Evento sul femminicidio a Pegli. Francesca Buffa: "Nasce tutto dall'imposizione patriarcale"
di Anna Li Vigni
A Genova un evento aperto al pubblico per analizzare la violenza di genere tra dati e prevenzione
Un incontro pubblico per parlare di femminicidio non come emergenza isolata, ma come fenomeno strutturale, radicato nella cultura e nelle disuguaglianze di genere. È l’obiettivo dell’evento in programma dal Centro Culturale Pegliese di Genova oggi alle 17.00, sul lungomare di Pegli, promosso per offrire strumenti di comprensione e prevenzione accessibili a tutti.
Evento pubblico – L’incontro nasce dall’idea che il femminicidio rappresenti l’esito estremo di una violenza sistemica. «È l’apice di una violenza strutturale sulla donna, ancora profondamente legata a un’impostazione patriarcale», è stato spiegato dalla dottoressa Francesca Buffa, relatrice dell'evento nonché psicologa, criminologa forense e pedagogista, sottolineando le difficoltà ancora esistenti nel riconoscere una reale parità di genere.
Rete sanitaria – Un focus importante sarà dedicato al ruolo dei presidi sanitari. Nei principali pronto soccorso genovesi sono attive stanze protette che consentono alle donne di parlare in un contesto riservato con un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, psichiatri, ostetriche forensi ed educatori, con la possibilità di accogliere anche figli minori. Un modello già operativo da alcuni anni, in particolare negli ospedali Galliera e San Martino.
Approccio culturale – L’incontro avrà un taglio divulgativo, lontano dal linguaggio accademico. «Non sarà una lezione universitaria, ma un momento di confronto comprensibile e aperto», viene spiegato. Ampio spazio sarà lasciato alle domande del pubblico, considerate parte centrale del dialogo.
Educazione affettiva – Tra i temi affrontati anche il ruolo della scuola e della famiglia nella prevenzione, con una riflessione sull’educazione affettiva. Un percorso ritenuto fondamentale, sebbene da calibrare con attenzione all’età dei bambini.
Numeri e tendenze – Durante l’incontro saranno presentati dati e grafici sull’andamento del fenomeno in Italia, che mostrano un incremento significativo dei femminicidi negli ultimi decenni, con un progressivo abbassamento dell’età delle vittime e nuove criticità legate al web e all’adescamento online.
Comunicazione – Attenzione anche al linguaggio mediatico. «I titoli fanno la differenza e talvolta finiscono per colpevolizzare la vittima», è stato sottolineato, richiamando alla responsabilità dell’informazione.
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