilit&agrave; internazionali) puntando alla crescita a tutto tondo. Alla fin dei conti, tutti i partiti, sottobanco, tirano un sospiro di sollievo, perch&eacute; nessuno, in condizioni ordinarie, ce l&rsquo;avrebbe fatta sino a questo momento. Ma l&rsquo;elezione del presidente della Repubblica a febbraio, la nuova ondata di voto amministrativo in primavera e le politiche &ldquo;obbligatorie&rdquo; del 2023 stringono tutti ai fianchi. C&rsquo;&egrave; un aspetto curioso: nessuno ha fretta di anticipare le elezion9i politiche, neppure Giorgia Meloni , unica all&rsquo;opposizione. Il voto, oltre al problema del forte taglio dei parlamentari, altererebbe la forza di un po&rsquo; tutti i partiti, considerati i dubbi e le incertezze che sovrastano l&rsquo;oscillate umore degli elettori. Pesanti certamente i tagli di Italia Viva, del M5s e di Forza Italia, ma sicuramente forti dubbi anche per il Pd, la Lega e, persino gli stessi Fratelli d&rsquo;Italia. Al tempo stesso la domanda pi&ugrave; pesante si impone: il governo Draghi &egrave; di &ldquo;salute pubblica&rdquo;, nato dall&rsquo; emergenza : quanto potr&agrave; durare? E Draghi &egrave; disposto a proseguire la sua marcia che, di giorno in giorno, si fa sempre pi&ugrave; difficile? Ma la riforma delle due Camere ha lasciato in sospeso la questione, tutt&rsquo;altro che trascurabile, &nbsp;della riforma elettorale. E qui nascono nuovi contrasti, perch&eacute; in Italia ciascuna forza escogita sistemi complessi per non &ldquo;rimetterci&rdquo; troppo o per sfruttare presunti vantaggi. C&rsquo;&egrave; chi vuole la proporzionale &ldquo;quasi&rdquo; pura (i piccoli partiti in particolare), chi la proporzionale con lo sbarramento, chi il sistema maggioritario e chi persino il maggioritario con premio. In questo gioco c&rsquo;&egrave; chi vorrebbe &nbsp;puntare a una repubblica semipresidenziale con elezione diretta del Capo dello Stato (simile al sistema francese) e chi difende il disegno della Costituzione. Nessuno ha la forza per imporsi e gli accordi tra le parti sono difficile e, varrebbe la pena di dire impossibili, vista l&rsquo;esperienza del passato. E allora? Ancora una volta, sempre secondo il costume italico, si naviga a vista. La questione della successione di Mattarella (che sembra deciso a lasciare e a non ripetere l&rsquo;esperienza del suo predecessore Napolitano che molto invocherebbero) &nbsp;si fa sempre pi&ugrave; complicata. E non c&rsquo;&egrave; solo discussione e quasi rissa tra i partiti ma all&rsquo;interno dei partiti stessi (vedi la Lega, ma anche il Pd non scherza) dove nascono e muoiono i poche ore sogni proibiti e irreali (Berlusconi) o velleit&agrave; )(Casini). Ma di concreto, per ora, c&rsquo;&egrave; poco.</p>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[Pandemia: meglio il rigore per limitare i rischi]]></title>
			<link>https://telenord.it/pandemia-meglio-il-rigore-per-limitare-i-rischi-37842</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Non ha torto il prof. Bassetti, che &egrave; uno dei maggiori addetti ai lavori, quando suggerisce di bloccare l&rsquo;accesso ai non vaccinati in cinema , teatri, balere,...]]></description>
			<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 16:10:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ha torto il prof. Bassetti, che &egrave; uno dei maggiori addetti ai lavori, quando suggerisce di bloccare l&rsquo;accesso ai non vaccinati in cinema , teatri, balere, discoteche e persino ristoranti. E&rsquo; ormai ovvio che la mancanza di vaccino fa del soggetto in causa un elemento di comunicazione dell&rsquo;infezione e del contagio. Gli assembramenti &ndash; ormai &egrave; ampiamente dimostrato &ndash; nel giro di pochi giorni sviluppano nuclei di infezione ai quali &egrave; di fatto impossibile ogni forma di blocco. Abbiamo avuti piccoli episodi a Genova e in Liguria, dove la ripresa della pandemia &egrave; per il momento limitata e sotto controllo anche se aumentano lievemente i ricoveri e il numero dei contagiati. Molto pi&ugrave; &nbsp;pesante la situazione di Trieste dove le manifestazioni dei &ldquo;no vax&rdquo; e dei &ldquo;no pass&rdquo; &nbsp;ha dato luogo a una diffusione assai pi&ugrave; preoccupante dei contagi.</p>
<p>Al punto tale che l&rsquo;area della Venezia Giulia rischia di passare in zona gialla. Di qui la decisione del sindaco del capoluogo giuliano di vietare cortei e manifestazioni. Le proteste e i cortei che hanno puntato a bloccare l&rsquo;attivit&agrave; portuale, oltre che provocare danni economici, sono stati l&rsquo;evidente epicentro di diffusione del virus. Una situazione che ha avuto conseguenze in tutta Italia e, proprio a Genova, nei giorni scorsi, i portuali non sono scesi in piazza accanto ai manifestanti, dimostrando estremo buonsenso. Arrivati a questo punto, considerato che la situazione anche nel resto dell&rsquo;Europa &egrave; variabile, appare evidente che la soluzione migliore per limitare e ridurre lo spazio del virus &egrave; la vaccinazione, si &egrave; aperta ormai la strada sia per la cosiddetta &ldquo;terza dose&rdquo; per i settori pi&ugrave; delicati e strategici, ma anche per gli &ldquo;over 50&rdquo; e per quelli che hanno avuto il vaccino monodose (sono pronte le dosi del vaccino &ldquo;sicuro&rdquo; Moderna). La prevenzione &egrave; la strategia vincente, secondo tutti i vertici operativi e scientifici del settore sanitario.</p>
<p>Di qui la decisione, che &egrave; quasi definitiva, di prolungare la disciplina di controllo dei locali chiusi (sport, spettacoli, ristoranti, ecc.) sino a marzo con l&rsquo;obbligo del &ldquo;green pass&rdquo; sino al prossimo giugno. &nbsp;L&rsquo;accesso di permissivit&agrave;, sino a questo momento, non ha pagato mai in nessuna parte del mondo. Non solo: proprio in questi giorni ha destato una forte impressione il folle assembramento nei pressi di Torino, con l&rsquo;arrivo da tutta di migliaia di giorni per un assurdo rave. Si pu&ograve; anche capire che le forze dell&rsquo;ordine non abbiano voluto calcare la mano nella repressione, ma il quadro emerso &egrave; agghiacciante e assurdo. Una radiografia d&rsquo;una comune follia considerato che nel capannone abbandonato ci sono stati malesseri , malori e ricoveri dovuti all&rsquo;alcool e alla droga. Sicuramente, entro meno di dieci giorni, dell&rsquo;assembramento assurdo avremo le conseguenze negative. Forse, per&ograve;, occorrerebbe maggiore prevenzione e maggiore capacit&agrave; di limitazione da parte delle forze dell&rsquo;ordine e anche un miglior sistema informativo, considerato che questi assembramenti sono costituiti in gran parte da stranieri e che, anche nei paesi vicini, si verificano eventi simili.</p>
<p>C&rsquo;&egrave;, insomma, una reta che &egrave; certamente controllabile. In sintesi ci aspettano ancora pi&ugrave; di sei mesi di vita parzialmente sotto controllo con la crescita dei vaccini e il mantenimento dei &ldquo;green pass&rdquo; che hanno costituito un molla determinante all&rsquo;incremento della vaccinazione. Una parte del pop9olo &ldquo;no vax&rdquo; di fronte al rischio de porto di lavoro e alla perdita della retribuzione si &egrave; piegata al vaccino. Occorre insistere anche perch&eacute; ormai le argomentazioni dei &ldquo;no vax&rdquo; appaiono sempre di pi&ugrave; campate in aria e lontane milioni di miglia dalla scientificit&agrave; e dalla logica. Senza contare che delle loro azioni di protesta stanno approfittando, anarchici, alternativi e neofascisti alla ricerca di spazi politici impossibili.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Alti e bassi del G20 (e conseguenze)]]></title>
			<link>https://telenord.it/alti-e-bassi-del-g20-e-conseguenze-37785</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il dato concreto pi&ugrave; importante del G20 di Roma &egrave; certamente il recupero dei rapporti economici tra l&rsquo;Europa e gli Usa, dopo gli eccessi di nazionalismo di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 16:45:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dato concreto pi&ugrave; importante del G20 di Roma &egrave; certamente il recupero dei rapporti economici tra l&rsquo;Europa e gli Usa, dopo gli eccessi di nazionalismo di Trump. Aver levato le tasse sui mercato dell&rsquo;acciaio e dell&rsquo;alluminio e, di conseguenza, il taglio da parte della Ue delle imposizioni si molti generi minori, riparte un mercanto importante e, nel passato, fiorente. Ma &egrave; , psicologicamente, un elemento positivo la riapertura di un dialogo tra le due maggiori realt&agrave; istituzionali e politiche dell&rsquo;Occidente. Vedremo cosa si potr&agrave; fare sul piano della difesa &nbsp;del clima : sono prevalsi i criteri generali ma non punti fermi da rispettare. Un altro aspetto concreto &egrave; venuto dalla decisione di tassare, per ogni Paese operativo, le iniziative imprenditoriali che si collocano negli Paesi dove esiste una evasione fiscale di fatto. Si pagheranno le tasse dove ci sar&agrave; mercato a partire dal 2023 , quando ogni Stato avr&agrave; legiferato in proposito.</p>
<p>La lotta all&rsquo;inquinamento e alle Variazioni climatiche &egrave; rimasta un impegno formale perch&egrave; Russia e Cina hanno una produzione industriale assai diversa dai Paesi pi&ugrave; evoluti dell&rsquo;Occidente e il blocco dell&rsquo;uso del carbone e del petrolio sarebbe di fatto un freno alle loro economie in espansione. E&rsquo; una questione che accomuna anche l&rsquo;India. Il discorso quindi appare ancor assai complesso anche se sono stati compiuti importanti passi avanti. &nbsp;Certamente restano in piedi complesse problematiche (basterebbe pensare alla questione della pesca nella Manica che vede in contrasto Francia e Inghilterra) pi&ugrave; o meno centrali. Sul piano politico personale resta indubbio il successo sul piano del prestigio e della competenza a livello mondiale del premier Mario Draghi. Mai, a livello mondiale, l&rsquo;Italia ha toccato punte di prestigio tanto alte, con riconoscimenti che sono giunti da tutti gli Stati che hanno partecipato al G20 romano. Draghi quindi esce dall&rsquo;evento notevolmente accresciuto nel prestigio e nella stima dei grandi leader dell&rsquo;Occidente, non solo europeo.</p>
<p>Questa condizione per&ograve; &ndash; &nbsp;una domanda alla quale non &egrave; facile dare risposta &ndash; come influir&agrave; sul suo destino immediato? Al di l&agrave; dei piccoli giochi, in parte politici e in parte mediatici, che ogni giorno emergono sul piano del dibattito partitico, Draghi rester&agrave; a Palazzo Chigi ancora per qualche anno oppure sar&agrave; eletto (in questo caso all&rsquo;unanimit&agrave; o quasi) al Quirinale? La questione &egrave; molto complessa. Sul piano pratico l&rsquo;Italia, in questo particolare momento, avrebbe bisogno che Draghi, con pieni poteri, rimanesse a Palazzo Chigi, senza andare ad elezioni politiche anticipate. Forse dovrebbe restare alla presidenza del Consiglio anche dopo il 20232 quando, bene o male, &nbsp;si dovr&agrave; per forza votare. E&rsquo; certo che nel 2023, anche con il taglio dei parlamentari, cambier&agrave; profondamente la fisionomia e l&rsquo;equilibrio dei partiti, nessuno dei quali per&ograve; &ndash; anche presi come coalizioni &ndash; dispone di leader adeguati a una reale leadership.</p>
<p>Allora per Draghi sarebbe meglio, alla fin dei conti, andare al Quirinale dove potrebbe operare come una sorta di potere &ldquo;super partes&rdquo;? &nbsp;Il Pd di Letta vorrebbe guadagnare tempo per crescere sul piano dei voti. Il centrodestra, sia pure squassato e meno omogeneo di quel che sembra, sogna la vittoria, a &nbsp;sua volta non dispone d&rsquo;un leader di prestigio. Ci sono poi partiti come Italia Viva e il M5s che, al voto, rischierebbero un crollo vicino alla sparizione, mentre ancor hanno spazio e potere nell&rsquo;attuale parlamento. La situazione generale appare sempre pi&ugrave; confusa e traballante, perch&eacute; non ci sono collegamento coordinati tra la societ&agrave; e l&rsquo;assetto partitico. Ecco perch&eacute; il respiro &egrave; affannoso e si annaspa, anche se gli appuntamenti istituzionali non possono essere rimandati e incombono.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La lunga strada della ripresa economica]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-lunga-strada-della-ripresa-economica-37658</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il premier Mario Draghi ha annunciato ieri che l&rsquo;economia per il prossimo anno crescer&agrave; oltre il 6%. Anzi ci si aspetta un indice superiore. Considerata la abituale...]]></description>
			<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 17:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il premier Mario Draghi ha annunciato ieri che l&rsquo;economia per il prossimo anno crescer&agrave; oltre il 6%. Anzi ci si aspetta un indice superiore. Considerata la abituale prudenza del Presidente del Consiglio, occorre coglier ela notizia con ottimismo. Nel frattempo, dopo aver ottenuto una sintesi tra i partiti che sostengono l&rsquo;esecutivo, decoller&agrave; la legge finanziaria. Che, a sua volta, prevede una prima ondata di riforme di cui il nostro Paese da tempo ha bisogno e che l&rsquo;Europa chiede, senza alcuna ambiguit&agrave;, per proseguire nell&rsquo;azione di finanziamento della nostra economia. Vediamo di considerare alcuni aspetti. La prima, e pi&ugrave; complicata questione. Riguarda la riforma pensionistica. Draghi ha trovato la mediazione tra la Lega e i partiti del centrosinistra, spostando al prossimo anno la cosiddetta &ldquo;quota 102&rdquo;, anche per superare le opposizioni dei sindacati.</p>
<p>Ma la sua logica trova difficolt&agrave; di opposizione. Occorre prolungare l&rsquo;attivit&agrave; lavorativa (anche in funzione dell&rsquo;allungamento della vita) e puntare su una pensione che risponda alla dimensione dei reali versamenti. Semmai, gli elementi da rivalutare sono quelli che riguardano i lavori troppo pesanti che richiedono un pensionamento anteriore ai previsti 67 anni. Ovvero i lavori usuranti, sui quali insistono le organizzazioni &nbsp;sindacali. Comunque occorre predisporre, tramite l&rsquo;Inps, un sistema che garantisca il livello pensionistico in via definitiva. Perch&eacute; metter&agrave; le future generazioni in grado di non essere a carico di chi lavora (figli, parenti, ecc.). L&rsquo;aspetto sociale e previdenziale andr&agrave; associato, sempre secondo Draghi, al taglio delle tasse: in termini sociali (ovvero su chi lavora e su chi opera in economia) sar&agrave; una spinta alla ripresa della produzione e quindi dell&rsquo;occupazione. Si era parlato all&rsquo;inizio d&rsquo;un impegno di bilancio di 8 miliardi che poi sono diventati 12, proprio al fine di scommettere sulla scelta strategica.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; poi un altro elemento che &egrave; stato e &nbsp;che (per non pochi aspetti) resta ancora oggetto di discussione, vale a dire il &ldquo;reddito di cittadinanza&rdquo;. Si tratta di un punto quasi &ldquo;ideologico&rdquo; che caratterizza la linea politica del M5s, ma sul quale il centrodestra e i moderati sono all&rsquo;opposizione, con molti aspetti dubbiosi anche da parte del Pd. In effetti, il provvedimento sociale che dovrebbe sostenere coloro i quali sono senza lavoro ha poi messo in luce molti aspetti negativi. Intanto, con scoperte ogni giorno della Guardia di Finanza, sono emerse migliaia di casi di chi ha ottenuto illecitamente, e con false dichiarazioni, questo beneficio. Non solo: in particolare nel Mezzogiorno molti esponenti della malavita e delle associazioni mafiose ne hanno goduto. IL che ha portato a un incremento del lavoro &ldquo;in nero&rdquo; a chi comunque gode dell&rsquo;assegno.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; chi sostiene che occorre spingere all&rsquo;incremento dell&rsquo;economia e quindi dei posti di lavoro, piuttosto che puntare su interventi assistenziali fini a se stessi. &nbsp;Il &ldquo;reddito di cittadinanza&rdquo; sar&agrave; quindi mantenuto, ma con controlli pi&ugrave; severi e regole pi&ugrave; restrittive. Ma l&rsquo;aspetto determinante della legge mdi bilancio riguarder&agrave; gli interventi di ripresa economica, quelli che darann9o il via agli investimenti e, di conseguenza, alle assunzioni. La pandemia ha fatto perdere molti posti di lavoro, molti dei quali non facili da recuperare &nbsp;(stranieri, servizi intermedi, attivit&agrave; terziarie in difficile ripresa). Molto si attender&agrave; da quello che verr&agrave; dalla ripresa delle grandi opere pubbliche. Soltanto in Liguria, c&rsquo;&egrave; molta attesa per interventi che riguardano la ripresa edella vita portuale a cominciare da ristrutturazioni strategiche come la realizzazione della diga foranea da spostare a mare per la quale si annunciano importanti finanziamenti. &nbsp;Da queste opere di spera in una diverso disegno dell&rsquo;economia del nostro Paese.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[In politica è finita la cultura della mediazione]]></title>
			<link>https://telenord.it/in-politica-e-finita-la-cultura-della-mediazione-37593</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Forse &egrave; facile ricordare la disinvolta abilit&agrave; e, per certi aspetti, la rapida spregiudicatezza dei politici della cosiddetta Prima Repubblica. Si tratta di...]]></description>
			<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 16:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse &egrave; facile ricordare la disinvolta abilit&agrave; e, per certi aspetti, la rapida spregiudicatezza dei politici della cosiddetta Prima Repubblica. Si tratta di capacit&agrave; di manovra che oggi nessun partito o schieramento &egrave; pi&ugrave; capace di usare anche a fini utili e concreti. Un discorso che vale sia per l&rsquo;area di centrodestra, sia per quella di centrosinistra. La riflessione nasce dopo il naufragio della &ldquo;legge Zan&rdquo; sull&rsquo;omofobia, una normativa che sarebbe stata importante per mettere a fuco comportamenti di rispetto e di accettazione delle diversit&agrave; sessuali e di genere, oltre che per emarginare comportamenti intolleranti e razzisti. Il centrodestra, con l&rsquo;aiuto (probabilmente pi&ugrave; che previsto) di cosiddetti &ldquo;franchi tiratori&rdquo; ha fatto saltare tutta la normativa, rimandando tutto, che vada bene, di sei mesi, o anche pi&ugrave;, considerato che andremo al semestre bianco dell&rsquo;elezione della presidenza della Repubblica. &nbsp;</p>
<p>Il centrodestra canta vittoria e Salvini fa capire di avere avuto contatti diretti con il Vaticano (poco favorevole all&rsquo;impianto legislativo in generale); Renzi scivola dalle accusa di &ldquo;franco tiratore&rdquo; ma critica la linea degli altri partiti di sinistra. Pd, estrema sinistra &nbsp;si chiudono in una reazione stizzita e sterile. Che morale si pu&ograve; tirare da una vicenda dove, alla fin dei conti, nessuno ha fatto una gran bella figura? &nbsp;Torniamo, a questo punto, alla defunta Prima Repubblica. Primo: al centrosinistra importava far passare la norma e il centrodestra strizzava l&rsquo;occhio al potenziale elettore conservatore e tradizionalista e magari cattolico-conservatore. Occorreva trovare, anche per linee riservate e con trattative caute e silenziose, un accordo onorevole per entrambe le parti. Quale era? Smorzare gli eccessi e tagliare la parte delle lezioni informative sulla sessualit&agrave; nelle classi inferiori, lasciando la illustrazione sociale della situazione solo per la scuola media superiore. A questo punto il centrodestra non avrebbe pi&ugrave; avuto argomentazioni per opporsi e i potenziali franchi tiratori (magari con altro fine politico, quale quello &nbsp;di lavorare per possibili alleanza alternative) &nbsp;si sarebbero dovuti fermale.</p>
<p>Alla fine la legge sarebbe passata e nessuno avrebbe rimediato brutte figure. Il compromesso e la mediazione non sono comportamenti vergognosi, ma fanno parte della politica in tutti i tempi. E l&rsquo;irrigidimento anche sulle virgole non ha contenuti morali. Anzi peggiora quasi sempre le situazioni. Basterebbe pensare alla nostra Costituzione che fu il frutto di un complesso lavoro al quale presero parte partiti e leader che, sul pino ideologico, erano assai pi&ugrave; lontani di quanto non lo siano le situazioni di oggi. Qualche commentatore ha insinuato che dietro alla vicenda del voto in Senato sulla legge Zan, ci siano complesse trame per l&rsquo;elezione del futuro Presidente della Repubblica. In realt&agrave;, a voler sottoporre l&rsquo;attuale situazione, a una analisi &ldquo;chimica&rdquo; la situazione appare povera e confusa. &nbsp;Se non sar&agrave; eletto (ma ormai quasi tutte le forze vorrebbero che restasse alla presidenza del consiglio ancora per un anno e mezzo, al minimo) Mario Draghi, che sulla carta avrebbe dalla sua il 90% dei voti, per il momento siamo di fronte al vuoto assoluto.</p>
<p>Uno scontro di schieramenti per vincere con un margine di pochi voti provocherebbe solo danni e conseguenze pesanti con un anticipo delle lezioni politiche a scontro frontale. D&rsquo;altro canto le allusioni sinora avanzate non hanno fondamento, da Berlusconi a Casini, tutti candidati quasi impossibili da eleggere. Ma anche nell&rsquo;area di sinistra ci sono contrasti di fondo tra Pd e M5s : quest&rsquo;ultimo partito sogna, anche a livello di sindaci, misteriosi candidati &ldquo;estranei&rdquo; alla politica di cui &egrave; difficile trovare l&rsquo;identit&agrave;. Anche questo &egrave; un principio astratto e senza fondamento concreto o logico. &nbsp;Navighiamo purtroppo in acque torbide, senza una vera rotta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il vaccino, l’unica e vera carta vincente]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-vaccino-l-unica-e-vera-carta-vincente-37550</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[E&rsquo; molto positivo apprendere che gli italiani &ldquo;over 80&rdquo; stanno muovendosi in crescendo verso il terzo vaccino. E hanno ragione e si muovono con molta...]]></description>
			<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 17:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; molto positivo apprendere che gli italiani &ldquo;over 80&rdquo; stanno muovendosi in crescendo verso il terzo vaccino. E hanno ragione e si muovono con molta razionalit&agrave;. Hanno capito che il vaccino &egrave; la vera arma concreta per frenare, rallentare e , nel tempo, annullare la pandemia. Inoltre hanno perfettamente capito di essere la fascia d&rsquo;et&agrave; che corre i maggiori rischi. E, in effetti, a verificare i dati sulle ospedalizzazioni e sulla mortalit&agrave;, si capisce, senza essere scienziati, che il rischio maggiore &egrave; legato all&rsquo;indice di et&agrave;, perch&eacute; il Covid si aggancia ad altri limiti dello sato di salute della persona colpita. La corsa degli ultraottantenni al virus &egrave; una realt&agrave; positiva, che avr&agrave; effetto sugli indici di mortalit&agrave;. Ma, al tempo stesso, adesso dovrebbe decollare un crescendo verso il vaccino della fascia d&rsquo;et&agrave; che va dai 60 agli 80 anni. In questo caso, anche sulla base delle precedenti esperienze, la situazione &egrave; memo ottimistica, perch&eacute; permangono diffidenze e diffusioni di informazioni antiscientifiche.</p>
<p>La speranza &ndash; accanto ovviamente all&rsquo;impegno &ndash; dei vertici del Governo e della sanit&agrave; &egrave; di incrementare tutte le quote di vaccinati per ogni fascia d&rsquo;et&agrave;, mantenendo anche l&rsquo;obbligo del &ldquo;green pass&rdquo; almeno sino alla prossima primavera. Infatti i dati dell&rsquo;incidenza vaccinale sono buoni, in linea generale, ma non omogenei in tutte le regioni. Infatti Sicilia, Sardegna, Calabria e altre regioni del Mezzogiorno, sono in fondo alla classifica. Un discorso che, solo per restare al ragionamento in casa propria, in parte anche per la Liguria. Tanto &egrave; vero che sia nel settore della scuola (insegnanti, assistenti, tecnici, ecc.) sia dei giovani tra i 12 e i 19 anni, il dato di vaccinazione &egrave; inferiore di almeno un punto e a volte un punto e mezzo, rispetto alla media nazionale. Questo dato, che non va sottovalutato, non &egrave; chiaro da cosa derivi: dall&rsquo;indice di immigrati in particolare dall&rsquo;Africa? Oppure da certe diffidenze dei giovani? Oppure dalla diffusione di fake news? Infine, pi&ugrave; semplicemente, dal fatto che non &egrave; facile raggiungere la popolazione dell&rsquo;entroterra?</p>
<p>Non sono riflessioni casuali e sar&agrave; importante che tutte le realt&agrave; civiche e sanitarie di diano da fare per raggiungere gli obiettivi migliori. Una attenzione particolare va accentuata inoltre sulle scuole di ogni ordine e grado dove, sempre secondo le statistiche nazionali, la Liguria non &egrave; ai livelli migliori delle regioni del Nord. La questione fondamentale, anche sul piano psicologico, &egrave; di non abbassare la guardia perch&eacute; ormai &egrave; dimostrato che la chiave di volta per annullare la pandemia &egrave; l&rsquo;incidenza della vaccinazione. E, di conseguenza, &egrave; importante, per non dire fondamentale, mantenere l&rsquo;obbligo del &ldquo;green pass&rdquo; almeno sino alla prossima primavera. Lo dimostra il fatto che in molti Paesi europei, anche di alto livello di vita, come &nbsp; l&rsquo;Inghilterra, sono ormai intenzionati, con il rialzo delle infezioni, a reintrodurre il &ldquo;pass&rdquo; e a porre nuove restrizioni e limiti. Il &ldquo;pass&rdquo; e altre regolamentazioni hanno comunque inciso su un aumento dei vaccini da chi si &egrave; reso conto che &egrave; assurdo sottoporsi tre volte la settimana al tampone (con le spese connesse) oppure di rischiare la sospensione dallo stipendio.</p>
<p>Una parte dei &ldquo;no vax&rdquo; si sono convertiti e si spera che altre tranche si decidano nello stesso senso. Anche perch&eacute; il popolo dei nemici del vaccino e dei negazionisti &egrave; bizzarro ed eterogeneo e solo una parte conta di usare la protesta o la ribellione irrazionale a fini politici come le frange patetiche dei reduci delle Brigate Rosse, degli anarchici e del popolo neofascista che ormai non trova pi&ugrave; casa neppure vicino o all&rsquo;ombra dei &nbsp;partiti della destra sovranista che appaiono ormai imbarazzati. Gli spazi sono destinati a restringersi perch&eacute; &nbsp;la pandemia &egrave; una realt&agrave; seria e il nostro Paese, e tutte le altre Nazioni, vogliono al pi&ugrave; presti tornare alla normalit&agrave; e soprattutto alla ripresa economica.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Sopraelevata: il crollo misterioso dei cavi]]></title>
			<link>https://telenord.it/sopraelevata-il-crollo-misterioso-dei-cavi-37513</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La vicenda da due giorni &egrave; nota: sotto la Sopraelevata, all&rsquo;altezza di Palazzo San Giorgio, sono crollati sotto la Sopraelevata&nbsp; centinaia di metri di cavi....]]></description>
