Camogli, sono 320 le salme finite in mare. Ansia per il maltempo in arrivo

di Alessandro Bacci

26 i corpi recuperati, entro venerdì la parte a monte del cimitero sarà messa in sicurezza e si procederà con il recupero massivo

Camogli, sono 320 le salme finite in mare. Ansia per il maltempo in arrivo

Sarebbero 320 i cadaveri finiti in mare dopo la frana avvenuta due settimane fa nel cimitero di Camogli, in provincia di Genova. A confermarlo è il sindaco di Camogli Francesco Olivari: “Si sta facendo confusione tra loculi e salme – ha detto il sindaco -. In ogni loculo a volte abbiamo trovato anche 5 corpi ed è per questo che è veritiero che siano 320 i cadaveri precipitati mare”.

"Entro venerdì la parte a monte sarà messa in sicurezza e si procederà con il recupero massivo lavorando sul cono della frana". Il sindaco di Camogli Francesco Olivari e l'assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone hanno fatto il punto sulle operazioni di recupero dei feretri scivolati verso il mare 8 giorni fa dal cimitero di Camogli insieme a parte della falesia su cui il camposanto è costruito. Ieri i Comsubin hanno recuperato 5 feretri e 4 ossari portando a 26 il recupero finora delle salme più le 2 ripescate al largo di Genova e ancora da valutare la reale attribuzione.

"Con la demolizione delle due cappelle, dei loculi sul ciglio e con la posa delle reti sulla parete, la parte a monte sarà messa in sicurezza - spiegano Olivari e Giampedrone - e si partirà con la fase 2 cioè con un pontone e un braccio meccanico che lavorerà direttamente sul fronte di frana. Le operazioni comunque saranno svolte in parallelo insieme ai Vigili del Fuoco e ai Comsubin i quali hanno perlustrato i due terzi dell'area a loro assegnata e questo punto interverranno in segnalazioni mirate".

Ogggi nuova riunione di coordinamento per le operazioni di venerdì che segneranno il passo dei recuperi. Una lotta contro il tempo, o meglio contro il maltempo annunciato la settimana prossima e che potrebbe stravolgere le modalità d'intervento. "Noi opereremo con il massimo rispetto ed estrema delicatezza finché il meteo ce lo permetterà, in caso di condizioni avverse dovremmo fare altre valutazioni", hanno concluso Olivari e Giampedrone.