Nel Parco del Beigua avvistata nuovamente la Salamandrina di Savi

di Alessandro Bacci

Si tratta di una specie che sembrava scomparsa dalla Liguria: "La sua presenza è indice di un ambiente sano"

Nel Parco del Beigua avvistata nuovamente la Salamandrina di Savi

Una nuova specie si è appena aggiunta all'elenco di quelle note nel Parco Naturale del Beigua, la Salamandrina di Savi. Si tratta di una riscoperta, appena pubblicata dal naturalista Alberto Pastorino sulla Rivista piemontese di Storia Naturale, più che di una scoperta. Secondo gli studiosi "la specie non sarebbe infatti scomparsa dai monti liguri ma è semplicemente sfuggita ai rilevamenti negli scorsi anni, seppur svolti con competenza dai collaboratori dell'Ente Parco. A nostra insaputa questo piccolo anfibio ha continuato ad abitare i boschi intorno alle pozze e ai ruscelli con acque pulite, di cui ha bisogno per deporre le uova".

"La sua presenza è indice di un ambiente sano" e come molte altre specie è "molto sensibile al taglio dei boschi (che altera il microclima della lettiera), all'inquinamento dell'acqua e all'introduzione di pesci - spiegano gli studiosi -. Boschi ecologicamente sani, quindi anche con la presenza di alberi morti, che alimentano la crescita di nuovi alberi, e ruscelli sani sono la casa della Salamandrina".

La Salamandrina dagli occhiali, per via di una macchia chiara sul capo, o di Savi, dal nome di chi per primo l'ha descritta nel 1821, è un anfibio presente solo nella penisola italiana. Ha piccole dimensioni (7-13 cm, oltre metà costituita dalla coda), è bruno-nera sul dorso mentre mostra un misto spettacolare di colori rosso e bianco nella parti inferiori (gola, ventre e arti). Se percepisce un pericolo forma un cerchio quasi perfetto e mette in evidenza i colori ventrali per avvisare della sua tossicità. Nel 2013 la Salamandrina di Savi è stata trovata nel Parco delle Capanne di Marcarolo, mentre nel 2018 è stata avvistata casualmente a Masone, nella Valle del Serpente, da Alberto Pastorino. Un'ulteriore conferma è arrivata nel 2019 vicino al Passo del Faiallo, in Valle Orba, dal signor Feres El Abed.