			<pubDate>Tue, 26 Oct 2021 19:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vicenda da due giorni &egrave; nota: sotto la Sopraelevata, all&rsquo;altezza di Palazzo San Giorgio, sono crollati sotto la Sopraelevata&nbsp; centinaia di metri di cavi. Una cinquantina di auto hanno avuto danni pi&ugrave; o meno gravi e quattro persone sono rimaste, per fortuna, solo lievemente ferite. Una vicenda bizzarra e, per molti aspetti, assurda, come del resto continuano a sembrare fatti simili anche pi&ugrave; gravi.&nbsp; I cavi sono crollati per centinaia di metri: sembrano strutture di comunicazione, ma non si riesce a capire a chi appartengano, a chi sia stata concessa la collocazione e con quale contratto e, soprattutto, a chi toccava il controllo sulla concessione e sulle eventuali manutenzioni. Vicenda bizzarra e con non pochi&nbsp; aspetti incongrui. L&rsquo;aspetto incongruo della vicenda che non sarebbe mai scoperta se non ci fosse stato il crollo improvviso dei cavi. Ora, secondo le ultime notizie (ma la magistratura sta ancora indagando), sembra che i cavi siano riconducibili alla Autorit&agrave; Portuale, con un riferimento che risalirebbe ancora alla fine degli anni Novanta. Non sono ancora chiari i permessi e le concessioni, oltre che le funzioni, trattandosi di realt&agrave; di natura pubblica. Inoltre occorrerebbe chiarire se sono mancati controlli e manutenzioni, perch&eacute; restano ancora incomprensibili i cedimenti e i crolli. Ma come era stata realizzata la concessione lungo una struttura di servizio pubblico come la Sopraelevata? E come dovevano essere gestite queste realt&agrave; specifiche di servizio? Il mistero &egrave; per il momento fitto. I danni provocati nei giorni scorsi sono stati, per molti aspetti, una sorta di sorpresa per la citt&agrave; e per la collocazione sotto la Sopraelevata, una struttura che, nel corso di qualche decennio, s&rsquo;&egrave; dimostrata fondamentale e straordinaria per il servizio reso alla citt&agrave;, collegando il Ponente e il Levante, superando un ingorgo fisiologico che avrebbe bloccato o intasato po0gni collegamento gi&agrave; di per s&egrave; complesso tra i due centri operativi della citt&agrave;. La Sopraelevata, al di l&agrave; di qualunque critica facilona e superficiale, realizzata con una metodologia veloce di scavalcamento burocratico, antesignana del cosiddetto &ldquo;commissariamento&rdquo;, resta una struttura di servizio fondamentale per Genova e per fortuna sono spariti i propositi di chi la voleva demolire nel &ldquo;dream&rdquo; d&rsquo;un sottopassaggio in porto che sar&agrave; difficilmente realizzabile. Ma, con i crollo dei pesanti cavi dei giorni scorsi. La Sopraelevata ha messo in luce una pericolosit&agrave; &ldquo;indiretta&rdquo; di cui nessuno. Era a conoscenza: Sempre che si siano state concessioni ufficiali e perfettamente in regola, resta il fatto che nulla era mai apparso ufficialmente &nbsp;e, a questo punto, sarebbe interessante capire &ldquo;come e perch&eacute;&rdquo;, ma soprattutto, come &egrave; emerso, perch&eacute; non sembra ci siano stati controlli adeguati e manutenzioni, considerato che la funzione della struttura &egrave; pubblica. Occorre, a questo punto, chiarezza e vanno rese pubbliche tutte le responsabilit&agrave; sia di gestione sia di controllo. La vicenda, pur paradossale, per grazia delle sorte, non ha provocato danni pi&ugrave; gravi alle cose e in particolare alla persone.&nbsp; Ma, in questi casi, &egrave; troppo facile appellarsi alla fortuna e al caso. La magistratura dovr&agrave; chiarire responsabilit&agrave; civile e penali oltre che personali. Resta per&ograve; molto stano come la vicenda non sia emersa nella sua chiarezza potenziale, al momento del piccolo dramma. Certamente, a cominciare dal Ponte Morandi, Genova ha conosciuto tragedie assai maggiori, ma anche la questione dei cavi crollati sotto la Sopraelevata non va sottovalutata . E&rsquo; uno dei tanti aspetti di trascuratezza, di mancanza di controllo e di manutenzione e di assoluta indifferenza nei confronti dei potenziali danni alle cose e alle persone. Il mondo pubblico oggi &egrave; bizzarro: o crea polemiche violenteoppure assoluta trascuratezza per tutto quanto riguarda i potenziali rischi nella vita di tutti i giorni. &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[L’assurda e imbarazzante opposizione al vaccino]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-assurda-e-imbarazzante-opposizione-al-vaccino-37437</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp;Lo sciopero di due giorni nel porto e il blocco all&rsquo;accesso su due valichi hanno ormai un suono assurdo e sembrano frutto di forme di arroganza anarchica e di...]]></description>
			<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 17:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Lo sciopero di due giorni nel porto e il blocco all&rsquo;accesso su due valichi hanno ormai un suono assurdo e sembrano frutto di forme di arroganza anarchica e di contestazione a testa bassa, senza alcun senso. Non si capisce perch&eacute; coloro i quali rifiutano di vaccinarsi, vorrebbero per&ograve; che i tamponi fossero fatti loro gratis. &nbsp;Una contestazione che non ha radici logiche n&eacute; politiche e che nulla ha a che fare con la concezione della democrazia che passa in primo luogo dal rispetto &nbsp;degli altri. Arroganza, irrazionalit&agrave;, prepotenza di piazza si mescolano senza alcun riferimento a quella che, in realt&agrave;, la democrazia che &egrave; descritta con precisione anche nella nostra Costituzione. La situazione di Genova &egrave; imbarazzante, cos&igrave; come lo &egrave; stata la vicenda di Trieste e di altre zone d&rsquo;Italia. In realt&agrave;, il &ldquo;green pass&rdquo; &egrave; lo strumento civile che consente di lavorare in ogni luogo nel rispetto di se stessi e degli altri. Un concetto che il 90% degli italiani ha sostanzialmente accettato mentre una minoranza, dominata da una visione assurda della societ&agrave;, lo rifiuta o, forse meglio, strumentalizza nella speranza di dar vita a partiti o movimenti da portare al voto.</p>
<p>L&rsquo;assurdo della vicenda della contestazione dei &ldquo;no vax&rdquo; e dei &ldquo;no green pass&rdquo; (che alla fine dei conti &egrave; la stessa cosa) &egrave; che la contestazione in atto, all&rsquo;interno d&rsquo;un &ldquo;popolino&rdquo; dalle idee confuse e dominato dalla disinformazione e dall&rsquo;ignoranza, vede in prima fila, senza contrasti tra loro, esponenti anarchici, della sinistra rivoluzionaria, fascisti e persino neonazisti. &nbsp;A Milano, nei giorni scorsi, Un piccolo bagno di folla ,era guidato da Paolo Maurizio Ferrari, 76 anni, un ex brigatista che ha trascorso 30 anni in carcere per una serie di gravi reati. Accanto a lui esponenti e militanti della associazione &nbsp;dei Dodici Raggi, di estrema destra e altri gruppuscoli non solo neofascisti ma addirittura neonazisti. Molti dei loro esponenti sono gi&agrave; stati denunciati e alcuni anche gi&agrave; arrestati. L&rsquo;affresco dei contestatori del vaccino e dei documenti di garanzia, se non rappresentasse un aspetto serio e preoccupante del nostro contesto sociale, presenta indubbiamente una realt&agrave; assurda e bizzarra anche dal punto di vista politico e ideologico.</p>
<p>E&rsquo; una segno e, di fatto, una prova ulteriore, d&rsquo;un decadimento anche della lucidit&agrave; politica. Un tempo sarebbe stato assurdo vedere schierati insieme estremisti di destra e di sinistra . E&rsquo; il segno d&rsquo;una confusione mentale estrema che unisce chi, per tutta una serie di motivi, non riesce a vivere o a reggere lungo i binari di comportamenti logici, democratici ed ispirati al comune buonsenso. E&rsquo; ormai dimostrato che soltanto la crescita a tutti i livelli della vaccinazione &egrave; in gradi di frenare i contagi e le infezioni e , comunque, di rendere, in casi limite, molto leggeri gli effetti d&rsquo;una ricaduta del Covid. L&rsquo;Italia ne &egrave; l&rsquo;esempio per eccellenza nei paesi occidentali. Lo dimostra la ricaduta di infezioni in Inghilterra dove si conta di tornare a restrizioni e a imporre il &ldquo;green pass&rdquo;. Non stanno in piedi le affermazioni assurde di chi afferma che i vaccini sono un&rsquo;arma razzista e che possono portare a mutazioni del gene.</p>
<p>Siamo alle prese con la fantascienza e con affermazioni assurde di cui di eravamo dimenticati quado erano state rimosse le teorie delle fantasiose e disastrose cure alternative ai tumori. &nbsp;Il procedere della scienza, quella vera, &egrave; a piccoli passi e con continue sperimentazioni che poi portano a risultati ottimali: nell&rsquo;ultimo secolo una quantit&agrave; di malattie sono state domate e annullate grazie ai vaccini. E ora si apre la strada alla terza vaccinazione per str9ingere sempre pi&ugrave; il campo della diffusione del Covid. Appare paradossale pensare di battere la pandemia con l&rsquo;ideologia delle ultrasconfitte Brigate Rosse o da dottrine deliranti come il fascismo e il nazismo sulle quali la storia &nbsp;ha gi&agrave; posto a tempo la pietra tombale.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[L’epilogo (parziale) di un’era di mediocre edilizia]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-epilogo-parziale-di-un-era-di-mediocre-edilizia-37340</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Non c&rsquo;&egrave; molto da rallegrarsi con gli ultimi colpi di piccone sul complesso edilizio della cosiddetta &ldquo;diga&rdquo; di Begato. Vedremo nei prossimi anni che...]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Oct 2021 21:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&rsquo;&egrave; molto da rallegrarsi con gli ultimi colpi di piccone sul complesso edilizio della cosiddetta &ldquo;diga&rdquo; di Begato. Vedremo nei prossimi anni che cosa potr&agrave; nascere. La vicenda di Begato, come tante altre decollate a Genova dalla fine degli anni Settanta a tutti gli anni Ottanta, ha un marchio esteticamente, ma anche socialmente negativo. L&rsquo;insieme &ndash; e vedremo quali quartieri realizzati -&egrave; stato frutto d&rsquo;un calo del gusto e e dello stile edilizio a Genova, un singolare &ldquo;post&rdquo; che ha seguito una involuzione che &egrave; stata l&rsquo;epilogo del &ldquo;boom&rdquo; di ricostruzione del dopoguerra. Sovente certi prodotti sono stati la singolare collaborazione di giunte di sinistra con costruttori di destra, uno dei fenomeni singolari del decennio cosiddetto &ldquo;di Cerofolini&rdquo;.</p>
<p>Certamente la cosiddetta &ldquo;diga&rdquo; ho rovinato, anche dal punto di vista paesistico, tutta la zona di Begato e ha condizionato il paesaggio della Valpolcevera. All&rsquo;epoca, quando cominciarono le costruzioni, non mancar9ono le critiche, ma furono di fatto ignorate. Nel frattempo a Genova era stata ristrutturata tutta la zona attorno alla Lanterna; era decollato il quartiere Cep di Pr&agrave; con annesse le cosiddette &ldquo;lavatrici&rdquo;. Poi c&rsquo;era stata la demolizione e la creazione di grattacieli a Corte Lambruschini, per non parlare della discussa ricostruzione del teatro Carlo Felice, frutto d&rsquo;un complesso accordo politico alla vigilia della fine della Prima Repubblica.</p>
<p>E vale la pena di ricordare &ndash; come prodotto di quel singolare trentennio &ndash; anche della Costa degli Ometti. La serie di realizzazioni edilizie e immobiliari che hanno abbracciato Genova sino all&rsquo;inizio degli anni Novanta &egrave; frutto d&rsquo;un discorso complesso e d&rsquo;una serie di accordi &ndash; politici ed economici &ndash; che hanno attraversato tutte le aree ideologiche e un po&rsquo; di tutti i partiti. Era finito il &ldquo;boom&rdquo; industriale e finanziario del primo dopoguerra, giocato sull&rsquo;asse Confindustria-Iri, che coinvolgeva anche le banche e gli istituti di credito controllati dal capitale pubblico. Si tratta di un discorso complesso che meriter&agrave; un giorno, a bocce ferme, di essere studiato, approfondito e giudicato sino in fondo.</p>
<p>D&rsquo;altro canto, negli anni successivi, abbiamo invece assistito a un continuo &ldquo;lancio&rdquo; di progetti &ndash; soprattutto infrastrutture &nbsp;- gettati in cielo come razzi e poi seguiti mentre si spegnevano. Proprio in questi giorni si torna a parlare della possibilit&agrave; &nbsp; di realizzare la famosa &ldquo;Gronda&rdquo; autostradale, assopita negli anni Novanta, e poi ripresa con alti e bassi a partire dagli anni Duemila, con esitazioni del Pd e opposizione da parte del M5s. Per non parlare del raddoppio ferroviario della Genova-Ventimiglia, in corso dall&rsquo;immediato dopoguerra e persino &ndash; con sbalzi e lunghi silenzi &ndash; del possibile tunnel stradale da realizzare sotto il porto di Genova.</p>
<p>Purtroppo Genova e i genovesi da sempre si portano dietro la poco brillante abitudine di lanciare progetti e idee che poi o si fermano o si confondono o, comunque, impiegano decenni a diventare realt&agrave;. L&rsquo;unico modello che per il momento che sembra prendere velocit&agrave; resta il Waterfront di Levante e si spera in una partenza rapida per la realizzazione dello spostamento a mare della diga foranea &nbsp;e del ribaltamento a mare della Fincantieri, interventi di cui ha urgenza &nbsp;l&rsquo;economia del territorio.</p>
<p>Ancora una volta resta come vero e autentico modello, quasi un monumento storico, la ricostruzione a tempo di record &nbsp;dell&rsquo;ex Ponte Morandi con la gestione commissariale. Una soluzione operativa che tutti &ndash; a parole &ndash; lodano e invidiano ma che, per il momento, non sembra trovare concrete imitazioni, perch&eacute; emergono subito mille inciampi e la rinascita d&rsquo;una burocrazia solo per breve tempo addormentata. Ma anche i complessi edilizi della &ldquo;Diga di Begato&rdquo;, senza commissario, furono realizzati velocemente. Ma quello non &egrave; un record da ricordare. Semmai da dimenticare senza rimpianto.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il fiacco vertice del centrodestra]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-fiacco-vertice-del-centrodestra-37268</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Forse ci si aspettava qualche cosa di pi&ugrave; dalla riunione nella villa di Berlusconi a Roma con il vertice, dopo le non brillanti elezioni, dei leaders del centrodestra. La...]]></description>
			<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 18:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse ci si aspettava qualche cosa di pi&ugrave; dalla riunione nella villa di Berlusconi a Roma con il vertice, dopo le non brillanti elezioni, dei leaders del centrodestra. La sensazione che si coglie &ndash; ma ci vorr&agrave; del tempo per apire tutti gli aspetti meno chiari &ndash; &egrave; che, pur volendo rimanere uniti, i leaders dei tra maggiori partiti per il momento puntano a mantenere le loro posizioni iniziali. Forza Italia punta a mantenere una linea sostanzialmente centrista&nbsp; con vaghe allusioni cattolico-liberali. E&rsquo; la linea che ha rilanciato lo stesso Berlusconi, proprio mentre nel suo partito emergono posizioni nettamente filogovernative da parte dei ministri (in particolare la Gelmini) e poco inclini a linee pi&ugrave; demagogiche quali quelle assunte da Salvini alla vigilia del voto. &nbsp;Il leader della Lega &egrave; quello che, in questo momento, attraversa le maggiori difficolt&agrave; per aver aperto, sia pure in maniera poco chiara, spazi politici ai &ldquo;no vax&rdquo; che invece emergono sempre di pi&ugrave; come parte perdente, in via di abbandono sia da parte delle destra sia da parte di alcuni piccoli segmenti della sinistra. Questa situazione non rende semplici le future strategie, come del resto si &egrave; gi&agrave; avuto modo di dire, per quel che riguarda l&rsquo;elezione del futuro Capo dello Stato. Il centrodestra punterebbe all&rsquo; elezione di Mario Draghi (l&rsquo;elezione di Berlusconi &egrave; un semplice bluff, considerato che l&rsquo;ex cavaliere per l&rsquo;et&agrave;, per lo stato di salute e per i processi &nbsp;ancora in corso, non ha alcuna possibilit&agrave; di essere eletto, perch&eacute; dal centro a tutta la sinistra non voterebbe nessuno). Il centrodestra spera di mantenere un margine di maggioranza tale da consentirgli una vittoria di misura alle politiche. Ma il centro e tutte le sinistra, da come si &egrave; capito, puntano invece a mantenere Draghi alla presidenza del consiglio sino al 2023 e, se possibile, ancora oltre quella data. Il Pd in particolare conta sull&rsquo;erosione del voto a destra e allo scioglimento di fatto del M5s, assorbendo un voto sia di sinistra, sia di centro. Siamo, in parole povere, vedendo la questione da tutti i punti di vista, alle prese con passaggi difficile che non &egrave; detto siano recepiti dall&rsquo;opinione pubblica che &egrave; ormai estremamente volubile. Si proceder&agrave; quindi passo per passo nelle prossime settimane per cercare di intuire le potenziali strategie vincenti, mentre emergono le distanze tra i partiti che sostengono il governo, in particolare, da una parte, la Lega e , dall&rsquo;altra, l&rsquo;area del centrosinistra. Ma la Lega cercher&agrave; di difendere&nbsp; la vecchia legge pensionistica contro le proposte di modificazione. Al tempo stesso il M5s cerca di frenare il ridimensionamento della legge sul reddito di cittadinanza, anche se, ogni giorno, emergono in proposito reati ed eccessi, in particolare nel Mezzogiorno e nelle aree geografiche dove dominano le mafie. &nbsp;Non appare semplice l&rsquo;aggiustamento delle normative che devono rimettere il sesto anche il nostro sistema fiscale. Il tutto al fine d&rsquo;una ripresa dell&rsquo;economia, mentre la pandemia lentamente decresce. E&rsquo; comunque ovvio che lo stesso schieramento di centrodestra (non tanto Berlusconi, quanto semmai Lega e FdI) sta lasciando la moderate coperture nei confronti dei &ldquo;no vax&rdquo; che sono confinati su posizioni di minoranza e sempre meno popolari. Anche il tentativo di bloccare i porti &egrave; miseramente fallito, perch&eacute; sbagliato, antipopolare e antieconomico. &nbsp;Soltanto dopo la soluzione dell&rsquo;elezione del Capo dello Stato riprenderanno le polemiche striscianti per le elezioni amministrative di primavera, sempre che non ci siano le politiche. Nel territorio della nostra Liguria non mancano le picche e ripicche in particolare nel centrodestra, ma anche nel centrosinistra i rapporti tra Pd e M5s non sono chiari. Ma c&rsquo;&egrave; tutto il tempo per ragionarci ancora sopra, al di l&agrave; degli imprevedibili umori degli elettori.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il ritorno in campo di Berlusconi]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-ritorno-in-campo-di-berlusconi</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Non &egrave; per il momento prevedibile quali potranno essere gli siti dell&rsquo;annunciato incontro &ldquo;a tre&rdquo; tra i leaders del centrodestra, dopo l&rsquo;iniziativa...]]></description>
			<pubDate>Wed, 20 Oct 2021 16:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non &egrave; per il momento prevedibile quali potranno essere gli siti dell&rsquo;annunciato incontro &ldquo;a tre&rdquo; tra i leaders del centrodestra, dopo l&rsquo;iniziativa di Silvio Berlusconi, tornato in questi giorni a Roma, con un preciso obiettivo di confronto. La situazione politica attuale, dopo il voto amministrativo, &nbsp;&egrave; ancora troppo evanescente per poter formulare analisi precise. C&rsquo;&egrave; comunque un elemento obiettivo, vale a dire lo stop alla crescita del centrodestra che puntava a eleggere Draghi al Quirinale, andare al voto e vincere le elezioni, imponendosi al governo. A tutt&rsquo;oggi questo obiettivo non sembra realizzabile e soprattutto Fratelli d&rsquo;Italia e la Lega appaiono in stallo. L&rsquo;aver puntato a raccogliere i voti del dissenso &egrave; stata una&nbsp; mossa sbagliata e ha sottratto al centrodestra una fetta di voto moderato che si &egrave; spostato tra il centro e il Pd. E&rsquo; questa la preoccupazione maggiore di Berlusconi che, nelle ultime settimane, ha concentrato la linea di Forza Italia proprio nell&rsquo;area di centro, schierandosi a favore delle scelte strategiche di Mario Draghi e scaricando il movimento &ldquo;no vax&rdquo; e tutti gli oppositori del &ldquo;green pass&rdquo;. Pur restando alleati quantomeno alle elezioni amministrative, appare evidente la distanza ideologica tra Berlusconi, i piccoli alleati di area di centro &nbsp;e i dei partiti maggiori di destra. Al di l&agrave; della posizione dura e di opposizione della Meloni, &egrave; apparsa ondivaga la linea di Matteo Salvini che ha oscillato tra l&rsquo;appoggio al governo e lo strizzare l&rsquo;occhio ai negazionisti e ai protagonisti delle proteste contro l&rsquo;uso del &ldquo;green pass&rdquo;. Una linea che non solo non ha portato vantaggi numerici: anzi &egrave; stata una delle cause maggior d&rsquo;una dura sconfitta elettorale.&nbsp; Non sappiamo, sul piano concreto, quali saranno le proposte di Berlusconi e se l&rsquo;ex cavaliere riuscir&agrave; a convincere i due alleati a spostarsi verso l&rsquo;area moderata, la quale, sia pure frastagliata e dispersa, potrebbe essere assorbita invece da un Pd, sempre meno condizionato dal M5s, a sua volta in calo netto di consensi e di nuovo in preda a una crisi interna con un forte rischio di scissione. Ma il Pd, in un momento fortunato per la prima volta negli ultimi sei anni, sembra tirare a vanti e punta a raccogliere, pezzo per pezzo, il suo antico popolo, lasciando d fatto sia pure senza contrasti i &ldquo;grillini&rdquo; al loro destino. E questo spiega lo scarso entusiasmo a eleggere presidente della Repubblica Mario Draghi. Al partito di Letta conviene infatti che Draghi prosegua nelle sue scelte, concrete e moderate, scaricando gli eccessi pop9oluti o demagogici, di destra e sinistra &ldquo;moralista&rdquo;. E&rsquo; questa situazione ch4e sembra, non infondatamente, preoccupare Berlusconi che ha indubbiamente intuito gli errori tattici di Fratelli d&rsquo;Italia e della Lega, partiti che hanno deluso il loro elettorato borghese e moderato. Oggi il problema pi&ugrave; importante da superare &egrave; il ridimensionamento della pandemia. E per farlo occorre operare su due linee. La prima &egrave; l&rsquo;impiego del &ldquo;green pass&rdquo; che comporta l&rsquo;incremento della corsa ai vaccini, anche da parte dei pi&ugrave; dubbiosi, per la paura di perdere il posto di lavoro o comunque lo stipendio. La seconda &egrave; quella di mantenere una certa disciplina e un controllo sulla vita dei cittadini: mascherine, distanziamenti, controlli nei locali. E&rsquo; la politica che paga, come dimostrano i paesi, come l&rsquo;Inghilterra e gli Usa, dove la pandemia cresce per mancanza di disciplina &ldquo;pubblica&rdquo;. In questa contesto va capita l&rsquo;annunciata politica del terzo vaccino a tutta la popolazione, quasi come una norma regolare , gi&agrave; applicata in passato contro altre forme di malattia. E&rsquo; a questo che, molto probabilmente, pensa Berlusconi per recuperare gli errori e aprire a nuove strategie. Ma ogni passo oggi &egrave; complicato e difficile e ogni giorno possono nascere nuove realt&agrave;.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Anche in Liguria polemiche nel centrodestra]]></title>
			<link>https://telenord.it/anche-in-liguria-polemiche-nel-centrodestra</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Una certa tensione all&rsquo;interno dello schieramento del centrodestra si era manifestata nell&rsquo;autunno scorso, all&rsquo;indomani delle elezioni regionali. La vittoria...]]></description>
			<pubDate>Tue, 19 Oct 2021 16:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una certa tensione all&rsquo;interno dello schieramento del centrodestra si era manifestata nell&rsquo;autunno scorso, all&rsquo;indomani delle elezioni regionali. La vittoria dello schieramento era stata schiacciante, anche approfittando d&rsquo;una serie di errori madornali del centrosinistra, sia a livello locale, sia soprattutto a livello nazionale. Indubbiamente la candidatura di Giovanni Toti partiva in vantaggio, ma da parte del Pd e del M5s era stato fatto tutto il possibile per sbagliare, qualcuno aveva parlato addirittura di congiure interne. Ma, per tornare ai tormenti del centrodestra dopo una tornata elettorale rovinosa, anche in Liguria, all&rsquo;indomani della squillante vittoria di Toti, non pochi partiti &ndash; e in particolare Forza Italia e la Lega &ndash; si erano sentiti come &ldquo;defraudati&rdquo; dei loro suffragi da parte del movimento personale di Toti che aveva ottenuto un successo particolare. Ora, per&ograve;, dopo la sconfitta, non sono mancate punzecchiature al presidente della regione, sia da parte di aree centriste, come quella del sottosegretario Costa che a Savona ha voluto correre da solo, sia soprattutto da parte della Lega, con puntate di Edoardo Rixi. Toti ha replicato duro alludendo agli eccessi di individualismo (il caso di Costa), sia l&rsquo;accusa di &ldquo;rincorrere i terrapiattisti&rdquo; con un netto riferimento sia a Giorgia Meloni, sia in particolare nei confronti di Matteo Salvini.</p>
<p>Toti ne ha approfittare per ribadire la netta unit&agrave; di visione e di azione nei confronti del governo Draghi , ribadendo la difesa del &ldquo;green pass&rdquo; e della spinta a vaccinare la popolazione. Toti ha confermato il suo schieramento &ldquo;no vax&rdquo;, alludendo al fatto che cercare di raccattare frange di inquieti e di negazionisti ha fatto pe4rdere al centrodestra il voto moderato. In questa affermazione c&rsquo;&egrave; del vero e del concreto. Fratelli d&rsquo;Italia e la Lega non hanno raccolto il voto protestatario e hanno perduto una parte del loro elettorato. D&rsquo;altro canto, Toti, che da studente era iscritti alla Giovent&ugrave; Socialista, non ha origini di destra. E&rsquo; un dissidente di Forza Italia, nella corsa, forse vana, di diventare l&rsquo;erede di Silvio Berlusconi. Ma tra il movimento di Toti e i contenuti di Forza Italia non ci sono differenze ideologiche sostanziali. L&rsquo;obiettivo &egrave; portare la coalizione di destra verso il centro , lasciando ogni aggancio nei confronti dei negazionisti a oltranza, siano essi nostalgici del fascismo o simpatizzanti anarcoidi. Con maggiore cautela &egrave; la stessa linea del Pd di Letta che, di fatto, ha quasi sempre scaricato il M5s, guardando verso l&rsquo;area di centro. Ovvero verso l&rsquo;elettorato pi&ugrave; consapevole e razionale. &nbsp;Ma quella del Pd sembra una strategia a lunga distanza: &egrave; evidente infatti che Letta e i suoi alleati preferiscano Draghi a Palazzo Chigi per qualche anno, piuttosto che al Quirinale.</p>
<p>E questo al fine di portare avanti l&rsquo;attuale linea politica sino al termine di fatto della pandemia e della ripresa dell&rsquo;economia. &nbsp;Il centrodestra sino a due mesi fa sembrava invece di diverso avviso, &nbsp;puntando all&rsquo;elezione di Draghi per poter andare al voto nel volgere d&rsquo;un paio di mesi. Era il momento in cui il &ldquo;dream&rdquo; della vittoria teneva uniti la Meloni, Salvini e Berlusconi. Ora, dopo il modesto risultato dei giorni scorsi, anche il centrodestra sembra assalito dal dubbio, tanto &egrave; vero che Salvini ha ribadito il suo pieno sostegno al governo. Questo lascia la Meloni da sola all&rsquo;opposizione e berlusconi sempre pi&ugrave; spostato al centro. La situazione, in parole povere, non &egrave; delle pi&ugrave; limpide in tutti gli schieramenti, segno della fragilit&agrave; di fondo della politica italiana. &nbsp;Per tornare alle questioni di casa, la complessit&agrave; della situazione si ripercuoter&agrave; sulle prove elettorali amministrative, comunque va la corsa al Quirinale . I partiti maggiori chiedono a Toti un impegno locale, tralasciando i sogni di leadership nazionale. Toti ribadisce gli errori ideologici e tattici delgi alleati. La coalizione sulla carta dovrebbe comunque ricompattarsi in particolare per le elezioni di Genova, dove Bucci &egrave; ancora dato largamente favorito e perch&eacute; per il centrosinistra non &egrave; facile trovare un candidato di prestigio. Per il centrosinistra i percorsi percorribili riguardano semmai l&rsquo;area spezzina, area tradizionale della sinistra. Recuperare Lerici, Sarzana e La Spezia potrebbe essere relativamente pi&ugrave; agevole (anche se il Pd nella zona &egrave; stato attraversato di forti scontri interni), ma la strada &egrave; in salita.</p>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2021/10/articolo-37164/Punto_lingua.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Ballottaggi al centrosinistra, in attesa degli altri confronti]]></title>
			<link>https://telenord.it/ballottaggi-al-centrosinistra-in-attesa-degli-altri-confronti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
Cominciamo dal duello di casa Liguria: a Savona netta vittoria del centrosinistra (e in particolare del Pd) e rivincita dopo sei anni di sconfitte, azzeccando un candidato che...]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Oct 2021 18:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-217e968dd6-WordSection1">
