Giacomo Montanari a Radar: “Genova città della cultura europea, senza diventare un parco a tema”

di Carlotta Nicoletti

"L’accessibilità non è solo fisica, ma anche cognitiva"

Dalla ricerca accademica all’amministrazione pubblica, con un obiettivo chiaro: trasformare il patrimonio di Genova in una risorsa condivisa, accessibile e compresa. Giacomo Montanari, assessore comunale alla Cultura, traccia la rotta tra tutela, divulgazione e futuro delle professioni culturali.

Percorso – Storico dell’arte e docente universitario, Montanari spiega di aver sentito il bisogno di superare i confini dell’accademia: “Non mi bastava più che i miei studi fossero letti da dieci o cento persone. Volevo che tornassero ai cittadini”. Da qui la scelta di puntare su una divulgazione capace di “distillare la conoscenza”, senza impoverirla.

Metodo – La velocità della politica resta una sfida, ma anche un’opportunità: portare contenuti complessi in forma immediata. “La politica ha bisogno di immediatezza, ma questo non significa rinunciare alla qualità”, sottolinea.

Patrimonio – Ricerca, tutela e accessibilità sono per Montanari inseparabili. “Non puoi prenderti cura di ciò che non conosci. E l’accessibilità non è solo fisica, ma anche cognitiva”. Un’impostazione che ricalca le tre missioni universitarie: ricerca, didattica, divulgazione.

Rolli Days – L’evento simbolo della città viene difeso da derive folkloristiche: “Il valore non è travestirsi da personaggi del Seicento, ma dare chiavi di lettura. È una grande azione di divulgazione scientifica”.

Lavoro – Centrale il tema delle nuove professioni culturali. Serve una figura di mediazione qualificata, oggi poco riconosciuta in Italia. “Dobbiamo rivedere le categorie professionali e costruire percorsi formativi adeguati”.

Tecnologia – Digitale sì, ma come strumento. “Se diventa un fine, stiamo sbagliando. Un Van Gogh immersivo è uno spettacolo, non un museo”.

Visione – Tra cinque anni Montanari vorrebbe sentirsi dire che Genova è “una città della cultura a livello europeo”, capace di offrire esperienze di qualità restando autentica: “Senza trasformarsi in un parco divertimenti”.

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