Politica, Toti: "Creiamo alleanza di buon governo, non escludo nessun leader per interloquire"

di Redazione

Quali sono le basi per un accordo? "Deve essere filoeuropeo, filoatlantico, credere nella scienza e non solleticare i no vax, essere per il libero mercato"

Politica, Toti: "Creiamo alleanza di buon governo, non escludo nessun leader per interloquire"

Dopo la spaccatura nel Movimento Cinque Stelle, con la scissione di Luigi Di Maio, il premier Draghi è alle prese con il possibile abbandono di Conte e dei suoi. "Valuteremo se restare", le parole dell'ex presidente del Consiglio. Nel frattempo il presidente della Liguria, nonché fondatore di Italia al centro, Giovanni Toti, parla di "alleanza di buon governo", in un'intervista rilasciata a Qn. Secondo Toti, se si "cerca di costruire l'alleanza sommando leader o esponenti politici a vario titolo classificabili come tali, probabilmente non si arriverà da nessuna parte"

Per il presidente ligure bisogna intraprendere un lavoro serio di perimetrazione di quella che in passato si sarebbe chiamata piattaforma politica, in quel caso, spiega Toti, "potremo realizzare un raggruppamento contro il velleitarismo di certa politica di questo ultimo quinquennio". Come d'essere l'alleanza che ha in testa Giovanni Toti? "Deve essere filoeuropeo, filoatlantico, credere nella scienza e non solleticare i no vax, essere per il libero mercato, per la concorrenza, contro i dazi, per la flessibilità del mercato del lavoro, contro il reddito di cittadinanza, come contro le baby pensioni, senza produrre disavanzi e debito a carico delle future generazioni".

Secondo il presidente della Liguria le attuali coalizioni sono lontane da questo programma ma, chiede Toti, "confrontiamoci sulla piattaforma". Per quanto riguarda possibili interlocutori come Di Maio, Renzi e Calenda aggiunge: "Non escludo nessuno dall'interlocuzione". E poi: "Di Maio lo stimo come ministro degli Esteri, ma come leader politico non so dove voglia andare - commenta -. Carlo ha mostrato coraggio a Roma: può essere certamente un interlocutore, ma deve abbandonare l'idea della corsa in solitaria un po' elitaria. Renzi si muove a zig zag, anche con convergenze significative in Parlamento, ma si tratta di capire che cosa voglia fare"