<p class="ox-217e968dd6-MsoNormal">Cominciamo dal duello di casa Liguria: a Savona netta vittoria del centrosinistra (e in particolare del Pd) e rivincita dopo sei anni di sconfitte, azzeccando un candidato che fa parte della aristocrazia politica del territorio e che, sia pure con un netto calo dei votanti, &egrave; stato in gradi di catturare progressisti e moderati, scavalcando il M5s che, di fatto, accanto ai partiti di centrodestra, &egrave; l&rsquo;altra componente politica battuta. &nbsp;Savona torna quindi alle sue tradizioni: il centrodestra probabilmente paga, in parte, &nbsp;anche il distacco, con polemiche sotterranee, tra i vertici della coalizione e la ex sindaca che non ha voluto ripresentarsi. Fin qui il risultato, con i suoi numeri e con le sue percentuali. Sempre restando alla situazione specifica della Liguria i veri punti interrogativi e le strategie delle coalizioni sono rinviati alla prossima primavera quando sar&agrave; in campo il rinnovo del Comune di Genova e si voter&agrave; anche nell&rsquo;area spezzina, altro storico fortino della sinistra, andato in frantumi dal 2015 in poi. Ma ci sar&agrave; in mezzo il voto per la presidenza della repubblica, grande incognita per il momento. Difficile, in un contesto come quello italiano, dove gli umori dell&rsquo;elettorato sono ormai da tempo ondivaghi, fare previsioni precise. Sempre restando in Liguria, salvo sorprese, appare difficile per il momento per il centrosinistra riprendere Genova, dove l&rsquo;immagine del sindaco uscente Marco Bucci appare molto forte. Possibile invece la &ldquo;riconquista&rdquo; dei comuni pi&ugrave; importanti di Savona. Al di l&agrave; degli aspetti specifici della Liguria a voler guardare il panorama italiano, anche se le previsioni di massima sono state confermate, appare evidente la rimonta del centrosinistra, con le nette vittorie di Roma e di Torino, dove ancora una volta ha continuato a pagare un duro prezzo il M5s che appare decisamente in crisi, anche perch&eacute;, salvo Torino, ha voluto correre sempre da solo, anche a molti ballottaggi. Prevista la vittoria del centrodestra a Trieste. &nbsp;Ma c&rsquo;&egrave; una riflessione generale che salta agli occhi e riguarda in particolare La Lega e Fratelli d&rsquo;Italia. L&rsquo;aver preso solo in extremis le distanza, con un po&rsquo; d&rsquo;affanno, dai neofascisti e dagli sgangherati movimenti &ldquo;no vax&rdquo;, ha dimostrato i limiti tattici si recuperare, magari sottobanco, un po&rsquo; di voti dei cosiddetti &ldquo;scontenti&rdquo;. Ma l&rsquo;opinione pubblica massiccia del nostro Paese &egrave; ormai in marcia a favore della vaccinazione (che sta infatti crescendo) e quindi dell&rsquo;uso &ndash; che poi &egrave; semplicissimo &ndash; del &ldquo;green pass&rdquo;. Le manifestazioni della scorsa settimana e il gratuito (oltre che criticabile) assalto alla sede della Cgil hanno rafforzato indirettamente la posizione del Pd che ora sostiene nettamente , senza &ldquo;se&rdquo; e senza &ldquo;ma&rdquo;, il governo Draghi. I due partiti maggiori del centrodestra sono andati al voto amministrativo in un clima di imbarazzo e di incertezza, mettendo in crisi il &ldquo;dream&rdquo; di vincere le elezioni politiche e di formare un governo di coalizione, anche se Forza Italia, pur mantenendo l&rsquo;alleanza si &egrave; sempre collocata su contenuti diversi decisamente centristi e vicini alla linea del governo. I prossimi giorni saranno quindi dedicati a ripensamenti e alla messa a punto di nuove strategie e di differenti valutazioni. Ha avuto fortuna Letta che, senza impuntarsi in polemiche dirette, ha preso prudenti distanze dal M5s che esce sempre pi&ugrave; ridimensionato dal voto. E anche in questo caso ci saranno ripensamenti&nbsp; (una scissione guidata da Di Battista?) e riaggiustamenti. E&rsquo; certo che lo stesso Draghi esce rafforzato, offrendosi come il pi&ugrave; razionale e il pi&ugrave; lungimirante. Si tratter&agrave; di capire &ndash; ma ogni giorno che passa &egrave; un giorno diverso &ndash; se vorr&agrave; restare al governo ancora una paio d&rsquo;anni oppure salir&agrave; al Quirinale, dove forse lo vorrebbero non pochi partiti per tornare, dopo elezioni politiche, al vecchio sistema di governo. Resta da chiedersi quale sarebbe la soluzione migliore per l&rsquo;Italia. &nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[E’ sempre più assurdo non volersi vaccinare]]></title>
			<link>https://telenord.it/e-sempre-piu-assurdo-non-volersi-vaccinare</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Anche se, in parte, &egrave; stata una battura provocatoria, non ha torto il professor Bassetti: piuttosto che fare assurde polemiche contro il &ldquo;green pass&rdquo; tanto...]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Oct 2021 01:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se, in parte, &egrave; stata una battura provocatoria, non ha torto il professor Bassetti: piuttosto che fare assurde polemiche contro il &ldquo;green pass&rdquo; tanto varrebbe rendere obbligatorio il vaccino. E in effetti, al di l&agrave; dell&rsquo;autorit&agrave; scientifica dell&rsquo;insigne infettivologo genovese, sino a questo momento soltanto la diffusione del vaccino in doppia dose ha ridimensionato, in maniera vistosa, il diffondersi della pandemia nel nostro Paese (e anche altrove: il permissivismo, invece, ha provocato solo nuove pondate di infezioni). Queste riflessioni, solo apparentemente banali, emergono con energia in questi giorni, ma verrebbe da dire in queste ore, nelle quali i &ldquo;no vax&rdquo; insistono nella loro assurda polemica, allargando le loro proteste in ambiti di lavoratori che dovrebbero essere invece attenti e consapevoli, non fosse che per la loro storia e per il loro ruolo sociale. Il riferimento evidente &egrave; ai portuali, da Trieste che &egrave; la capitale della rivolta sino a Genova, dove i portuali hanno il Dna sociale pi&ugrave; remoto e, verrebbe da dire, quasi aristocratico. In questa chiave la protesta, la contestazione e gli scioperi di Trieste appaiono assurdi e senza senso. Non si capisce perch&eacute; i portuali e una parte dei trasportatori rifiutino di vaccinarsi. In nome d&rsquo;una confusa libert&agrave; politica&nbsp; e d&rsquo;una ancor pi&ugrave; confusa ignoranza scientifica.&nbsp; Anche perch&eacute; l&rsquo;assembramento ai tamponi &ndash; che vanno ripetuti pi&ugrave; volte la settimana e hanno un certo costo &ndash; appare ancora pi&ugrave; assurdo e irrazionale. Quello che non &egrave; accettabile &egrave; l&rsquo;accesso al lavoro senza nessun controllo, perch&eacute; a questo punto, a volerla buttare in politica, si lede la libert&agrave; e il diritto alla salute ( principio della nostra &nbsp;Costituzione ) degli altri cittadini e lavoratori. E non &egrave; neppure giusto che le aziende &ndash; anche se qualcuna si &egrave; piegata &ndash; paghino per quei dipendenti che non si adeguano alle regola alle quali si adattano la schiacciante maggioranza dei loro colleghi. Certo, ci sono aspetti concreti e operativi da mettere a punto, quali quelli dei trasportatori che arrivano dall&rsquo;Est e sono stati vaccinati con lo Sputnik. E&rsquo; giusto trovare per loro una soluzione pratica, anche perch&eacute; non sono negazionisti. Ci sono poi questioni riguardanti quei lavoratori provenienti dall&rsquo;Africa o dall&rsquo;Oriente che magari sono sotto il caporalato nell&rsquo;agricoltura e non sono mai stati vaccinati. In questi casi occorre trovare soluzioni drastiche e dirette. Ma non &egrave; giusto che il mondo del lavoro &ndash; pubblico e privato &ndash; si pieghi ai capricci e alle velleit&agrave; anarcoidi (e anche reazionarie) di chi si impunta a dire no al vaccino, che &egrave; la stessa cosa che dire no al &ldquo;green pass&rdquo;. Alla sessa stregue anche il governo deve opporsi a qualunque richiesta assurda. Ma ci sono dati che emergono e che fanno riflettere: le percentuali di poliziotti e di carabinieri non vaccinati sono molto pi&ugrave; alte del prevedibile. I loro comandi debbono per forza intervenire. Come &egrave; possibile che&nbsp; l&rsquo;ordine in piazza ma anche soltanto il traffico e i controlli siano gestiti da agenti o militari non vaccinati? Pur trovando ragionevole la politica rigorosa del governo Draghi sul no ai vaccini gratuiti e a non concedere nessun compromesso &nbsp;nei confronti di chi rifiuta il vaccino, &egrave; indubbio che per evitare blocchi nel mondo del lavoro e in particolare al rischio che merci importanti e delicate restino bloccate vista l&rsquo;agitazione nei porti occorrer&agrave; mettere a punto alcuni provvedimenti sbloccanti perch&eacute; &egrave; rischioso compromettere la ripresa economica del Paese che, in molti settori, &egrave; ricominciata. Ovviamente non c&rsquo;&egrave; spazio per la permissivit&agrave;, ma occorrer&agrave; conciliare la sicurezza sanitaria con le sorti della nostra economia. Ma occorre, a tutti i livelli, ancora un colpi di reni per la riprese delle vaccinazioni per completare chi non ha ancora provveduto. Nel frattempo sar&agrave; importante seguire quei cittadini che si avviano perso il terzo vaccino (fragili, sanitari e over 80) anche perch&eacute; si attende anche un avvio degli over 60. E questo potrebbe essere davvero da qu9i alla prossima primavera il salto di qualit&agrave;</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il rischio assurdo del blocco dei porti]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-rischio-assurdo-del-blocco-dei-porti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
La vicenda , legata all&rsquo;obbligo del &ldquo;green pass&rdquo;, dei porti italiani, per molti aspetti lascia perplessi. L&rsquo;obbligo per i lavoratori nel settore...]]></description>
			<pubDate>Thu, 14 Oct 2021 19:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-50fa9ebfe9-WordSection1">
<p class="ox-50fa9ebfe9-MsoNormal">La vicenda , legata all&rsquo;obbligo del &ldquo;green pass&rdquo;, dei porti italiani, per molti aspetti lascia perplessi. L&rsquo;obbligo per i lavoratori nel settore pubblico e in quello privato sta creando qualche problema, ma c&rsquo;&egrave; una spinta evidente alla vaccinazione che sembra coinvolgere una buona met&agrave; di chi non si &egrave; ancora vaccinato verso l&rsquo;applicazione. In meno di un mese i non vaccinati dovrebbero essere una percentuale minima, al fine di non perdere la retribuzione. E&rsquo; un discorso che vale anche per il mondo della scuola . Stupisce invece l&rsquo;aggressivit&agrave; negazionista dei portuali e parte degli autotrasportatori, in particolare quelli che provengono dall&rsquo;Europa Orientale. La questione, che vede folte percentuali a Trieste e a Genova in testa contro l&rsquo;uso del &ldquo;green pass&rdquo;, lascia alquanto perplessi. Per certi toni e per certi contenuti e per certe argomentazioni che non hanno nulla di scientifico, si coglie l&rsquo;arroganza di una corporazione (vecchio difetto dei portuali) che da sempre vive una propria autonomia e che non intende piegarsi a nessuna legge a nessun regolamento. E&rsquo; un vecchio atteggiamento, di vaga natura anarcoide e autoreferenziale, che ha de sempre caratterizzato il singolare mondo&nbsp; degli scaricatori portuali, particolarmente forte a Genova (ma oggi emerso anche a Trieste), proteso a difendere la propria identit&agrave; e il proprio sistema di vita e di lavoro, distinguendosi dal resto dei lavoratori dipendenti del settore pubblico, dell&rsquo;industria e dei servizi. Orari, assunzioni, sistema di lavoro , pensioni sono tutti aspetti che La Culmv genovese e altre realt&agrave; simili hanno preteso di disegnare in assoluta autonomia, cos&igrave; come i ruoli di lavoro, gli orari e le mansioni connesse. Occorre ricordare , anche nella storia pi&ugrave; recente, il ruolo ricoperto dai portuali &nbsp;nella rivolta del 30 giugno 1960, quando la violenta azione di piazza &ndash; che aveva anche giustificazioni politiche e ideologiche non trascurabili &ndash; provoc&ograve; il crollo del governo che aveva l&rsquo;appoggio esterno del Msi che, a sua volta, aveva tentato un congresso in una citt&agrave; particolarmente antifascista come Genova. &nbsp;Ma quella fu un&rsquo;azione politica che scavalc&ograve; partiti e sindacati. Pi&ugrave; complesse sono state le vicende della gestione portuale di Genova di Roberto D&rsquo;Alessandro negli anni Ottanta. Era in corso un tentativo di modernizzare la gestione degli scali italiani, ma la Culmv di Paride Batini si mise di traverso e si arriv&ograve; a coinvolgere anche l&rsquo;allora arcivescovo di Genova, il cardinale Giuseppe Siri. I portuali, nell&rsquo;agitarsi tremebondo dei partiti anche quelli di sinistra, mantennero i diritti del loro status. Il che limit&ograve; importanti aspetti della riforma di D&rsquo;Alessandro, il quale, poco dopo, lasci&ograve; la presidenza del porto.&nbsp; Oggi, dopo anni di mediazioni soprattutto d9i natura sindacale, ecco riemergere una impennata ribellista. E stranamente contro i vaccini, contro i &ldquo;green pass&rdquo; e contro ogni forma di controllo. Il problema dei trasportatori &egrave; un discorso a parte per via che molti di loro hanno effettuato vaccini &ldquo;russi&rdquo; non riconosciuti i Italia. Altri non be hanno praticati ma non sempre le situazioni sono chiare. Ma non si capisce perch&eacute; molte centinai di portuali italiani, che comunque dovrebbe essere convinti del primato positivo della scienza e della medicina, &nbsp;non intendano vaccinarsi invocando una sorta di libertarismo anarcoide. Il vaccino non &egrave; un limite alla libert&agrave;, ma semmai rende tutti pi&ugrave; liberi sia a livello individuale, sia a livello sociale nel rispetto di tutti gli altri cittadini. La libert&agrave; si conquista ridimensionando le ristrettezze imposte dalla pandemia.&nbsp; Non sembra proprio il caso di condizionare ulteriormente la vita di tutti, in particolare dopo le polemiche contro i no vax di matrice fascista. L&rsquo;Italia stava vincendo una difficile battaglia sociale. Appare assurdo che minoranza esagitate blocchino la conclusione positiva d&rsquo;una dramma mondiale che nessuno anche solo due anni fa si aspettavs.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il fine settimana d’una politica inquieta]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-fine-settimana-d-una-politica-inquieta</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Per questo fine settimana, alla vigilia dei ballottaggi comunali (tra i quali spicca soprattutto Roma), si prevedono momenti di agitazione e di &nbsp;inquietudine. La situazione...]]></description>
			<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 22:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per questo fine settimana, alla vigilia dei ballottaggi comunali (tra i quali spicca soprattutto Roma), si prevedono momenti di agitazione e di &nbsp;inquietudine. La situazione generale non &egrave; tranquilla e non basta la logica e razionale fermezza del premier Mario Draghi e dei suoi collaboratori &ndash; ministri e tecnici &ndash; pi&ugrave; fedeli e affidabili. La manifestazione della scorsa settimana, con le punte macroscopiche a Roma e anche a Milano, con un confuso popolo &ldquo;no vax&rdquo; e &ldquo;no green pass&rdquo; dove sono emersi i capi dell&rsquo;estrema destra neofascista, ma anche frange del mondo anarchico e alternativo di sinistra, ha lasciato segni pesanti. E&rsquo; un contesto nel quale il Pd e gli alleati di centrosinistra hanno maggiore facilit&agrave; a chiedere di mettere fuorilegge, con riaggancio alla Costituzione, i partiti neofascisti, i cui leader sono attualmente in stato di arresto. In questa chiave sosterranno, con un largo margine di consenso da parte dell&rsquo;opinione pubblica (anche moderata e centrista), la manifestazione annunciata per sabato prossimo a Roma e che dovrebbe essere poi la risposta pacifica e democratica agli eccessi inaccettabili della scorsa settimana. Ma il governo e i suoi stretti sostenitori (da Letta a Conte e sino a Renzi, ma anche &nbsp;la Bonino e Speranza) hanno contestualmente da affrontare il decollo dell&rsquo;obbligo del &ldquo;green &nbsp;pass&rdquo; per accedere al lavoro, pubblico e privato, con problematiche complesse, perch&eacute; chi non dispone del documento deve sottoporsi al controllo del tampone, teoricamente a proprie spese e soli in non troppi casi a spese del datore di lavoro. Una situazione complessa si sta presentando per gli accessi ai porti, per i trasportatori e per i lavoratori portuali. C&rsquo;&egrave; una concreta minaccia di blocchi e di scioperi, non solo per la polemica di chi non si &egrave; voluto vaccinare ma anche per i casi dei lavoratori che hanno avuto vaccini non accettati dalla nostra sanit&agrave; (come quelli russi). Il governo tira dritto perch&eacute; punta sul &ldquo;green pass&rdquo; per far aumentare il popolo dei vaccinati (molti si piegano e si piegheranno per non essere sospesi dalla retribuzione). E la vaccinazione, non &egrave; banale ribadirlo, si &egrave; dimostrata lo strumento pi&ugrave; efficace per stringere metaforicamente all&rsquo;angolo la pandemia e, continuando a insistere (anche con la terza dose) si avranno risultati sempre migliori e si potr&agrave; davvero tornare alla normalit&agrave;. &nbsp;Ma, come si &egrave; accennato prima, l&rsquo;agitazione delle acque politiche aumenta, proprio nella prospettiva della normalit&agrave; pre-covid, perch&eacute; molte forze sognano uno scontro elettorale tradizionale, magari eleggendo Mario Draghi alla presidenza della &nbsp;Repubblica. E&rsquo; il caso del centrodestra, dove, anche sulla questione della manifestazione della scorsa settimana, condizionata dai neofascisti, hanno assunto una posizione pi&ugrave; sfumata, pur chiudendo, al proprio interno (in particolare Fratelli d&rsquo;Italia e la Lega), ogni collusione con forze neofasciste, sulla cui dichiarazione di illegittimit&agrave; costituzionale &nbsp;e possibile scioglimento non sono per&ograve; d&rsquo;accordo. E&rsquo; ovvio che i partiti della destra pi&ugrave; marcata &ndash; non &egrave; il caso di Forza Italia sempre pi&ugrave; spostata al centro &ndash; sono spinti a raccogliere eventuali suffragi di una sia pure piccola parte dell&rsquo;opinione pubblica estremista e &ldquo;no vax&rdquo;, ma al di l&agrave; di scelte tattiche anche prevedibili, la situazione generale resta complicata, perch&eacute; tutti hanno paura di manifestare o eccessiva tolleranza o eccessiva severit&agrave;. Gli appuntamenti con le scelte strategiche non finiscono quindi questa settimana , ma sono destinati a proseguire anche con continui aggiustamenti che si mescoleranno sull&rsquo;esito dei ballottaggi, sulle scelte per le prossime elezioni di primavera e con tutti gli interrogativi che nasceranno su come agire per l&rsquo;elezione del Capo dello Stato. Il ritorno alla normalit&agrave; delle vita e la ripresa dell&rsquo;economia non navigheranno in acque politiche tranquille.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Cristoforo Colombo al di sopra del triste “politically correct”]]></title>
			<link>https://telenord.it/cristoforo-colombo-al-di-sopra-del-triste-politically-correct</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/cristoforo-colombo-al-di-sopra-del-triste-politically-correct</guid>
			<description><![CDATA[La scelta del presidente degli Usa Biden di mescolare, con un faticoso compromesso (che ricorda certe ridicole mediazioni di tanti anni fa), l&rsquo;anniversario della scoperta...]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 16:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta del presidente degli Usa Biden di mescolare, con un faticoso compromesso (che ricorda certe ridicole mediazioni di tanti anni fa), l&rsquo;anniversario della scoperta dell&rsquo;America con la celebrazione dei nativi non spicca per brillantezza n&eacute; per acume. Il motivo &egrave; semplice: si &egrave; voluto mescolare a tutti i costi, quasi ci fosse un peccato da espiare, r4ealt&agrave; che non hanno nulla in comune. La scoperta del Nuovo Continente del 12 ottobre 1492 &egrave; stato un grande evento di infinita importanza politica e geografica, frutto del colpo di genio d&rsquo;un navigatore dalle capacit&agrave; incommensurabili. Il colonialismo successivo degli spagnoli, dei francesi, degli olandesi e degli inglesi, &egrave; un fenomeno &nbsp;a parte, frutto d&rsquo;una particolare condizione politica ed economica. Per non parlare dello schiavismo ottocentesco legato, negli Usa, &nbsp;alla coltivazione del cotone impiegando mano d&rsquo;opera importata dall&rsquo;Africa.</p>
<p>La storia &egrave; una realt&agrave; che va collocata, in ogni periodo, nel contesto di sistemi economici e anche di valori sociali che hanno una spiegazione legata allo specifico momento. E non &egrave; possibile applicare i valori contemporanei (eguaglianza, democrazia, ecc.) a situazioni profondamente diverse. In passato quando, soprattutto negli Usa, &egrave; emerso il fenomeno, tutto sommato grottesco, del &ldquo;politically correct&rdquo;, non sono mancate, in particolare nelle universit&agrave;, manifestazioni pittoresche, come la richiesta di censurare Shakespeare per l&rsquo;antisemitismo (&ldquo;Il mercante di Venezia&rdquo;) o, sempre per lo stesso motivo, Dante Alighieri. Ma sono stati censurati, anche per atti della lor9o vita private, generali, imperatori, protagonisti della storia. In Italia abbiamo avuto sfregi persino alla statua a Milano di Indro Montanelli, mentre negli Usa (ma anche in Sud America) sono state rimosse e semidistrutte statue di Colombo. Ce n&rsquo;&egrave; ancora una che &egrave; nascosta dietro una grande cassa di assi di legno. &nbsp;</p>
<p>Nel fenomeno che ancora non &egrave; attenuato del cosiddetto &ldquo;politically correct&rdquo; (in particolare negli Usa) c&rsquo;&egrave; soprattutto molta ignoranza e nessuna valutazione della storia in riferimento ai tempi e ai valori di determinati periodi. Di qui nascono giudizi pesanti e grotteschi di personaggi storici ai quali si applicano, con centinai d&rsquo;anni di distanza, valori che sono specifici della nostra epoca ma che sono frutto d&rsquo;una evoluzione di giudizi e di valori. Non c&rsquo;&egrave; quindi nulla di negativo a celebrare Cristoforo Colombo che, sulla base di riflessioni scientifiche e culturali ma frutto di esperienza &nbsp;pragmatica, ha ridisegnato i conf9ini del mondo &nbsp; dando vita una nuova realt&agrave; economica e antropologica. Dopo la sua scoperta basterebbe pensare alla crescita della ricchezza, all&rsquo;evoluzione della scienza della navigazione a profondi cambiamenti del costume. C&rsquo;&egrave; una modifica rivoluzionaria della vita umana intesa a 360&deg; . Nei cambiamenti, che poi si sono svolti secoli dopo la sua morte, &egrave; ovvio che si inseriscono, usando i concetti astretti, il bene e il male. Ma questo non toglie nulla alla genialit&agrave; della sua scoperta.</p>
<p>Nei giorni scorsi a Genova &lsquo;&egrave; emerso il progetto di dar vita, tramite iniziative di enti diversi, compresa l&rsquo;Universit&agrave; di Genova, a un istituto colombiano che abbia il respiro di affrontare studi e ricerche di vasto respiro internazionale. E&rsquo; un&rsquo;idea positiva che si spera trovi rapida attuazione, perch&eacute; copre un errore o meglio un &ldquo;vulnus&rdquo; del recente passato, quando, pochi anni dopo le celebrazioni a livello mondiale del Cinquecentenario della scoperta dell&rsquo;America, la stessa Universit&agrave; di Genova chiuse il suo storico istituto dedicato a Cristoforo Colombo e non si &egrave; mai capito il perch&eacute;, nonostante proprio per quelle celebrazioni Genova aveva messo in campo a livello internazionale un folto gruppo di studiosi e di docenti, autentiche eccellenze mondiali, che aveva coadiuvato l&rsquo;impegno di Paolo Emilio Taviani che degli studi colombiani aveva fatto il secondo grande scopo (dopo quello politico) della sua vita.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Quanto conta in Italia l’estrema destra neofascista?]]></title>
			<link>https://telenord.it/quanto-conta-in-italia-l-estrema-destra-neofascista</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La sgradevole e preoccupante manifestazione di sabato scorso, con le punte critiche a Roma e a Milano, merita analisi e approfondimenti, non solo per quelli che potranno essere...]]></description>
			<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 18:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sgradevole e preoccupante manifestazione di sabato scorso, con le punte critiche a Roma e a Milano, merita analisi e approfondimenti, non solo per quelli che potranno essere gli strascichi penali e giudiziari, ma anche e maggiormente per quello che potr&agrave; emergere sul comportamento politico e sulle marginalit&agrave; estremiste della societ&agrave; italiana. &nbsp;E&rsquo; chiaro, anche se per il momento mancano i dettagli organizzativi e l&rsquo;analisi dei possibili collegamenti tra tante realt&agrave; sociali differenti, che alle spalle della manifestazione ci sono stati gruppi politici organizzati, certamente quelli collegati ai movimenti neofascisti e di estrema destra, ma non sono mancate realt&agrave;, difficilmente valutabili, di natura anarcoide (in un certo senso pi&ugrave; di sinistra), accanto ai confusi gruppi &ldquo;no vax&rdquo;. Ma, a tirare le somme, ci sono stati gruppi organizzati, pi&ugrave; esperti di manifestazioni del genere, che hanno coinvolto masse animate soltanto dal negazionismo &nbsp;fine a se stesso. E questo spiegherebbe, almeno in parte, l&rsquo;assalto al pronto soccorso.</p>
<p>Al di l&agrave; delle polemiche strumentali che da tempo animano i partiti di destra (Lega e Fratelli d&rsquo;Italia) contro la ministra dell&rsquo; Interno Lamorgese, che &egrave; un bersaglio ormai storico, la situazione che si &egrave; creata e che &egrave; emersa in tutta la sua drammaticit&agrave; implicherebbe &ndash; il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo - &nbsp;un intervento del governo, previsto dalla legge, per chiudere e dichiarare fuori legge e contro la Costituzione &nbsp;i partiti filofascisti i cui leaders sono gi&agrave; stati arrestati all&rsquo;indomani delle manifestazioni. Su questa linea sono tutti i partiti del centrosinistra, ma con forti dubbi da parte &nbsp;di Fratelli d&rsquo;Italia e della Lega. Si vedr&agrave; come si muover&agrave; il governo nei prossimi giorni, anche perch&eacute; non &egrave; chiaro se ci saranno nuovi tentativi di scendere in piazza lanciando slogan alternativi all&rsquo;attuale esecutivo in carica. E&rsquo; certo che una parte dei manifestanti, al di l&agrave; di impegni politici o di ideologie, &nbsp;vogliono proseguire a combattere contro le vaccinazioni e contro l&rsquo;uso del &ldquo;green passe&rdquo; prendendo le distanze da fascisti e anarcoidi alternativi. &nbsp;In passato &nbsp; alcuni di questi gruppi hanno tentato la carte del voto ma con esiti disastrosi, restando lontani dal modesto 1%. &nbsp;</p>
<p>Ma adesso non si potranno pi&ugrave; neppure mimetizzare in candidature in partiti di destra, perch&eacute;, per ovvii motivi, non saranno accettati. Resta quindi un problema di organizzazione e di prevenzione dell&rsquo;ordine pubblico, perch&eacute; non sar&agrave; pi&ugrave; possibile, come &egrave; avvenuto sabato scorso, di essere presi in contropiede e persino poco informati. E&rsquo; indubbio che l&rsquo;intervento della forza pubblica &ndash; forse capiremo il perch&eacute; &ndash; &egrave; stato ritardatario per in molti aspetti inadeguato. Basta pensare lo scempio gratuito effettuato nella sede della CGIL a Roma per non parlare dell&rsquo;assalto al pronto soccorso. Sentiremo in parlamento le spiegazioni della ministra , ma soprattutto sar&agrave; importante capire quali saranno le conseguenze politiche dello sgradevole episodio, sia pure alla vigilia del secondo turno delle elezioni amministrative dove si presentano fragili gli equilibri di accordi e di alleanze. E&rsquo; un momento politico molto complicato, perch&eacute; una serie di appuntamenti elettorali da qui alla prossima primavera (primo tra tutti l&rsquo;elezione del Capo dello Stato) condizionano molte scelte di un governo che pure prosegue per la sua strada sia sul capo della lotta all&rsquo;ultima fase della pandemia, sia sulle strategie della ripresa economica. In questo contesto appare assurda e fuori tempo una eventuale ripresa di movimenti neofascisti al di fuori ormai della storia r che cercano di sopravvivere cercando di cavalcare il malessere e la protesta, a sua volta irrazionale , dei &ldquo;no vax&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il governo sblocca i divieti: torna la normalità?]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-governo-sblocca-i-divieti-torna-la-normalita</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il ritorno alla normalit&agrave; (o quasi) in tanti locali pubblici e privati &egrave; una scommessa ardita da parte del Governo che, in molti casi, &egrave; andato al di...]]></description>
