Genova, scritte no vax contro Salis ed educazione sessuoaffettiva nelle scuole. La sindaca: "Vile colpire i luoghi educativi"
di r.c.
1 min, 58 sec
Proprio oggi la sindaca ha voluto formalizzare l’iscrizione del figlio alla scuola dell’infanzia comunale
Scritte no vax, contro la sindaca di Genova Silvia Salis e contro l'educazione sessuo-affettiva sono comparse questa mattina sulle facciate di ingresso di alcune scuole genovesi.
In particolare le scritte, vergate con lo spray rosso e accompagnate da simboli no vax, sono comparse davanti a due delle scuole d'infanzia dove e' partita la sperimentazione del Comune di Genova: la scuola d'infanzia Firpo, in via Storace, a Sampierdarena, e la scuola Monticelli, in via Casata Centurione, al Lagaccio. Scritte anche sulla facciata della media Mazzini, in via Daste, a Sampierdarena, che potrebbe essere stata confusa con la Mazzini di Castelletto, una delle altre due scuole dove e' partita la sperimentazione. Sul blitz indaga la Digos.
In particolare le scritte, vergate con lo spray rosso e accompagnate da simboli no vax, sono comparse davanti a due delle scuole d'infanzia dove e' partita la sperimentazione del Comune di Genova: la scuola d'infanzia Firpo, in via Storace, a Sampierdarena, e la scuola Monticelli, in via Casata Centurione, al Lagaccio. Scritte anche sulla facciata della media Mazzini, in via Daste, a Sampierdarena, che potrebbe essere stata confusa con la Mazzini di Castelletto, una delle altre due scuole dove e' partita la sperimentazione. Sul blitz indaga la Digos.
"Colpire i luoghi dell’educazione, frequentati ogni giorno da bambine, bambini, ragazze e ragazzi è un atto vile che va condannato con fermezza. Gesti come questi non fanno che rafforzare la convinzione che la strada intrapresa dall’amministrazione sia quella giusta. Parlare non solo di educazione sessuoaffettiva, ma di educazione in senso più ampio, significa costruire strumenti di comprensione, spirito critico e rispetto reciproco. Ed è proprio ciò che manca a chi riduce temi complessi a slogan violenti e distorti".
Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, e l’assessora ai Servizi Educativi, Rita Bruzzone, commentano gli atti vandalici commessi ai danni di alcuni edifici scolastici cittadini.
"L’accostamento, del tutto aberrante, tra vaccinazioni, percorsi educativi e richiami a pedofilia e nazismo restituisce il livello culturale e umano di chi ha compiuto questi atti - aggiungono Salis e Bruzzone - colpisce, inoltre, che alcune delle scritte siano apparse su una scuola diversa, seppur omonima, da quella coinvolta nella sperimentazione dei percorsi di educazione sessuoaffettiva: un errore che racconta meglio di qualunque commento la superficialità e l’ignoranza di chi agisce in questo modo".
Salis e Bruzzone concludono ricordando che "le scuole devono restare luoghi sicuri, liberi e rispettati. L’amministrazione continuerà a investire sull’educazione dei cittadini di domani e a contrastare ogni forma di intimidazione e vandalismo".
Proprio nella giornata in cui la scuola genovese è stata sfregiata, la sindaca Silvia Salis ha voluto formalizzare l’iscrizione del figlio alla scuola dell’infanzia comunale per il prossimo anno scolastico: un gesto simbolico e di sostegno nei confronti della scuola pubblica e del sistema educativo comunale.
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