Miasmi Multedo: la puzza dei tombini è la stessa avvertita dentro Superba

di Michele Varì

La riprova dopo visita di Telenord nel deposito. L'azienda: "Non siamo noi la causa. Presto ci trasferiremo in porto con Carmagnani"

Miasmi Multedo: la puzza dei tombini è la stessa avvertita dentro Superba

La puzza acida che ammorba i tombini di Multedo e della fabbrica idraulica Fidra è uguale a quella che esce dai pozzetti del deposito di sostanze chimiche Superba Srl, posta a cento metri più a monte. 

 

Telenord lo può affermare con quasi assoluta certezza e senza bisogno di rilevamenti chimici o detective di Arpal o della polizia locale dopo due sopralluoghi nei due siti. 


Il primo avviene giovedì 11 giugno scorso: avvertiamo quei miasmi quasi casualmente uscendo dall'azienda dopo un cordiale e lungo incontro all'interno di Superba con l'amministratore delegato Alessandro Gentile, la direttrice e i sindacati dell'azienza, tutti ormai tesi al prossimo possibile trasferimento (insieme a Carmagnani) nel porto di Sampierdarena, sotto la Lanterna, ma anche per capire l'origine dei miasmi che dalla scorsa estate gettano discredito sulla ditta.

 

Un odore, quello avvertito all'interno della Superba (azienda del gruppo Pir, Petrolifera italo rumena) particolare, che s'infila fastidioso ed irritante nel naso e non lascia dubbi: è lo stesso annusato poche ore prima, e anche alcuni giorni addietro, davanti ai tombini di Fidra. 

Questo, è ovvio, non significa nulla dal punto di vista penale, ma appare molto significativo dal punto di vista giornalistico (e forse non solo) per dare un contributo al giallo di Multedo, quartiere ormai dall'agosto scorso ammorbato da miasmi ancora dall'origine ignota. 

 

Fra le possibilità quelle che il canale del tombino possa essere tappato, come avrebbe già rivelato un accertamento della polizia locale, favorendo il ristagno di acque di risulta e di fenomeni di putrefazione, forse la vera causa dei miasmi.

 

Ma ecco la cronaca di giovedì 11 giugno: appena avvertita quella puzza il cronista lo riferisce all'operaio che lo accompagna verso l'ingresso della ditta per effettuare delle riprese video, come d'accordo con l'amministratore delegato, nel frattempo ripartito a bordo di un'auto condotto da un autista alla volta di Ravenna. 


L'operaio mostra stupore, appare molto meravigliato dall'osservazione del giornalista. 

Quindi il cronista intercetta al telefono l'ammistratore delegato, già lontano, in autostrada: gli svela quanto appurato, quanto ha annusato, lui subito rimane in silenzio. Comprensibile: dopo tanto impegno profuso per dimostrare l'estraneità di Superba all'inquinamento dell'aria di Multedo, dopo avere pubblicato un vero e proprio dossier con dettagliati responsi che scagionano la sua ditta, ecco che un banale e veloce sopralluogo nell'azienda ipotizza, almeno dal punto di vista olfattivo, che però in questo mistero non è un dettaglio, che i miasmi di Multedo potrebbero essere gli stessi avvertiti nei pozzetti di Superba.

Gentile prende atto di quanto e appare molto motivato a capire: "Appena tornerò a Genova andrò di persona ad sentire gli odori che arrivano dai tombini di via Multedo e se possibile all'interno del parcheggio di Fidra, se così fosse faremo ulteriori accertamenti e le assicuro andremo sino in fondo per capire se la causa di questi miasmi sono i nostri depositi o altro, come per esempio sostanze sedimentate per anni nei tombini che raccolgono le acque piovane nostre ma anche di altre attività della zona come tre distributori di carburante".

 

Il cronista però non può attendere il ritorno di Gentile a Genova, d'accordo con lo stesso amministratore delegato dell'azienda, che si dimostra collaborativo e trasparente, decide di svolgere nella giornata del 15 giugno, una ulteriore verifica nei due siti al centro del caso: nei pressi dei pozzetti dell'azienda e davanti al tombino di Fidra. 

Chiede ai due responsabili delle ditte "rivali" se desiderano di accompagnarlo, in quello che sarebbe anche una sorta di primo incontro fra le due parti ormai "nemiche" non dichiarate da quasi un anno. 

 

Il proprietario dell'azienda idraulica rifiuta l'invito e dice che informerà della mia iniziativa il suo legale; Superba invece accetta e visto che Gentile non potrà essere presente, perchè lontano, l'amministratore delegato indica la direttrice a sostituirlo nel sopralluogo: anche stavolta il cronista avverte la stessa puzza acida nei due siti, anche se si sente appena, e non infastidisce. 


La direttrice di Superba non nega la coincidenza, ma a suo avviso quell'odore oltre a non derivare dalle attività della ditta che rappresenta, non è acido e potrebbe essere causato dal ristagno di acqua e altre sostanze causate forse dai tombini occlusi da decenni. 

Anche se non ci sono dubbi sul fatto che nei due siti ci sia la stessa puzza, la risposta finale sulle cause spetterà fornirla agli agenti e ai periti della sezione Ambiente della polizia locale titolare dell'indagine infinita sui miasmi che ammorbano l'aria di Multedo.

Indagine che però procedere con i tempi necessari ad un indagine tecnica e fitta di perizie come questa.

Nei giorni scorsi abbiamo incontrato il magistrato titolare dell'inchiesta della polizia locale che riferito: "Stiamo vagliando gli esiti degli accertameni degli agenti della sezione Ambiente della polizia"