			<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 16:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il ritorno alla normalit&agrave; (o quasi) in tanti locali pubblici e privati &egrave; una scommessa ardita da parte del Governo che, in molti casi, &egrave; andato al di l&agrave; dei limiti suggeriti dai vertici sanitari e scientifici. E&rsquo; indubbio che l&rsquo;assembramento &egrave; un rischio anche se da tempo le infezioni scendono sistematicamente in tutte le fasce di et&agrave; ed &egrave; sempre pi&ugrave; ristretto lo spazio dove si muovono i cosiddetti &ldquo;no vax&rdquo;. &nbsp;Quindi teatri, cinema e musei tornano alla normalit&agrave; con la capienza del 100 per 100. &nbsp;Solo le discoteche all&rsquo;interno restano al 50% al chiuso e al 75% all&rsquo;aperto (ma d&rsquo;inverno &nbsp;chi baller&agrave; mai &ldquo;en plein air&rdquo;? La decisione, tutto sommato &ldquo;generosa&rdquo; del governo, ha fatto felici tutti gli operatori della cultura e dello spettacolo e ha calmato i furori dei titolari delle discoteche che avevano gi&agrave; fatto sapere che avrebbero rifiutato la soluzione del 35% che era stata adombrata in un primo momento. Gi&agrave; da questa mattina, teatri e sale da concerti e di opera si sono affrettate a mettere in pubblico, con grande clamore, progetti e programmi. Con richiami diretti e immediati ai cittadini potenziali fruitori, dopo quasi due anni di chiusura. Pi&ugrave; interessanti saranno le domande che pendono sulle discoteche all&rsquo;interno delle quali sar&agrave; d&rsquo;obbligo (come nelle altre strutture di spettacolo) l&rsquo;uso della mascherina che, invece, potr&agrave; essere tolta al momento di ballare.</p>
<p>Le decisioni del governo che allargano le prospettive adombrate dai vertici sanitari hanno provocato ottimismo nell&rsquo;opinione pubblica e anche una condizione positiva da parte di tutti i partiti che sostengono Draghi, anche alla luce della ripresa della fiducia reciproca tra il premier e Salvini, dopo gli incontri diretti di ieri. Ovviamente non mancano gli interrogativi. La nuova normativa pi&ugrave; tollerante, frutto del calo dei contagi conseguenza diretta della crescita dei vaccini, non avr&ograve; effetti negativi? Non si rischiano focolai di ripresa della pandemia, dopo importanti manifestazioni di spettacolo? E sar&agrave; possibile controllare con severit&agrave; le discoteche che sono poi i locali con i maggiori rischi? Come sempre non mancano i dubbi e, per alcuni aspetti. Le scommesse sul futuro immediato, anche perch&eacute; anche se &egrave; in calo costante, la pandemia &egrave; tutt&rsquo;altro che domata e potrebbero nascere ancora alcune riprese. Si tratter&agrave; di capire &ndash; e le questioni sono collegate tra loro &ndash; quali effetti potr&agrave; avere il cosiddetto &ldquo;terzo vaccino&rdquo; che per il momento &egrave; praticato ai casi cosiddetti &ldquo;fragili&rdquo; , agli addetti sanitari e a coloro che sono al di sopra degli 80 anni.</p>
<p>Nei prossimi mesi il &ldquo;terzo vaccino&rdquo; sar&agrave; praticato alle fasce di et&agrave; pi&ugrave; elevante, con il sistema graduale (sopra i 70, sopra i 60 e via via) magari con la possibilit&agrave; di associarlo al vaccino tradizionale antinfluenzale? E&rsquo; ancora presto per formula programmi e una organizzazione generale su tutto il territorio nazionale, anche se ci sono gi&agrave; state opinioni favorevoli. L&rsquo;obiettivo &egrave; andare al di l&agrave; della cosiddetta &ldquo;immunit&agrave; di gregge&rdquo; in modo da confinare la pandemia in un angolo sempre pi&ugrave; stretto, in modo che diventi una realt&agrave; marginale del nostro sistema sanitario, cos&igrave; come, in passato, &egrave; avvenuto per l&rsquo;influenza e altre forme di infezioni diffuse &nbsp;oggi per la verit&agrave; quasi definitivamente domate. Le scelte strategiche di questi giorni sono determinanti che capire verso che tipo di realt&agrave; andiamo e quanto &nbsp; manchi ancora per riprendere a tutti i livelli la vita normale prima dell&rsquo;infezione. Il discorso vale per i posti di lavoro, per le scuole, per i riferimenti dell&rsquo;evasione del divertimento. Non va dimenticato che, per quel che riguarda i luoghi di associazione, con il cambiamento stagionale sar&agrave; sempre pi&ugrave; difficile disporre di spazi all&rsquo;aperto, anche se ci sono locali che stanno mettendo a punto l&rsquo;ipotesi di impiegare sistemi speciali di riscaldamento. Ma &egrave; evidente che si torner&agrave; a vivere all&rsquo;interno di ristoranti, trattorie, pizzerie e bar. Ci dovremo adattare per tornare a essere finalmente &ldquo;normali&rdquo;.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[I tempi infiniti per le grandi opere]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-tempi-infiniti-per-le-grandi-opere</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Nei giorni scorsi alcuni media hanno riportato delle riflessioni del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale di Genova e di Savona, Paolo Signorini, il quale invitava...]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 16:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi alcuni media hanno riportato delle riflessioni del presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; Portuale di Genova e di Savona, Paolo Signorini, il quale invitava l&rsquo;opinione pubblica ad avere pazienza sulla realizzazione delle grandi opere che sarebbero in attesa di decollare nell&rsquo;ambito dell&rsquo;area portuale, con allusioni ad altra che, con il porto direttamente o indirettamente connesse, dovranno a loro volta attendere. Sono riflessioni anche di buon senso, per certi aspetti scontate, ma che curiosamente contrastano con le dichiarazioni &ndash; a tutti i livelli pubblici e istituzionali &ndash; che puntano a esaltare il cosiddetto &ldquo;modello Genova&rdquo;, ovvero la fulmine ricostruzione del Ponte Morandi sotto il sistema commissariale. Si era parlato, neppure troppo tempo fa, di realizzare l&rsquo;opera di impegnativa del porto, ovvero lo spostamento al largo della diga foranea, proprio all&rsquo;insegna del sistema commissariale gi&agrave; sperimentato, poi i giudizi e le valutazioni si sono fatte pi&ugrave; evanescenti e piene di distinguo. In realt&agrave; non &egrave; facile scavalcare il muro di ferro di leggi, leggine, regolamenti e di tutte le trappole che sembrano inventate, nel nome di un falso giustizialismo, &nbsp;per rallentare e bloccare le grandi opere.</p>
<p>La grande incognita, i cui particolari per adesso non si percepiscono, &egrave; legata a &nbsp;quanto emerger&agrave; dalle decisioni governative nel contesto della normativa europea del &ldquo;Recovery&rdquo; , una grande strategia che dovrebbe consentire riforme e prospettive di snellimento . Il porto di Genova discute da oltre dieci anni sullo spostamento a mare della storica diga foranea e del conseguente dragaggio dei fondali. E&rsquo; una strategia che &egrave; condivisa, tra l&rsquo;altro, dal settore imprenditoriale portuale, dai sindacati e dalle istituzioni. Anche da parte dei settori politic8i e ideologici pi&ugrave; vicini agli ambientalisti le opposizioni non sono state clamorose e le obiezioni emerse non sono apparse insormontabili. Ma per il momento le strutture pubbliche locali e il Governo non sembrano ancora sul piede di partenza. Ma per realizzare l&rsquo;opera accorreranno alcuni &nbsp;anni da tre a quattro e non &egrave; il caso di perdere tempo ulteriore. Inoltre non va dimenticato che, accanto alla ristrutturazione della recettivit&agrave; portuale che consentir&agrave; l&rsquo;approdo di navi di ultima generazione (non solo da crociera, ma in particolare portacontenitori), si attendono, sempre in Liguria, altre grandi opere.</p>
<p>Una &egrave; la definitiva realizzazione del Terzo Valico, tutt&rsquo;ora in corso; l&rsquo;altra &egrave; il raddoppio della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, per non parlare dei collegamenti ferroviari con il porto di Genova per velocizzare il trasporto delle merci verso il Nord Italia e il Centro Europa. Quanti anni ci vorranno? Tre, quattro, cinque. o anche di pi&ugrave;? Una considerazione, anche se ripetuta mille volte, vale a pena d&rsquo;essere evocata: del raddoppio ferroviario di Ponente di parla dal dopoguerra, mentre il Terzo Valico, fermandoci all&rsquo;ultima fase del dibattito &egrave; decollato dopo vent&rsquo;anni di riflessioni politiche. &nbsp;Al di l&agrave; della situazione disastrosa del sistema autostradale che da alcuni anni &egrave; sotto gli occhi di tutti, viene quasi la voglia, sul filo dell&rsquo;ironia da taverna, di riesumare un tema che da mesi &egrave; sparito dal tavolo dei progetti, ovvero la famosa Gronda, di cui sono avversari gli ecologisti e che la sinistra ha fermato, anche se oggi il Pd insiste per la sua realizzazione. Si diceva che progetti e fondi erano pronti, poi la discussione sul tema &egrave; svanita. Non solo, ma a livello di vertici politici e amministrativi locali, l&rsquo;entusiasmo per essere nominati commissari per la realizzazione di importanti opere pubbliche sembra essere svanito. Si teme che la parola &ldquo;commissario&rdquo; sia una sorta di trappola. Nessuno avr&agrave; pi&ugrave; i poteri e la fortuna di Bucci che ha avuto la strada spianata per la ricostruzione del Ponte Morandi.. Una mezza trappola mentre la burocrazia risorge? Non &egrave; improbabile. Ma nel frattempo opere che doveva essere realizzata da decenni restano soltanto sulla carta.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Beghe interne a destra e a sinistra in vista del voto a Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/beghe-interne-a-destra-e-a-sinistra-in-vista-del-voto-a-genova</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
La prova elettorale ha dato piccoli e grandi scossoni alle alleanze tra i partiti di tutti gli schieramenti. Ognuno legge e interpreta i fatti e sogna di adattarli in funzione...]]></description>
			<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 15:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-37e5621be9-WordSection1">
<p class="ox-37e5621be9-MsoNormal">La prova elettorale ha dato piccoli e grandi scossoni alle alleanze tra i partiti di tutti gli schieramenti. Ognuno legge e interpreta i fatti e sogna di adattarli in funzione d&rsquo;un futuro successo. Le questioni nazionali, con tutte le dovute differenze, si ripercuotono anche in Liguria dove la prossima primavera si voter&agrave; per il rinnovo del comune di Genova dove abita pi&ugrave; d&rsquo;un terzo dei residenti della Liguria, mentre si profila un altro voto strategico nell&rsquo;area spezzina. Tra due domeniche si voter&agrave; al ballottaggio per Savona. Il centrosinistra ha ottenuto un discreto successo, ma lo spareggio non ha un esito del tutto scontato, perch&eacute; non &egrave; chiaro se i cittadini votanti poi seguiranno le linee dei partiti e l&rsquo;assemblamento di schieramenti non &egrave; automatico. &nbsp;Partiamo da sinistra: c&rsquo;&egrave; stata una netta rimonta del Pd e un netto calo del M5s, ognuno dei quali ha corso da solo, anche perch&eacute; i contenuti di programma dei due partiti non sono omologhi. Non ci saranno accordi organic9i ne si vedr&agrave; come si sposta l&rsquo;elettorato. Il centrodestra, in affanno, punta a ricucire alleanze blindate, ma il clima non &egrave; dei migliori. La Lega e Forze Italia non sono in clima disteso nei confronti del movimento di Toti che, per&ograve;, in Liguria ha avuto fortune alterne, tanto &egrave; vero che un po&rsquo; dappertutto sono emerse polemiche (basta vedere su queste pagine &nbsp;l&rsquo;irritazione del sindaco di Rapallo Bagnasco, leader di Forza Italia, nei confronti del movimento di Toti). E&rsquo; un senso di fastidio che era gi&agrave; emerso all&rsquo;indomani delle elezioni regionali, con il dilagare di &ldquo;Cambiamo!&rdquo; che aveva sottratto voti alla Lega e a Forza Italia. Ma, anche a livello nazionale, non mancano colpi di coda, come la mossa di Salvini che ha tenuto a casa i ministri leghisti al momento dell&rsquo;approvazione della nuov9o politica fiscale di Draghi, provocando l&rsquo;irritazione degli alleati &ldquo;moderati&rdquo; (centristi, partito di Tori e Forza Italia), ma il sostengo di Fratelli d&rsquo;Italia. E&rsquo; una mossa tattica oppure avr&agrave; conseguenze serie sull&rsquo;appoggio al governo? Per non parlare delle prospettive di elezione del presidente della Repubblica. E&rsquo; evidente che la Meloni ne Salvini puntano a una elezione di Draghi per tentare una vittoria in extremis a elezioni immediate in primavera, mentre il centrosinistra preferirebbe Draghi ancora per qualche anno a Palazzo Chigi. Ma torniamo alle comunali di Genova, scavalcando le grandi strategie per il Quirinale: quali sono le prospettive? Difficile avanzare profezie. In linea di massima il centrodestra dovrebbe partire in vantaggio, anche perch&eacute;, per il momento, la posizione di Marco Bucci &egrave; molto solida a ha le sue radici nell&rsquo;indubbio successo personale quale commissario per la ricostruzione del ponte cosiddetto ex Morandi. Bucci non ha specifiche radici politiche anche se, di fatto, &egrave; legato, per una serie di rapporti personali, alla Lega e, per il momento, non punta a fare una lista personale d&rsquo;accordo con Toti, scelta che non ha mancato di irritare il presidente della Regione, che teme &nbsp;un calo dei suffragi della sua lista come in parte si &egrave; visto in alcuni comuni della Liguria: il che frusterebbe le sue ambizioni personali che puntano all&rsquo;assorbimento di buona parte di Forza Italia e del voto di centro. Ma, per le elezioni comunali, non &egrave; prevista una rottura di schieramento. Al tempo stesso, per spostarci a sinistra, si &egrave; aperta una discussione interna per trovare un candidato &ldquo;forte&rdquo; da contrapporre a Bucci. Ma non ci sono particolari entusiasmi nel mondo delle professioni, della cultura e dell&rsquo;imprenditoria, dopo il pasticcio dei vertici del Pd alla vigilia delle regionali sul caso di Ariel Dello Strologo. Alla luce degli ultimi fatti &egrave; possibile che il centrosinistra recuperi eventuali amministrazioni in provincia della Spezia, considerate le obiettive difficolt&agrave; della situazione di Genova. Ma, naturalmente, le mutazioni d&rsquo;umore dell&rsquo;elettorato, nel contesto in cui stiamo vivendo, non solo prevedibili.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Le (complicate) conseguenze delle elezioni]]></title>
			<link>https://telenord.it/le-complicate-conseguenze-delle-elezioni</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/le-complicate-conseguenze-delle-elezioni</guid>
			<description><![CDATA[Per la prima volta, nel giro degli ultimi cinque anni, il centrodestra ha segnato un declino, mentre il centrosinistra, da tempo dato in crisi di identit&agrave; in Liguria,...]]></description>
			<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 20:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, nel giro degli ultimi cinque anni, il centrodestra ha segnato un declino, mentre il centrosinistra, da tempo dato in crisi di identit&agrave; in Liguria, sembra rialzare la testa, soprattutto con oil risultato di Savona. Sia chiaro, nel contesto politico nel quale ci muoviamo, occorre essere prudenti nei giudizi, perch&eacute; le variazioni d&rsquo;umore dell&rsquo;elettorato sono molto labili e variabili. Ma &lsquo; indubbio che i risultati del voto dei giorni scorsi, anche in Liguria, hanno segnato una ripresa , dopo anni di sconfitte, del centrosinistra. Il dato di Savona &egrave; il pi&ugrave; vistoso, anche se il centrosinistra ha segnato punti favorevoli in molti piccoli comuni, &nbsp;con l&rsquo;eccezione dell&rsquo;estremo ponente, come del resto era prevedibile.</p>
<p>Ci sono a questo punto pi&ugrave; che buone probabilit&agrave; d&rsquo;una vittoria del centrosinistra a Savona tra due domeniche. Ma, in seguito, che cosa accadr&agrave;? E&rsquo; molto difficile azzardare previsioni, considerata la mutevolezza d&rsquo;un elettorato fragile ed emotivo. Si muove per&ograve;, pensando al voto amministrativo della prossima primavera, una ipotesi pi&ugrave; consistente. Il centrosinistra, un tempo leader del voto in Liguria, potrebbe operare un recupero nell&rsquo;area della Spezia, puntando al recupero delle amministrazioni pi&ugrave; importanti, come lo stesso capoluogo provinciale, oltre che Sarzana e Lerici. Al di l&agrave; di come si evolver&agrave; la situazione generale, soprattutto dopo quello che accadr&agrave; per le elezioni presidenziali di febbraio, non sembra semplice per il centrosinistra sovvertire la situazione di Genova, dove la candidatura di Marco Bucci sembra imbattibile, per una seri complessa di elementi, a cominciare dalla ricostruzione del ponte San Giorgio.</p>
<p>Ma molte scelte strategiche dipenderanno dalle elezioni del nuovo presidente della Repubblica. L&rsquo;estrema destra, in particolare Fratelli d&lsquo;Italia, partito che resta all&rsquo;opposizione dell&rsquo;attuale governo, &nbsp;punta sull&rsquo;elezione di Draghi al Quirinale per giocare tutte le ultime chances su possibili elezioni politiche in primavera. &nbsp;Pi&ugrave; prudente il Pd che forse vorrebbe guadagnare tempo sulle elezioni politiche e, possibilmente, mantenere ancora Draghi a Palazzo Chigi per qualche anno, anche dopo il 2023. Il Pd conta di assorbire, nel giro di pochi anni, il voto del M5s in grave crisi e di dar vita a una coalizione pi&ugrave; vasta e complessa dell&rsquo;attuale, magari assorbendo il voto d&rsquo;un M5s allo sbando e inglobando il voto di centro di molti piccoli movimenti.</p>
<p>La situazione &egrave; quindi in un momento di spostamenti e di modificazione di tattiche e di strategie, anche nella prospettiva delle scelte determinanti dell&rsquo;attuale governo, in materia di strategie economiche, dal reddito di cittadinanza sino alle riforme fiscali per inserire i fondi europei &nbsp;sei settori critici della nostra economia. Si tratta di scelte delicatissime che dovranno trovare i partiti di tutti gli schieramenti pronti a operare strategie corrette e proficue. Molto dipender&agrave; dal nuovo assetto che assumeranno, dopo la mezza sconfitta elettorale i partiti di centrodestra e in particolare la Lega, divisa da tempo in due settori antitetici: sovranismo europeo (con vicinanza al populismo di Ungheria e Polonia) oppure linea moderata e liberale vicina alla linea di Draghi.</p>
<p>Sar&agrave; interessante capire quale sar&agrave; l&rsquo;assetto di comunicazione &nbsp;e di propaganda che vorr&agrave; assumere Matteo Salvini al fine di non perdere ma favorire consenso e successo tra gli elettori. E&rsquo; un discorso che coinvolger&agrave; anche &nbsp;Fratelli d&rsquo;Italia che non potr&agrave; restare immobile all&rsquo;opposizione, anche perch&eacute; sembra che sia rimasto poco da raccogliere nel micromondo dell&rsquo;opposizione assoluta, troppo filofascista e non vax. Ma tutti gli interrogativi che caratterizzano questo post-elezioni vanno spostate nel tempo. &nbsp;Per il momento, ogni partito, in ogni territorio tirer&agrave; le sue somme &nbsp;valutando chances e potenziali errori.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[I punti interrogativi delle elezioni]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-punti-interrogativi-delle-elezioni</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/i-punti-interrogativi-delle-elezioni</guid>
			<description><![CDATA[Domenica luned&igrave; si volta per rinnovare &nbsp;un folto gruppo di amministrazioni locali, tra le quali alcune grandi citt&agrave;. Difficile, per non dire impossibile,...]]></description>
			<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 17:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica luned&igrave; si volta per rinnovare &nbsp;un folto gruppo di amministrazioni locali, tra le quali alcune grandi citt&agrave;. Difficile, per non dire impossibile, formulare previsio0ni, perch&eacute; sempre di pi&ugrave; l&rsquo;elettorato di presenta variegato e volubile, con strappi e contrasti all&rsquo;interno dei maggiori schieramenti. Alleanza di livello nazionale generale che on sempre, in particolare nei piccoli comuni, sono identificabili e associabili ideologicamente. Occorrer&agrave; capire cosa accade nelle grandi citt&agrave; capoluogo per tentare di formulare scelte ideologiche &nbsp;o inclinazioni dell&rsquo;opinione pubblica. Anche per questo tipo di valutazione occorrer&agrave; la massima prudenza, perch&eacute; &egrave; proprio l&rsquo;opinione pubblica a muoversi rapidamente, spinta dal vento bizzarro dell&rsquo;emotivit&agrave; o dell&rsquo;irritazione. D&rsquo;altro canto sappiamo ormai che i partiti non hanno pi&ugrave; una base territoriale solida e partecipe e le variazioni di umore dei social sono quanto di pi&ugrave; superficiale e labile si possa immaginare.</p>
<p>A voler entrare nel dettaglio dell&rsquo;organizzazione die partiti e delle coalizioni, c&rsquo;&egrave; da osservare che dovunque &nbsp;si &egrave; accentuato un fenomeno di fragilit&agrave; e di tenuta ideologica. Per esempio, il centrodestra, che sino a pochi mesi fa sembrava marciare &ndash; il pi&ugrave; delle volte con successo &ndash; sulla base di tre partiti blindati ne solidi nella loro alleanza, sta sbandando. Forza Italia, che &egrave; in calo da tempo, sembra sempre pi&ugrave; spostata sull&rsquo;area di centro, con impennate differenti di Berlusconi. C&rsquo;&egrave; poi, con un crescendo stizzito, la tensione tra Fratelli &lsquo;Italia e la Lega, con Salvini che a sua volta sempre all&rsquo;interno del suo movimento, in continua tensione con l&rsquo;ala pi&ugrave; morbida e filogovernativa guidata dal ministro Giorgetti, nonch&eacute; dai tre presidenti della Lombardia, &nbsp;del Piemonte e del Friuli: Salvini sembra affatto per una sorta di rivalit&agrave; con la &nbsp;Meloni della quale teme il sorpasso. Ma questa rivalit&agrave; tra i due leader allontana sempre di pi&ugrave; il centrismo di Forza Italia e dei piccoli partiti dell&rsquo;area. C&rsquo;&egrave; per&ograve; il rischio, a questo proposito, che l&rsquo;elettorato si disorienti e possa muoversi, in particolare trattandosi di elezioni amministrative, in maniera disordinata, considerando infine il fatto che i piccoli comuni non sempre seguono i riferimenti nazionali che invece avviene per i capoluoghi di regione e di provincia.</p>
<p>Con tutte le differenze del caso, una situazione simile si verifica anche nell&rsquo;area del centrosinistra. Con il passare dei mesi le distanze &ndash; tattiche e strategiche &ndash; tra i due partiti maggiori, il Pd e il M5s, si sono accentuate, tanto &egrave; vero che in quasi tutti i comuni di maggior peso ole candidature si sono divise. Ciascuno, in parole povere, corre per conto suo. Cos&igrave; come , salvo pochi casi, si &egrave; consolidato il distacco tra il Pd e Italia Viva, anche perch&eacute; difficilmente potrebbero stare insieme i renziani e i grillini, da sempre in netto contrasto. &lsquo;&egrave; poi il caso di Calenda che non ha fatto accordi &nbsp;n&eacute; con i renziani n&eacute; con l&rsquo;esercito di Letta. In molti casi, in particolare nei maggiori centri, sar&agrave; interessante come si muoveranno le agglomerazioni al secondo turno che, salvo eccezioni, sono prevedibili quasi dappertutto. Certo, gli occhi sono puntati su Roma, Milano e Torino, tutti capoluoghi dove si potr&agrave; capire il senso degli spostamenti e quali effetti potranno avere oltre che alle prossime amministrative di primavera, anche sul passaggio &ndash; delicatissimo e determinante &ndash; delle elezioni presidenziali del prossimo febbraio. Ma ormai si naviga a vista. Molte incertezze, per spendere una parole sui fatti di casa nostra, per le elezioni in Liguria dove l&rsquo;unico punto veramente interessate dal punto di vista politico resta Savona perch&eacute; &egrave; il preludio del voto di primavera quando sar&agrave; in campo il comune di Genova. La domanda che resta appesa nell&rsquo;aria &egrave;: continuer&agrave; a reggere la leadership del centrodestra &nbsp;travagliato o0 ci sar&agrave; una rivincita del centrosinistra a sua volta diviso?</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Il Comune di Genova versus Autostrade]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-comune-di-genova-versus-autostrade</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Alla fine la decisione era scontata da tempo: l&rsquo;assessore Lorenza Rosso, che &egrave; anche un legale di alto livello, ha annunciato al Consiglio a Palazzo Tursi che il...]]></description>
			<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 16:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine la decisione era scontata da tempo: l&rsquo;assessore Lorenza Rosso, che &egrave; anche un legale di alto livello, ha annunciato al Consiglio a Palazzo Tursi che il Comune di Genova si costituir&agrave; parte civile nel processo che si aprir&agrave; prossimamente per trovare le responsabilit&agrave; del tragico crollo del Ponte Morandi. La patica che &egrave; in via di completamento sar&agrave; presentata all&rsquo;udienza preliminare del processo il prossimo 15 ottobre. Come &egrave; noto, dopo infinite perizie e verifiche il processo di aprir&agrave; con molte decine di imputati, in gran parte dirigenti e funzionari o responsabili di aziende incaricate dei controlli. Ovviamente ci sono , tra le parti civili gi&agrave; schierate, i familiari dei 43 morti per il crollo dell&rsquo;agosto del 2018, oltre che di cittadini o imprese che hanno subito gravi danni economici per quella tragedia. Ora, nel ruolo di difesa del pubblico interesse, si erge tra le parti civili anche il Comune. Nessuna vera sorpresa, perch&eacute; il sindaco Marco Bucci lo aveva fatto capire da tempo. Ora si dovr&agrave; capire se si costituir&agrave; parte civile anche la Regione, a sua volta coinvolta direttamente e indirettamente nei danni provocati dalla caduta della struttura autostradale.</p>
<p>La vicenda del Ponte Morandi &egrave; destinata e restare come un punto indelebile della storia della Liguria, perch&eacute; si &egrave; trattato di un evento per molti aspetti non accettabile. Sull&rsquo;intera questione i sospetti sulla mancata o insufficiente manutenzione e sulla superficialit&agrave; (consapevole? Inconsapevole?) &nbsp;dei controlli a tutti i livelli sono molto forti. Toccher&agrave; alla magistratura genovese fare luce e si prevede un processo lungo, giocato su infinite dichiarazioni, intercettazioni e ammissioni oltre su complesse &nbsp;controverse perizie. Tra i banchi daranno battaglia sino alle estreme forze i familiari delle vittime che ora troveranno schierato in loro fianco, in un ulteriore sostegno il Comune di Genova, ente che tramite il suo sindaco Marco Bucci, pu&ograve; vantare la rapide ricostruzione della struttura, in meno di due anni, gestita come un modello assoluto di efficienza. Il Comune, con il sindaco nominato commissario straordinario alla ricostruzione, pu&ograve; vantare l&rsquo;impegno eccezionale per ricucire, almeno sul piano pratico, un vulnus costituito non solo dalle vittime innocenti e dai loro familiari, ma anche dal danno economico e sociale che ha straziato un intero territorio e, di fatto, il sistema di comunicazione nazionale.</p>
<p>Il processo che si aprir&agrave; e, per forza di cose, sar&agrave; molto lungo e articolato in maniera complessa, dovr&agrave; ricostruire e accendere la verit&agrave; su una delle pi&ugrave; brutte pagine della storia contemporanea. Curiosamente, proprio in questi giorni, in margine al G20 economico che si sta svolgendo proprio a Genova, anche per bocca di responsabili di dicasteri economici e dei trasporti, dopo aver speso ogni possibile elogio &nbsp;sul &ldquo;modello Genova&rdquo; di ricostruzione rapida del ponte, cui ha contribuito anche la matita di Renzo Piano, &egrave; arrivata una sorta di doccia fredda. Anche da parte di ministri si &egrave; ammesso che il &ldquo;modello Genova&rdquo; sar&agrave; difficilmente ripetibile per la realizzazione futura di importanti opere pubbliche.</p>
