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Mancini: "La fortuna più grande aver giocato con Maradona, oggi farebbe mille gol"

di Redazione

Il ct della Nazionale: "Era un grande calciatore ma anche un grande uomo. La vittoria della Sampdoria a Napoli fu il passaporto per lo Scudetto"

"Ho avuto la fortuna di giocarci contro per tanti anni. E, ad oggi, posso dire che si tratta della più grande che potessi avere". Così in una intervista a 'Il Messaggero' il Ct della Nazionale, Roberto Mancini, parla di Maradona. Averlo contro "era certamente uno stimolo in più, anche perché in quegli anni la serie A era piena di grandi campioni".

La Sampdoria di Mancini, ricorda, sconfisse il Napoli di Diego al San Paolo: "Vincere in casa di Maradona e dei campioni in carica fu fondamentale. Lui giocò benissimo. Noi facemmo 4 gol. Vincere a Napoli non era mai facile in quegli anni e quel successo diventò un passaporto per noi per vincere lo scudetto". Mancini, come Maradona, è uno di quei giocatori che hanno vinto in città dove poi non si è vinto più: "È una cosa speciale, rimani sempre e comunque nell'immaginario collettivo di tutti i tifosi".

Indossare la maglia 10, in quel periodo, "era una cosa speciale perché per tutti noi che avevamo un po' di quelle sue caratteristiche tattiche e tecniche, Diego rappresentava un punto di riferimento importante". In campo, in partita, anche momenti di tensione, ma poi "un attimo dopo tutto finiva lì. Perché prima di essere un grande calciatore era un grande uomo".

Marcarlo era dura, ma "la sfortuna dei grandi giocatori di quell'epoca è che non c'erano le regole di oggi. Uno come Maradona avrebbe fatto almeno 1.000 gol. Non c'era il Var, gli arbitri non tutelavano i giocatori. I più tecnici come noi venivano massacrati puntualmente".