Sicurezza, Gandolfo: “Emergenza diffusa”. Ghio: “Serve prima di tutto il sociale”
di Carlotta Nicoletti
A “Tiro incrociato” confronto tra FdI e AVS: emergenza degrado, presidi sul territorio e ruolo delle politiche sociali al centro del dibattito
A “Tiro incrociato” confronto tra FdI e AVS: emergenza degrado, presidi sul territorio e ruolo delle politiche sociali al centro del dibattito
La sicurezza torna al centro del confronto politico a Genova. Nel programma “Tiro incrociato” si sono scontrate due visioni opposte: da un lato Fratelli d’Italia, che parla di emergenza diffusa e chiede più presidi e confronto in aula; dall’altro AVS, che rivendica un approccio integrato fondato sul sociale e sulla prevenzione.
Allarme – Per il consigliere comunale di FdI Nicholas Gandolfo il peggioramento è evidente. "Lo constatiamo parlando con il territorio e leggendo ogni giorno i giornali", spiega, citando centro storico, periferie e, con l’estate alle porte, anche le spiagge. A preoccupare è soprattutto "un malcontento diffuso" e la difficoltà di affrontare il tema in Consiglio comunale.
Confronto – Gandolfo denuncia l’assenza di un vero dibattito strutturato: «Non abbiamo potuto fare ancora una commissione consiliare dove analizzare i dati e confrontarci con assessore e sindaco». Critiche anche al progetto Nottambula, annunciato e poi accantonato: «Ci è stato detto che non c’erano fondi e che era tutto rinviato».
Accuse – Nel mirino di FdI anche la giunta Salis, accusata di privilegiare comunicazione e polemiche nazionali: «Invece di attaccare il governo Meloni, venite in aula e parliamo della nostra città». Tra le richieste: presidi sul territorio, piani assunzionali e una strategia chiara per i prossimi cinque anni.
Replica – La consigliera di AVS Francesca Ghio respinge l’idea di una città fuori controllo: «Il frutto che raccogliamo oggi è dovuto al seme piantato anni fa». Sottolinea che una commissione monotematica sulla sicurezza è già stata svolta e che il confronto «non è mai mancato».
Approccio – Per Ghio la priorità non è punitiva: «La prima risposta alla questione della sicurezza è il sociale, quindi investire nella qualità della vita delle persone». Rivendica inoltre il lavoro della giunta su ascolto dei territori, giunte itineranti e politiche di prossimità.
Clima politico – Sullo sfondo restano le tensioni in aula, tra accuse reciproche su assenze, numeri legali e comportamenti inaccettabili. Un contesto che rende ancora più difficile costruire una linea condivisa su uno dei temi più sensibili per i cittadini.
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