<p>Purtroppo la dichiarazione era pi&ugrave; che prevedibile, anche perch&eacute;, al di l&agrave; di lodi formali e di compiacimenti oltre che di schieramenti di vertici politici al momento dell&rsquo;inaugurazione di quello che oggi si chiama &ldquo;Ponte San Giorgio&rdquo;, si era capito che in Italia resta forte la muraglia burocratica di leggi e leggine con la possibilit&agrave; di denunce e di ricorsi quantomeno amministrativi. C&rsquo;&egrave; un sottopotere che teme le vie pi&ugrave; rapide e vi si oppone alzando la bandiera ipocrita della cosiddetta legalit&agrave;. Non abbiamo, purtroppo, a differenza di altri Paesi, come gli Usa e altri dell&rsquo;Occidente, la mentalit&agrave; elastica e l&rsquo;amore per il principio del &ldquo;presto e bene&rdquo;. E&rsquo; un vero peccato perch&eacute; la ricostruzione del ponte crollato &egrave; stata invece un vero modello di gestione del pubblico interesse. E ora, facciamo spazio, al lungo e tormentato percorso del processo.</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[La saga della famiglia Costa]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-saga-della-famiglia-costa</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
La morte di Giacomo Costa all&rsquo;et&agrave; di 92 anni ha riportato alla mente dei genovesi la vicenda quasi centenaria d&rsquo;una delle maggiori &ldquo;great...]]></description>
			<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 16:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-a1f59a938d-WordSection1">
<p class="ox-a1f59a938d-MsoNormal">La morte di <strong>Giacomo Costa</strong> all&rsquo;et&agrave; di 92 anni ha riportato alla mente dei genovesi la vicenda quasi centenaria d&rsquo;una delle maggiori &ldquo;great family&rdquo; della storia di Genova, abbracciando interessi non solo economico-imprenditoriali, ma anche culturali, morali e religiosi. La famiglia Costa &egrave; stata una dinasty articolata e complessa gestita singolarmente da criteri generazionali e meritocratici, con rituali comportamentali singolari e originali. Giacomo, che ieri ha chiuso gli occhi, era il primogenito di Angelo, il componente della famiglia che nel dopoguerra &egrave; stato certamente il pi&ugrave; importante: due volte presidente della Confindustria, in dialogo con i governi dell&rsquo;epoca per le strategie della rinascita e del cosiddetto &ldquo;boom&rdquo;. Angelo, al cui funerale volle essere presente anche Gianni Agnelli in segno di profondo rispetto, regnava ancora su un &ldquo;impero&rdquo; imprenditoriale articolato: riparazioni navali, grande flotta sia passeggeri sia mercantile, oleifici, propriet&agrave; immobiliari. Pure i Costa, sia pure con la massima discrezione e senza arroganza, erano importanti come collezionisti d&rsquo;arte e attenti al mondo della cultura. Cos&igrave; come &nbsp;erano cattolici austeri e praticanti, ma con comportamenti discreti e al centro di attivit&agrave; di beneficienza. La gestione imprenditoriale, in tutti i suoi settori, era gestita dai diversi rami con un sistema di gerarchia paternalistica ma anche meritocratica, Ogni aspetto produttivo procedeva autonomamente, ma con collegamenti di vertice. La famiglia era caratterizzata da sempre, soprattutto dagli anni Venti del secolo scorso in poi, da una numerosa proliferazione. Ogni ramo aveva una media di sei o sette figli (e anche di pi&ugrave;) per ogni nucleo. Oggi con tutti i riferimenti collaterali i Costa superano il migliaio. Ma tra la fine degli anni Ottanta e Settanta molte attivit&agrave; sono state chiuse o cedute. E quindi figli e nipoti hanno percorso strade autonome e differenziate, o imprenditoriali o professionali, ma molte donne si sono dedicate, sempre nel solco di interessi familiari, nell&rsquo;insegnamento universitario nel campo della storia dell&rsquo;arte, mentre un ramo della famiglia gestisce ancora a Genova stagioni di concerti di musica classica. Per non parlare di istituzioni benefiche.&nbsp; Un ramo gestisce con successo l&rsquo;Acquario. Ma &egrave; indubbio che il clou del potere della famiglia passa nel primo ventennio del dopoguerra che sarebbe interessante poter ricostruire, perch&eacute; Angelo Costa, anche come presidente della Confindustria, mise a punto un rapporto costruttivo per l&rsquo;economia genovese, creando una stretta alleanza con le imprese pubbliche dell&rsquo;Iri, fortemente presenti a Genova, dall&rsquo;Ansaldo all&rsquo;Italsider e tutto quanto era connesso. Fu un grande mix pubblico-privato che contribu&igrave; a crescita della ricchezza e dell&rsquo;occupazione. &nbsp;Mediatore di questo rapporto fu Paolo Emilio Taviani, leader politico del territorio.&nbsp; Il sistema &ndash; in crescita funzionale &ndash; dur&ograve; almeno vent&rsquo;anni ed ebbe importanti connessioni sia nazionali sia internazionali.&nbsp; Giacomo Costa, i cui funerali si sbolgeranno domani mattina &nbsp;nella chiesta di via Assarotti ebbe il compito di gestire la cessione della flotta Costa che ancora era importante soprattutto per il settore passeggeri al gruppo americano Carnival che la gestisce ancora sia pure ancora con il nome il simbolo della famiglia fondatrice. Eravamo nel 1996 e decollava l&rsquo;era del mercato crocieristico. Oggi la &ldquo;Costa Crociere&rdquo; &egrave; uno dei gruppi di shipping maggiori al mondo nel suo settore. Si pu&ograve; dire che i Costa, come dinasty emergente, sono usciti lentamente di scena, ma senza crisi e senza fallimenti. Tutti gli eredi vivono e lavorano a livelli di prestigio, ma ormai separati tra loro, anche se sono in molti a rivedersi d&rsquo;estate nei possedimenti familiari di Courmayeur , nel solco della tradizione.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[Si infittisce l’obbligo del green pass ma gli spazi si allargano]]></title>
			<link>https://telenord.it/si-infittisce-l-obbligo-del-green-pass-ma-gli-spazi-si-allargano</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[I posti di lavoro e di accessi pubblici dove sar&agrave; obbligatorio il green pass sono ormai destinati ad aumentare (gli accessi pubblici, il lavoro domestico, i servizi)...]]></description>
			<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 20:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I posti di lavoro e di accessi pubblici dove sar&agrave; obbligatorio il green pass sono ormai destinati ad aumentare (gli accessi pubblici, il lavoro domestico, i servizi) oltre agli obblighi gi&agrave; annunciati e in vigore dal 15 ottobre nei posti di lavoro pubblici e privati. I dati sul settore dei domestici e dei badanti sono per certi aspetti preoccupanti: si parla di circa due milioni di individui, di cui un terzo non sarebbe ancora vaccinato. Certo, &egrave; prevista l&rsquo;alternativa dell&rsquo;impiego del tampone, ma &egrave; una garanzia che dura due o tre giorni al massimo e, in quasi tutti i casi, &egrave; previsto che il soggetto paghi il servizio. Appare assurdo spendere cifre che in un mese diventano pesanti per resistere al vaccino che &egrave; gratuito per tutti i cittadini. Questo spiega come molti &ldquo;no vax&rdquo; di fronte alla sospensione dello stipendio puntino , anche rassegnati, a vaccinarsi. Molto positiva la corsa, suffragata dai numeri in crescendo, dei giovani al di sotto del 18 anni che corrono a vaccinarsi. &nbsp; Ormai, a tutti i livelli scientifici, &egrave; dimostrato che l&rsquo;intensificarsi dei vaccinati fa scendere i contagi e, anche nei casi limite di chi vaccinato prende il Covid l&rsquo;infezione &egrave; di forma molto lieve e non si verifica mai l&rsquo;urgenza d&rsquo;un ricovero anche solo ordinario. &nbsp;Ma, anche a questo proposito, i numeri indicano una discesa di ricoveri e in particolare in terapia intensiva. I decessi sono limitati a soggetti al di sopra degli 80 anni o a casi di persone soggette da gravi affezioni.</p>
<p>Si sta diffondendo, sia pure con tutte le cautele che le vicende del passato ci hanno insegnato, &nbsp;un soffio di ottimismo, anche se &egrave; ancora troppo presto per affermare che siamo alla svolta definitiva. Ma la strada &egrave; quella giusta. Tanto &egrave; vero che per la fine di ottobre si conta dai aumentare la capienza di cinema, teatro, manifestazioni sportive. Anche se forse rester&agrave; il limite dell&rsquo; 80% del potenziale recettivo, ci sar&agrave; una ripresa decisa del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport che forse &egrave; quello che ha sofferto di pi&ugrave; in quest&rsquo;anno e mezzo di pandemia. Ed &egrave; anche giusto che, nel ritorno alla normalit&agrave;, si riduca al minimo la didattica a distanza nelle scuole cos&igrave; come il lavoro a casa nei settori pubblico e privato. Sono state, a tutti i livelli, pesanti e gravi ferite alla vita normale e sociale. Ma verso quali strategie ci stiamo muovendo, soprattutto dal punto di visto dell&rsquo;intervento medico e sanitario? &nbsp;Il primo passo &egrave; il terzo vaccino che per il momento &egrave; in corso di somministrazione &ndash; e sembra con consenso generale ed esiti positivi &ndash; nei confronti di quella parte della popolazione considerata &ldquo;fragile&rdquo; sul piano della salute e quindi pi&ugrave; a rischio nel caso d&rsquo;una infezione.</p>
<p>Sono in corso studi e verifiche, anche perch&eacute; la ricerca scientifica non si ferma, &nbsp;sulla somministrazione graduale del terzo vaccino alla popolazione che ha gi&agrave; ricevuto la prima due dosi. Potrebbe essere, come per l&rsquo;influenza e altri rischi di malattia, una sorta di vaccino annuale? Forse &egrave; troppo presto per far scattare una affermazione cos&rsquo; definitiva, ma l&rsquo;impressione generale, adombrata da molti centri di ricerca internazionali, sembra puntare a questa soluzione. Si pensa infatti di somministrare il vaccino dopo i cosiddetti &ldquo;fragili&rdquo;, alle fasce pi&ugrave; anziane che sono quelle che hanno minori difese interne contro il contagio. Prima gli ultraottantenni e poi gli ultrasettantenni entro la prossima primavera. Volendo cercare di tirare le somme dobbiamo constatare che siamo a una serie di passaggi delicati: la situazione generale migliora e si spinge per tornare alla normalit&agrave;, ma occorre tenere alta la guardia per evitare nuove ondate del virus. Per non parlare di infiniti Paesi poveri dove l&rsquo;indice di vaccinazione &egrave; basso. Giusta la mossa del premier Draghi a promuovere con generose donazioni di farmaco la vaccinazione in Africa, Sud America, Asia. &nbsp;Il ritorno del contagio potrebbe proprio venire da quei luoghi visti i rapporti internazionali che non sono possibili da bloccare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Elezioni dall’esito incerto e strappi nei partiti]]></title>
			<link>https://telenord.it/elezioni-dall-esito-incerto-e-strappi-nei-partiti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il gioco dei sondaggi che da qualche anno a questa parte hanno perduto incisivit&agrave;, anche per esiti &nbsp;reali delle urne sovente assai diversi dalle indicazioni delle...]]></description>
			<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 17:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gioco dei sondaggi che da qualche anno a questa parte hanno perduto incisivit&agrave;, anche per esiti &nbsp;reali delle urne sovente assai diversi dalle indicazioni delle indagini. Le variabili sono quasi nevrotiche e possono davvero capovolgere situazioni solidificate, ovviamente solo in apparenza.&nbsp; Ora, come tutti sanno, l&rsquo;Italia &egrave; di fronte a tre passaggi elettorali differenti. Il primo scatter&agrave; entro due settimane e prevede un robusto gruppo di elezioni amministrative con molti importanti comuni capoluogo. L&rsquo;esito, bene o male, si rivolger&agrave; sullo stato attuale del Parlamento che per&ograve; &egrave; di fatto bloccato a sostenere il governo di Mario Draghi. In febbraio non sar&agrave; il popolo, ma il piccolo reggimento di parlamentari e di rappresentanti delle regioni a eleggere il Capo dello Stato. Se non ci saranno colpi di scena in extremis, Sergio Mattarella non intende, per sue dichiarazioni dirette, ripresentarsi n&eacute; per un mandato pieno n&eacute; per un mandato a breve termine, come &egrave; avvenuto per il suo predecessore. A questo punto le soluzioni, in concreto, sono due: o viene eletto all&rsquo;unanimit&agrave; Mario Draghi, oppure l&rsquo;attuale premier preferir&agrave; restare al governo (magari anche oltre il 2023, scadenza delle due Camere). E a questo punto occorrer&agrave; individuare un candidato di largo consenso che, per il momento, resta un enorme punto interrogativo. Ma, all&rsquo;indomani del voto per il Quirinale, ci sar&agrave; un&rsquo;altra raffica, non meno densa, di elezioni amministrative. Ma alla vigilia di tutte queste prove, gli schieramenti politici si stanno mostrando sempre pi&ugrave; incerti e fragili e le coalizioni potenziali hanno perduto ogni forma di aggressivit&agrave; o di ostentata sicurezza. Il blocco pi&ugrave; solido, sino a pochi mesi fa, era quello del centrodestra&nbsp; che aveva messo nel carniere &nbsp;una alleanza elettorale ferrea con molti risultati positivi. Oggi per&ograve; la posizione di Forza Italia si fa sempre pi&ugrave; distante dai contenuti populisti 4e sovranisti della Lega e di Fratelli d&rsquo;Italia, anche a livello di alleanze europee. Il partito dell&rsquo;ex cavaliere &egrave; sempre pi&ugrave; identificato al vecchio centro liberale e sempre pi&ugrave; sostenitore convinto del Governo Draghi. Inoltre, anche nella complessa vicenda dei vaccini, i forzisti sono schierati senza esitazione a favore del vaccino, del green pass e sono in netta avversione nei confronti dei &nbsp;&ldquo;no vax&rdquo;.&nbsp; Fratelli d&rsquo;Italia di Giorgia Meloni &egrave; l&rsquo;unico movimento nettamente all&rsquo;opposizione e su questa linea sta recuperando suffragi, ma non &egrave; un partito che possa reggere una leadership, anche di schieramento. La sua sorte assomiglia quella del partito della Le Pen in Francia. Raccoglie voti ma non vince mai. Pi&ugrave; complessa &egrave; la situazione che si sta dipanando nella Lega. C&rsquo;&egrave; stata nei giorni scorsi la pesante spaccatura in Parlamento sul voto del green pass, con oltre 50 leghisti che non hanno votato, dopo che i ministri del loro partito, con Giorgetti in testa, si erano schierati con Draghi. La Lega oscilla, forse anche per un certo pendolo di spot di Salvini, forse preoccupato della crescita della Meloni alla quale non on vuole cedere la leadership dello schieramento di centrodestra. Nel partito sembrano emergere due linee, una tradizionalista che sembra d&rsquo;accordo con le oscillazioni populiste di Salvini; l&rsquo;altra, pi&ugrave; governativa e moderato-liberale, di cui il leader di fatto &egrave; Giorgetti. Tutto l&rsquo;insieme appare confuso. E il centrosinistra? Anche in questo schieramento la situazione &egrave; variegata. Il Pd e il M5s non hanno messo insieme una alleanza organica in&nbsp; quasi nessun comune dove si vota. Inoltre, su molti punti ci sono contenuti strategici differenti: il M5s per esempio ha fatto marcia indietro su tutte le riforme sulla giustizia, ma anche al suo interno appare sempre pi&ugrave; frantumato dopo la leadership di Conte che non tutti condividono. I suoi consensi si annunciano in calo. Ma anche nei partitini in particolare nell&rsquo;area pi&ugrave; moderata (Renzi e Calenda per intenderci) c&rsquo;&egrave; molta incertezza. Sono schierati con le scelte sinora vincenti del Governo, ma i sondaggi non sembrano premiarli in alcun modo. Si naviga in un mare agitato e con venti che cambiano direzione di ora in ora.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La escalation dei green pass]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-escalation-dei-green-pass</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[A partire dal 15 ottobre ci sar&agrave; una crescita esponenziale dell&rsquo;obbligo dei green pass, sulla base della legge approvata proprio oggi, dopo gli annunci del governo....]]></description>
			<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 18:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dal 15 ottobre ci sar&agrave; una crescita esponenziale dell&rsquo;obbligo dei green pass, sulla base della legge approvata proprio oggi, dopo gli annunci del governo. Era un punto &nbsp;- di partenza e di arrivo - ormai deciso da tempo. E, diciamo pure la verit&agrave;, era giusto cos&igrave;. Si andr&agrave; al lavoro, sia nel settore pubblico sia nel settore privato, con il green pass e cos&igrave; anche in molti altri punti di riferimento al chiuso. E solo con questo passaporto si potr&agrave; sperare, come ha adombrato lo stesso ministro Speranza, di aumentare il numero delle presenze nei teatri, nei cinema e negli stadi. Si gioca quindi su due corsie differenti verso un doppio obiettivo: con il green pass aumentano i vaccinati e al tempo stesso &egrave; possibile puntare su una ripresa non solo del lavoro ma anche della vita sociale e culturale. Restano ancora sospesi tutti i dubbi sulle discoteche &nbsp;che, obiettivamente, implicano maggiori rischi di aggregazione. In questi ultimi giorni sitiamo assistendo, dai giovani e dagli studenti in particolare, sino a tutti i settori occupazionali, a una sorta di corsa verso il vaccino. Sono infatti un numero molto limitato coloro che sono disposti a perdere la retribuzione del posto di lavoro o a essere esclusi da ogni attivit&agrave;.</p>
<p>Sulla base delle ultime rilevazioni ufficiali sembra ormai che i &ldquo;no vax&rdquo; negli ambienti di lavoro e di studio si stiano riducendo attorno al 5% , una realt&agrave; attorno alla quale preme l&rsquo;opinione pubblica, anche perch&eacute; le argomentazioni negazioniste &nbsp;sembrano sempre pi&ugrave; irrazionali e immotivate, tanto &egrave; vero che le sospensioni dal lavoro senza stipendio si stanno infittendo e, salvo alcuni irrigiditi su posizioni &nbsp;antiscientifiche, molti si stanno decidendo al vaccino per recuperare il green pass e avere quindi la massima libert&agrave; sia sul lavoro sia nei luoghi di evasione. &nbsp;Ora si tratter&agrave; nel volgere del prossimo mese dei &nbsp;mesi che si succederanno di capire quale sar&agrave; l&rsquo;evoluzione della pandemia che sta, sia pure lentamente, calando ma non si sta est9inguendo, per il momento. Occorre capire &ndash; ed &egrave; l&rsquo;incognita verso la quale il governo, lo stesso generale Figliuolo e i vertici della sanit&agrave; &nbsp;si stanno0 muovendo sia pure con cautela &ndash; quale sar&agrave; la prossima evoluzione della situazione sanitaria e se non si creeranno degli epicentri di infezione dalle scuole sino ai posti di lavoro o di divertimento. Il calo dei contagi e dei ricoverati dovrebbe accelerare la ripresa economica che tutti attendono perch&eacute;, al di l&agrave; di giudizi superficialmente ottimistici, dal settore industriale, ma in particolare sino a i settori dell&rsquo;artigianato e del commercio (forse i pi&ugrave; massacrati), i posti di lavoro so0no scesi e molte piccole imprese stanno pagando crisi, chiusure e fallimenti. &nbsp;</p>
<p>Oltre alla corsa al completamento della vaccinazione, ora emerge la questione, tutt&rsquo;altro che semplice perch&eacute; molti aspetti scientifici sono ancora in discussione e controversi, del &ldquo;terzo vaccino&rdquo;. Decolla nei prossimi giorni quello per la fascia cosiddetta &ldquo;pi&ugrave; fragile&rdquo;, alla quale dovrebbe seguire invece la parte dei cittadini coinvolti nel settore sanitario (medici, infermieri, assistenti ospedalieri), cio&egrave; coloro che saranno sempre a contatto con malati e comunque con soggetti colpiti dal Covid. Resta ancora in dubbio l&rsquo;ipotesi di praticare la terza dosi alla popolazione cosiddetta &ldquo;normale&rdquo;, sia pure partendo dalle diverse fasce di et&agrave;. Sar&agrave; un &ldquo;seguito&rdquo; dei vaccini oppure un trattamento che potrebbe poi essere annuale come per l&rsquo;influenza? La questione &egrave; ancora oggetto di discussione in sede scientifica non solo italiana ma anche internazionale, tanto &egrave; vero che si &egrave; parlato di unire &nbsp;le due vaccinazioni (covid e influenza) insieme. Ma tutto &egrave; ancora in dubbio e nell&rsquo;incertezza.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il Salone della speranza e della ripresa]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-salone-della-speranza-e-della-ripresa</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-salone-della-speranza-e-della-ripresa</guid>
			<description><![CDATA[La 61&deg; edizione del Salone Nautico Internazionale ha chiuso oggi sfiorando il massimo della potenziale presenza prevista assestandosi grosso modo sulle 95 mila presenze....]]></description>
			<pubDate>Tue, 21 Sep 2021 18:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-03f40ab1d2-MsoNormal">La 61&deg; edizione del Salone Nautico Internazionale ha chiuso oggi sfiorando il massimo della potenziale presenza prevista assestandosi grosso modo sulle 95 mila presenze. Sono stati sei giorni molto intensi e Genova e il territorio hanno ritrovato lo spirito e la condizione degli anni d&rsquo;oro della manifestazione, tornata decisamente al livello internazionale per quantit&agrave; di espositori e per la qualit&agrave; dei prodotti. &nbsp;Questa edizione del Salone merita pi&ugrave; d&rsquo;una riflessione perch&eacute; &egrave; stato letto e interpretato come un passaggio &ndash; concreto ed emblematico &ndash; della ripartenza della citt&agrave; e della regione dopo quasi due anni di blocco provocato dalla pandemia.&nbsp; In coincidenza con l&rsquo;evento si sono profilate e non solo sul piano di semplici annunci molti movimenti in crescendo di realt&agrave; cittadine. Basterebbe fermarsi proprio dell&rsquo;area del Salone e di quella che ormai pu&ograve; essere definita la &ldquo;ex Fiera&rdquo;. Gli edifici che per oltre quarant&rsquo;anni hanno ospitato i numerosi eventi fieristici sono stati rapidamente demoliti e ora al loro posto sorgeranno edifici di abitazione vista mare su design di Renzo Piano che ha ideato due anni fa l&rsquo;assetto del Waterfront di Levante. Oltre alle residenze vip che dovrebbero essere pronte in meno di tre anni, sar&agrave; ristrutturato il Palazzetto dello Sport (che ospiter&agrave; anche ristoranti e negozi, oltre che manifestazioni sportive al coperto). Ma l&rsquo;area cambier&agrave; fisionomia perch&eacute; sar&agrave; percorsa da un canale mentre la fascia di approdo potr&agrave; ospitare centinaia di imbarcazioni in pi&ugrave; delle capienza attuale. Se non sar&agrave; per il prossimo anno, il Salone del 2023 e sicuramente quello del 2024 segneranno un record mondiale di esposizioni. L&rsquo;area della Foce assumer&agrave; la fisionomia d&rsquo;una capitale mondiale della nautica da diporto, disponibile per tutto l&rsquo;anno e quindi con un alto potenziale di ospitalit&agrave; per iniziative del settore. Al di l&agrave; di questo nuovo e prestigioso quartiere, nell&rsquo;intero porto di Genova molte iniziative sono in movimento, perch&eacute; si &egrave; tornati a parlare della ristrutturazione dell&rsquo;edificio storico vintage dell&rsquo; Hennebique, abbandonato da anni e di nuovi assetti di approdo per il settore crocieristico, per non parlare di Ponte Parodi che, abbandonato a un progetto sbagliato che non sar&agrave; mai realizzato, dovr&agrave; trovare una adeguata sistemazione e un ruolo operativo. Infine, sul piano invece delle strutture funzionali si attende il decollo per lo spostamento a mare della diga foranea &nbsp;che consentir&agrave;, con opportuno dragaggio dei fondali, l&rsquo;approdo delle unit&agrave;, soprattutto del settore merci, di ultima generazione. Se tutti i progetti decolleranno e saranno realizzati nei tempi previsti, lo scalo genovese confermerebbe una prestigiosa leadership mediterranea ed europea: &egrave; l&rsquo;obiettivo che le istituzioni (Regione, Comune ma anche tutte le associazioni imprenditoriali) hanno richiamato nelle dichiarazioni di chiusura del Salone e inserito nelle prospettive immediate operative, visto che le ultime previsioni degli specialisti indicano una ripresa economica e produttiva dell&rsquo;Italia alla fine dell&rsquo;anno con indici superiori alle previsioni. Accanto a queste indicazioni e dichiarazioni di volont&agrave; e di operare, il sistema produttivo genovese e ligure nell&rsquo;arco di due-tre anni dovrebbe raggiungere una condizione ottimale per quel che riguarda il sistema dei trasporti. C&rsquo;&egrave; infatti da augurarsi che la condizione delle autostrade, sulle quali fervono lavori di assestamento e di importanti interventi dopo anni di errori e di trascuratezza, torni ottimale, cos&igrave; come si dovrebbe potenziare il sistema ferroviario con il completamento dei lavori del Terzo Valico che velocizzer&agrave; gli sposamenti ei persone e merci dalla costa al centronord dell&rsquo;Italia, puntando al cuore dell&rsquo;Europa. Si spera poi nell&rsquo;arrivo di investimenti strutturali del Recovery e nel recupero di 8iniziative (di cui s&rsquo;&egrave; smesso di parlare) come la famosa Gronda. Ma accanto ai soliti dubbi (che sussistono) rispetto a molte promesse del passato rimaste sospese al vento, si ha la sensazioni che sia stato introdotto &nbsp;un passa concreto. In questa chiave sventola il vessillo del Salone Nautico: per Genova la fortuna viene sempre dal mare. Cos&igrave; ci ha insegnato la Storia.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il complicato problema dell’invasione dei cinghiali]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-complicato-problema-dell-invasione-dei-cinghiali</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
La morte d&rsquo;un cacciatore per il morso di un cinghiale, tragedia avvenuta in questi giorni, ha riaperto una discussione molto complessa, e con forti tratti polemici,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 17:35:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-33d79f3708-WordSection1">
<p class="ox-33d79f3708-MsoNormal">La morte d&rsquo;un cacciatore per il morso di un cinghiale, tragedia avvenuta in questi giorni, ha riaperto una discussione molto complessa, e con forti tratti polemici, sulla presenza degli ungulati sia nei boschi dell&rsquo;entroterra, ma, con un crescendo impressionante, anche nei paesi e nelle citt&agrave; come la stessa Genova. La situazione &egrave; al limite della tollerabilit&agrave;, perch&eacute; la caccia al cinghiale &egrave; regolata dalla legge venatoria in termini di tempo e di stagioni nonch&eacute; di limiti quantitativi. Con il trascorrere degli ultimi anni, ma anche solo di questi mesi la situazione ha ormai raggiunti il confine della tollerabilit&agrave;. Solo a Genova, che &egrave; la citt&agrave; pi&ugrave; grande della Liguria, abbiamo gi&agrave; avuto invasioni di quartieri sia periferici sia residenziali, oltre che di marine e di spiagge. &nbsp;Non sempre i cinghiali sono aggressivi nei confronti dell&rsquo;uomo, ma i loro comportamenti non sono prevedibili, perch&eacute; dipendono da una infinit&agrave; di motivazioni o di spinte. E il cinghiale ha un morso forte e pericoloso anche se, nei confronti dell&rsquo;uomo, cerca in genere solo una forma istintiva di difesa. Ma il potenziale della pericolosit&agrave; &egrave; molto alto, considerato che possono essere a contatto anche anziani, donne e bambini. Nelle scorse settimane i cinghiali, anche a frotte, hanno scorrazzato sulle spiagge e sui centri di quasi tutta la Liguria, creando non pochi problemi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;A questo punto nasce un problema che non pu&ograve; essere sottovalutato. E&rsquo; evidente &ndash; fenomeno da anni in crescendo &ndash; che c&rsquo;&egrave; un moltiplicarsi degli ungulati, una crescita che per il momento &egrave; difficile contenere e che comporta, non solo i pericoli alle persone a cui prima di faceva cenno, ma anche gravi danni alle colture e anche agli allevamento di bovini e ovini. Ovviamente a questo punto sorgono posizioni differenti, e anche polemiche, con sconfinamenti inevitabili in campo politico. Ci sono posizioni che puntano a proporre azioni radicali di eliminazione &nbsp;dei cinghiali (il cui numero &egrave; obiettivamente superfluo rispetto agli equilibri zoologici del territorio) con un ampliamento dei tempi e degli spazi della stagione della caccia. Al tempo stesso, ci sono le posizioni invece pi&ugrave; rigide e limitative di ecologisti e di animalisti. Il tema della caccia, da sempre, &egrave; oggetti di posizioni contrastanti che partono da visioni ideologiche opposte. Ma qui il problema scavalca le vecchie posizioni &ldquo;ideologiche &ldquo; (a volerle chiamare cos&igrave;) perch&egrave; &nbsp;i &ldquo;no caccia&rdquo; in genere puntano sulla difesa di specie selvatiche che rischiano l&rsquo;estinzione e che sono una sorta di fiore all&rsquo;occhiello in campo naturalistico di specifici ambiti territoriali &nbsp;che meritano attenzione e protezione. La questione dell&rsquo; &ldquo;esubero&rdquo; (a volerlo chiamare cos&igrave;) dei cinghiali non pi&ugrave; contenibili nei loro spazi naturali e che si muovono appunto in cerca di cibo assume invece una dimensione completamente differente e per la quale, di fatto, le strutture istituzionali erano impreparate. Occorrer&agrave; mettere a punto complessi progetti, uno dei quali sar&agrave; certamente una estensione della licenza di caccia ma data con obiettivi limitativi di specie e di quantit&agrave; proporzionale, senza sconfinare in altre specie di animali selvatici. Toccher&agrave; alle istituzioni, a partire dalla regione tramite gli assessorati competenti, trovare una soluzione operativa che eviti ricorsi e appelli amministrativi, per consentire un&rsquo;azione concreta che ridimensioni la crescita progressiva dei cinghiali. Si dovr&agrave;, con l&rsquo;aiuto della guardia forestale che avr&agrave; per forza di cose una funzione di gestione e di controllo, trovare un punto di equilibrio operativo per arrivare al taglio del numero degli ungulati che ormai si sono spostate alle spalle degli abitati della Liguria e la cui presenza non &egrave; pi&ugrave; assolutamente sostenibile. Per&ograve;, al fine di evitare infiniti rinvii, comitati, convegni e scontri anche nella prospettiva delle prossime elezioni locali, occorre fare in fretta. Molto in fretta.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Green pass: il passaporto per la ripresa]]></title>
