Presi i rapinatori della notte di Halloween

di Redazione

Due giovani autori di due colpi nella movida nel centro storico

Presi i rapinatori della notte di Halloween

Identificati e arrestati gli autori delle rapine della notte di Halloween Genova, nel centro storico.
Gli agenti del commissariato Prè giovedì mattina hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di due cittadini marocchini di 24 e 19 anni, già noti alla polizia poiché predatori seriali operanti nei vicoli, ritenuti responsabili della commissione di due rapine perpetrate nella notte di Halloween.

Il primo episodio si è verificato in via dei Giustiniani ai danni di un dipendente di un locale della zona che, dopo essere stato colpito con pugni al volto, è stato derubato del cellulare dai due malviventi.
L’altro fatto nelle adiacenze di piazza San Bernardo; questa volta il malcapitato, un trentenne frequentatore della movida, è stato rapinato dello smartphone dopo essere stato aggredito e intimidito con una bomboletta di spray urticante. Qualche ora dopo la commissione dei reati, i poliziotti del commissariato avevano fermato i due giovani trovandoli in possesso dei telefoni cellulari appena rubati e per questo li avevano segnalati per il reato di ricettazione.
Con poca astuzia e tanta fantasia, uno dei rapinatori si è presentato qualche giorno dopo, proprio d’innanzi agli uomini del commissariato Pré, con l’intento di giustificare il possesso della refurtiva. Ha dichiarato pertanto che, quella stessa notte, anche lui era stato rapinato del cellulare, aggiungendo anche di averne comprato uno nuovo da un ricettatore incontrato subito dopo nei vicoli, ignaro che si trattasse di uno smartphone rubato.
Il fantasioso racconto è stato in poco tempo smentito dal lavoro attento e scrupoloso degli investigatori che, grazie allo studio delle immagini delle telecamere di video sorveglianza e alle dichiarazioni fornite dalle vittime, hanno attribuito ai due giovani marocchini la responsabilità dei fatti. Arrestati entrambi ieri su ordine di custodia cautelare, sono stati associati al carcere di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria.