Genova, i portuali a palazzo San Giorgio: "Passi avanti sui tamponi ma resta il presidio"

di Alessandro Bacci

Ancora problemi di organizzazione: "Un'azienda tra quelle più grandi offre il tampone gratuito ma il risultato lo danno dopo 3 ore"

"Abbiamo indubbiamente fatto alcuni passi avanti perché ieri abbiamo saputo che anche Stazioni marittime si è impegnata a fornire i tamponi gratuiti ai suoi dipendenti, ma siamo qua oggi perché l'autorità portuale ieri non ha ritenuto di rispondere alle nostre richieste di tenere aperto un confronto continuativo su queste tematiche". Lo spiega Maurizio Rimassa, coordinatore regionale Usb Genova in presidio questa mattina sotto la sede dell'autorità di sistema portuale a palazzo San Giorgio in attesa di un nuovo confronto nel secondo giorno di sciopero indetto dal sindacato di base per chiedere tamponi gratuiti per tutti i lavoratori del porto e una loro organizzazione più efficiente attraverso hub interni allo scalo e orari compatibili con l'organizzazione del lavoro.

Circa le questioni poste sull'organizzazione dei prelievi tramite tampone, il responsabile Usb per il porto di Genova José Nivoi spiega il senso delle questioni poste con un esempio: "Un'azienda del porto tra quelle più grandi offre il tampone gratuito in maniera anche efficace ma il risultato lo danno dopo 3 ore e se il tampone risultasse positivo avremmo nel frattempo un lavoratore positivo entrato in un luogo di lavoro".

La questione dei tamponi gratis quindi è stata la prima posta ma non è l'unica: "Il 14 ottobre, cioè il giorno prima dell'entrata in vigore del green pass erano solo 3 le aziende disposte a fornire gratuitamente i tamponi, oggi lo sono praticamente tutte - spiega Nivoi - ma come sindacato non ci siamo fermati a una vittoria di facciata e abbiamo posto una serie di questioni concrete che hanno a che fare con la conformazione del porto e l'organizzazione del lavoro. Oggi in questo incontro cercheremo di risolverle".