			<link>https://telenord.it/green-pass-il-passaporto-per-la-ripresa</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/green-pass-il-passaporto-per-la-ripresa</guid>
			<description><![CDATA[E&rsquo; irrazionale e autodistruttivo &ndash; per se stessi e per la collettivit&agrave; &ndash; opporsi al green pass e alla sua estensione in tutti i settori della...]]></description>
			<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 16:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; irrazionale e autodistruttivo &ndash; per se stessi e per la collettivit&agrave; &ndash; opporsi al green pass e alla sua estensione in tutti i settori della societ&agrave;: equivale a un obbligo di fatto di vaccinazione? Certo: e questo &egrave; lo scopo della linea del governo e del saggio premier Draghi. Pi&ugrave; si allarga il green pass, pi&ugrave; crescono i vaccinati. E, al tempo stesso, diminuisce la diffusione della pandemia. Lo ha capito bene la vasta ala dei sostenitori e dei vertici della Lega (guidati dal ministro Giorgetti e dai presidenti della Lombardia, Fontana, e del Veneto, Zaia) che ha puntato a scavalcare le oscillazioni di Salvini e a schierarsi con la linea del Governo. Inutile dannoso cercare di inseguire Giorgia Meloni che, da solo all&rsquo;opposizione, cerca di rastrellare i suffragi dei no vax e dei micro gruppuscoli &nbsp;dell&rsquo;estrema destra. L&rsquo;esperienza della Le Pen dovrebbe insegnarlo: prendi voti ma poi non ce la fai a governare &nbsp;perch&eacute; si resta soli senza alleati.</p>
<p>Con il passare delle settimane e dei giorni, ormai la linea no vax, sincera o strumentale, non resta in piedi e non aggrega pi&ugrave; le piazze, anche perch&eacute; i cittadini vogliono tornare il pi&ugrave; presto possibile alla normalit&agrave;. E&rsquo; un concetto che &egrave; emerso in queste ore con l&rsquo;inaugurazione della 61&deg; edizione del Salone Nautico Internazionale. &nbsp;Rispetto all&rsquo;anno scorso, quando la situazione era assai pi&ugrave; pesante, sia pure con l&rsquo;impiego del green pass e delle mascherine, oltre che dei distanziamenti e dell&rsquo;evitare assembramenti anche negli incontro e nelle manifestazioni, il Salone appare gi&agrave; in netta crescita ed &egrave; considerato, come ormai &egrave; stato scritto e sottolineato, uno strumento fondamentale della ripresa economica di Genova e della Liguria, per non parlare degli aspetti internazionali. Crescono i visitatori e Genova &egrave; invasa di presenze, anche solo di curiosi e di semplici turisti attratti dall&rsquo;evento. Le stesse istituzioni contano proprio su fatto che il Salone, al di l&agrave; delle sue specifiche peculiarit&agrave; economiche e anche artistico-culturali, sar&agrave; una spinta ulteriore alla vaccinazione per tutte le fasce di et&agrave;. Al di l&agrave; d&rsquo;una certa soddisfazione, sempre ripetuta e rilanciata, da parte delle istituzioni locali, sull&rsquo;andamento della vaccinazione.</p>
<p>I dati statistici danno la Liguria in discesa per quel che riguarda le settimane precedenti quando erano emerse focolai in particolare nelle province di Savona e di Imperia. Si valuta la discesa attorno al !0%. La popolazione che ha completato il ciclo vaccinate &egrave; in pratica pari alla media italiana (68%). A questi vanno aggiunti ni casi di chi ha compiuto solo il primo ciclo vaccinale (una crescita di oltre il 5% mentre la media italiana &egrave; del 6%). Per quel che riguarda la popolazione over 50 anni &egrave; stato rilevato che in Liguria c&rsquo;&egrave; il 13,8% che non ha ricevuto alcun vaccino (rispetto alla media italiana &nbsp;che si assesta sull&rsquo; 11%). &nbsp;Per la popolazione tra i 12 e i 19 anni in Liguria i non vaccinati sono ancora il 41,6% rispetto alla media italiana del 33,7%. Perch&eacute; questo dato? Le spiegazioni sono diverse e incrociate tra di loro. In primo luogo c&rsquo;&egrave; la questione dell&rsquo;et&agrave; media della popolazione, che in Liguria &egrave; la pi&ugrave; alta d&rsquo;Italia. E quindi sono fasce d&rsquo;et&agrave; dove maggiore &egrave; la diffidenza e ha quindi una maggiore resistenza a vaccinarsi.</p>
<p>Poi c&rsquo;&egrave; un altro aspetto da non sottovalutare: c&rsquo;&egrave; una popolazione dispera nei piccoli centri dell&rsquo;entroterra e dell&rsquo;Appennino. Aree &nbsp;non sempre suffragata da servizi sanitari costanti e non facilmente raggiungibili e dove &egrave; difficile trovare un sistema di aggregazione per procedere a vaccinazioni di gruppo. E proprio per questa dispersione dell&rsquo;abitato non &egrave; acile neppure fare informazione. In questo contesto si &egrave; mossa nei mesi scorsi con un&rsquo;azione diffusa la Asl 4 diretta da Paolo Petralia (e che raccoglie il Levante della Provincia di Genova) , ma al di l&agrave; delle scelte di prima linea occorrer&agrave; una strategia diffusa, cosiderato che la situazione della Liguria, anche per quel che riguarda i ricoveri &egrave; per ora ottimale.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Salone nautico: una strategia per Genova]]></title>
			<link>https://telenord.it/salone-nautico-una-strategia-per-genova</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[L&rsquo;autunno ci porta all&rsquo;appuntamento strategico del Salone Nautico Internazionale. Un appuntamento mai mancato, anche se per la pandemia l&rsquo;anno scorso ha...]]></description>
			<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 16:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;autunno ci porta all&rsquo;appuntamento strategico del Salone Nautico Internazionale. Un appuntamento mai mancato, anche se per la pandemia l&rsquo;anno scorso ha sofferto e anche per quest&rsquo;anno non mancheranno altri limiti. Ma, nelle prospettive degli organizzatori e degli espositori si punta a superare i 100 mila biglietti venduti, rispetto ai poco pi&ugrave; di 70 mila dell&rsquo;anno scorso. Certo, alle spalle del Saone e degli approdi gremiti di barche, tra le quali molte delle extralusso di grande tonnellaggio che saranno le &ldquo;regine&rdquo; della manifestazione, purtroppo spicca la spianata densa dei rottami degli edifici demoliti della vecchia e gloriosa Fiera, un tempo area di ospitalit&agrave; del Salone e di gran parte delle sue iniziative. &nbsp;Oggi regge l&rsquo;imponente padiglione Jean Nouvel, mentre molte iniziative saranno spostate nelle reception pi&ugrave; a ponente. Ma il Salone ormai spicca &ldquo;en plein air&rdquo; con la distesa di imbarcazioni appoggiate alle rive del porto. La collocazione naturale. Il Salone Nautico, giunto alla sua 61&deg; edizione, a voler dare uno sguardo fugace al passato, &egrave; stato certamente l&rsquo;iniziativa pi&ugrave; importante e di maggior successo d&rsquo;una Genova desiderosa, gi&agrave; dagli anni della ripresa economica del dopoguerra, di inserirsi in un orizzonte internazionale, giocando su una peculiarit&agrave; del suo DNA.</p>
<p>Il Salone &egrave; stato sempre la grande mostra antologica della nautica da diporto &ndash; dalle piccole imbarcazioni sportive ai grandi yacht &nbsp;- che ha ospitato le pi&ugrave; qualificate produzioni internazionali ma che anche ha messo in evidenza l&rsquo;eccellenza italiana nella qualit&agrave; e nel design. &nbsp;Per questo il Salone ha attratto sempre centinaia di migliaia di visitatori, anche semplici curiosi, mettendo in evidenza, alla luce della fine dell&rsquo;estate, anche le attrattive della Liguria e di Genova: arte, natura, spettacoli e gastronomia, oltre che moda e stile. I fondatori del Salone, allora collegati alla emergente Fiera, avevano capito che era possibile raggiungere molti obiettivi, anche nel tempo, con effetti economici di grande rilievo. Per non parlare del prestigio che avrebbe incoronato Genova e il suo territorio. Il Salone negli anni scorsi ha sofferto, oltre che della pandemia, anche di complessi problemi che hanno coinvolto le associazioni di categoria dei costruttori di panfili.</p>
<p>Ma oggi &egrave; tornata l&rsquo;unit&agrave; e intravvedendo, come si dice ormai abitualmente, la luce in fondo al tunnel, si punta a una grande ripresa per dare vita a un Salone in crescita anno dopo anno per puntare alla leadership internazionale del settore. In questa prospettiva gli operatori del settore e tutta la infinita filiera degli interessi collegati all&rsquo;evento, anche fuori della cittadella ideale del Salone, puntano a una grande scommessa di rilancio, proprio al fine di dare una svolta alla vita sociale e collettiva nella certa speranza d&rsquo;un declino della pandemia. Perch&eacute; sono pi&ugrave; che concreti i progetti di ripresa e di rilancio della citt&agrave; e dei settori pi&ugrave; qualificati del suo potenziale economico. Ma solo per restare nell&rsquo;ambito territoriale in cui &egrave; collocato il Salone le istituzioni puntano a realizzare pi&ugrave; in fretta possibile il Waterfront di Levante, ovvero la rinascita edilizia e funzionale dell&rsquo;ex padiglione fieristico sulla base del progetti di Renzo Piano.</p>
<p>In meno di tre anni la situazione potrebbe essere completamente rovesciata, sia sul piano funzionale, sia sul piano estetico, con il rilancio del Palasport in via di ristrutturazione. La carne al fuoco, alla vigilia del Salone, &egrave; dunque tanta e tutta Genova sogna una ripresa a 360&deg;. Nell&rsquo;immediato le uniche ombre dei prossimi giorni, ma si spera di no, potrebbero venire dalla meteorologia perch&eacute; ci sono annunci di piagge diffuse e di maltempo, un ostacolo fastidioso per un evento che si annuncia in gran parte all&rsquo;aria aperta e sul mare. Ma si confida nella benevolenza degli Dei &nbsp;in particolare delle divinit&agrave; marine come nei lontani secoli del mondo classico.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La strategia vincente del green pass e dei vaccini]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-strategia-vincente-del-green-pass-e-dei-vaccini</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/la-strategia-vincente-del-green-pass-e-dei-vaccini</guid>
			<description><![CDATA[Il governo Draghi, con grande saggezza, ha messo a punto una graduale (ma sempre in crescendo) estensione dell&rsquo;obbligo del green pass per i settori pubblico e privato, in...]]></description>
			<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 16:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo Draghi, con grande saggezza, ha messo a punto una graduale (ma sempre in crescendo) estensione dell&rsquo;obbligo del green pass per i settori pubblico e privato, in pieno accordo con i vertici della pubblica amministrazione e della Confindustria. E questa linea significa, in parole povere, una estensione di fatto dell&rsquo;obbligo del vaccino. E i risultati, anche sul piano statistico, si stanno vedendo: la percentuale dei vaccinati, in particolare i giovani dai 12 anni ai 18 &egrave; in crescita tanto &egrave; vero che alla vigilia della riapertura dell&rsquo;anno scolastico si &egrave; quasi vicini al totale, sia degli studenti sia dei docenti, sia del personale scolastico ausiliario. E&rsquo; fin troppo evidente che studenti e docenti hanno sofferto l&rsquo;ultimo anno scolastico gli effetti negativi della didattica a distanza, una condizione nella quale nessuno vuole tornare. &nbsp;E&rsquo; una condizione pesantemente limitativa dell&rsquo;attivit&agrave; scolastica di cui si sono sofferti gli effetti negativi.</p>
<p>E va aggiunto che la didattica distanza non soddisfa neppure l&rsquo;insegnamento universitario. Draghi si &egrave; mosso con prudenza, ma anche con determinazione, sostenuto anche dal ministro Speranza e dal generale Figliuolo per arrivare ai primi di ottobre al traguardo dell&rsquo; 80% degli italiani vaccinati due volte, obiettivo che corrisponderebbe alla cosiddetta &ldquo;immunit&agrave; di gregge&rdquo;. La maggiore difficolt&agrave; &egrave; costituita dalla fascia (si parla di quasi due milioni di italiani, in un contesto pi&ugrave; vasto di quasi dieci milioni) di ultracinquantenni che rifiutano di vaccinarsi. In questo contesto per&ograve; si vanno restringendo gli spazi dei vari movimenti &ldquo;no vax&rdquo; che trovano sempre meno agganci nella societ&agrave; civile. In parte la loro argomentazione si fa sempre pi&ugrave; fragile perch&egrave; l&rsquo;incremento dei vaccini argina di fatto il Covid, senza contare che ormai nei movimenti, sempre meno legati a una piazza alternativa, hanno ormai in prima fila i gruppuscoli dell&rsquo;estrema destra alla ricerca di spazi elettorali.</p>
<p>A questo proposito appare sempre pi&ugrave; debole la posizioni di Matteo Salvini che ha cercato, sia pure con ondeggiamenti tattici, di non lasciare i &ldquo;no vax&rdquo; sotto il controllo di Fratelli d&rsquo;Italia, unico partito all&rsquo;opposizione del governo. Ma Salvini, in questi ultimi giorni, ha visto emergere all&rsquo;interno della Lega, forti componenti invece omologhe alla linea strategica di Draghi, realt&agrave; politiche da non sottovalutare, perch&eacute; &nbsp;si parte dal ministro Giorgetti, di fatto alternativo a Salvini. Non solo: a favore dell&rsquo;estensione del green pass e dell&rsquo;obbligo vaccinale sono ormai schierato i presidenti leghisti della Lombardia, Fontana, e del Veneto, Zaia. Ed entrambi, come &egrave; noto, godono di ampio prestigio nella base. Per Salvini, che teme un sorpasso nel consenso da parte della Meloni, manca anche la spalla di Forza Italia, perch&egrave; da Berlusconi a tutti i suoi luogotenenti c&rsquo;&egrave; uno schieramento massiccio favorevole al green pass , cos&igrave; come in tutta l&rsquo;area moderata di centro. &nbsp;Ora occorre capire gli ultimi passaggi che si svolgeranno nelle prossime settimane.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La settimana della ripresa]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-settimana-della-ripresa</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/la-settimana-della-ripresa</guid>
			<description><![CDATA[Decolla &ndash; e tutti lo sperano con grandi speranze &ndash; la settimana della ripresa, in particolare in Liguria, perch&eacute; oltre il decollo dell&rsquo;anno scolastico,...]]></description>
			<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 18:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decolla &ndash; e tutti lo sperano con grandi speranze &ndash; la settimana della ripresa, in particolare in Liguria, perch&eacute; oltre il decollo dell&rsquo;anno scolastico, carico di promesse, si avr&agrave; anche il Salone Nautico Internazionale che da 61 anni &egrave; una delle eccellenze del territorio. L&rsquo;edizione del Salone di quest&rsquo;anno, anche per le previsioni di &ldquo;numeri&rdquo; (espositori, presenze, biglietti prevenduti), sembra ormai riagganciarsi alla vita, non solo economica, della citt&agrave; e della Liguria, ma segna anche un passo ulteriore sul piano del turismo e di tutto quello che Genova e la Liguria possono offrire.&nbsp;</p>
<p>Il Salone dovrebbe essere la premessa, dopo qualche anno di difficolt&agrave; dovute anche alle divisioni degli armatori e dei costruttori, di ima forte ripresa del settore anche in funzione della qualit&agrave; e dell&rsquo;eccellenza del prodotto italiano. In prospettiva, proprio a Genova, si sono prospettive &nbsp;di maggiore respiro, perch&eacute; decolleranno i lavori di completo riassetto del quartiere della Foce, dopo la demolizione di quasi tutti gli edifici della vecchia Fiera. Nascer&agrave; in pochi anni il Waterfront di Levante, con la funzione espositiva del Padiglione Blu, della ristrutturazione del Palasport e con la realizzazione di residenze di lusso. Ma ci saranno spazi per ristoranti e centri commerciali di alto livello, mentre parte della struttura, attraversata da canali sar&agrave; in funzione del porto turistico che avr&agrave; prospettive di espansione. E&rsquo; un momento di grande attesa per una serie di &ldquo;partenze&rdquo; di iniziative di grande impegno e di grande attesa.&nbsp; Infatti partiranno in empi rapidi di lavori per la realizzazione della nuova diga foranea spostata al largo per accogliere unit&agrave; turistica e merci di ultime generazione, ovvero di maggiori dimensioni.</p>
<p>Al tempo stesso il porto diventer&agrave; sempre pi&ugrave; &ldquo;green&rdquo; a tutti i livelli, anche per l&rsquo;evoluzione tecnologica delle unit&agrave; marittime. In questi giorni di sono riaperte le prospettive, anche per spinta del governo, per assegnare a nuove iniziative produttive una parte delle aree, per il momento dismesse &nbsp;della ex Ilva, un progetto per il quale si &egrave; sempre speso il Comune di Genova. Anche per quel che riguarda la movimentazione delle merci emergono importanti cambiamenti. In pochi anni avremo nuovo collegamenti tra gli attracchi e le ferrovie oltre che per il Terzo Valico che dovrebbe essere in funzione entro il 2024. Resta ancora sospesa, ma purtroppo la discussione va avanti da molti anni, la questione relativa al trasferimento dei depositi petrolchimici di &nbsp;Multedo sui quali si intensificano le riflessioni. Il porto e tutti gli aspetti connessi allo scalo si appresa a modificare, in senso positivo, molti aspetti della sua fisionomia puntando a identificarsi con la moderna economia basata suoi trasporti e sull&rsquo;aumento della velocit&agrave; per movimentazion4e delle merci. In questa chiave la posizione di Genova e degli altri porti liguri &egrave; strategica sul piano internazionale.</p>
<p>Occorre per&ograve; che non intervengano troppi stop e non si finisca nella rete delle leggi e delle leggine, quasi sempre frenanti. In questa chiave dovrebbero essere collocate le gestioni commissariali da molti invocate. Ma occorre creare sistemi che accelerano il raggiungimento degli obiettivi ma che non finiscano nelle paludi dei ricorsi e delle infinite normative.&nbsp; Il commissariamento deve essere una realt&agrave; concreta e operativa e non una immagine mediatica priva di reali contenuti. Siamo dunque, emblematicamente, sulla linea di partenza d&rsquo;una corsa affascinante. In questa grande prova non va sottovalutato il &ldquo;via&rdquo; all&rsquo;anno scolastico. Ci vorr&agrave; un sistema di studi adeguato al raggiungimento degli obiettivi qualificanti di crescita. Per avere una fascia di futuri operatori in tutti i settori non &egrave; pi&ugrave; accettabile una scuola con la didattica a distanza. Anche in questo contesto vaccinarsi &egrave; determinante.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il crocifisso in classe: superare le polemiche]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-crocifisso-in-classe-superare-le-polemiche</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-crocifisso-in-classe-superare-le-polemiche</guid>
			<description><![CDATA[La decisione della Corte Costituzionale relativa alla presenza nelle classi del crocifisso sembra ispirata al cosiddetto &ldquo;sano buonsenso&rdquo;. Vale a dire: sul piano...]]></description>
			<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 17:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione della Corte Costituzionale relativa alla presenza nelle classi del crocifisso sembra ispirata al cosiddetto &ldquo;sano buonsenso&rdquo;. Vale a dire: sul piano della discussione pacata, se non ci sono prese di posizione ideologiche, lo si pu&ograve; tranquillamente &nbsp;tenere. Nel caso di dure opposizione &egrave; meglio evitare scontri ideologici e religiosi, con ricadute politiche sul principio della laicit&agrave; dello Stato. &nbsp;La questione che &egrave; arrivata dopo polemiche e ricorsi alla Suprema Corte nasce da vecchie polemiche mai estinte e che hanno una radice antica e in particolare al Concordato frutto d&rsquo;un accordo tra Mussolini e il Vaticano che aveva chiuso pi&ugrave; di mezzo secolo di contrasti tra il nuovo Regno d&rsquo;Italia e lo Stato del Vaticano. &nbsp;Il Regno d&rsquo;Italia, frutto dell&rsquo;unit&agrave; a fatica raggiunta e con la sistemazione di Roma come capitale, confinando lo Stato della Chiesa nel quartiere del Vaticano. In quel contesto , con scomuniche e dure leggi anche fiscali sulle propriet&agrave; della Chiesa, si era arrivati alla definizione dell&rsquo;Italia come Sato laico, alla stessa stregua di altre nazioni europee come la Francia e l&rsquo;Inghilterra e altre.</p>
<p>Gli uffici pubblici e le aule scolastiche avevano come simbolo il tricolore o l&rsquo;effige del Re d&rsquo;Italia. &nbsp;Dall&rsquo;Unit&agrave; sino al Patto Gentiloni dell&rsquo;inizio del &nbsp; XX secolo, di fatto i cattolici praticanti erano invitati dal Vaticano a non votare e a non essere candidati. Ma si trattava soltanto d&rsquo;un mezzo passo avanti senza nessuna ammissione ufficiale o istituzionalizzata. &nbsp;Circa vent&rsquo;anni dopo, Mussolini, anche per distinguersi dal passato risorgimentale e per aumentare l&rsquo;area di sostegno al suo regime, riusc&igrave; a raggiungere l&rsquo;accord9o con la Santa Sede a &nbsp;firmare il Concordato con il quale la religione cattolica veniva considerata la religione ufficiale dello Stato italiano. Da allora ecco che il crocifisso venne collocato nelle aule scolastiche e in molte strutture pubbliche. La questione della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche non riprese in chiave di polemica ideologica e di principio nell&rsquo;immediato dopoguerra, perch&eacute; il primo de il secondo decennio di leadership della Dc aveva accentuato il ruolo della chiesa cattolica come religione dello Stato e non erano ancora emerse le modifiche legislative sul divorzio e sull&rsquo;aborto.</p>
<p>In linea di massima nelle scuole si consentiva di non partecipare alle lezioni di religione agli studenti di fede protestante, ortodossa o ebraica e ai rarissimi casi di famiglie che rivendicavano una netta laicit&agrave;. Poi con le nuove legislazioni e con la modifica del Concordato, frutto dell&rsquo;azione politica di Bettino Craxi quando era Presidente del Consiglio, si &egrave; accentuata, sia pure senza arrivare a scontri diretti, la dimensione laica dello Stato, come del resto &egrave; sempre stato in tutti i Paesi occidentali, indipendentemente dalla prevalenza d&rsquo;una fede religiosa all&rsquo;interno della nazione in questione. Come si &egrave; detto il divorzio e l&rsquo;aborto sono stati elementi di accentuazione di questo atteggiamento diffuso nell&rsquo;opinione pubblica. E in questo periodo preciso si sta facendo strada un altro elemento peculiare dei valori laici quale il cosiddetto &ldquo;suicidio assistito&rdquo; che trova, come del resto &egrave; logico, &nbsp;contraria la Chiesa Cattolica, come &egrave; avvenuto per i matrimoni civile tra coppie omosessuali. Di qui la ripresa della questione della presenza del crocifisso a scuola che &egrave;, per molti aspetti, un residuo del vecchio Concordato e che, per la verit&agrave;, salvo casi estremi.</p>
<p>Non ha dato luogo a scontri &nbsp;politici e ideologici vistosi. In realt&agrave; la questione reale &egrave; il superamento, in tutte le democrazie occidentali, della &ldquo;Religione di Stato&rdquo;, fenomeno che ben altri fanatismi, che da noi in occidente fanno ormai parte d&rsquo;un remoto passato, sta risorgendo in alcuni stati islamici e che vedremo dilagare in Afghanistan nei prossimi mesi. Corretta ed equilibrata dunque la linea della nostra Corte Costituzionale &nbsp; che punta sull&rsquo;accordo sereno e di superamento dei contrasti. D&rsquo;altro canto la fede religiosa &egrave; una spetto della libert&agrave; individuale: va rispettata e deve rispettare che non ce l&rsquo;ha.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[La faticosa marcia del green pass]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-faticosa-marcia-del-green-pass</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Per molti aspetti Mario Draghi &egrave; decisionista, anche perch&eacute; &egrave; il decisionismo che si chiede al suo singolare (per la storia italiana) tipo di governo. Ma ci...]]></description>
			<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 15:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per molti aspetti Mario Draghi &egrave; decisionista, anche perch&eacute; &egrave; il decisionismo che si chiede al suo singolare (per la storia italiana) tipo di governo. Ma ci sono, comunque, dei passaggi &ndash; pi&ugrave; in politica interna che in politica estera &ndash; che &egrave; costretto a percorrere. &nbsp;Mentre Draghi si muove in questi giorni, in un clima internazionale di stima diffusa, proprio sulla politica estera, &egrave; per&ograve; costretto a segnare il passo su temi interni importanti e delicati, quali l&rsquo;obbligo dei vaccini e l&rsquo;impiego graduale del green pass. Oggi, come &egrave; gi&agrave; stato diffuso e comunicato, passer&agrave; l&rsquo;obbligo del &ldquo;certificato verde&rdquo; per il personale delle Rsa (luoghi di pericolosi focolai infettivi) e per le mense scolastiche. Poi si proseguir&agrave; &ndash; ma potrebbero volerci anche due o tre settimane &ndash; a estendere ulteriormente l&rsquo;obbligo a sempre pi&ugrave; estesi settori del pubblico e del privato.</p>
<p>E&rsquo; ormai chiaro che, anche per evitare complicati e interminabili procedimenti giudiziari per mettere in chiaro la legittimit&agrave; anche costituzionale dell&rsquo;obbligo dei vaccini, Draghi e i suoi pi&ugrave; stretti collaboratori puntano ad allargare di fatto gli obblighi. E l&rsquo;obiettivo &egrave; chiaro ed evidente: soltanto la diffusione del vaccino pu&ograve; stringere le magie delle infezioni e pu&ograve; mettere al riparo strati sempre pi&ugrave; larghi della popolazione. Ed &lsquo; solo cos&igrave; che sar&agrave; possibile tornare, al pi&ugrave; presto possibile, a una vita normale e soprattutto alla ripresa dell&rsquo;economia. I &ldquo;no vax&rdquo; e i gruppuscoli negazionisti (o politicamente strumentali) si stanno, sia pure lentamente, affievolendo e stanno perdendo via via consenso, anche se ci sono ancora, anche in categorie impensabili come medici e sanitari, microsacche che vorrebbero combattere a testa bassa, costi quello che costi. Si parla di qualcosa di non vaccinati riottosi soprattutto nella fascia di et&agrave; tra i 50 e i 60 anni, che sono poco meno di due milioni di italiani.</p>
