Rapallo, sfiducia al sindaco. Entro venti giorni si vota in Consiglio

di Claudio Baffico

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Rapallo, sfiducia al sindaco. Entro venti giorni si vota in Consiglio

Sono state protocollate le firme per chiedere la convocazione del Consiglio Comunale di Rapallo, all'interno del quale, entro venti giorni, si metterà ai voti la sfiducia al sindaco Elisabetta Ricci.

La situazione politica a Rapallo entra in una fase di forte instabilità dopo la rottura consumata martedì tra l’amministrazione comunale e Forza Italia, resa evidente dall’uscita di Eugenio Brasey dalla giunta. Da quel momento, le tensioni si sono rapidamente amplificate, anche grazie al lavoro politico dell’ex sindaco e riferimento azzurro Carlo Bagnasco, impegnato nel ricompattare il fronte contrario all’attuale maggioranza.

All’interno dell’opposizione non tutti, inizialmente, condividevano l’ipotesi delle dimissioni formalizzate davanti al notaio: figure come Francesco Angiolani e Andrea Carannante hanno spinto invece per una strada più politica, puntando sulla presentazione di una mozione di sfiducia. Una linea che ha trovato consenso e si è tradotta in un documento sottoscritto dai tre consiglieri di Forza Italia e da altri cinque esponenti delle minoranze.

All’appello manca Piergiorgio Brigati, ma appare improbabile che l’ex vicesindaco possa, da solo, garantire la tenuta dell’esecutivo. A rendere il quadro ancora più fluido circolano inoltre indiscrezioni su possibili dimissioni di Salvatore Alongi: un’eventualità che aprirebbe le porte del consiglio comunale a Paola Tumiati, considerata vicina a Forza Italia.

La seduta consiliare chiamata a esaminare la mozione dovrà essere convocata entro il 5 marzo. Qualora l’amministrazione cadesse in questa finestra temporale, si aprirebbe la strada a un ritorno alle urne già in primavera, preceduto da un breve periodo di gestione commissariale. Resta comunque una costante della politica rapallese l’imprevedibilità degli sviluppi.

Nel frattempo la sindaca Elisabetta Ricci continua a confrontarsi con i suoi collaboratori più stretti nel tentativo di valutare le prossime mosse. Al momento non sarebbero imminenti le sue dimissioni, ma lo scenario potrebbe cambiare qualora venissero ufficializzate quelle di Alongi.

A chiedere apertamente un passo indietro della prima cittadina è Andrea Carannante, che attacca senza mezzi termini: "Ricci non governa e non dialoga, ha smarrito il contatto con la città. Da tempo i cittadini ci chiedono un segnale chiaro: porre fine a questa esperienza amministrativa prima che produca conseguenze ancora più gravi. La sfiducia non nasce da calcoli, ma da una scelta di responsabilità politica che oggi assumiamo alla luce del sole".

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