Ponte Genova, Corte Costituzionale "boccia" Aspi: "Giusto escluderla dalla ricostruzione"
di Marco Innocenti
La Consulta ha rigettato i 6 ricorsi presentati dal Tar della Liguria: "Legittimo non affidare i lavori al concessionario o a società collegate"
La Corte Costituzionale dà torto ad Autostrade per l'Italia: l'esclusione di Aspi dalla ricostruzione del ponte di Genova fu legittima vista "la gravità della situazione". Gli Ermellini hanno così respinto i 6 ricorsi presentati dal Tar della Liguria che sollevava dubbi di costituzionalità sull'articolo 41 del decreto Genova.
"La Corte costituzionale - si legge nel comunicato diffuso in serata dalla stessa Corte - ha esaminato nell'odierna camera di consiglio le questioni sollevate dal Tar della Liguria riguardanti numerose disposizioni del Decreto legge n. 109 del 2018 (cosiddetto Decreto Genova) emanato dopo il crollo del Ponte Morandi. Il Decreto ha affidato a un commissario straordinario le attività volte alla demolizione integrale e alla ricostruzione del Ponte nonché all'espropriazione delle aree a ciò necessarie. Inoltre, è stato demandato al commissario di individuare le imprese affidatarie, precludendogli di rivolgersi alla concessionaria Autostrade Spa (Aspi) e alle società da essa controllate o con essa collegate. Infine, il Decreto impugnato ha obbligato Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione e degli espropri".
Adesso non resta che attendere il deposito della sentenza da parte del consiglio ma la Corte ha di fatto ritenuto non fondate le posizioni di Aspi, che reclamava l'illegittimità della sua esclusione dalla costruzione del nuovo viadotto. Tale scelta sarebbe stata determinata "dalla eccezionale gravità della situazione che ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso". La Corte ha poi dichiarato inammissibili "le questioni sull'analoga esclusione delle imprese collegate ad Aspi e quelle concernenti l'obbligo della concessionaria di far fronte alle spese di ricostruzione del Ponte e di esproprio delle aree interessate".
Si conclude così una giornata iniziata con la comunicazione, da parte del Ministero, al commissario Marco Bucci che a gestire il nuovo viadotto, almeno per adesso, sarà proprio Autostrade per l'Italia.
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