<p>E&rsquo; proprio su questo potenziale che punta, da una opposizione a 360 gradi, unico partito in Italia, Fratelli d&rsquo;Italia di Giorgia Meloni. E&rsquo; una vecchia tattica politica: raccogliere con la rete a strascico quanti pi&ugrave; scontenti possibile. E&rsquo; una strategia che ha sempre dato dei risultati sul piano numerico, ma che quasi sempre si &egrave; poi infranta sulle possibilit&agrave; concrete di governare, perch&eacute; in genere tutte le altre forze finiscono per fare sbarramento. L&rsquo;esempio pi&ugrave; classico &egrave; quello della Le Pen in Francia. Di fronte a questo contesto si spiega lo &ldquo;stop end go&rdquo; di Matteo Salvini che cerca di smorzare e di dilazionare gli obblighi di &ldquo;green pass&rdquo;, pur essendosi vaccinato e dichiarando d&rsquo;essere convinto dell&rsquo;utilit&agrave; determinante del vaccino. Salvini, lo si capisce senza dubbio, alla vigilia di mesi di prove elettorali , non vuol lasciare alla Meloni mano libera per agguantare i voti dei dissenzienti, all&rsquo;interno dei quali sono numerosi i gruppuscoli di estrema destra. Salvini vuole essere il primo partito della coalizione di centrodestra e non tollera sorpassi. Al tempo stesso non vuole rompere con il governo che ha invece, sempre nella sua area politica, il pieno appoggio dei berlusconiani. &nbsp;</p>
<p>In un complesso gioco di tira e molla, ma con l&rsquo;attenzione a non creare serie fratture, Draghi sembra preferire la tattica della gradualit&agrave; perch&eacute; ha capito che &egrave; inutile andare allo scontro con la Lega, perch&eacute; alla fin dei conti quella di Salvini &egrave; una piccola tattica , ma, per il momento, &nbsp;a lui interessa mantenere il suo ruolo a sostegno del governo, una posizione che buona parte del suo stesso movimento condivide, a cominciare dal ministro Giorgetti che proprio all&rsquo;interno della Lega rappresenta l&rsquo;ala moderata e pi&ugrave; legata al mondo imprenditoriale del Nord che non ha mai visto in maniera negativa la Lega, anche ai tempi di Bossi. Ma &egrave; indubbio che il clima elettorale e, anche se nessun ne parla direttamente, la delicatissima questione della presidenza della repubblica che andr&agrave; risolta entro febbraio del prossimo anno, rendono l&rsquo;atmosfera elettrica sia in parlamento, sia nelle segreterie dei partiti. Non resta che procedere a piccoli passi.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Paganini “nemo propheta in patria”]]></title>
			<link>https://telenord.it/paganini-nemo-propheta-in-patria</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Nicol&ograve; Paganini non ha fortuna, come del resto &egrave; capitato a molti genovesi illustri, per la rappresentazione iconografica e per la celebrazione del suo genio in...]]></description>
			<pubDate>Wed, 08 Sep 2021 18:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nicol&ograve; Paganini non ha fortuna, come del resto &egrave; capitato a molti genovesi illustri, per la rappresentazione iconografica e per la celebrazione del suo genio in patria. Oggi sono in corso discussioni burocratiche per la collocazione d&rsquo;una sua statua, realizzata dall&rsquo;architetto Livio Scarpella per conto della Fondazione Pallavicino che intende donarla al Comune di Genova. A quel che pare il monumento in bronzo sembra in difficolt&agrave; per essere collocato o nel teatro Carlo Felice o in piazza De Ferrari o nell&rsquo;atrio del teatro. Comune e Sovrintendenza &nbsp;discutono sulle possibili scelte con puntiglio burocratico. Nel frattempo i mesi passano, come del resto a Genova, purtroppo, accade quasi sempre quasi per un Dna maledetto degli amministratori della citt&agrave; da secoli. Paganini, pur essendo il massimo genio musicale di Genova, una personalit&agrave; invidiata da tutto il mondo, &egrave; gi&agrave; stato, in un passato neppur troppo remoto, oggetto d&rsquo;un increscioso trattamento.</p>
<p>Nell&rsquo;state del 1969 era ancora eretto il residuo della casa natale di Nicol&ograve; Paganini non lontano da Porta Soprana nell&rsquo;area dove oggi si trovano palazzi di uffici che ospitano importanti aziende e una gran parte degli uffici della Regione. &nbsp;Le demolizioni e le trasformazioni erano previste. Le imprese edili che operavano &nbsp;a quel progetto annunciarono che sarebbe stata salvata parte della facciata e la lapide che ricordava la nascita di Paganini (che era figlio d&rsquo;un lavoratore portuale, appassionato di musica e che suonava il violino e la chitarra). L&rsquo;annuncio si rivel&ograve; un falso. In un paio di notti i resti della casa furono demoliti e la lapide fin&igrave; in una cantina del Comune e non se ne &egrave; saputo pi&ugrave; nulla. &nbsp;Ma non &egrave; l&rsquo;unico caso: ci volle una grande fatica politica per realizzare all&rsquo;inizio della villetta Di Negro la statua di Mazzini, ma non si &egrave; mai riusciti a collocare il monumento a Cristoforo Colombo in una posizione spettacolare, magari di fronte al mare. Al tempo stesso, nei primi anni della presenza politica della Lega era nato un movimento per distruggere la statua di Vittorio Emanuele II in piazza Corvetto, per via della repressione del patriottismo repubblicano dei genovesi, dopo ml fallimento della prima guerra del Risorgimento.</p>
<p>Le polemiche sulle statue sono sempre state vivaci appunto dalla met&agrave; dell&rsquo;Ottocento sino ai giorni nostri, passando per il fascismo e per la Resistenza. Sono solo di due mesi fa le polemiche sul busto al fondatore della Moto Guzzi accusato di fascismo e sulla intitolazione del porto di Nervi, sempre per gli stessi motivi. Per la questione di Paganini, per la verit&agrave;, non ci sono motivazioni politiche o ideologiche, ma solo dispute burocratiche, ma si ha quasi la sensazione che la generosa donazione della statua alla citt&agrave; sia quasi un fastidio da subire, invece che un elemento di gioia e di orgoglio. D&rsquo;altro canto, a volerci ripensare, salvo l&rsquo;intitolazione d&rsquo;una breve passaggio tra De Ferrari e il Carlo Felice non esiste n&eacute; un monumento, n&eacute; un busto dedicato &nbsp;a Eugenio Montale, peraltro sepolto in Toscana, cos&igrave; come &nbsp;Paganini &egrave; sepolto a Parma mentre i resti di Colombo sono divisi, forse, tra Siviglia e Santo Domingo. A Genova si &egrave; evitato il contorto e assurdo dibattito sul &ldquo;politically correct&rdquo;, con la sola eccezione, subito per fortuna caduta, sul monumento a Raffaele Rubattino a Caricamento, nel tentativo di accuse di colonialismo.</p>
<p>Tornando poi al tema iniziale a Genova &ndash; e a modo suo &egrave; un monumento &ndash; si trova conservato in una teca di cristallo il &ldquo;Cannone&rdquo;. Vale a dire il violino Guarneri del Ges&ugrave; che Nicol&ograve; Paganini, pi&ugrave; generoso dei suoi concittadini, ha destinato nel suo testamento a Genova e che alcuni grandi interpreti, di tanto in tanto, hanno suonato. Vale quindi la pena di trovare, in tempi stretti, una degna collocazione alla statua donata dalla Fondazione Pallavicino. Inoltre, perch&eacute; sarebbe il giuso rimedio a una brutta figura, recuperare la lapide sistemandola nei pressi dove visse il giovane Paganini con la sua famiglia. &nbsp;</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Tutte le incognite dell’anno scolastico]]></title>
			<link>https://telenord.it/tutte-le-incognite-dell-anno-scolastico</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[La prossima settimana, e pi&ugrave; precisamente il giorno 15, inizier&agrave; l&rsquo;anno scolastico dalla scuola materna alle scuole superiori. L&rsquo;Universit&agrave;...]]></description>
			<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 16:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prossima settimana, e pi&ugrave; precisamente il giorno 15, inizier&agrave; l&rsquo;anno scolastico dalla scuola materna alle scuole superiori. L&rsquo;Universit&agrave; andr&agrave; avanti per conto suo con procedure pi&ugrave; articolate e complesse, ma con scadenze di lezioni e di esami differenti anche da facolt&agrave; a facolt&agrave;, essendo differente la didattica a seconda delle discipline. In teoria, sulla carta come &egrave; stato annunciato a livello nazionale, non ci dovrebbe essere pi&ugrave; didattica a distanza, ma, al massimo, scaglionamenti di orario. Ogni territorio, inoltre, dovrebbe mettere a punto un sistema di trasporto cin capienza dei bus non oltre l&rsquo; 80% del potenziale. Ci sono ancora dubbi sui distanziamenti nelle aule (sulla carta ci sono ancora non pochi affollamenti) e, durante le lezioni, l&rsquo;uso delle mascherine, che sarebbe concesso soltanto quando tutti gli alunni risultassero vaccinati e immuni.</p>
<p>E&rsquo; stata presa con ottimismo la notizia della nomina di supplenti a coprire tutti i posti di insegnamento vacanti: la prima volta nella storia nazionale. Ci sono, indubbiamente, molte premesse positive, anche perch&eacute; genitori e alunni sperano da tempo in una ripresa che riporti la vita scolastica alla normalit&agrave; pre &nbsp;&ndash; Covid. La didattica a distanza, infatti, ha provocato non pochi danni e gli stessi esperti ammettono che sarebbe un tragico errore insistere, soprattutto per le classi inferiori. Naturalmente non &egrave; tutto oro quello che luce. Ci sono classi-pollaio, ci sono &ldquo;buchi&rdquo; di personale e non si &egrave; sicuri che ragazzi e giovani stiano completando l&rsquo;iter vaccinale. C&rsquo;&egrave; &ndash; non meno grave &ndash; il problema &nbsp;degli insegnanti e del personale scolastico che rifiutano la vaccinazione. E&rsquo; vero che la prospettiva di essere collocati fuori servizio e senza stipendio ha fatto affrettare una parte dell&rsquo;Esercito del &ldquo;no&rdquo;.</p>
<p>Ma sono gi&agrave; segnalate trances non trascurabili di insegnanti che preferiscono perdere lo stipendio piuttosto che vaccinarsi. E&rsquo; una percentuale esigua ma comunque non trascurabile, anche se, come pare, c&rsquo;&egrave; chi si sta muovendo verso il vaccino. Nel frattempo per&ograve;, su disposizioni del governo, si stanno allargando le categorie &ndash; dal settore pubblico a una larga parte del mondo imprenditoriale privato - &nbsp;per le quali &egrave; obbligatorio il green pass (il che di fatto spinge alla vaccinazione), documento che sar&agrave; obbligatorio, come del resto &egrave; giusto, anche per il personale degli esercizi pubblici. &nbsp;In questo contesto, nonostante le assurde opposizioni (alcune dettate da mediocri calcoli elettorali), &egrave; fin troppo ovvio che il green pass &egrave; lo strumento pi&ugrave; utile a indurre, di fatto, alla vaccinazione che &egrave; lo strumento pi&ugrave; efficace contro la pandemia. L&rsquo;obiettivo del governo &egrave; quindi, passando per le scuole e per tutti i settori possibili, pubblici e privati, di arrivare al pi&ugrave; presto alla cosiddetta &ldquo;immunit&agrave; di gregge&rdquo; che corrisponde grosso modo all&rsquo; 80% dei cittadini sottoposti alla doppia vaccinazione.</p>
<p>Nel frattempo di fa strada ormai sul piano concreto del &ldquo;terzo vaccino&rdquo; &nbsp;che dalla fine di settembre potrebbe essere praticato prima ai pi&ugrave; fragili e poi ai pi&ugrave; anziani seguendo il criterio gi&agrave; adottato delle fasce di et&agrave;. Non &egrave; chiaro ancora, a questo punto, con quali criteri sar&agrave; praticata la terza dose: saranno possibili vaccini diversificati oppure sar&agrave; preferibile seguire in via omologa lo stesso tipo di vaccino gi&agrave; praticato? Un limite obiettivo a questi progetti &ndash; e talvolta anche i vertici sanitari e scientifici lasciano aperti forse per troppo tempo dubbi e incertezze - &nbsp;&egrave; capire fino in fondo modi, tempi e scelte strategiche. Ma occorre agire in un clima di sicurezza. Le ultime notizie dai convegni economici hanno indicato tutte le possibilit&agrave; concrete d&rsquo;una ripresa di produzione e di lavori di cui abbiamo tanto bisogno. Pu&ograve; sembrare una battuta paradossale, ma non lo &egrave; affatto, affermare che il vaccino &egrave; l&rsquo;arma pi&ugrave; efficace della finanza e dell&rsquo;industria.</p>]]></content:encoded>
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				<item>
			<title><![CDATA[Come far funzionare un “commissario”]]></title>
			<link>https://telenord.it/come-far-funzionare-un-commissario</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
Il Presidente della Regione Giovanni Toti potrebbe essere nominato Commissario dal ministero dei Trasporti per la gestione della messa a punto del sistema autostradale della...]]></description>
			<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 16:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-7a77c34aed-WordSection1">
<p class="ox-7a77c34aed-MsoNormal">Il Presidente della Regione Giovanni Toti potrebbe essere nominato Commissario dal ministero dei Trasporti per la gestione della messa a punto del sistema autostradale della Liguria. Nel corso della settimana Toti dovrebbe incontrare a Roma il ministro Giovannini per chiarire tutti gli aspetti &ndash; assai complessi &ndash; della questione. Per il momento il Presidente della Regione si &egrave; dimostrato prudente, anche perch&eacute; non tutti i dettagli sono chiari. Toti, e non senza fondamento, teme di disporre&nbsp; di &nbsp;poteri di fatto limitati e di dover avere a che fare con altri centri decisionali &nbsp;e operativi che rallentino ogni tipo di intervento. In effetti il commissariamento delle autostrade della Liguria in funzione degli interventi di messa a punto in corso (e che si annunciano in proseguimento ancora per qualche anno) potrebbe avere dei margini limitati di azione e, di fatto, di possibilit&agrave; di decisione. Oggi &ndash; il discorso merita una riflessione &ndash; &egrave; facile ascoltare giudizi o dichiarazioni-spot in cui si sprecano giudizi positivi sul commissariamento relativo alla ricostruzione dell&rsquo;ex Ponte Morandi incarico affidato al sindaco di Genova Marco Bucci e rinnovato ancora per i prossimi tre anni per le definitive messa a punto. Bucci, che certamente nella vicenda ha messo in evidenza la sua formazione di manager di imprese private a livello internazionale, &egrave; stato di fatto un commissario &ldquo;speciale&rdquo;. Il dramma del crollo con 43 vittime, il blocco di una larga parte del sistema autostradale della Liguria hanno consentito a Bucci di agire come se fosse un imprenditore privato, avendo anche il pieno sostegno del Governo. A tutti, in quel caso specifico e tragico, interessava agire presto e bene: occorreva dare un segnale forte all&rsquo;opinione pubblica.&nbsp; Di fatto Bucci ha potuto agire, sia pure con pieno merito, senza avversari e senza sostanziali opposizioni.&nbsp; Dopo la ricostruzione a tempo di record ha raccolto solo lodi e complimenti e, sul piano mediatico, a larga parte del mondo politico e delle istituzioni si &egrave; fatta una sorta di gara per proclamare come modello da ripetere in futuro il sistema del commissariamento. Purtroppo il nostro Paese galleggia su un oceano, o meglio su una palude di leggi, leggine, regolamenti, competenze, controllo astrusi, che sono appunto frutto del sistema per il quale molte opera pubbliche e molti interventi hanno impiegato decenni per la loro realizzazione, per non parlare invece di quante iniziative da decenni languono. In Liguria, solo per restare nei fatti pi&ugrave; recenti, abbiamo impiegato decenni per far iniziare i lavori del Terzo Valico e , nello stesso tempo, sono pi&ugrave; di 25 anni che si discute sulla Gronda, con partiti, &nbsp;Governi e amministrazioni di tutti i colori politici. La questione che in questo momento &egrave; sotto i riflettori &egrave; la questione della rete autostradale che coinvolge tutta la Liguria da Ventimiglia a Porto Venere e in direzione del Piemonte e della Lombardia. Siamo di fronte, dopo il crollo del Morandi, con decenni di lavori mai eseguiti e da una manutenzione pi&ugrave; che carente. Una brutta pagina della nostra storia. Sulla base di questi precedenti &egrave; impossibile &ndash; e lo abbiamo constatato, nonostante le esigenze pressanti della stagione turistica &ndash; decidere su pause e rinvii. Il sistema, per i cittadini, per i turisti per i trasporti legati al sistema portuale, va messa in regola nel pi&ugrave; breve tempo possibile, anche se sappiamo, come si &egrave; detto, che i tempi non saranno velocissimi. E&rsquo; un discorso di anni. Ma la messa a punto dei lavori autostradali &ndash; gallerie, ponti, connssioni, percorsi &ndash; non &egrave; governabile con la stessa speditezza della ricostruzione di un ponte, per imponente che sia. Non solo, ma ci sono parecchie competenze operative e controlli. Non &egrave; semplice scavalcare tutte le burocrazie: si rischiano denunce e ricorsi di tutti i generi. Si va sul civile, penale e amministrativo. Per non parlare di interventi di associazioni, amministrazioni locali e partiti ora che siamo alla vigilia d&rsquo;una serie di appuntamenti elettorali. Il futuro commissario rischia di non disporre di reali poteri esecutivi. Di qui la prudenza di Toti che pure crede in un salto di qualit&agrave; del sistema italiano delle grandi opere. Sar&agrave; bene nell&rsquo;incontro0 con il ministro Giovannini nei prossimi giorni fare la massima chiarezza e non lasciare alcuna ombra di dubbio. &nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il green pass nella strategia dei partiti]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-green-pass-nella-strategia-dei-partiti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-green-pass-nella-strategia-dei-partiti</guid>
			<description><![CDATA[L&rsquo;area del centrosinistra e quella dei piccoli movimenti dell&rsquo;area del centro (compresi Forza Italia e Italia Viva) non hanno alcuna difficolt&agrave;, anche in...]]></description>
			<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 16:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;area del centrosinistra e quella dei piccoli movimenti dell&rsquo;area del centro (compresi Forza Italia e Italia Viva) non hanno alcuna difficolt&agrave;, anche in rapporto con il loro elettorato, a sostenere la linea del governo Draghi che punta ad allargare a pi&ugrave; settori possibili &ndash; pubblici e privati &ndash; l&rsquo;obbligo del green pass e quindi del vaccino. Il vaccino non &egrave; un prodotto miracoloso ma garantisce l&rsquo;immunit&agrave; &nbsp;oltre il 90% di coloro che lo hanno fatto, il che significa che pi&ugrave; cresce il numero dei vaccinati pi&ugrave; &nbsp;scendono i rischi dei contagi. Un dato recente che viene proprio dall&rsquo;Ospedale di San Martino ha spiegato che su 26 ricoveri della seconda met&agrave; di agosto ben 23 erano soggetti no vax, mentre gli altri tre erano persone colpiti da gravissime malattie (tumori, leucemie, ecc.). La Corte Costituzionale e il Consiglio di Stati si stanno0 muovendo in favore della linea severa del governo. D&rsquo;altro canto il vaccino e quindi l&rsquo;uso del green pass non ledono, in buona sostanza, la li8bert&agrave; di nessuno, semmai aumentano la libert&agrave; di tutti, aumentando la sicurezza e facendo crescere l&rsquo;indice di immunit&agrave;. E&rsquo; giusto chiarire che l&rsquo;anarchia non &egrave; libert&agrave;, ma la libert&agrave; la si conquista e la si vive nel rispetto degli altri.</p>
<p>Questa linea di Draghi, frutto del &nbsp;confronto con i vertici sanitari e scientifici ma sostenuta anche dalla maggioranza del mondo politico che sostiene il governo, ha per&ograve; creato &nbsp;problemi strategici e tattici nell&rsquo;area politica pi&ugrave; marcata del centrodestra e in particolare in Fratelli d&rsquo;Italia e nella Lega, con maggiori problematiche in quest&rsquo;ultimo partito. &nbsp; Come &egrave; noto esiste in Italia, sia pure con divisioni all&rsquo;interno, un movimento che &egrave; al tempo stesso no vax e comunque contrario a documenti, lasciapassare re controlli. Nel ventre di questa bizzarra palude tutt&rsquo;altro che omologa sono emersi anche soggetti e comportamenti che hanno fatto scendere in campo polizia, carabinieri e magistratura. &nbsp;Vedremo come procederanno le indagini prima di esprimere giudizi. Ma qui sorgono gli imbarazzi politici. Il partito della Meloni sembra avere meno problemi, almeno in apparenza. Ha scelto di stare, in pratica da solo, all&rsquo;opposizione e in pratica si oppone a quasi tutte le decisioni, alle scelte e anche alla filosofia di Draghi.</p>
<p>In questo contesto, sia pure senza forzare troppo le situazioni, &egrave; ovvio che Fratelli d&rsquo;Italia punta a raccogliere il sostegno e il voto di tutti i movimenti di ribellione (e ce ne sono molti che vengono proprio dalle sacche dell&rsquo;estrema destra extraparlamentare) nella prospettiva di guadagnare spazio e peso per gli appuntamenti delle elezioni amministrative, traguardando anche alle politiche del 2023. La Meloni punta a pesare sempre di pi&ugrave; all&rsquo;interno del centrodestra che, in genere, marcia sempre in coalizione. E qui nascono gli imbarazzi della Lega e, in particolare, di Salvini. Salvini vuole una Lega primo partito in Italia e leader comunque della coalizione di centrodestra. Di qui la differenza da Fratelli d&rsquo;Italia avendo puntato a sostenere il governo e a collocare anche in punti strategici ministri e sottosegretari, pur mantenendo posizioni critiche a cominciare da un tema &ldquo;fisso&rdquo; quale quello del contenimento dei migranti, argomento che certamente gli mette in mano elementi di consenso dell&rsquo;opinione pubblica anche a causa dei limiti e delle ambiguit&agrave; dell&rsquo;UE . Meno felice &egrave; stata invece la mossa &ndash; talvolta a zig zag &ndash; di strizzare l&rsquo;occhiolino ai &nbsp;no vax e ai no green pass.</p>
<p>Anche perch&eacute; non &egrave; facile mantenere in questo caso la barra dritta e anche perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; un pieno consenso all&rsquo;interno dello stesso partito. Infatti a favore dei vaccini e del documento liberatorio c&rsquo;&egrave; il ministro Giorgetti, da tempo considerato una sorta di &ldquo;alternativa&rdquo; a Salvini, nonch&eacute; quasi tutti i componenti del governo. Ma gli stessi supporters della Lega delle regioni del Nord son9o0 su questa linea, cos&rsquo; come i maggiori presidenti leghisti delle regioni (Zaia, Fontana, ecc.). Salvini &ndash; lo si capisce &ndash; aveva in mente di sottrarre voti dei dissidenti a Fratelli d&rsquo;Italia, ma la mossa gli si sta rivolgendo contro sul piano politico, soprattutto se punta a fare una sorta di accordo federale con Berlusconi e le aree politiche moderate a lui vicine. Per questo Salvini deve per forza uscire dall&rsquo;incertezza se vuole puntare alle vittorie ekettorali.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Flop dei “no vax” ma confusione tra i partiti]]></title>
			<link>https://telenord.it/flop-dei-no-vax-ma-confusione-tra-i-partiti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
La vigilia delle elezioni amministrative e il successivo passaggio dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica sembrano imbrogliare le carte dell&rsquo;arcipelago un...]]></description>
			<pubDate>Thu, 02 Sep 2021 16:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-3e821f780b-WordSection1">
<p class="ox-3e821f780b-MsoNormal">La vigilia delle elezioni amministrative e il successivo passaggio dell&rsquo;elezione del Presidente della Repubblica sembrano imbrogliare le carte dell&rsquo;arcipelago un po&rsquo; confuso della politica&nbsp; italiana.&nbsp; Proprio in riferimento a quest&rsquo;ultimo passaggio salta alla mente una prima considerazione di massima: se, come sembra, Sergio Mattarella intende non ricandidarsi e ritirarsi alla vita privata, il candidato di maggior prestigio, ma anche si maggiore capacit&agrave;, &egrave; Mario Draghi. Ma, a questo punto (potrebbe essere eletto alla quasi unanimit&agrave;), dovrebbe lasciare il Governo e si andrebbe alle elezioni politiche con lo scontro tra due schieramenti fragili e con forti divisioni al loro interno. E allora? Sar&agrave; possibile trovare un candidato adeguato e lasciare ancora per qualche anno Draghi a Palazzo Chigi dove la sua azione &egrave; decisamente pi&ugrave; importante e necessaria? Ecco un bel rebus. Nello stesso tempo i partiti e i presunti schieramenti si agitano in maniera non sempre razionale mettendo a volte un piede avanti con cautela o la volte lanciando slogan provocatori nella speranza di raccattare anche frange di potenziali elettori incerti.&nbsp; Un esempio evidente viene da movimenti del centrodestra come Fratelli d&rsquo;Italia (che per&ograve; puntano sulla netta opposizione al governo, anche sul piano della politica europea, agganciandosi al sovranismo) e come, con spostamenti e assestamenti &nbsp;diversificati, opera il leader della Lega, Matteo Salvini. &nbsp;Quest&rsquo;ultimo oscilla tra il s&igrave; al vaccino come unico concreto strumento per arginare i contagi a arrivare alla cosiddetta &ldquo;immunit&agrave; di gregge&rdquo;, ma cerca di contenere la obbligatoriet&agrave; del green pass e a smorzare i divieti e i limiti che impone il governo, di cui &egrave; pure sostenitore, creando di tanto in tanto frizioni con Draghi. L&rsquo;ultima mossa del leader leghista &nbsp;non &egrave; stata felicissima. Ha preso le distanze dalla decisione dell&rsquo;esecutivo di imporre il green pass sui trasporti a lungo tragitto, nei locali pubblici all&rsquo;interno e in tutti i luoghi dove ci sono manifestazioni e spettacolo, molte che nelle scuole, proprio mentre la annunciata manifestazione nazionale dei &ldquo;no vax&rdquo; &nbsp;&egrave; naufragata in un disastro e, per quasi tutti i suoi aspetti, nel ridicolo. L&rsquo;area negazionista in effetti appare sempre pi&ugrave; confusa: si enunciano teorie inconsistenti sul piano scientifico e sanitario &nbsp;o ci si aggrappa a un ribellismo anarcoide che, curiosamente, avvolge sia gruppi di estrema destra sia gruppi di estrema sinistra. C&rsquo;&egrave; chi cerca di dar vita a partiti o movimenti alla vigilia delle elezioni. Ma ci sono partiti che sperano di &ldquo;pescare&rdquo;, come Fratelli d&rsquo;Italia e, in parte, Salvini, in frange di potenziali votanti per puntare al successo alle elezioni amministrative e, nel 2023, alle elezioni politiche. Anche la sinistra, alla fin dei conti, ha il fiato grosso. E&rsquo; pi&ugrave; lineare &ndash; in particolare il Pd e Italia Viva &ndash; nel sostegno a Draghi, sia in politica estera, sia in politica interna e nella strategia anti &ndash; Covid.&nbsp; Ma Letta a sua volta &egrave; alla ricerca mdi maggior sostegno sul piano concreto del voto alla vigilia degli appuntamenti con le urne. Al di l&agrave; dei convegni e delle manifestazioni tese a ricomporre l&rsquo;unit&agrave; della sinistra &nbsp;dopo anni di dissensi interni ne di scissioni,&nbsp; sembrano allontanarsi di fatto le possibilit&agrave; di stringere una alleanza organica tra il Pd e il M5s perennemente squassato da divergenze a tutti i livelli (in particolare quelli locali), al punto che pare stia nascendo un nuovo movimento voluto da una parte dei dissenzienti e dei dimissionari che punti alla linea originaria dei fondatori. Ma assistiamo a cambiamenti quotidiani d&rsquo;umore. Al tempo stesso difficilissimo trovare una unit&agrave; nell&rsquo;area cosiddetta del &ldquo;centro&rdquo; compresa tra una Forza Italia che rischia il collasso e una Italia Viva che non riesce a stappare consensi in nessun sondaggio. Al tempo stesso tutti, come da un ipotetico davanzale, scrutano i movimenti, ancora difficile di p0revedere, della pandemia. Perch&eacute; il destino politico dell&rsquo;Italia dipende molto dai contagi e dai tempi necessari per la ripresa economica che sar&agrave; anche il ritorno alla normalit&agrave;. Un sol9o punto &egrave; chiaro. E&rsquo; sempre pi&ugrave; ristretto lo spazio dei &ldquo;no vax&rdquo; e degli anarchici qualunquisti. &nbsp;</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[La ripresa economica passa per il porto]]></title>
			<link>https://telenord.it/la-ripresa-economica-passa-per-il-porto</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[Il percorso pi&ugrave; importante e delicato della ripresa economica del territorio ligure, oggi pi&ugrave; ancora di ieri, passa &nbsp;per il sistema portuale e in particolare...]]></description>
