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Maxi operazione antidroga a Chiavari: 6 giovani arrestati e 15 denunce

di Alessandro Bacci

Segnalati anche 30 soggetti consumatori di hashish e marijuana. I pusher postavano video sui social in cui mostravano la 'merce' in vendita

I poliziotti di Chiavari hanno arrestato sei persone: cinque italiani e un ecuadoriano tra i 20 e i 40 anni. Nel corso dell’operazione iniziata alla fine del 2019 sono stati effettuati 7 arresti in flagranza per il reato di “spaccio di sostanza stupefacenti”, denunciati a piede libero 15 giovani, di cui due minori, e segnalati alla Prefettura altri 30 soggetti come consumatori di hashish e marijuana. Questo il bilancio dell’operazione “HERBA SOCIAL LIKE”.

Dalla fine dell’anno 2019, il consumo di sostanze stupefacenti derivate dalla cannabis è aumentato esponenzialmente fra i giovani del chiavarese, ha preso il via una vasta indagine condotta dagli investigatori del Commissariato di Chiavari. Con l’arresto, alla fine dell’anno 2019, di un giovane trovato in possesso di circa mezzo kilo di marijuana che lo stesso deteneva per la cessione a terzi è iniziata l’attività investigativa proseguita successivamente con la ricostruzione e individuazione di altri soggetti dediti all’attività di spaccio nelle cittadine di Chiavari e Lavagna. L’attività investigativa ha portato all’arresto di altri 6 giovani pusher che svolgevano principalmente la loro attività utilizzando i social network dove postavano video in cui veniva mostrata la “merce” in vendita convinti del fatto che non potessero essere intercettati.

L’analisi delle chat dei cellulari sequestrati ha consentito agli agenti di identificare sia le loro fonti di approvvigionamento, sia i loro acquirenti, tutti giovani e giovanissimi poi convocati in Commissariato. L’attività d’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Stefano Puppo, ha fatto emergere che i 7 pusher arrestati condividevano gli stessi clienti-acquirenti e, grazie ad una capillare attività di analisi e controllo dei social, da qui il nome dell’indagine, ha portato all’individuazione di quasi 200 consumatori, molti dei quali minorenni, che si rivolgevano agli indagati per acquistare lo stupefacente.

Altra nota peculiare è che le indagini svolte anche sul web hanno portato all’attenzione degli inquirenti alcuni video musicali caricati su “Facebook” e “You Tube” di rapper locali nei quali si esalta lo spaccio di sostanze stupefacenti e il guadagno facile che da questo ne deriva e nei quali alcuni dei soggetti tratti in arresto compaiono quali “attori/comparse” negli stessi video forse interpretando proprio loro stessi.

Durante l’attività è stata rinvenuta e sequestrata anche una serra adibita alla coltivazione di marijuana illegale per il quale è stato denunciato il padre di uno degli arrestati.