Genova, quarto giorno di protesta in porto contro il green pass: presidio ma varchi aperti

di Alessandro Bacci

Varco Etiopia bloccato al mattino ma i tir sono stati fatti defluire negli altri varchi. Un centinaio di persone continua la protesta a oltranza

Un centinaio di persone tra portuali e No green pass sta presidiando il varco portuale Etiopia di Genova. Lo scalo è operativo ma già dalle prime ore del mattino alcuni tir sono fermi in coda fuori dal varco. Sul posto Polizia e Municipale. Al momento non viene bloccato Lungomare Canepa, una delle più importanti arterie della città. I manifestanti infatti si trovano sulla linea del varco.

Alcuni No Green Pass e un gruppo di antagonisti genovesi si trovano anche al varco portuale dei traghetti ma stanno facendo passare merci deperibili e persone. I tir che stamani erano in coda al varco Etiopia, sono stati dirottati su altri ingressi del porto. Gli altri varchi e terminal sono liberi.

La decisione di liberare alcuni dei varchi d'accesso al porto di Genova per far defluire il traffico dei mezzi pesanti ed evitare il blocco della circolazione in città è frutto di un serrato dialogo tra la polizia e lo zoccolo duro della protesta No Green pass. Il compromesso consente di tenere vivo il presidio principale a varco Etiopia, a Sampierdarena davanti al quale il 15 ottobre un lungo blocco stradale ha paralizzato la strada. A varco Albertazzi i tir che trasportano merci deperibili, i mezzi passeggeri e quelli di servizio come i camion della spazzatura, vengono fatti passare. Ai presidi anon ci sono solo i lavoratori del porto di Genova ma anche lavoratori di altre categorie e i manifestanti arrivati da altre città. Presenti gruppi di anarchici e alcuni esponenti nel comitato Libera Piazza - no green pass. Gli altri varchi portuali (San Benigno e terminalPsa e Messina) e la viabilità interna al porto sono liberi.