Palazzo Rosso, il restyling e la visita di Vittorio Sgarbi

di Giulia Cassini

Il percorso tra le sale segrete del museo con l'assessore Barbara Grosso

Dopo il grandissimo successo di "Raffaello" in scena al Politeama genovese nei giorni scorsi il famoso critico d'arte Vittorio Sgarbi ha indugiato in città nel pomeriggio del 29 gennaio con l'assessore Barbara Grosso del Comune per parlare di diversi progetti e per visitare Palazzo Rosso, attualmente chiuso per importanti lavori di ripristino, adeguamento e vallorizzazione .

"Siamo immersi nella prima fase, ma siamo sicuri che il nuovo volto del Museo sarà ancora più apprezzato da genovesi e turisti- ha dichiarato l'assessore Barbara Grosso- tra le novità possiamo citare anche l'intervento con tecnologia in 3D ed anche una vera e propria visita virtuale all'interno del Palazzo, un tuffo nella storia". Il critico Vittorio Sgarbi si è soffermato a lungo sugli affreschi, ha dialogato con i vertici dei Musei di Strada Nuova sui lavori di intervento in un confronto interessante e ha approfondito una parte pressoché sconosciuta del palazzo, vale a dire l'alcova di  Anton Giulio Brignole Sale .


Di fatto quando nel marzo 1783 Anton Giulio III Brignole-Sale si sposò a Siena con Anna Pieri, nelle stanze di Palazzo Rosso poste a levante dell’ultimo piano fervevano i lavori per l’approntamento di un vero e proprio appartamento nuziale, decorato seguendo il gusto più aggiornato del tempo. Fu regista dell’impresa l’architetto ticinese Gaetano Cantoni, fratello del più noto Simone. Vero e proprio “art director”, il Cantoni progettò la sistemazione degli spazi, disegnò gli arredi e tenne la regia della decorazione alla quale partecipò Carlo Giuseppe Ratti, che non andava per niente d’accordo con l’architetto, e Carlo Baratta.

Sicuramente di rilievo storicoartistico la camera da letto con stucchi, un cielo stellato, il pavimento in legno intarsiato, gli specchi, il gusto orientaleggiante e una stanza da bagno che è un trionfo di affreschi. Questa parte potrebbe essere valorizzata e in futuro diventare un ulteriore elemento di richiamo per Genova e per i numerosi turisti che affollano abitualmente i Musei di Strada Nuova.