Genoa, Briaschi a TN: "Mercato intelligente, ma Venturino lo avrei trattenuto"
di Claudio Baffico
Il calcio lo conosce a menadito, ha vissuto dinamiche di spogliatoio, è stato un idolo dei tifosi, per poi interpretare il ruolo di procuratore con serietà e competenza. Massimo Briaschi continua a seguire con attenzione le vicende del Genoa e, in esclusiva per Telenord, esprime il suo parere sulla stagione in corso.
La sconfitta contro la Lazio grida vendetta, ma considerando la posizione di classifica in cui versava il Genoa quando è subentrato De Rossi, si può assorbire senza troppi drammi?
"Il margine in classifica dal terz'ultimo posto non è rassicurante, considerando il numero di partite che mancano, e di conseguenza servono ancora parecchi punti, ma la tendenza è positiva, non solo per i risultati, ma anche e soprattutto per l'atteggiamento e lo spirito della squadra. Mister De Rossi è stato fondamentale in questa rinascita, sta trasmettendo uno spirito a sua immagine e somiglianza, e in una piazza come quella del Genoa, questo aspetto può fare la differenza".
Ad inizio stagione si parlava di un attacco spuntato, composto da elementi con scarsa capacità realizzativa. Adesso, a distanza di qualche mese, il fronte offensivo appare addirittura il reparto più affidabile. Come se lo spiega?
"A dir la verità, non mi spiegavo come mai gli attaccanti non facessero bene in avvio di stagione, non sono certo stupito adesso. Il Genoa dispone di una batteria di centravanti completa, di qualità, e credo che tra le squadre che lottano per non retrocedere non abbia da invidiare nulla a nessuno. Colombo e Vitinha li apprezzo, ma le alternative sono la vera arma in più a gara in corso. Il contributo che forniscono Ekuban ed Ekhator per spaccare le partite a volte è davvero determinante. Per non parlare di quello di Messias che, non sarà una vera punta, ma ha la classe per giocare e decidere in qualunque posizione. Il mancato arrivo di un attaccante dal mercato? Lo avrei preso solo a seguito di un'uscita, perchè cinque centravanti in una rosa sono davvero troppi, ma ritengo che la società abbia compiuto la scelta giusta nel confermare quelli che ha".
Nel complesso come valuta le operazioni di mercato compiute dal direttore sportivo Lopez?
"Intelligenti. Ha lavorato per il presente, ma soprattutto per il futuro. Sono convinto che se la squadra fosse stata più attardata in classifica, le operazioni sarebbero state ben diverse, più massicce e rivolte a elementi di maggior esperienza. In questa situazione, invece, la filosofia seguita la condivido: far conoscere il campionato in questi mesi ai giocatori provenienti da fuori, per poi renderli pronti a dare il meglio delle loro potenzialità nella prossima stagione. Se devo trovare un neo, ritengo che Venturino non sarebbe mai dovuto partire, o almeno solo mantenendo un controriscatto. E' vero, il modulo di De Rossi poteva star stretto alle sue caratteristiche, ma quando un giocatore possiede talento cristallino, può comunque fare la differenza. Ricordiamoci che si tratta di un prospetto molto giovane. Per sua fortuna è approdato alla corte di un allenatore che ama lavorare con i giovani e che esalta le qualità degli esterni d'attacco. Riparliamo tra qualche tempo di Venturino, e vedrete che giocatore sarà diventato".
Dalla cintura in su, De Rossi potrà contare sul talento di Baldanzi. E' un giocatore che vede bene nello scacchiere rossoblù?
"Ha i mezzi per dare tanto alla squadra e, di conseguenza alla piazza. La sua operazione racchiude tanti vantaggi: è un giocatore italiano e quindi conosce la serie A, può giocare in diverse posizioni in base allo schieramento degli avversari, e soprattutto è già stato allenato da De Rossi, che lo conosce bene e sa dove può rendere maggiormente senza perdere tempo a fare esperimenti".
Ogni anno parliamo di un Genoa impegnato nella lotta per non retrocedere. Ma secondo lei è proprio questa la dimensione del club o sarebbe lecito puntare a un traguardo più ambizioso?
"La società attuale sta facendo il possibile, non mi sento di imputargli nulla, è entrata in un momento difficile e in questi anni è costretta a fare di necessità virtù per raddrizzare la barca. Uno spiraglio positivo, però, lo vedo. Sarebbe stato facile vendere qualche pezzo pregiato subito per essere certi di fare cassa, invece, al di là di Venturino, in uscita non si registrano partenze pesanti. Sono fiducioso che il vento possa cambiare, non so quanto tempo ci vorrà, ma vedo più rosa adesso rispetto ai tempi passati. Certo che se pesassero piazza, presenze allo stadio e calore, già oggi staremmo commentando un Genoa da Champions, ma purtroppo questi aspetti hanno un peso importante, ma non a tal punto da invertire le dinamiche di campo".
Si sente di dare un consiglio al presidente Sucu e al direttore sportivo Lopez?
"Non conosco la situazione così bene da permettermi di dare suggerimenti, ma mi limito a fare una riflessione. Se il Genoa vorrà crescere, dovrà prima preoccuparsi di trattenere le certezze e poi inserire elementi confacenti al suo gioco, non cedere i migliori e poi cercare di rimpiazzarli il meglio possibile. Credo sia scontato, ma è doveroso ribadirlo: considerando la situazione in cui è arrivato e la capacità di cambiare l'inerzia a tempo di record, De Rossi dovrà essere il condottiero del Grifone anche nella prossima stagione".
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Condividi:
Altre notizie
Genoa, sequestrate le azioni appartenenti a "777 Holding"
05/02/2026
di c.b.
Genova ospita la Final Four di Coppa Italia di pallanuoto. La Pro Recco difende il titolo
05/02/2026
di Redazione
Coppa Italia, Final Four alla Sciorba: Pro Recco in vasca per la riconferma
05/02/2026
di Maurizio Michieli
Genoa, adesso arriva anche la conferma dal mondo arbitrale: il rigore di Martin non era da fischiare
04/02/2026
di Claudio Baffico
