Covid-19: in Liguria i turisti alloggiati nelle seconde case chiedono il tampone a domicilio
di Redazione
In provincia di Imperia il 35% delle chiamate alla guardia medica proviene da non residenti
Sono cresciute negli ultimi giorni in Liguria le chiamate alla guardia medica da parte di turisti presenti nelle seconde case nonostante i divieti di spostamento imposti dal Governo. Chiedono controlli sulla salute e informazioni per il coronavirus. Molti chiedono anche di potere effettuare il tampone a domicilio.
In provincia di Imperia, le chiamate alla guardia medica sono aumentate del 50% nell'ultima settimana, e il 35% provengono da non residenti, turisti che risiedono nelle numerose seconde case della riviera secondo quanto emerge dai dati a disposizione dell'Asl 1 Imperiese.
Si tratta perlopiù di persone che chiedono informazioni per il timore di essere entrati in contatto con soggetti positivi o che richiedono controlli con il tampone. "Alcuni mostrano sintomi influenzali - spiega un dottore -. Chiedono il tampone e dobbiamo spiegare loro che non possiamo fornirlo ma che devono rivolgersi alle strutture. Qualcuno capisce, qualcuno no e si arrabbia".
Chiamate in crescita da parte di turisti anche nelle località turistiche più rinomate del Golfo del Tigullio come Rapallo e Chiavari. Anche qui cresce la richiesta di tamponi a domicilio.
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