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Ponte Morandi, riparte il processo dopo il lockdown: indagate 71 persone

di Redazione

Le udienze per la ricerca dei colpevoli del crollo erano state interrotte a causa della pandemia, da domani riprendono alla Fiera del Mare

Riprenderà domani, martedì, il secondo incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta sul crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale collassato il 14 agosto 2018 uccidendo 43 persone. Le udienze, iniziate lo scorso anno, erano state interrotte a causa dell'emergenza Coronavirus. L'udienza si svolgerà nel padiglione Jean Nouvel della Fiera del Mare, come già quelle del processo per la Torre Piloti bis e gli altri più importanti. Domani, il gip Angela Nutini nominerà Stefano Tubaro, docente del dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano, che entrerà nel collegio peritale per analizzare le immagini del momento del crollo. Ma il pubblico ministero Walter Cotugno, che insieme al collega Massimo Terrile coordina l'inchiesta del primo gruppo della Guardia di Finanza, domani chiederà anche di fare analizzare alcuni dispositivi informatici sequestrati nell'ambito dell'inchiesta sulle ispezioni ammorbidite.

Potrebbe invece slittare la consegna della seconda perizia, quella sulle cause vere e proprie del crollo, attesa per il 31 luglio. L'inchiesta vede indagate 71 persone, tra ex vertici di Aspi e Spea e dirigenti del ministero delle Infrastrutture, più le due società per responsabilità amministrativa. Le accuse sono, a vario titolo, omicidio colposo plurimo, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti e falso. Dall'indagine madre erano nati altri due filoni di inchiesta: quello sui falsi report sullo stato dei viadotti e quello sulle barriere fonoassorbenti pericolose per cui è indagato, ma solo come ex membro del Comitato grandi opere di Aspi, l'attuale ad Roberto Tomasi. Altri due filoni di indagine riguardano le gallerie, dopo il crollo di parte della volta dalla galleria Bertè lo scorso 30 dicembre.