"Mi costringono a spacciare": pusher fa arrestare i rivali per il monopolio di Rivarolo e Bolzaneto
di Alessandro Bacci
Lo spacciatore aveva messo in piedi una rete di corrieri minorenni che si rifornivano a Milano, il trentenne alla fine è stato arrestato
Si era presentato dai carabinieri consegnando 20 grammi di cocaina spiegando di essere costretto a spacciare da due connazionali che lo tenevano sotto scacco minacciandolo di morte. In realtà l'uomo, un trentenne tunisino, voleva solo impossessarsi della piazza di spaccio tra Bolzaneto e Rivarolo facendo fuori i rivali.
Lo spacciatore, una volta eliminati i concorrenti, aveva messo in piedi una rete di corrieri minorenni che si rifornivano a Milano e tornavano a Genova sui treni. L'inchiesta, partita a fine 2019 ha portato a nove arresti in flagranza e 11 su misura cautelare. Il tunisino si era presentato dai militari di Sampierdarena e aveva consegnato una busta con la droga che sul mercato avrebbe fruttato fino a 50 mila euro.
"Mi costringono a spacciare - aveva detto - ma io sono un bravo ragazzo. Mi minacciano di morte, dicono che se non faccio come dicono loro uccidono i miei familiari". I carabinieri avevano sequestrato la droga e avviato le indagini. I due pusher erano stati arrestati e così l'accusatore aveva occupato la piazza di spaccio davanti alcuni bar di Rivarolo e Bolzaneto. Le indagini non si erano fermate e i carabinieri avevano scoperto la rete del finto pentito e lo hanno arrestato.
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