La proposta dei piccoli proprietari: "Percentuale tassa di soggiorno per emergenza abitativa"
di c.b.
Lo stanziamento di 200 mila euro per il fondo per la morosità incolpevole deciso dal Comune di Genova “è del tutto inadeguato rispetto alla gravità dell’emergenza abitativa in corso”.
A scriverlo, in una nota stampa, Valentina Pierobon, Presidente Provinciale e Vicepresidente nazionale di A.S.P.P.I - Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari, che commenta in questo modo la notizia dello stanziamento da parte dell’amministrazione civica. “Il fondo per la morosità incolpevole non è un intervento assistenziale a pioggia, ma uno strumento mirato di prevenzione degli sfratti, destinato a famiglie che hanno sempre pagato regolarmente il canone e che, per cause oggettive e documentabili – perdita del lavoro, problemi di salute – si trovano temporaneamente in difficoltà. Con risorse adeguate, questi nuclei potrebbero evitare lo sfratto e mantenere la propria abitazione - osserva Pierobon – Si tratta pertanto di un sostegno concreto anche per i proprietari: riduce il peso di morosità prolungate, evita contenziosi lunghi e costosi e preserva la continuità del rapporto locativo. Non investire su questo strumento significa lasciare soli entrambi i soggetti del contratto, alimentando sfiducia e instabilità nel mercato della locazione”.
Per questo motivo, per i piccoli proprietari immobiliari la cifra individuato non è congrua: “Destinare appena 200 mila euro a questo fondo, in una città con un’edilizia residenziale pubblica gravemente insufficiente, – sottolinea A.S.P.P.I. – equivale ad accettare che una parte degli sfratti sia inevitabile. E’ una scelta politica che rinuncia alla prevenzione e pensa di interviene solo quando il danno è ormai compiuto. Siamo consapevoli che la scarsità di risorse dipenda anche dai tagli operati dal Governo alle politiche abitative, ma non è più accettabile un approccio deresponsabilizzante che utilizza le scelte politiche altrui come alibi per non rivendicare risorse adeguate. Governare una città significa anche esercitare pressioni e farsi promotori, insieme alle altre Amministrazioni, di una richiesta forte per il ripristino urgente dei fondi destinati alle politiche abitative”.
Secondo il sindacato dei piccoli proprietari le risorse, tuttavia, potrebbero essere reperite anche a livello locale. “Serve la volontà politica per farlo - aggiunge Pierobon, che rilancia - Il Comune, invece di rifugiarsi nella consueta retorica sugli affitti brevi, dovrebbe fare una scelta strutturale: destinare in modo stabile una percentuale degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno al sostegno dell’emergenza abitativa. Nel bilancio di previsione del Comune di Genova si parla di entrate pari a 8 milioni e mezzo di euro, una cifra che consentirebbe di finanziare parzialmente ma in maniera continuativa – e non più a spot – strumenti come il fondo per la morosità incolpevole”.
“Dichiarare pubblicamente che ogni anno una quota di queste risorse verrà investita stabilmente nel sostegno al mercato della locazione a lungo termine sarebbe un segnale politico chiaro, capace di tutelare insieme inquilini e proprietari e riequilibrare concretamente il mercato abitativo - conclude la nota stampa di A.S.P.P.I - Continuare a limitarsi alla propaganda sugli affitti brevi senza accompagnarla a scelte di bilancio coerenti, significa rinviare il problema. Investire strutturalmente risorse nella tenuta abitativa della città, invece, significa assumersi una responsabilità di governo”.
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