“Da Cambiaso a Magnasco. Sguardi genovesi" per capire la storia con Anna Orlando

di Giulia Cassini

La mostra ricca di sorprese e capolavori sarà aperta al pubblico da venerdì 14 febbraio

La nuova mostra di Anna Orlando per Palazzo della Meridiana, la quinta dal 2016 a oggi, si intitola “Da Cambiaso a Magnasco.  Sguardi genovesi.” Proprio gli occhi che emergono dalle tele e rivelano l’anima dei personaggi oltre a tutta una serie di indicazioni, fornite soprattutto dalle vesti e dalla simbologia, riescono a restituire uno spaccato interessantissimo di Genova su più fronti. Si passa dall’artistico al culturale al sociale sino al fascino della bellezza e del potere.

Un percorso sbalorditivo che si apre con una sala di specchi in cui perdersi nei riflessi della grande arte fino a venire catalizzati da un video esplicativo realizzato con maestria e con estro. Con questa introduzione che fornisce la skill fondamentale per recepire in pieno dall’esposizione è agevole passare da una sala all’altra, attingendo via via  alle storie dei genovesi.

Nel succedersi di 5 sale allestite al primo piano nobile del palazzo cinquecentesco che fu dei Grimaldi, a due passi da Strada Nuova, viene di fatto messa in scena una sfilata di personaggi illustri e ben noti accanto a volti di cui la storia non ha serbato il nome. Oltre a tele di Cambiaso e Magnasco, capolavori di Domenico Fiasella, Giovanni Benedetto Castiglione, Giovanni Battista Gaulli, Gio. Enrico Vaymer, Domenico Piola, Gio. Bernardo Carobene, Jan Roos, Bernardo Strozzi, il Mulinarettto e molti altri. L’allestimento coinvolgente accompagna l'esposizione curata da Anna Orlando con i supporti didattici redatti con la collaborazione di Michela Cucicea, Agnese, Marengo e Marie Luce Repetto.

“I messaggi si fanno sempre più intriganti -dice Anna Orlando, una delle massime esperte  a livello internazionale per la pittura genovese tra Cinquecento e Settecnto - nel caso di ritratti ‘in veste di’, dove gli artisti sfruttano le potenzialità dell’alfabeto allegorico barocco per parlare di un Apollo che significa bellezza, di un Meleagro che significa coraggio e determinazione, una Cleopatra che significa ricchezza ma anche noncuranza dei beni materiali”.  Dai volti delle grandi famiglie alle gallerie di anteati passando per particolari quali i pizzi che rivelano ad esempio l’antica tecnica di filet a maglie di diversa larghezza per creare motivi decorativi, tutto è scoperta, tutto è stupore.

“Per la prima volta a Genova -spiega Caterina Viziano di Palazzo della Meridiana-  una mostra indaga in modo così approfondito, aggiornato e trasversale l’importante capitolo della ritrattistica genovese dalla metà del Cinquecento, dominata da un gigante della pittura come Luca Cambiaso, fino alla prima metà del Settecento, quando con Alessandro Magnasco e poi anche con Mulinaretto e altri, si assiste alla fascinosa alternanza di segnali di euforia e di crisi”.

La mostra aprirà al pubblico venerdì 14 febbraio e rimarrà visitabile fino a domenica 28 giugno con orario dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 11 alle 19.

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