Anno giudiziario, Terrile: organici insufficienti e servizi sotto pressione

di Carlotta Nicoletti

2 min, 27 sec

Il Comune continuerà a distaccare personale negli uffici giudiziari

Anno giudiziario, Terrile: organici insufficienti e servizi sotto pressione

Di fronte alla carenza di personale che affligge gli uffici giudiziari liguri, il Comune di Genova conferma il proprio sostegno concreto: continuerà il distacco di dipendenti comunali per ridurre, per quanto possibile, l’impatto delle scoperture sugli operatori e sui cittadini.

Cerimonia – L’annuncio è arrivato dal vicesindaco e assessore agli Affari legali Alessandro Terrile, intervenuto all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello di Genova.

Riconoscimenti – Terrile ha ringraziato magistrati, personale amministrativo, avvocati e forze dell’ordine che operano nel territorio: “Una giustizia tempestiva, equa e accessibile a tutti, anche alle persone più fragili, rappresenta un servizio indispensabile per cittadini e imprese e costituisce un elemento essenziale della coesione sociale e della convivenza democratica”.

Carenze – Il quadro tracciato dalla presidente della Corte d’Appello e dal procuratore generale, ha evidenziato “la preoccupante carenza di organico a disposizione degli uffici giudiziari della Liguria”, una situazione che pesa sul lavoro quotidiano degli operatori e sulla qualità delle prestazioni offerte.

Impatto – Secondo Terrile, le scoperture non riguardano solo l’organizzazione interna, ma si riflettono direttamente sui tempi di risposta e sull’efficienza del servizio, con ricadute su cittadini e imprese.

Impegno – Da qui la scelta di proseguire sulla strada già intrapresa: “Il Comune di Genova continuerà nell’impegno di distacco di proprio personale presso gli uffici giudiziari genovesi con l’obiettivo di attenuare per quanto è possibile tali carenze, che incidono inevitabilmente sulla qualità e sulla tempestività delle risposte”.

Prospettiva – Un intervento tampone, che non sostituisce le competenze statali in materia di assunzioni, ma che punta a garantire un supporto operativo nell’attesa di soluzioni strutturali.

Camera penale – Nel corso della cerimonia è intervenuta anche la presidente della Camera penale genovese, Fabiana Cilio, che ha criticato il dibattito pubblico sulla riforma della giustizia. Secondo Cilio, da parte di chi si oppone alla riforma sono state portate avanti “mistificazioni che invece di mettere a disposizione dei cittadini le informazioni tecniche necessarie per un voto consapevole, hanno dato il via allo spettacolo di attori, cantanti, sindacalisti e professori di qualunque materia pronti ad intonare la litania della svolta autoritaria”. Particolarmente dura la presa di posizione nei confronti dell’Associazione nazionale magistrati: “Che anche l’ANM, attraverso il suo comitato, portasse avanti questo genere di dibattito non ce lo saremmo mai aspettati: è desolante che ad avvelenare i pozzi siano proprio quelli a cui ogni giorno affidiamo il nostro destino”. La presidente ha parlato di una crisi di credibilità della magistratura agli occhi dell’opinione pubblica, che produce “una mancanza di fiducia del cittadino nei confronti del giudice”. Le Camere penali, ha concluso, continueranno a difendere autonomia, indipendenza e terzietà, ma “il giudice deve non solo essere, ma anche apparire terzo”.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.