Da Cingolani a Draghi, in attesa del Pnrr

di Paolo Lingua

Da Cingolani a Draghi, in attesa del Pnrr

Sarà un vero blitz quello che caratterizzerà la visita di Mario Draghi a Genova: meno di quattro ore con visita al porto a bordo di un battello in compagnia del sindaco Marco Bucci, poi riunione Palazzo San Giorgio, corsa lampo al cantiere del Terzo Valico e tappa sotto il Ponte Morandi dove il premier incontrerà anche Egle Possetti, rappresentante del comitato dei familiari delle vittime del crollo.

Le pressioni che verranno da Genova, sia da parte delle istituzioni pubbliche sia dal mondo imprenditoriale riguardano l’arrivo dei fondi del Pnrr in particolare per tutto quello che riguarda alla trasformazione digitale ed ecosostenibile dell’assetto del porto di Genova per renderlo anche competitivo nelle prospettive future. Ci sono, è noto, dei ritardi anche da parte del governo e il sindaco, in particolare, insisterà per ottenere ancora due miliardi di cui Genova ha bisogno assoluto per restare competitiva. Naturalmente ci sono anche altri aspetti che riguardano la diga foranea che dovrà essere realizzata nei tempi più brevi possibili e sulla quale si conta di realizzare “muri” di energia rinnovabile solare e di vento. Tutti gli aspetti di carattere energetico saranno oggetto degli interventi e delle richieste di chiarimenti da parte del mondo imprenditoriale nei limiti di tempo e doi spazio.

D’altro canto la visita di Draghi, per molti aspetti “dovuta” per il dramma del Ponte Morandi e per il ruolo nel campo portuale e dello shipping che la città rappresenta,  non è solo formale e di cortesia, ma sarà un motivo per aggiornare il simbolico “quaderno” di tutti gli aspetti del Pnrr che riguardano il territorio della Liguria che, accanto a importanti progetti di ripresa e di rilancio, presenta però gravi problematiche soprattutto nei trasporti (stradali e ferroviari) e nelle comunicazioni in generale. La visita quindi servirà a premier per constare da vicino le reali problematiche e valutare le urgenze legate appunto a fissare i finanziamenti concreti da chiedere all’Europa. Il tempo è stretto e non si possono creare discussioni am vuoto e problematiche senza fine. Occorre agire. Draghi tornerà a Roma, si spera, con le idee più chiare e percorsi più precisi da seguire.

Del resto l’allarme lo ha già lanciato ieri il ministro Cingolani nella sua visita a Genova, quando ha affermato che il “caro – energia” dell’ultimo anno ha già superato gli incassi del Recovery e che quindi siamo, in un certo senso, all’inseguimento di conti in rosso. Cingolani non ha nascosto alcune preoccupazioni per certi eccessi annunciati della transizione ecologica che non sarà così semplice come alcuni ecologisti affermano. Ha anche detto che in Italia i veti incrociati sono diffusi dappertutto e non sarà facile né agevole impiantare dovunque e comunque pale e pannelli eolici. Ha anche accennato alla questione del “nucleare”. Quello attuale produce, afferma il ministro, ancora troppe scorie. Ma sta nascendo un nucleare cosiddetto di “quarta generazione” che potrebbe essere utilizzato com tutte le cautele possibili.

In un certo senso sarà interessante cercare di fare sintesi delle due visite a Genova del ministro e del premier per accelerare tutto quanto è possibile, anche perché l’economia, nel calo possibile della pandemia, potrebbe riprendere di colpo in molte parti del mondo e l’Italia deve essere in gradi di stare al passo. In questo, proprio per il suo ruolo portuale e quindi internazionale Genova ha un ruolo strategico superiore a quasi tutte le città italiane e anche europee. Certamente, come è statop affermato in particolare nel mondo imprenditoriale, una battaglia particolare dovrà essere svolta (e a Draghi andrà ribadito)  contro la burocrazia. La ricostruzione del Ponte Morandi non deve essere un caso eccezionale. E’ stata invece la dimostrazione d’un vera strategia vincente. In Italia la burocrazia e le leggine sovente hanno ucciso i migliori progetti.