			<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:15:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il percorso pi&ugrave; importante e delicato della ripresa economica del territorio ligure, oggi pi&ugrave; ancora di ieri, passa &nbsp;per il sistema portuale e in particolare per lo scalo genovese. Una prova ulteriore viene dalla notizia che s&rsquo;&egrave; diffusa in giornata d&rsquo;una trattativa avanzata tra il gruppo Spinelli (il pi&ugrave; importante nel settore trasporti su gomma) e il pi&ugrave; importante gruppo armatoriale (a livello mondiale) ovvero la Msc di Aponte. &nbsp;Msc, gi&agrave; associata alla societ&agrave; marittima &ldquo;Messina&rdquo; opera su due direzioni: &nbsp;crociere e containers. Genova &egrave; gi&agrave; il pi&ugrave; importate punto di riferimento crocieristico, ma se, come pare ormai con quasi certezza, andr&agrave; in porto l&rsquo;accordo con Spinelli, ci sar&agrave; un grande rilancio di questo tipo di traffico ormai dominante a livello mondiale sia sulla calata delle Rinfuse, sia soprattutto su calata Bettolo.</p>
<p>L&rsquo;accordo, a quel che3 si comprende ma la linea &egrave; in una logica razionale, &egrave; legato alla realizzazione &ndash; l&rsquo;opera dovrebbe essere completata entro cinque anni al massimo &ndash; dello spostamento a mare della diga foranea (con conseguente dragaggio dei fondali) che consentir&agrave;, soprattutto per le portacontainers, l&rsquo;arrivo e l&rsquo;approdo delle unit&agrave; di ultima generazione che hanno un potenziale di trasporto assai pi&ugrave; elevato. Considerato che, a partire dagli scali dell&rsquo;Estremo Oriente, si annuncia un forte incremento della produzione di ogni tipo di merce &nbsp;e quindi di una intensificazione dei traffici, questo significa un salto di qualit&agrave; del porto di Genova. Non va dimenticato che, sempre per quel che i riguarda i containers, esiste gi&agrave; il sistema del Sech e del porto di Pr&agrave;, altro punto di riferimento di forte incremento. &nbsp;</p>
<p>La riflessione che parte dalla gestione del porto di Genova (ma il discorso vale per il sistema di shipping mondiale) &nbsp;e dalle prospettive di potenziamento delle recettivit&agrave; e della movimentazione di scambio nasce dal fatto che ormai i sistemi produttivi sono legati all&rsquo;import-export assai di pi&ugrave; rispetto a un passato anche recente e che lo produzione, nella sua definizione pi&ugrave; generalista, &egrave; strettamente legata al sistema trasportistico per il quale ormai contano la velocit&agrave; il potenziale di contenuti. In questa prospettiva cresce in maniera esponenziale il sistema della merce nei contenitori e, per molti aspetti, cala il ruolo delle tradizionali rinfuse. Tanto &egrave; vero che nel sistema portuale del Mar Ligure occidentale le rinfuse vengono ormai spostate a Savona per consentire a Genova l&rsquo;altro tipo di merci. Nel contempo si stanno ultimando &nbsp;le opere per collegare con un forte incremento di potenziale gli accesso ferroviari al porto di Genova, una realt&agrave; che andr&agrave; poi coordinata quando saranno ultimati &ndash; entro due o tre anni, si spera &ndash; i lavori del Terzo Valico che, in prospettiva, dopo l&rsquo;aggancio con la linea di Tortona, dovrebbe consentire un collegamento di alta capacit&agrave; con Milano e il Centro Europa.</p>
<p>Sar&agrave; possibile a questo punto una concreta concorrenza con il sistema distributivo dei porti del Nord &nbsp;che sono assai pi&ugrave; efficienti e organizzati nei trasporti da molto tempo ma che sono maggiormente distanti dal cuore dei mercati. A pari infrastrutture e velocit&agrave; le merci provenienti da Genova potrebbero finalmente viaggiare pi&ugrave; veloci ne giocare ad armi pari con la concorrenza. I decolli strategici dal porto di Genova, in questo contesto, sono numerosi e tutti importanti, cos&rsquo; come l&rsquo;assetto radicalmente diverso rispetto al passato, dell&rsquo;area dell&rsquo;ex Fiera, ovvero il Waterfront di Levante. Ma manca ancora il nuovo ruolo di Ponte Parodi fermo per errori strategici del passato. C&rsquo;&egrave; per&ograve; una questione di precaria importanza: occorre velocizzare le realizzazioni a tutti i costi. Sul porto incombono le lentezze e i veti incrociati del passato. Sono comportamenti non pi&ugrave; tollerabili, anche perch&eacute; occorre essere pronti a sfruttare una economia mondiale in continuo movimento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[L’autunno dei referendum e delle scelte strategiche]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-autunno-dei-referendum-e-delle-scelte-strategiche</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
Aumentano le firme sulle raccolte dei referendum. Ce ne sono due in arrivo che hanno largamente superato il mezzo milione di firme. Il primo riguarda, per spinta della Lega di...]]></description>
			<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 18:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-6e40d22581-WordSection1">
<p class="ox-6e40d22581-MsoNormal">Aumentano le firme sulle raccolte dei referendum. Ce ne sono due in arrivo che hanno largamente superato il mezzo milione di firme. Il primo riguarda, per spinta della Lega di Salvini, una riforma della giustizia e del sistema processuale che dovrebbe scavalcare alcuni aspetti della legge recentemente approvata dal Parlamento su proposta &nbsp;dello stesso Governo. Il secondo0, dietro istanza soprattutto delle vecchie compagini radicali, che dovrebbe portare anche in Italia al cosiddetto &ldquo;suicidio assistito&rdquo; per casi di salute di grande gravit&agrave;. &nbsp;Accanto alla valutazione delle due istanze che dovrebbero nelle prossime settimane incrementare le firme, il governo Draghi, come ormai si discute da tempo, dovrebbe affrontare l&rsquo;ipotesi di rendere obbligatorio il green pass , decisione che, di fatto, equivarrebbe a rendere obbligatorio il vaccino. Sono scelte incombenti che ricadranno in un momento politico delicato per il decollo d&rsquo;una serie di appuntamenti elettorali che potrebbero portare a forti modificazioni degli attuali equilibri. In ottobre ci sar&agrave; la prima tranche, la meno numerosa, di elezioni amministrative. Ma sar&agrave; la prova iniziale delle forza delle coalizioni. Ma nel volgere di pochi mesi &egrave; prevista l&rsquo;elezione del presidente della repubblica, una questione delicatissima e della massima importanza strategica sulla quale, al di l&agrave; di discussioni astratte, non &egrave; emerso alcun elemento concreto. Subito dopo, nella primavera del 2022, &egrave; prevista un&rsquo;altra raffica di elezioni amministrative di notevole importanza, considerate le citt&agrave; in gioco.&nbsp; Ma il governo Draghi che far&agrave;? Rester&agrave; in funzione per operare tutte le scelte pi&ugrave; delicate oppure si scioglier&agrave; se Draghi dovesse essere eletto al Quirinale? &nbsp;Ma, facendo un passo indietro, come si muover&agrave; il governo e il premier in particolare di fronte ai due referendum che non potranno essere rinviati pi&ugrave; del tanto se la Corte Costituzionale &nbsp;ne riconoscer&agrave; la fondatezza? Sul primo, anche se spinto dalla Lega ma assai ben visto da larga parte dell&rsquo;opinione pubblica (tutto il centrodestra e larghi spazi delle aree moderate e, sotto sotto, non malvisto neppure dal Pd), giocando su un silenzio diplomatico non dovrebbero esserci obiezioni di massima. Sul secondo, quello della morte &ldquo;accompagnata&rdquo;, c&rsquo;&egrave; una vasta neutralit&agrave; ma sta emergendo il dissenso della Chiesa e a questo punto non &egrave; facile pensare che Draghi vada allo scontro con il Vaticano per una serie infinita di motivazioni. Per quel che riguarda l&rsquo;obbligo del green pass (che di fatto come si accennava prima &egrave;, di fatto, un obbligo indiretto a vaccinarsi) il Governo &egrave; fortemente spinto e, ancora in questa ultime ore, sono stati numerosi i vertici scientifici e ospedalieri e istituzionali della sanit&agrave; che si sono dichiarati d&rsquo;accordo. A eccezione di alcune regioni (Sicilia, Sardegna, Calabria e Molise) la situazione della diffusione della pandemia non &egrave; drammatica ed &egrave;, tutto sommato, sotto controllo. Ma sono ormai evidente alcune sacche di resistenza al vaccino, a volte ideologiche a volte pretestuose o comunque condizionate da assurde informazioni pseudoscientifiche. La sacca dei no vax &egrave; una minoranza, ma &egrave; una minoranza non trascurabile della popolazione. In particolare &nbsp;per le fasce d&rsquo;et&agrave; tra i 50 e i 70 anni, che &egrave; un segmento dei cittadini pi&ugrave; fragile ed esposto a forti rischi, i non vaccinati rappresentano una percentuale assai alta. E che coinvolge molti settori &ndash; come si &egrave; visto &ndash; che sono interessati al mondo del lavoro, dalle fabbriche alla scuola per non parlare del servizio sanitario. Il problema, se si vuole uscire dalla stretta del Covid, va affrontato in qualche maniera e l&rsquo;obbligo del green pass &nbsp;sembra il passaggio pi&ugrave; ovvio, anche perch&eacute; la minaccia di trasferimento e di sospensione dal servizio sta inducendo gli incerti e oi dubbiosi a vaccinarsi. Ma occorrono tempi veloci e certi. Ecco perch&eacute; molte scelte debbono essere compiute entro l&rsquo;autunno. Dopo sarebbe troppo tardi.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[L’incerto autunno tra contagi e green pass]]></title>
			<link>https://telenord.it/l-incerto-autunno-tra-contagi-e-green-pass</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[
Anche i vertici della sanit&agrave; italiana - tra cattedratici, ricercatori e istituti di analisi -oscillano incerti sull&rsquo;andamento della pandemia nel prossimo autunno....]]></description>
			<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 17:10:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="ox-e98a213dde-WordSection1">
<p class="ox-e98a213dde-MsoNormal">Anche i vertici della sanit&agrave; italiana - tra cattedratici, ricercatori e istituti di analisi -oscillano incerti sull&rsquo;andamento della pandemia nel prossimo autunno. Ci saranno una terza o una quarta ondata oppure oi contagi andranno vi via scemando? Difficile avanzare pronostici anche se, in linea di massima, le infezioni sembrano aver percorsi pi&ugrave; tranquilli: diminuiscono infatti i ricoveri (compresi quelli pi&ugrave; gravi) e scemano nettamente i decessi.&nbsp; C&rsquo;&egrave; chi sostiene che la parte positiva del fenomeno &egrave;&igrave; dovuta all&rsquo;intensificarsi dell4e vaccinazioni. Le statistiche informano che dei colpiti di e dei ricoverati di queste settimane pi&ugrave; del 90% sono soggetti non vaccinati. Di qui la corsa, la propaganda e la gara di persuasione a vaccinarsi. Sulla base delle ultime valutazione sembra che circa 15 milioni di Italiani non sono vaccinati e, di fatto, sono contrari alla vaccinazione. Non &egrave; poco perch&eacute; corrispondono a il 25% della popolazione, una percentuale troppo alta se so vuole raggiungere&nbsp; la cosiddetta &ldquo;immunit&agrave; di gregge&rdquo;, ovvero la condizione generale che costringa la pandemia nel contesto delle potenziali malattie infettive di bassa percentuale e con le quali siamo abituati a convivere come le diverse forma di influenza. La riduzione al minimo dei contagi &egrave; la condizione necessaria per una ripresa della vita normale e soprattutto per il rilancio dell&rsquo;economia e, quindi, della qualit&agrave; della vita. In questo contesto la propaganda per vaccinarsi ha avuto effetti positivi ma non ha ancora capovolto la situazione generale, anche perch&eacute; si sta delineando una complessa problematica sulla situazione all&rsquo;interni sia degli uffici statali, sia delle imprese con l&rsquo;emergenza di momenti di aggregazione come , esempio che valer per tutti, l&rsquo;assetto delle mense aziendali..&nbsp; Lo stesso discorso, con le differenze del caso, riguarda la ripresa della vita scolastica &ldquo;normale&rdquo; e non pi&ugrave; di didattica a distanza. Ci sono forti dubbi d&rsquo;un possibile ritorno alla normalit&agrave; didattica in tutte le regioni italiane. Vuoi per gli spazi, vuoi per mancanza di personale, vuoi (ma &egrave; il problema pi&ugrave; grosso) per la q7uestione dei non vaccinati. Di qui la spinta per l&rsquo;uso del green pass. Ora &egrave; emersa la problematica su come (e chi) controllare i documenti. I presidi hanno posto la questione al governo, dal momento che non possono essere materialmente loro ad effettuare materialmente i controlli, perch&eacute; salterebbe il sistema scolastico. D&rsquo;altro canto il green pass ha dimostrato d&rsquo;essere un forte stimolo alla vaccinazione, per non parlare della sospensione dal servizio per chi rifiuta di vaccinarsi. Il green pass si sta dimostrando molto utile ed &egrave;&igrave; un margine di sicurezza, ma non funziona, sempre per via dei controlli, egualmente in tutti i contesti. Per esempio, n&eacute; &egrave; stato deciso l&rsquo;obbligo sugli aerei, sui treni a lunga percorrenza e, sempre per le lunghe percorrenze, anche per altri mezzi di trasporto. Ma non ne &egrave; facile l&rsquo;impiego sui bus di linea in citt&agrave;, perch&eacute; nessuna azienda dispone di personale sufficiente. E allora? Si parla gi&agrave;, a tutti i livelli, del governo, delle regioni e dei partiti della ipotesi di rendere obbligatoria la vaccinazione al fine di dare la spallata finale al Covid, anche perch&eacute; non si pu&ograve; tergiversare ed esitare rinviando continuamente il ritorno alla normalit&agrave;. E in effetti, al di l&agrave; di coloro che possono essere potenzialmente a rischio per fragilit&agrave; e problemi congeniti di salute (ma sono una percentuale minima della popolazione) la gran parte dei no vax non hanno alle spalle alcuna giustificazione se non visioni non scientifiche della medicina o bizzarrie politiche o ideologiche. L&rsquo;ideale &egrave; &nbsp;convincere tutti gli indecisi e i riluttanti anche per la loro sicurezza, visto che ormai sono la quasi totalit&agrave; dei colpiti e dei ricoverati. La speranza &egrave; che alcuni partiti o movimenti non strumentalizzino la situazione da momento che stiamo per entrare in campagna elettorale.</p>
</div>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Finalmente Salvini scarica Durigon]]></title>
			<link>https://telenord.it/finalmente-salvini-scarica-durigon</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/finalmente-salvini-scarica-durigon</guid>
			<description><![CDATA[Sono ormai quasi certe le dimissioni di Durigon da sottosegretario , come del resto chiede Da giorni sia pure con uno stile soft &nbsp;il presidente Mario Draghi. Salvini, alla...]]></description>
			<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 17:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="ox-0c3af651b1-MsoNormal">Sono ormai quasi certe le dimissioni di Durigon da sottosegretario , come del resto chiede Da giorni sia pure con uno stile soft &nbsp;il presidente Mario Draghi. Salvini, alla fine, si &egrave; convinto, anche perch&eacute; all&rsquo;interno del suo partito nessuno si &egrave; mosso in difesa di Durigon. Non solo: va messa in luce la singolare politica di Fratelli d&rsquo;Italia che, a sua volta, non ha spiccicato una sola parola in difesa di Durigon. Se ci si riflette si capisce la strategia della Meloni che, da molto tempo, non interviene mai sui temi legati al fascismo. Anche se il suo partito deriva genericamente dai movimenti post-fascisti, la Meloni ha capito quello che non era riuscito al suo predecessore Fini. Dare vita a una partito di destra ma che per&ograve; tagliasse ogni forma di nostalgia fascista.&nbsp; Una situazione che non sempre &egrave; riuscita alla Lega &nbsp;dove, forse per Dare la caccia a residui di voti nostalgici, di tanto in tanto sono emersi residui di tradizioni postfasciste. Una condizione che, alla fin dei conti, si &egrave; ritorta contro il partito di Salvini che, forse, negli anni passati, si &egrave; trovata talvolta in imbarazzo, per eccessi di revival del passato regime. Nel corso degli incontri tra Salvini e il premier Draghi, comunque &egrave; emerso il contrasto con la ministra Lamorgese sugli arrivi dei clandestini&nbsp; dalla Libia e dalla Tunisia, ma c&rsquo;&egrave; stata, per forza di cose, una marcia indietro su Dorigon che &egrave; rimasto praticamente indifendibile. In effetti, a voler rileggere la vicenda, in tutta la sua sostanziale assurdit&agrave;, resta incomprensibile come il sottosegretario abbia insistito per intestare il parco di Latina, gi&agrave; indicato a Falcone e Borsellino, a un personaggio quasi scomparso dalla memoria collettiva, come il fratello di Mussolini, scomparso ancora in giovane et&agrave; e che aveva solo ricoperto, per scelta del fratello, la direzione del &ldquo;Secolo d&rsquo;Italia&rdquo;. &nbsp;Una indicazione assurda, ancorch&egrave; &nbsp;profondamente sbagliata &nbsp;sul piano politico e d&rsquo;immagine. Una sciocchezza senza costrutto e che alla fin dei conti ha creato una serie di problemi alla Lega e a Salvini in particolare che, pur avendo un buon rapporto con Dorigon ora lo deve scaricare per forza di cose.&nbsp; Il sottosegretario ha sbagliato a 360 gradi nella sua sortita che ha portato solo danno al suo partito, considerato il fatto che i vertici della Lega non si sono mossi neppure d&rsquo;un millimetro a difenderlo, a cominciare da Giorgetti che dei vice di Salvini &egrave; forse il pi&ugrave; prudente e il pi&ugrave; accorto. La linea politica della Lega deve trovare, in questo periodo, un assestamento: &egrave; comprensibile che cerchi di raccattare tutti i movimenti che danno vita a forme di inquietudine rispetto all&rsquo;establishment equilibrato e abile di Draghi. Si sospetta che cerchi anche il sostegno di quelli che Fratelli d&rsquo;Italia per una mossa prudente non cercano pi&ugrave; per motivi di strategia politica. Ma le opinioni pi&ugrave; irrazionali, come quelle variabili dei no vax, se possono portare magari qualche fascia di voti , al temp9o stesso possono provocare altrettante perdite. Di qui invece il possibile accordo federale con Berlusconi, cercando di recuperare un elettorato di centro e pi&ugrave; moderato, quello che i rivali di Fratelli d&rsquo;Italia non possono raggiungere, visto che hanno deciso di restare sulla l8inea di una dura opposizione al governo Draghi. Ovviamente questa posizioni oscillanti (e che riguardano per altri aspetti anche lo schieramento della sinistra) sono ancora molto incerte mentre si procede verso gli appuntamento delle elezioni amministrative dell&rsquo;autunno e della primavera, con l&rsquo;intermezzo strategico e imprevedibile delle elezioni presidenziali. I tempi sul tavolo sono strategici e molto gravi, visto il momento difficile di politica estera che stiamo attraversando. Altro che il parco da intitolare assurdamente ad Arnaldo Mussolini.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il rilancio della Liguria attraverso la ripresa dei porti]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-rilancio-della-liguria-attraverso-la-ripresa-dei-porti</link>
			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/il-rilancio-della-liguria-attraverso-la-ripresa-dei-porti</guid>
			<description><![CDATA[Rispetto all&rsquo;anno scorso, nel dato generale del mese di luglio, c&rsquo;&egrave; stata una ripresa generale del traffico portuale del 12% per quel che riguarda il sistema...]]></description>
			<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 18:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto all&rsquo;anno scorso, nel dato generale del mese di luglio, c&rsquo;&egrave; stata una ripresa generale del traffico portuale del 12% per quel che riguarda il sistema del mar Ligure occidentale &nbsp;(Genova, Savona e Vado). E&rsquo; certamente un valore importante, considerato che il sistema &egrave; il primo porto italiano per livello di traffici, in funzione non solo nazionale, ma anche europea. La crescita, nonostante la pandemia che l&rsquo;anno scorso aveva fatto segnate dati in pesante calo, riguarda soprattutto tutti i settori delle merci, mentre i cali, ma l&rsquo;sito statistico era scontato, riguardano il traffico passeggeri e in particolare le crociere, mentre i traghetti hanno tenuto &nbsp;e sono cresciuti. E&rsquo; stato indubbiamente un anno difficile e tormentato, ma che ha dimostrato la tenuta dello scalo ligure per eccellenza. Ci sono molti aspetti interessanti che investono l&rsquo;immediato futuro. Il primo, sempre per restare sui temi di base, riguarda il settore crocieristico che, con il calo della pandemia, dovrebbe, pian piano, riprendere.</p>
<p>Ma le scommesse pi&ugrave; importanti riguardano tutto il settore merci, in particolare i containers e le rinfuse solide, per non parlare del traffico industriale &nbsp;che &egrave; quello che &egrave; pi&ugrave; strettamente collegato alla ripresa economica generale non solo nazionale ma dell&rsquo;intero sistema mondiale. Ci sono molti interrogativi sulla ripresa economica e produttiva della Cina, ma non pochi interrogativi sulla movimentazione dei sistemi produttivi occidentali e in particola degli Usa che, nella politica annunciata dal presidente Biden, hanno confermato di puntare sulla ripresa &nbsp;dei rapporti con il mpondo occidentale e in particolare dell&rsquo;Europa. Per quel che riguarda il sistema genovese-savonese, che &egrave; il primo in Italia, c&rsquo;&egrave; anche molta attesa per quel che riguarda le ristrutturazioni dello scalo, a cominciare dal nuovo assetto della diga foranea che sar&agrave; realizzata pi&ugrave; al largo in modificare l&rsquo;approdo delle unit&agrave;, in particolare commerciali, di ultima generazione, con dimensioni e carichi assai maggiori di quelli attuali.</p>
<p>Non si avr&agrave; un risultato immediato ma entro tre o quattro anni al massimo il nuovo sistema sar&agrave; funzionante e porter&agrave; a un salto di qualit&agrave; &nbsp;nel sistema. Nello stesso tempo sar&agrave; possibile far decollare il traporto delle merci sulla strada ferrata perch&eacute; sar&agrave; pronto e in pieno funzionamento m il Terzo Valico che dovrebbe inserirsi &nbsp;nel sistema per Milano e per il centro Europa, un&rsquo;area &nbsp;altamente industrializzata che per il momento vede ancora la leadership del sistema merceologico che proviene dal Nord Europa (porti di Rotterdam, Amsterdam e Anversa) che ancora mantiene un ruolo di leadership per la storica organizzazione del traffico marittimo, collaudata da decenni. Alcuni interrogativi sull&rsquo;evoluzione dei traffici e dello shipping dei prossimi anni riguardano l&rsquo;evoluzione della produzione industriale che, in Liguria, ha da sempre mantenuto tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni. &nbsp;Per questi aspetti, tutt&rsquo;altro che da sottovalutare, &nbsp;le considerazioni sul futuro &nbsp;dei traffici legati al marittimo e allo shipping in generale, lasciano aperti ancor dai dubbi, anche se la tenuta, in piena pandemia, lascia in molti casi perplessi.</p>
<p>Ma ci sono tanti aspetti della vita dello scalo che consentono di respirare: si deve puntare a nuovi sistemi di attracco, pensando alle unit&agrave; di ultima generazione, ma anche ad altri aspetti quali potranno essere il momento recettivo che agir&agrave; in senso positivo con il potenziamento della cantieristico a levante e con i ruoli integrativi del Waterfront di Levante in via di realizzazione. Ci sono insomma tutte le premesse per una netta ripresa ma soprattutto per una grande crescita, collegata a tutto il resto della realt&agrave; ligure in trasformazione.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Il green pass e l’inizio dell’anno scolastico]]></title>
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			<dc:creator><![CDATA[Paolo Lingua]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[IL PUNTO • DI PAOLO LINGUA]]></category>
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			<description><![CDATA[&nbsp;Sono corrette le impostazioni del ministero della pubblica istruzione (e anche di enti locali come la regione Liguria per dichiarazioni dirette del presidente Giovanni...]]></description>
			<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 23:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Sono corrette le impostazioni del ministero della pubblica istruzione (e anche di enti locali come la regione Liguria per dichiarazioni dirette del presidente Giovanni Toti) per spingono, con insistenza, ad arrivare al &ldquo;tutto esaurito&rdquo; per quel che riguarda i vaccini del personale scolastico (docente e ausiliario) e degli studenti. Soltanto con un preciso &ldquo;en plein&rdquo; sar&agrave; &nbsp;possibile arrivare a un decollo dell&rsquo;inizio della scuola dalla materna alle medie superiori in piena diretta, senza dover ricorrere alla didattica in distanza che, purtroppo una scelta costrittiva senza alternative, si &egrave; dimostrata un assoluto disastro dal punto di vista della formazione dei giovani, per non parlare dei numerosi casi nei quali non &egrave; stata nemmeno materialmente possibile per mancanza di tecnologie adeguate. La situazione nazionale, a quel che si &egrave; appreso,&nbsp; &egrave; migliore, per il settore della scuola, di molti altri ambiti di lavoro (dall&rsquo;industria sino alla sanit&agrave;, caso limite). Gli insegnanti e il personale ausiliario sono al di sopra gi&agrave; dell&rsquo; 80% &nbsp;e i giovani e giovanissimi si stanno muovendo in massa, in tutta Italia, presso gli hub vaccinali . Il dato &egrave; anche pi&ugrave; alto in Liguria. E&rsquo; quindi pi&ugrave; che realistico ritenere che per la data d&rsquo;inizio della scuola, il 15 di settembre, &nbsp;in Liguria sia possibile superare nettamente la soglia del 90% di vaccinati &nbsp;e quindi di studenti e di personale in possesso del green pass. Con alcuni aggiustamenti degli spazi e degli edifici disponibili (e magari anche con qualche organizzazione di orari differenziati) sar&agrave; possibile decollare nella normalit&agrave;. Una soluzione che potrebbe funzionare, con minori problematiche, anche per l&rsquo;Universit&agrave;, dove l&rsquo;agilit&agrave; distributiva, anche per la maggiore et&agrave; degli studenti, &egrave; ancora pi&ugrave; possibile, anche perch&eacute;, al di l&agrave; delle facolt&agrave; umanistiche e giuridico-economiche dove &egrave; possibile e pi&ugrave; agevole la lezione tradizionale in aula, con possibilit&agrave; di distanziamento, resta pi&ugrave; complessa l&rsquo;attivit&agrave; di insegnamento per le facolt&agrave; scientifiche (con i laboratori) per non parlare di medicina. D&rsquo;altro canto non si possono buttare al vento anni scolastici condizionando, in maniera irreversibile, generazioni di studenti. Il vulnus dei due anni passati non pu&ograve; essere in alcun modo ripetuto. In questa chiave non sono infondate le riflessioni dei giorni scorsi del ministro Bianchi che ha ipotizzato di arrivare, piaccia o non piaccia a minoranze di nessuna incidenza sociale, l&rsquo;obbligo della vaccinazione, pena la sospensione dal lavoro, del personale scolastico che rifiuta la vaccinazione. La realt&agrave; sociale della scuola non pu&ograve; tollerare &ldquo;buchi neri&rdquo; perch&eacute; il ruolo sociale che svolge &egrave; al di sopra di ogni capricciosa presunzione ideologica. Un ragionamento che certamente &egrave; valido anche e non meno per la sanit&agrave; dove le sospensioni e i trasferimenti di reparto e di mansioni sono gi&agrave; scattate. D&rsquo;altro canto, la quasi totalit&agrave; dei colpiti da Covid e dei ricoverati &egrave; risultata formata da non vaccinati. Non &egrave; possi bile che i possibili ammalti, anche di altre affezioni che non siano il Covid, siano trattati da personale a rischio formato da non vaccinati.&nbsp; Ovviamente rischi del genere sono impensabili e intollerabili per chi deve approcciare ragazzi e bambini. C&rsquo;&egrave; da augurarsi che il ritmo delle vaccinazioni prosegua senza soste con un crescendo nelle prossime settimane. Ovviamente un discorso che vale anche per le aziende e le fabbriche, nonch&eacute; per le mense aziendali. La parola d&rsquo;ordine deve essere solo l&rsquo;eliminazione di ogni rischio. Eventuali riprese della pandemia porteranno soltanto ad allontanare il ritorno alla vita normale e alla ripresa dell&rsquo;economia che sta indubbiamente ancora soffrendo. Sono obiettivi per i quali sono da escludere tutte le possibile leggerezze e superficialit&agrave;. Se necessario ben venga anche una norma che obblighi alla vaccinazione. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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