Ponte Morandi, Diaz: "Il nuovo viadotto gestito da Aspi è una vergogna"

di Redazione

Nel giorno della passerella di Giorgia Meloni nel cantiere del ponte il fratello di una delle vittime chiede ancora giustizia

Nel giorno della visita a Genova di Giorgia Meloni con passerella nel cantiere del nuovo ponte di Genova, torna a parlare Emmanuel Diaz, fratello di Henry, una delle vittime del crollo di ponte Morandi: "Aspi dovrà a gestire il nuovo viadotto, e anche se sarà una cosa temporanea è una vergogna. Questa nuova struttura doveva rappresentare la ripartenza di Genova e dell'Italia. Invece sta diventando un simbolo di omertà e di debolezza delle amministrazioni nazionali. È evidente che in questo momento le amministrazioni nazionali sono vulnerabili, il contratto di concessione aveva delle clausole così rigide che andavano ad avvantaggiare Aspi. Saranno tante le persone che dovranno dare risposte."

Domani, martedì, ripartiranno le udienze del processo per il crollo di ponte Morandi: "Devo dire che finalmente si riparte, io ho piena fiducia nella magistratura. Quello che si è scoperto è gravissimo, molti erano a conoscenza delle condizioni precarie del Morandi. La Procura è riuscita ad individuare la relazione del 2014 che indicava il ponte come a rischio crollo. Queste cose devono essere ricordate."

Infine un ricordo di quel tragico 14 agosto e del sorpasso che probabilmente è costato la vita a suo fratello: "Mio fratello doveva viaggiare di pomeriggio ma ha modificato il percorso e alle 11.36 si è ritrovato sul Morandi. L'autista di quel famoso camion della Basko ha spiegato che si è salvato perchè una macchina gialla lo ha sorpassato costringendolo a frenare, su quella macchina gialla c'era mio fratello."