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Genova, grido di aiuto degli esercenti di Carignano: "Moriremo di fame non di covid."

di Michele Varì

I baristi avviliti: "Ci hanno tolto le ore di maggior lavoro, ora servono aiuti subito"

"Se continua così moriremo di fame non di covid...". La titolare del Carignano Caffè è dura: "Le persone sono terrorizzate, il nostro lavoro è crollato, possiamo resistere poco, bisogna trovare una soluzione subito" aggiunge.

Le fa eco il giovane colombiano da anni titolare del bar New Blanco: "Se continua così dureremo tutti poco...". Le sue parole, riferite quando nel suo locale di clienti ce ne sono davvero pochi, esemplificano le difficoltà degli esrecenti di uno spicchio del centro città, appunto Carignano, che forse solo nell'immaginario collettivo indotto da alcuni clichè soffrirebbe la crisi meno del centro storico e del resto della city: "Quando pensavamo di poterci riprendere ci fanno chiudere proprio nell'ora degli aperitiviti" aggiunge il barman. Ora stiamo lavorando solo il 20%. Il covid? Abbiamo appreso che diverse classi delle scuole della zona sono in quartantena, così i genitori sono spaventati e non escono".

Roberto Valenti, titolare dei Mattoni Rossi di via Corsica aggiunge: "Ci fanno lavorare solo di giorno, il lavoro è crollato dell'80%, ci hanno tolto gli aperitivi che sono la nostra forza, noi chiudevamo alle 2 due di notte, siamo stati costretti a mettere in cassa integrazione i dipendenti della pizzeria che abbiamo qui a fianco".

Il proprietario della Bar Gelateria Bixio di via Bixio: "Mancano i tanti lavoratori che lavorano da casa, come i trecento dipendenti del Rina, il Registro navale Italiano. cerchiamo di resistere per mantere lo stipendio alle nostre tre dipendenti, dalle 18 alle 20 rimaniamo aperti da asporto anche per dare un po' di luce sennò sembra il coprifuoco. Soprattutto per i ristoratori bisognerebbe che poterssero lavorare.