AMT e mobilità, D'Angelo: “Servono numeri e date”. Campora: “Basta polemiche, la Regione farà la sua parte”

di Carlotta Nicoletti

D’Angelo accusa Regione e Governo di vaghezza e scelte ostili. Campora difende l’azione di Bucci e invita il Comune a non perdere i fondi

Il risanamento di AMT, lo stop al tapis roulant tra aeroporto ed Erzelli e il futuro dello scalo genovese diventano terreno di scontro tra centrosinistra e centrodestra. Nel confronto televisivo a “Tiro incrociato”, Simone D’Angelo (PD) e Matteo Campora (Vince Liguria) si sono fronteggiati su responsabilità, risorse e prospettive, con posizioni nettamente contrapposte.

AMT – Al centro del dibattito la situazione finanziaria dell’azienda di trasporto pubblico. D’Angelo chiede chiarezza sulle risorse regionali: «Abbiamo semplicemente chiesto a quanto ammontano queste risorse e quando verranno erogate per mettere in sicurezza AMT». Il consigliere dem ricorda i numeri ereditati: «280 milioni di euro di debiti e 56 milioni di buco nel 2024».

Regione – Campora ribadisce che i lavoratori e gli utenti «devono essere tranquilli» e che il presidente Bucci «ha detto in maniera molto chiara che farà tutto quello che è possibile per sostenere il trasporto pubblico locale», sottolineando però la complessità tecnica del piano.

Tapis roulant – Lo stop al collegamento tra stazione di Erzelli e aeroporto accende un nuovo fronte. Per Campora il Ministero ha messo sul tavolo 30 milioni e il Comune dovrebbe accettarli: «Non bisogna restituire questi 30 milioni di euro».

Accuse – D’Angelo parla invece di «fallimento politico grave» e attacca Lega e MIT: «Un’opera dichiarata strategica viene cancellata alla prima difficoltà».

Aeroporto – Sul futuro dello scalo, il PD chiede una regia pubblica e voli accessibili. «Un volo Genova-Roma a 500 euro è come se non esistesse», osserva D’Angelo. Campora punta su crescita dei passeggeri, binomio crociere-aeroporto e possibili investimenti regionali.

Termovalorizzatore – Il centrodestra considera necessario un impianto regionale di chiusura del ciclo dei rifiuti. Il PD esprime invece forte preoccupazione per l’assenza di dati certi su tecnologia e localizzazione.

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