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Ex Ilva Genova, arriva la convocazione l'8 luglio a Roma: sciolto il presidio

di Redazione

All'incontro saranno presenti Giorgetti e Orlando, i lavoratori hanno indetto l'assemblea a Cornigliano per lunedì mattina

Con la convocazione per l'8 luglio di sindacati e azienda al Mise, alla presenza dei ministri Giorgetti e Orlando, termina la lunga giornata degli operai dello stabilimento ex Ilva di Genova Cornigliano, arrivati al loro terzo giorno di sciopero. Dopo aver passato due giorni a bloccare una delle arterie fondamentali della città, la 'Guido Rossa' per protestare contro la decisione iunilaterale dell'azienda di andare alla cassa integrazione ordinaria senza che ci sia una crisi del comparto, oggi il sindacato ha deciso di 'entrare' con oltre 300 caschi gialli in città per bussare alle porte delle istituzioni, 'colpevoli' di un silenzio incomprensibile. La richiesta è una, ovvero che il governo, azionista con Invitalia di Acciaierie d'Italia sospenda la cigo per poter trattare "a bocce ferme".

La prossima sarà comunque una settimana calda per la nuova società Acciaierie Italia. E' in arrivo il nuovo Cda guidato da Corrado Bernabè, che dovrà approvare il bilancio e si troverà anche ad affrontare la prima grana: il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani ha firmato un decreto che non concede ulteriore tempo per gli interventi di adeguamento alla batteria 12, la più grande del reparto Cokerie dello stabilimento siderurgico Acciaierie d'Italia di Taranto. L'intervento dovrà essere fatto entro il 30 giugno e, nell'impossibilità, si va verso il fermo dell'impianto.

Ma per ora il focus è in Liguria. Il corteo, partito dallo stabilimento di Cornigliano alle 8 del mattino, ha percorso 10 chilometri prima di arrivare davanti alla prefettura di Genova, dove un cordone di polizia difendeva l'entrata. C'è stato qualche tafferuglio, un poliziotto colpito al capo, un operaio che ha ricevuto una manganellata, ma la mediazione della Digos e di alcuni rappresentanti della Fiom, figure iconiche per i metalmeccanici genovesi, hanno scongiurato il peggio. Alla ricerca di voci istituzionali che chiedessero la sospensione della cassa integrazione "per andarea trattare senza la pistola alla tempia", i metalmeccanici si sono spostati a Palazzo Tursi dove ha sede il Comune di Genova ma hanno trovato il portone chiuso. In verità, il sindaco Marco Bucci li aspettava davanti alla prefettura. In uno scambio di parole con Franco Grondona, leader storico della Fiom-Cgil, il sindaco ha detto che la cassa integrazione è 'inaccettabile', e che deve "parlare il governo, si faccia sentire Draghi". Una risposta che la Fiom ha ritenuto evasiva.

Il secondo portone chiuso gli operai l'hanno trovato in Regione Lbiguria: assente il governatore Toti per impegni precedenti, il Palazzo era nuovamente presidiato dalla polizia. Altri tafferugli, altri tre poliziotti contusi. Toti, in una nota, censura la violenza della piazza, e specifica che le istituzioni locali sono sempre state vicine ai lavoratori. Poi sottolinea: stante "la disponibilità di due ministri, sia Giorgetti sia Orlando, di incontrare i lavoratori lunedì e trovare una mediazione con l'azienda, avrebbe suggerito un comportamento più urbano da parte dell'azienda".

Per il sindacato però queste parole non bastano: accusando la politica di essere "forte con i deboli e debole con i forti", hanno affermato che lunedì riceveranno il ministro del lavoro Orlando (la cui presenza era prevista in stabilimento) "come uno che non conta nulla: lunedì saremo già in cassa integrazione". Alla fine è arrivato il via libera del prefetto Renato Franceschelli per un incontro con una "ampia delegazione" dei lavoratori ex Ilva e dei sindacati. Lì hanno atteso la convocazione ufficiale del Mise, arrivata poco dopo le 17.