Rigenerazione di Begato, 'viaggio' tra le nuove palazzine nel quartiere Diamante: i primi residenti entro sei mesi
di Filippo Serio
Arriverano entro i prossimi sei mesi gli inquilini delle tre nuove palazzine realizzate da Regione Liguria nel quartiere Diamante di Genova Bolzaneto, sorte al posto delle cosiddette 'Dighe' di Begato grazie ai fondi Pinqua del Pnrr per 15 milioni di euro.
Le palazzine sono state svelate in occasione di un sopralluogo di Regione a cui ha partecipato anche il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti.
I lavori di rigenerazione del Diamante sono terminati dopo poco più di cinque anni e un investimento complessivo di oltre 35 milioni di euro: uno dei più importanti progetti di rigenerazione urbana a livello nazionale.
La cronistoria
Completata la prima fase a maggio 2020 con il recupero di 630 alloggi sfitti dove sono stati trasferiti i 274 nuclei familiari che vivevano nelle due 'dighe' con un investimento di 12,7 milioni di euro, nel 2021 con la seconda fase è stato quasi interamente demolito il complesso di edilizia residenziale pubblica costruito negli anni Ottanta, in gran parte ridotto in pessime condizioni strutturali, con infiltrazioni e ascensori spesso rotti. Abbattuti 175mila metri cubi di edificato corrispondenti a 476 alloggi.
La terza fase ha visto la realizzazione delle tre nuove palazzine ad alta efficienza energetica ('Nearly Zero Energy Building' - NZEB): ospitano 60 alloggi, di cui 40 di edilizia residenziale pubblica e gli altri di edilizia residenziale sociale, oltre alla stazione dei Carabinieri.
Il progetto ha ottenuto un ulteriore stanziamento nazionale di 2 milioni di euro per la riqualificazione delle aree esterne, con il recupero di aree verdi, spazi associativi, campi sportivi, una Casa della cultura e uno skate-park sulla copertura dell'autosilo. Inoltre sugli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica siti in Via Brocchi 13-16-18 e Via Sbarbaro 3-5 e 7-9 si sono conclusi a febbraio 2026 lavori di adeguamento sismico e riqualificazione energetica per 224 alloggi, nell'ambito del programma "Sicuro Verde e Sociale riqualificazione Edilizia Residenziale Pubblica" con un finanziamento di oltre 6 milioni di euro del Fondo Nazionale Complementare.
Le dichiarazioni
"Il progetto dell'ex diga di Begato si conferma tra i più significativi interventi di rigenerazione urbana finanziati dal PNRR – ha dichiarato il ministro Tommaso Foti - attraverso il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare (PINQuA). L'investimento complessivo ammonta a circa 17 milioni di euro, di cui 15 milioni finanziati dal PNRR nell'ambito del programma PINQuA e la restante parte coperta da risorse regionali. Sicuramente questo rappresenta un modello di riferimento oltre i confini della Liguria, per l'approccio integrato che ha saputo coniugare riqualificazione urbanistica, inclusione sociale e miglioramento della qualità dell'abitare. Desidero rivolgere i miei più sinceri complimenti al presidente Marco Bucci e all'assessore Marco Scaiola per il lavoro svolto. La riqualificazione di Begato dimostra concretamente come una visione condivisa e una gestione efficace delle risorse possano trasformare un'area simbolo delle criticità urbane in un esempio di rigenerazione e sviluppo".
"Quella di oggi è l'ultima tappa di un percorso iniziato nel 2018, quando, da sindaco di Genova, insieme a Regione Liguria abbiamo scelto di affrontare un problema che per troppo tempo era stato rinviato – ha dichiarato il presidente della Regione Marco Bucci -. Abbiamo deciso di abbattere quello che era diventato il simbolo di un fallimento urbanistico e sociale per restituire dignità e sicurezza a un intero quartiere. Questa operazione è una riqualificazione dell'area ed è, soprattutto, un nuovo modo di intendere l'edilizia popolare: una volta si tendeva a ghettizzare mentre oggi questa è una cosa che non vogliamo più fare. L'abbattimento delle ex dighe vuole dimostrare proprio questo, che si vogliono realizzare alloggi con tutti i confort moderni e i servizi, compresa anche la stazione dei Carabinieri. Noi vogliamo che ci sia un'alta qualità di vita per tutta la popolazione. Senza colpevolizzare nessuno, le visioni che nel passato avevano portato alla costruzione delle dighe non sono più moderne: oggi abbiamo trasformato un ecomostro in un quartiere vivibile, sostenibile e a misura di persona. Insieme al ministro Tommaso Foti, abbiamo potuto toccare con mano il risultato di una scelta coraggiosa che qualcuno riteneva impossibile. Abbiamo dimostrato che, quando le Istituzioni collaborano e hanno il coraggio di decidere, anche le sfide più complesse possono essere vinte. È un risultato straordinario che ci rende orgogliosi e rappresenta un modello di rigenerazione urbana per tutto il Paese".
"Dove c'erano due ecomostri costruiti negli anni Ottanta con una bassissima qualità della vita per i residenti, oggi c'è un nuovo complesso edilizio con tre palazzine a misura d'uomo e ad alta efficienza energetica – ha aggiunto l'assessore regionale Marco Scajola - che saranno circondate da verde, servizi e spazi anche per i ragazzi con un'attenzione specifica anche per la sicurezza, grazie alla presenza della stazione dell'Arma dei Carabinieri. Si tratta di un vero esempio nazionale di riqualificazione urbana, di housing sociale diffuso, di una realtà presa come riferimento in tutta Europa. È un risultato straordinario di cui siamo molto orgogliosi, un'operazione vincente per tutti, a partire dai cittadini. Questo è il modo di intendere le case popolari, in un sistema perfettamente integrato in ciascun quartiere. Stiamo portando avanti una nuova visione delle politiche abitative con un'edilizia diffusa su tutto il territorio e una programmazione che metta al centro la dignità della persona".
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