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Covid, il cts predica prudenza: si allontana la riapertura di piscine e palestre

di Alessandro Bacci

Gli esperti interpellati dal governo ribadiscono che il numero di contagi dovrà scendere sotto la soglia di guardia di 50 casi per 100mila abitanti

La possibile riapertura di palestre, piscine e centri sportivi al chiuso sembra destinata ad allontanarsi ancora. Gli esperti interpellati dal governo ribadiscono che le riaperture saranno possibili solo quando il numero di contagi sarà sceso sotto la soglia di guardia di 50 casi per 100mila abitanti: lo scenario da cosiddetta zona bianca per le regioni. A preoccupare è la variante inglese del covid che secondo le stime risulta essere più contagiosa del 38% e le stime parlano di una sua diffusione prevalente già entro le prime due settimane di marzo.

I tecnici del Cts, convocati dal premier Mario Draghi, suggeriscono la via della prudenza, come ha spiegato lo stesso coordinatore del Cts Agostino Miozzo all’uscita da Palazzo Chigi: “Non abbiamo parlato di riaperture, se ne parlerà in un’altra occasione. Venerdì ci sarà una nuova fotografia della situazione, poi vedremo. Abbiamo rappresentato al presidente Draghi i dati e i numeri dal punto di vista scientifico. Noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente”.

Probabile dunque che il Dpcm in scadenza il 5 marzo possa essere riconfermato. Il presidente Draghi, però, potrebbe varare un nuovo decreto già nei prossimi giorni, per consentire a tutti di organizzarsi con le nuove norme anche se non dovrebbero essere troppo diverse da quelle già in vigore.