Saluto romano a Cogoleto, i tre consiglieri: "Non era un saluto fascista, siamo indignati"

di Redazione

Biamonti annuncia querela anche nei confronti del sindaco. Amedei: "Una cosa vergognosa". Siri: "Ho sempre odiato i regimi totalitari"

Saluto romano a Cogoleto, i tre consiglieri: "Non era un saluto fascista, siamo indignati"

I tre consiglieri di opposizione nel comune di Cogoleto (Genova) accusati di aver fatto il saluto romano durante il consiglio comunale di ieri respingono con forza e "indignati" la lettura del gesto: non si trattava di un saluto fascista ma dell'alzata del braccio per votare. "Non devo giustificare nulla, è un modo di votare" aveva già detto ieri sera direttamente in consiglio Francesco Biamonti che oggi annuncia querela: "La caccia alle streghe è ricominciata - dice in una nota -. Nessuno può permettersi di infangare il mio nome né tantomeno quello del mio partito. Per questo motivo presento querela nei confronti dei consiglieri di maggioranza che dicono di avermi sentito dire frasi che non mi appartengono e nei confronti del sindaco Paolo Bruzzone per la ricostruzione falsa che ha fatto sul suo profilo facebook".

"Sono indignata - racconta Valeria Amedei, raggiunta telefonicamente -. E' una cosa vergognosa che io venga tacciata di fare una cosa del genere nel Giorno della Memoria, ho tirato su la mano per votare. Ci mancherebbe un gesto così, da me. Non mi appartiene, sono di destra ma il partito fascista è caduto da chissà quanto e non è che tiro su il braccio... Non l'ho mai fatto e continuerò a non farlo. E' un gesto che non mi rappresenta".

"Sono fortemente indignato - dice anche Mauro Siri -. Non ho pensato neanche lontanamente di imitare il saluto fascista. Sono stato tutta la vita lontano dalla politica, la considera una fogna. Ho perso mio padre in Russia, ho sempre odiato i regimi totalitari fascisti e comunisti. Sono schifato. Il sindaco Bruzzone quando riguardavamo le immagini ieri ha anche notato che ho alzato il braccio con il pugno chiuso, e poi oggi se ne esce con questa dichiarazione. Mi fanno schifo più del saluto fascista è una speculazione politica".