Ponte Morandi, Bucci: "Pronti a mandare fino a mille persone in albergo"

di Fabio Canessa

Per la demolizione delle pile 10 e 11 resta in campo l'esplosivo. In ballo anche il futuro delle case di via Porro

Ponte Morandi, Bucci: "Pronti a mandare fino a mille persone in albergo"

Se verrà usato l'esplosivo per demolire le pile di levante di Ponte Morandi, il Comune si prepara a una maxi evacuazione. A dirlo è il sindaco-commissario Marco Bucci a margine di una conferenza a Tursi: "In quel caso stiamo pensando di mandare tutte le persone in albergo per almeno 2-3 giorni finché l'area non sarà completamente ripulita. Le persone coinvolte sarebbero da 500 a 1.000".

È solo una delle tante incognite legate alle procedure per abbattere ciò che resta del viadotto sul lato est. In commissione consiliare il direttore generale Roberto Tedeschi ha confermato che "ci sono due settimane di ritardo" nei lavori di demolizione. Dalla decisione tra dinamite e taglio meccanico dipende anche il futuro delle case da demolire in via Porro, che potrebbero essere quattro anziché sette.

"Non sappiamo ancora qual è il progetto di demolizione delle pile 10 e 11. Al momento c'è un'ipotesi di demolizione senza esplosivo, che prevede meno case abbattute, tempi più lunghi e costi di gran lunga superiori. Ma non so ancora quale dei due progetti sarà vincente, vedremo, non posso dire che quest'ultima ipotesi sarà quella decisa", ha aggiunto Bucci.

La demolizione delle case di via Porro è prevista "tra metà maggio e fine giugno", ha spiegato Tedeschi. In caso di demolizione senza esplosivo potrebbero essere solo quattro - e non sette, come inizialmente previsto - gli edifici da demolire in via Porro. In pratica quelli da abbattere in ogni caso sono i quattro caseggiati intorno al pilone: sul lato della ferrovia i civici 6A - 8 - 10 - 12 - 14 - 16 e sul lato di via Fillak i civici 7 e 9. Potrebbero invece salvarsi i due edifici a sud e quello a nord.

Ancora da decidere quale sarà in concreto il loro futuro. "Il decreto 109 prevede che per uso pubblico il Comune, una volta eseguite le fondazioni, possa chiedere allo stato di acquisire questi immobili. Nel frattempo cercheremo di chiudere questi edifici attraverso cancelli e protezioni in lamiera su finestre piano terra per evitare effrazioni, anche perché, nonostante il presidio dell'esercito, ce ne sono già state una dozzina"

Complessivamente il ritardo nella demolizione di Ponte Morandi, rispetto al cronoprogramma, è di circa due settimane. "I motivi del ritardo, che spero rimanga modesto, principalmente sono quattro - ha spiegato Tedeschi - anzitutto le giornate di vento. Vedremo come recuperare, perché quando le raffiche superano i 10 metri al secondo le gru vanno in blocco, non è una scelta umana. Poi ci sono le indagini giudiziarie: fino ad oggi c'è stata una collaborazione importante, ma ricordiamoci che sono possibili altre verifiche. C'è la necessità di fare continue valutazioni di impatto ambientale, pensiamo ad esempio alle gronde posizionate sotto le travi per raccogliere l'acqua gettata durante i tagli. Tutti i campionamenti hanno rilevato zero amianto. Infine la bonifica bellica nell'area ferroviaria lato via Porro".

Sul fronte viabilità Bucci ha ribadito che durante le festività pasquali potrebbe essere aperta via Fillak, l'unica strada tra il centro e la Valpolcevera ancora chiusa. "Sono stato in sopralluogo al cantiere questa mattina - afferma - si parla del 22 aprile, il giorno di Pasquetta". Delle sei torri di supporto alle pile 10 e 11 e ai relativi impalcati, due sono già "in tiro", altre due devono ancora essere ultimate.