Infrastrutture Liguria, Laghezza: "Troppi ritardi: il paese è obsoleto, bloccato e incapace di decidere"

di Redazione

Per il Presidente di Confetra Liguria il miliardo di danni causati dai blocchi autostradali rappresenta solo la punta dell'iceberg per la logistica

Infrastrutture Liguria, Laghezza: "Troppi ritardi: il paese è obsoleto, bloccato e incapace di decidere"

Un miliardo di danni piombati sulle spalle del comparto logistico ligure. Prima il crollo del ponte Morandi, poi i reiterati blocchi della rete autostradale, ora le conseguenze di una nevicata “non prevista”. Ma per Alessandro Laghezza, Presidente di Confetra Liguria, i dati resi noti di recente dal Comitato Salviamo Genova e la Liguria, rappresentano solo la punta dell’iceberg. “La Liguria e tutto il nord ovest italiano – denuncia Laghezza – non sono solo chiamati a subire danni frutto di contingenze negative, ma scontano una perdita di efficienza e competitività che si riverbera su tutto il sistema produttivo italiano; anni e anni di colpevole e mancata pianificazione delle nuove opere e quindi di un funzionamento razionale della rete degli approvvigionamenti e della distribuzione”.

“Torniamo a parlare della bretella autostradale di Genova e si scopre in queste ore che di certo non vi è nulla. Torniamo a parlare del raddoppio della ferrovia Pontremolese e si scopre che non rientra nella pianificazione del Governo. Esultiamo perché il Terzo Valico forse a fine 2023, a quasi 110 anni dal primo progetto, sarà completato ma il tratto svizzero del corridoio Reno-Alpi entrerà in funzione nel 2021. Al di là degli sviluppi del confronto in essere in seno al Governo, è evidente, che per poter gestire le ingenti risorse del Next Generation Plan occorre un totale cambio di approccio e di passo”.

Secondo il Presidente di Confetra Liguria, lo stato di indifferenza e inadeguatezza ha abbracciato in questi anni l’intero sistema delle Istituzioni, salvo rare eccezioni, senza risparmiare il mondo dell’associazionismo che è stato spesso incapace di reagire. “Non è solo il debito pubblico – sostiene Laghezza – che lasciamo in eredità ai nostri figli ma anche un Paese obsoleto, bloccato e incapace di decidere; le infrastrutture sono lo specchio di questa situazione ma anche il campo di battaglia su cui costruire il futuro. Se perdiamo lì non abbiamo chance”.